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7 Marzo 2026 10:01

Respinto il ricorso delle compagnie telefoniche al TAR del Lazio contro le bollette mensili stabilite dall’AgCom

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di Federica Gagliardi

Il TAR-Tribunale Amministrativo Regionale  del Lazio ha respinto oggi il ricorso presentato dall’Asstel, l’associazione di categoria che rappresenta le aziende di telecomunicazione fissa e mobile, e di Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb ed Eolo contro la delibera AgCom n. 121 del 24 marzo 2017 , emanato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che imponeva agli operatori di telefonia mobile di emettere le bollette una volta al mese invece che ogni quattro settimane. Infatti secondo il TAR non è vero che la delibera dell’AgCom viola la libertà d’impresa, come sostenuto dalle compagnie telefoniche.

Il TAR ha anche confermato le multe emanate lo scorso dicembre dall’AgCom, che aveva deciso nei confronti delle compagnie telefoniche che non si erano adeguate al nuovo tipo di fatturazione entro i 90 giorni stabiliti dalla delibera 121: ogni compagnia telefonica dovrà pagare la sanzione massima prevista per legge che di 1,16 milioni di euro.

Il Tar del Lazio con un’ordinanza, cioè con un distinto provvedimento ha però dato un dispiacere provvisorio ai consumatori sospendendo il meccanismo di rimborso ai clienti (indicato sempre dalla delibera del Garante di dicembre del 2017) che prevedeva che i clienti dovevano essere indennizzati nella prima bolletta corretta, nella prima fattura che resusciterà la cadenza mensile. La restituzione doveva essere commisurata alle giornate che i clienti hanno pagato in più, per colpa della fatturazione ogni 28 giorni, da una data precisa: il 23 giugno 2017.

La delibera stabiliva anche che le compagnie telefoniche dovessero rimborsare i propri clienti per le somme in più chieste da giugno 2017, cioè da quando avrebbero dovuto passare alla fatturazione mensile: su questo punto il TAR è venuto incontro alle aziende di telecomunicazione, sospendendo fino al 31 ottobre 2018 la decisione in merito. Ma ogni singolo consumatore potrà comunque rivolgersi con singoli procedimenti dinnanzi ai vari Corecom regionali per far valere le proprie ragioni contemplate nella delibera del dicembre 2017.

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