La procura di Roma ha avviato un’indagine, senza indagati né ipotesi di reato, in relazione a presunte irregolarità nello svolgimento delle prove scritte del concorso in magistratura. All’attenzione del procuratore aggiunto Giuseppe De Falco di piazzale Clodio sono finite alcune segnalazioni raccontate nelle chat di gruppo da alcuni candidati. “Ragazzi – si legge in uno dei messaggi – le tre tracce erano sul tavolo, qualcuno le ha viste quando ha consegnato il proprio compito. Il punto è uno: chi mi dice che le tracce erano messe lì perché qualcuno con la scusa di andare a vedere il codice…andava con il foglio per prendersi i pezzi piano piano…tutte e tre le tracce…” è il messaggio scritto alle nove di sera del 24 giugno scorso, quando la prima prova, quella di civile, era terminata da pochi minuti. Il quesito che ha affollato quella sera il pensiero di chi il giorno dopo ha affrontato la traccia di penale, è stato: “Che si fa adesso?”. Interrogativo che adesso si stanno ponendo gli inquirenti, che procedono cauti. Intanto è già pronta un’istanza di annullamento in autotutela da parte degli aspiranti magistrati in modo che intervenga l’amministrazione prima ancora che escano i risultati.

Verso le nove di sera di quel 24 giugno, iniziava a circolare una voce. Le tracce di penale prevista il mattino dopo sarebbero state in bella vista sulla scrivania della Commissione nel terzo padiglione. In particolare, si sarebbe trattato di un tema sulla devastazione e il saccheggio, uscito ma poi non estratta come prova. Mentre un’altra traccia presente sulla scrivania avrebbe fatto riferimento ad articoli del codice civile, poi citati nella prova affrontata sulla bancarotta. Ma non sarebbe l’unica irregolarità.
In un file condiviso, diversi partecipanti hanno appuntato alcuni episodi discutibili accaduti all’interno dei padiglioni della Fiera di Roma: “Il giorno della prova di diritto amministrativo abbiamo trovato, prima dell’arrivo dei commissari, una sentenza sull’accesso civico. Abbiamo chiesto spiegazioni ma non ci sono state date. La sentenza è stata ritirata da un ufficiale e non ho saputo più nulla”, scrive un partecipante. Poi c’è chi lamenta controlli superficiali, con persone che parlavano a bassa voce nei bagni in maniera sospetta, come se fossero al telefono. Un’altra persona ha raccontato di aver sentito due dei militari addetti alla sorveglianza parlare tra di loro e dire: “Devi stare attento perché hanno foglietti ovunque e al terzo giorno scatta l’allontanamento“. Chi ha sentito la conversazione commenta : “Come se negli altri giorni si potesse copiare. Il secondo giorno, dopo l’annuncio della direttrice del concorso che ha invitato chi controllava a depositare i telefoni fuori dal padiglione, ho visto militari che mandavano messaggi per tutta la durata della prova. Un fatto strano considerando che dovrebbero esserci apparecchiature che oscurano il segnale per tutta la durata della prova”.
Alcune testimonianze sono consultabili sulla piattaforma Skool nella community “Un giurista per amico” alimentano il dubbio sulla validità della prova scritta, lasciando aperta l’ipotesi plausibile che si imponga di rifare tutto da capo. Alcuni lo propongono nelle chat: “Vabbè, si annulla”. C’è chi annuncia ricorso al Tar. Ad oggi questo insieme di annunci, lamentele, voci fanno crescere le ipotesi più disparate e adombrano fantasmi frutto anche della tensione dovuto all’ansia davanti a un concorso difficile. Diverse interrogazioni parlamentari sono state depositate per chiedere chiarimenti al ministro della Giustizia Carlo Nordio.





