Un decreto interministeriale, firmato da Ministero dell’Economia e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e già in Gazzetta ufficiale che mette nero su bianco la proroga della misura, con ritocco, fino al 3 luglio. Questo è il sesto intervento del governo a 100 giorni dall’inizio della guerra in Iran, con il taglio delle accise ufficiale sul carburante per altre quattro settimane,. I prezzi del pieno sono scesi e il governo ne ha tenuto conto, come largamente anticipato. Dunque, mentre resta uguale lo sconto sulla benzina verde (attivo da ormai più di un mese), è stato dimezzato ancora quello sul gasolio, che dal 23 maggio al 6 giugno è stato di 12,2 centesimi al litro. Il risultato è una riduzione delle accise che tornerà a essere allineato tra benzina e gasolio: -6,1 centesimi al litro (5 centesimi più Iva).
Le Associazioni dei consumatori provano a fare i conti in tasca agli automobilisti alla guida di veicoli alimentati a diesel e soprattutto al mondo del trasporto. La coperta delle risorse governative disponibili è corta, e se un po’ di sollievo dai prezzi del petrolio è arrivato ai distributori, come risulta dai numeri e dai lenti e continui ribassi, è doveroso tenerne conto, questa è la posizione espresse in ambiente di governo.
D’altronde il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, lo aveva dichiarato chiaramente nei giorni scorsi. Ha detto più volte che le decisioni sarebbero state prese in base ai listini nelle stazioni di servizio. In particolare, negli ultimi giorni, è diminuito il prezzo del gasolio, che rispetto a lunedì scorso costa 3 centesimi in meno al litro (ieri era a 1,980 euro al litro), mentre la benzina è scesa di 2 centesimi (ieri a 1,920 euro al litro).

Il Mef ha aspettato il dato definitivo del gettito aggiuntivo Iva del mese di maggio, dovuto all’inflazione sui prodotti energetici, per fare quadrare i conti ed è arrivata la decisione del governo. La cifra a disposizione del governo per questo dossier è di 149,4 milioni. Considerando che lo sconto durerà per altri 27 giorni, il costo quotidiano è di circa 5,5 milioni, una cifra molto lontana da quello messa sul tavolo nella prima fase, quando per mantenere un -24,4 centesimi sia per la benzina che per il gasolio, servivano centinaia di milioni per periodi anche più brevi.
I nuovi sconti sui carburanti partono da oggi domenica 7 giugno. Il prezzo della benzina rimarrà invariato, intorno a 1,920 euro al litro nei prossimi giorni. Per il diesel, invece, è prevedibile un rialzo seppur di poco sopra la soglia dei due euro litro. Con il taglio dimezzato, si dovrebbe arrivare intorno a 2,040 euro al litro. Per entrambi, comunque, il trend è al ribasso da giorni, anche non è detto che non ci siano altre limature dei prezzi di base. Per ora il risultato è che un pieno di 50 litri di gasolio costerà circa 3 euro in più rispetto a quando il taglio alle accise era maggiore.
“Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro”, è la spiegazione del ministro delle Imprese Adolfo Urso, assicurando che il governo proseguirà “con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale”.

Per i consumatori l’ulteriore riduzione dello sconto è invece per lo più una bocciatura . “Una pessima idea, un autogol”, sostiene l’Unione Nazionale Consumatori, avvertendo che in autostrada il diesel “domani (cioè oggi domenica, ndr) varcherà nuovamente la soglia di 2,1 euro al litro” e sulle strade normali “salirà oltre i 2 euro“. Il minor sconto sul gasolio, secondo il Codacons, “costerà agli automobilisti italiani 17,1 milioni di euro a settimana solo a titolo di maggiori costi di rifornimento“.
Dopo quattro decreti legge e due decreti ministeriali, questo dovrebbe essere comunque l’ultimo intervento sulle cosiddette accise mobili, il meccanismo che consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per la riduzione delle accise, su cui peraltro l’Italia è stata bacchettata dall’Unione Europea e dal Fondo monetario internazionale, che sollecitano soluzioni più mirate. Tramontata l’idea di un voucher legato alla carta Dedicata a te per i redditi sotto i 15 mila euro, ora c’è si studia un rafforzamento dei fringe benefit con l’opzione di introdurre bonus carburanti e altri tipi di benefit ma attraverso le imprese, che potranno riconoscerli ai dipendenti.





