MENU
1 Luglio 2026 13:45

I misteri del Monte Carlo gate: l’agguato all’oligarca ucraino presente nelle “black list” di Kiev e Mosca

La bomba piazzata all’ingresso dell’edificio dove viveva l’imprenditore ucraino Vadim Ermolaev ricoverato insieme alla moglie entrambi in condizioni gravissime

I diversi tasselli contraddittori dell’identikit di Vadim Ermolaev, 58enne imprenditore con passaporto cipriota, 45simo nella lista degli uomini più ricchi dell’Ucraina, stanno emergendo nelle ore successive all’attentato contro di lui a Monte Carlo. Per glu ucraini era un amico dei russi, colpito da sanzioni per ordine di Volodymyr Zelensky. Per Mosca invece era un agente dei servizi ucraini, che gestiva una rete di call center dediti alle truffe telefoniche a danno dei russi, oltre che degli europei.  L’unica certezza è che qualcuno voleva ucciderlo in maniera clamorosa: gli inquirenti monegaschi che stanno indagando sulla bomba piazzata all’ingresso del lussuoso condominio dove abitava sostengono che si tratti del primo attentato esplosivo della storia del principato, e il principe Alberto di Monaco ha condannato il “crimine ripugnante”.

Il primo attentato nella storia del Principato

Nel Principato e nella vicina Francia è scattato il “piano rosso” di massima emergenza dei servizi di sicurezza. Sono stati istituiti posti di blocco della polizia al casello francese di La Turbie, al confine con il Principato di Monaco. “A mia conoscenza, è la prima volta nella storia che un simile atto si verifica nel Principato”, ha affermato il Ministro di Stato al quotidiano francese Le Figaro. Il sindaco di Nizza, Éric Ciotti, ha espresso sui social media il proprio cordoglio per l’attentato, che ha definito una “tragedia“: “I miei pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie e al popolo di Monaco. Pieno sostegno alle forze dell’ordine e ai servizi di emergenza mobilitati“. Charles Ange Ginésy, presidente del consiglio dipartimentale delle Alpi Marittime, ha scritto sempre sullo stesso social network: “Esprimo la mia più profonda solidarietà alle vittime, alle loro famiglie e al popolo di Monaco di fronte a questo attentato“.

L ’edificio del Principato di Monaco dove si è verificata l’esplosione

Il killer ha depositato lo zaino con la bomba, farcita di elementi metallici, e probabilmente l’ha azionata quando Ermolaev si è avvicinato, in compagnia della moglie e del figlio. Un vero tentativo di omicidio a sangue freddo.  Il figlio 13enne del magnate ucraino è fuori pericolo, mentre la moglie Anna versa in condizioni critiche, dopo aver perso entrambe le gambe. Le condizioni di Ermolaev sono state “stabilizzate”. I poliziotti monegaschi e francesi intanto stanno dando la caccia all’uomo con il cappello e la maglietta neri che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso mentre si allontanava dal luogo dell’esplosione, per poi fuggire in territorio francese.

Non rimane al momento altro che provare a indagare nel complicato mondo di interessi di un uomo che si è fatto da sé, con alle spalle soltanto gli studi in un istituto tecnico nella sua città natale, Dnipro. I suoi concittadini dicono che lui “ha cambiato più di chiunque altro il volto della città”: il suo impero edile Alefholding fondata con un altro nome ambizioso, “Primus inter pares” spaziano tante altre attività, dall’acciaio alla plastica, dalla medicina al vino. Ermolaev ha costruito grattacieli e centri commerciali, ed è lui che ha inventato e finanziato il boulevard Katerinoslavsky, la passeggiata pedonale diventata una delle attrazioni del centro. 

Vadim Ermolaev

Ed è stato proprio quest’ultimo a portare Ermolaev nella lista nera degli oligarchi invisi al governo di Kyiv: nel 2014, le sue aziende che producevano vino e brandy in Crimea sono state registrate a dei prestanomi per continuare a funzionare sotto l’occupazione russa. Lui però ha dichiarato che Mosca gli ha sequestrato le aziende, e che i militari russi hanno anche distrutto il suo aereo privato. Ermolaev in realtà non ha mai espresso pubblicamente alcuna simpatia verso il regime di Vladimir Putin, mentre ha sostenuto la resistenza ucraina e dice di aver anche finanziato l’esercito di Kyiv. L’ oligarca dal 2019 non è più cittadino ucraino: ha rinunciato al passaporto con il tridente, optando per la cittadinanza di Cipro, un classico rifugio dei ricchi postsovietici, dichiarando di avere bisogno di “protezione internazionale dal sistema giudiziario ucraino”. 

Ermolaev aveva comunque conservato diverse attività nella sua ex patria,Forbes Ukraine stimava il suo patrimonio in circa 220 milioni di dollari. Zelensky ha messo nel 2023, Ermolaev sotto sanzioni per la sua cooperazione con lo Stato russo, ma ancora prima era finito nella lista del “Battaglione Monaco”, come viene ironicamente chiamato il manipolo di oligarchi scappati in Costa Azzurra, fuggendo dalle bombe russe . Leggendo la stampa russa Ermolaev viene descritto in tutt’altra veste, venendo raffigurato come un oscuro faccendiere il cui business principale erano i call center, a Kyiv e a Dnipro. Le fonti di “Rybar”, un canale Telegram vicino ai militari russi, sostengono che alcuni di questi call center sono stati bersaglio dei droni russi durante gli attacchi a Dnipro, e che farebbero parte di una rete messa in piedi dall’intelligence ucraina, SBU.

La propaganda russa afferma che numerosi casi di microsabotaggio contro la macchina militare siano stati opera dei truffatori telefonici che hanno prima spillato denaro a russi ingenui, e poi li hanno spinti a incendiare caserme o strappare manifesti governativi promettendo di restituire i soldi. Aleksandr Bortnikov capo dell’Fsb (il servizio segreto russo) di recente ha sostenuto che gli ucraini abbiano messo in piedi almeno 120 call center per truffare e manipolare i cittadini russi. Una teoria del complotto questo che però si basa su un fatto vero: Artur il figlio maggiore di Ermolaev, lo scorso aprile è stato condannato da un tribunale estone per aver organizzato una rete di 50 call center che hanno rubato 100 milioni di dollari ai cittadini europei. Ermolaev Jr se l’è cavata con una multa di 8,5 milioni di dollari e l’estradizione dall’Estonia, ma il lucroso business delle truffe telefoniche sembrerebbe non essere stato ancora smantellato.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Delfin, l’assemblea approva il bilancio senza Del Vecchio Jr
Bastoni indagato per prostituzione minorile: sesso a pagamento con una ragazza di 17 anni
Donnarumma si dimette da amministratore delegato e direttore generale delle Ferrovie dello Stato
Decreto Flussi, così venivano "venduti" i nulla osta: 30 arresti nell'inchiesta della Dda di Lecce.
Quattro arresti per attentato a Sigfrido Ranucci : "Commando ha agito su commissione"
Il Corriere si ferma per lutto. Addio Leon
Cerca
Archivi
I misteri del Monte Carlo gate: l’agguato all’oligarca ucraino presente nelle "black list" di Kiev e Mosca
Delfin, l’assemblea approva il bilancio senza Del Vecchio Jr
Bastoni indagato per prostituzione minorile: sesso a pagamento con una ragazza di 17 anni
Donnarumma si dimette da amministratore delegato e direttore generale delle Ferrovie dello Stato
Decreto Flussi, così venivano "venduti" i nulla osta: 30 arresti nell'inchiesta della Dda di Lecce.

Cerca nel sito