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7 Novembre 2026 23:38

La denuncia di Tajani: “Miei dati su dark web, minacce alla mia famiglia per il sostegno dell’Italia a Kiev”

Il vicepremier: "La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo". Il ministro Crosetto: "Sicurezza divenga priorità ora, non quando sarà troppo tardi". Farnesina: "Preso di mira per posizione su Ucraina". Accesso ai dati avvenuto attraverso rete Tor, taglia degli hacker: "Se ci dite dove abita sarete pagati"

“Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni. Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari“. È la denuncia su X del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”, assicura il titolare della Farnesina.

“La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”, afferma Tajani, secondo cui gli attacchi sarebbero anche una reazione alle iniziative avviate per rafforzare la sicurezza informatica del ministero degli Esteri. “Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1° gennaio una ‘direzione cyber’ per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”, spiega il ministro, sottolineando che l’Italia è operativa e in stretto coordinamento con gli alleati. “Noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”, conclude.

“Non mi faccio intimidire”

Poi, in un video diffuso alla stampa, aggiunge: “Siamo di fronte a una guerra ibrida. Per questo, ho chiesto al G7 di lunedì che si svolgerà a Parigi di porre questo argomento al centro del nostro dibattito. Un gruppo di hacker filo russi ha deciso di porre una taglia sulla mia persona e sulla mia famiglia. Insomma, sono disposti a pagare per avere informazioni sulla mia vita privata e sulla mia attività politica. È ovvio che l’obiettivo è quello di intimidirmi. Io non mi faccio mettere paura da nessuno – ribadisce il ministro – Continuerò a difendere le ragioni dell’Ucraina, a lavorare per la pace e perché non si ripeta più quello che è successo”. 

Commentando Stefano Bonaccini, presidente del Pd, che ha pubblicato una foto “fake” del vicepremier col cappellino Maga, Tajani lancia “un appello a tutta la politica italiana: attenzione, difendiamo la democrazia, la libertà. E impediamo che la guerra ibrida ci metta in ginocchio. Mi dispiace che il presidente del Pd, proprio in questo frangente, abbia utilizzato l’Ia per attaccare me e denigrare le mie posizioni politiche. Facendo così si aiutano soltanto i signori della guerra ibrida…”.

Accesso a dati Tajani su dark web avvenuto attraverso rete Tor

Da alcuni giorni sono comparsi sul dark web dati personali del ministro degli Esteri Antonio Tajani, accompagnati da minacce e tentativi – anche a pagamento – di acquisire ulteriori informazioni riservate su di lui e sui suoi familiari. Lo hanno rilevato le strutture di cybersicurezza. A quanto si apprende, i contenuti sono stati individuati in un’area del dark web accessibile attraverso la rete Tor, un sistema che consente di navigare in Internet garantendo un elevato livello di anonimato agli utenti. Si tratta di una rete utilizzata anche per attività illecite, tra cui il commercio di sostanze stupefacenti, armi e materiale pedopornografico, nonché la compravendita di dati personali e informazioni riservate.

Le attività di monitoraggio delle strutture di cybersicurezza hanno consentito di individuare la diffusione di queste informazioni e le minacce rivolte al ministro. Il nome del titolare della Farnesina compare nell’elenco pubblicato sul canale Telegram del gruppo di hacker filorusso “NoName057(16)“, che annuncia ricompense economiche per chiunque fornisca informazioni su persone considerate ostili alla Russia. “Amici, abbiamo lanciato l’elenco aggiornato dei nostri ‘clienti’. Pubblichiamo per voi l’elenco attuale delle persone la cui attività opera direttamente contro gli interessi della Russia e dei nostri alleati”, si legge nel messaggio. Il gruppo spiega di aver creato sul proprio portale, accessibile attraverso la rete Tor, una sezione denominata “Tribunale“, nella quale vengono pubblicate le schede dei soggetti presi di mira. “Abbiamo bisogno di qualsiasi informazione su di loro: contatti, spostamenti, asset e collegamenti”, scrivono gli hacker.

Il gruppo promette inoltre compensi economici a chi collaborerà alla raccolta di informazioni sui soggetti inseriti nell’elenco. “Paghiamo per informazioni confermate e realmente utili. Garantiamo l’anonimato e la sicurezza al 100%. Se avete qualcosa da raccontare, inviate i dati a questo canale”, si legge ancora nel messaggio. Oltre a Tajani, nella lista figurano altre undici persone, tra cui il procuratore di Roma Francesco Lo Voi. Il gruppo presenta i nominativi come soggetti nei confronti dei quali sarebbero già stati aperti procedimenti nell’ambito del proprio cosiddetto “Tribunale“.

Farnesina: “Minacce a Tajani per posizione italiana a sostegno dell’Ucraina”

Le strutture di cybersicurezza hanno individuato nei giorni scorsi la diffusione sul dark web di dati personali del ministro degli Esteri Antonio Tajani. I contenuti, sottolinea in una nota la Farnesina, sono comparsi in un’area del dark web accessibile attraverso la rete Tor, un sistema che garantisce un elevato livello di anonimato e che viene utilizzato anche per attività illecite, tra cui il commercio di droga, armi e dati personali. Il ministro ha ricondotto tali minacce alla posizione italiana espressa a sostegno dell’Ucraina e ricordato le iniziative avviate alla Farnesina per rafforzare la sicurezza informatica, tra cui la creazione, dal 1° gennaio scorso, di una nuova Direzione cyber per proteggere il Ministero dalle incursioni informatiche.

Alla luce dell’innalzarsi del livello delle minacce ibride nei confronti dell’Italia e di vari Paesi europei, il ministro ha chiesto alla Presidenza di turno del G7 di porre il tema all’ordine del giorno della riunione dei Ministri degli Esteri G7 che avrà luogo a Parigi il 9 e 10 novembre prossimi. Tajani, si legge ancora, ha espresso infine la sua solidarietà al Procuratore di Roma Francesco Lo Voi, al direttore della Polizia Postale Ivano Gabrielli e al sindaco Paolo Tassan-Zanin per le medesime minacce ricevute.

Polizia Postale indaga sui dati finiti sul dark web

La polizia postale indaga sulla fuga di dati personali – diffusi sul dark web nei giorni scorsi in un’area accessibile attraverso la rete Tor – che ha coinvolto anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi. Si tratta di un sistema che garantisce un elevato livello di anonimato e che viene utilizzato anche per attività illecite, tra cui il commercio di droga, armi e dati personali. Nella lista gli hacker filorussi di NoName(057)16 hanno pubblicato dati e richiesto notizie dietro compenso a chiunque fornisca informazioni su persone considerate ostili alla Russia. L’annuncio si trova in una sezione del sito chiamata ‘Tribunale per coloro che meritano un verdetto pubblico”.

Nella lista di 18 soggetti compaiono anche il direttore della Polizia Postale Ivano Gabrielli, il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin, il presidente di Eurojust Michael Schmid, il magistrato della procura di Francoforte Benjamin Krause, il capo della polizia criminale tedesca, Holger Munch e il giornalista d’inchiesta ricercato da Mosca, Michael Alexander Martens.

Le reazioni

Immediata la reazione di Giorgia Meloni: “Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark web di dati personali che lo riguardano. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”, ha detto la presidente del Consiglio.

“Da quattro anni parlo con preoccupazione di guerra ibrida. Oggi tutti sembrano scoprirla, insieme alle nostre vulnerabilità di fronte agli attacchi cyber” scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Eppure continuiamo a sottovalutare anche altri aspetti come la guerra cognitiva: la profilazione delle persone, l’utilizzo dei dati e delle neuroscienze per influenzare i comportamenti, la manipolazione dell’informazione e la presenza sempre più pervasiva di attori ostili nello spazio digitale. Tra qualche anno scopriranno anche la guerra cognitiva e le altre forme di guerra ibrida. E, come sempre, si stupiranno di non averla vista arrivare. Smettiamo di rincorrere le minacce e iniziamo ad anticiparle, anche rendendo più difficile portarle a termine. La sicurezza a 360 gradi deve diventare una priorità nazionale. Ora, non quando sarà troppo tardi”.

“Sono molto gravi le minacce degli hacker filo russi di NoName057(16) nei confronti di Antonio Tajani. Il vice presidente del Consiglio, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, viene minacciato per le sue posizioni coraggiose in difesa della libertà dei popoli. Questo gruppo di hacker è ritenuto pericoloso e minaccioso anche perché legato, certamente, ad ambienti russi, in particolare a strutture dell’intelligence di Mosca. Parallelamente, io e altri esponenti di Forza Italia, abbiamo ricevuto lettere di minacciosa censura da parte dell’Ambasciata iraniana a Roma, perché abbiamo ‘osato’ partecipare a manifestazioni contro la pena di morte in Iran, a sostegno di Najmeh Amini. Forza Italia difende la libertà in Italia e nel mondo. Si batte contro la pena di morte. Le minacce nei confronti di Tajani non vanno sottovalutate per il ruolo di punta che svolge nel contesto internazionale in difesa di principi per noi inderogabili”, ha commentato il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.

Bonaccini: pubblica e poi cancella (su richiesta) una foto AI contro Tajani

Il ministro Antonio Tajani è stato vittima di una manipolazione informatica e da qualche ora sta circolando online un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo vede con in mano il cappellino Maga, simbolo della campagna di Donald Trump. A diffonderlo, tra gli altri, anche Stefano Bonaccini, che dopo le rimostranze l’ha rimosso ma con polemica. “Vista la richiesta di Forza Italia e per non ingenerare equivoci, ho rimosso il post con un ‘meme’ ironico su Antonio Tajani che indossava il cappellino Maga, che pur aveva tenuto in mano in occasioni pubbliche, come ampiamente documentato”, si è difeso l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna.

Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, in una nota ha evidenziato come, oggi, “siamo arrivati al livello più basso, nel dibattito politico, della storia della repubblica. Il fatto che Stefano Bonaccini, presidente del Pd, pubblichi una foto falsa di Antonio Tajani con il cappellino Maga in testa è il segnale della follia collettiva e del degrado del dibattito pubblico operato dalle opposizioni. Un atteggiamento totalmente irresponsabile che tra l’altro arriva nel momento della minaccia che lo stesso Tajani riceve per aver tenuto posizioni di cui tutti dovrebbero essere orgogliosi. A cominciare dall’abolizione della pena di morte in Italia”.


Delegazione italiana Ppe scrive a Metsola e Pd: “Scuse pubbliche a Tajani, episodio gravissimo”

La delegazione italiana del Ppe al Parlamento europeo ha inviato due lettere formali alla presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, e alla delegazione del Partito democratico per esprimere “ferma protesta e profonda indignazione“ per la pubblicazione, sui social del presidente del Pd ed europarlamentare Stefano Bonaccini, di “un’immagine artefatta” del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, “falsamente raffigurato” con un cappellino Maga di Donald Trump.”Un episodio gravissimo, che travalica la normale dialettica politica -denuncia la delegazione- e investe la credibilità delle istituzioni democratiche. È inaccettabile che un parlamentare europeo, per di più presidente di un importante partito, diffonda immagini falsificate per attaccare un avversario politico. Prendiamo atto che Bonaccini abbia rimosso il post, ma cancellare una falsità non significa cancellarne le conseguenze. Un’immagine manipolata può continuare a circolare anche dopo la rimozione, alimentando disinformazione e provocando danni reputazionali. Servono quindi un riconoscimento pubblico dell’errore, chiarimenti e scuse esplicite al ministro Tajani”.

Nella lettera a Metsola viene chiesto di valutare la vicenda nell’ambito delle prerogative istituzionali della presidenza del Parlamento europeo. Alla delegazione del Pd viene invece sollecitata una “presa di posizione pubblica, chiara e inequivocabile, che condanni l’utilizzo di immagini falsificate nella comunicazione politica”: ”Colpisce la contraddizione tra questo comportamento e le continue battaglie del Pd contro le fake news. Non si può denunciare la disinformazione quando proviene dagli avversari e tollerarla quando viene utilizzata dalla propria parte politica. Non possono esistere doppi standard”.

”Non chiediamo di rinunciare alla critica politica, anche aspra, ma -avverte delegazione italiana del Ppe– di rispettare la verità dei fatti e la dignità delle istituzioni. In un’epoca segnata dalla crescente diffusione di contenuti manipolati e deepfake, chi rappresenta i cittadini europei deve dare per primo l’esempio. Ci aspettiamo dalla Presidente Metsola la dovuta attenzione e dal PD una risposta chiara, senza ambiguità. La credibilità della lotta alla disinformazione si misura anche dalla capacità di condannare gli errori della propria parte politica”.

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