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24 Gennaio 2026 14:36

Crans-Montana, Italia richiama ambasciatore a Berna. Protesta ufficiale di Palazzo Chigi alla Svizzera

L'Italia presenta ufficialmente la sua protesta alla magistratura svizzera dopo la scarcerazione del proprietario del bar Le Constellation

L’Italia rappresenta la sua protesta ufficiale alla magistratura svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del discobar Le Constellation di Crans-Montana, richiamando l’ambasciatore d’Italia a Berna. Lo comunica Palazzo Chigi in una nota. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno dato istruzione all’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado di prendere immediatamente contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud per rappresentarle la viva indignazione del Governo e dell’Italia di fronte alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti, nonostante l’estrema gravità del reato di cui è sospettato, le pesanti responsabilità che incombono su di lui, il persistente pericolo di fuga e l’evidente rischio di ulteriore inquinamento delle prove a suo carico”, si legge nel comunicato.

La decisione dei giudici elvetici di scarcerare Jacques Morettirappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale”, si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi. L’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”, prosegue il governo italiano. “Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il Ministro degli Esteri Antonio Tajani – conclude la nota – hanno quindi disposto il richiamo a Roma dell’Ambasciatore Cornado per definire le ulteriori azioni da intraprendere”.

Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano in carica a Berna, ha gestito le relazioni diplomatiche e l’assistenza consolare a seguito della tragica scomparsa di giovani italiani vittime dell’incendio a Le Constellation nel gennaio 2026.

Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric Moretti

Chi ha pagato la cauzione per liberare Moretti ?

Alcuni dubbi sulla provenienza illecita dei franchi usati per Moretti sono caduti: il tribunale ha esaminato l’origine della cifra, così come la “natura del rapporto tra l’imputato e la persona che ha versato tale cifra”, appunto quel “caro amico“. Per questo, sè arrivato il via libera all’uscita dal carcere des Îles. dove Moretti era detenuto in una cella in cui non riusciva né a mangiare né a dormire. E per la stanchezza aveva anche ottenuto il posticipo della seconda parte del suo interrogatorio.

Chi ha pagato la cauzione da 200 mila franchi che ha permesso a Jacques Moretti di uscire dal carcere?  La vergognosa decisione di scarcerare Moretti, proprietario di Le Constellation, il locale di Crans Montana andato a fuoco la notte di Capodanno, è stata presa, si legge nell’istanza, dopo “una nuova valutazione del rischio di fuga e dopo aver esaminato l’origine dei fondi e la natura dei rapporti tra l’imputato e la persona che ha versato tale importo, che è uno dei suoi amici stretti”. Ma di chi si tratta?

La persona pagante ha deciso di rimanere nell’anonimato anche per evitare problemi con l’opinione pubblica. Ma sono tre i personaggi della cittadina svizzera che potrebbero aver effettuato il pagamento. Ovvero il notaio o l’agente assicurativo che hanno gli uffici vicino al locale dei Moretti. Oppure un terzo uomo che, assieme a “persone che frequentiamo regolarmente per le nostre attività“, non gli avrebbero fatto mancare la solidarietà.

Interrogato dopo l’arresto, Moretti aveva detto di non avere praticamente più legami con la Francia, dove ha passato del tempo in carcere per sfruttamento della prostituzione . “Abbiamo la nostra famiglia qui, le nostre attività sono qui, i nostri figli sono nati qui. Ci sentiamo molto vicini alle persone di questo posto e speriamo di poter continuare la nostra vita qui perché «la nostra vita è il lavoro“. I Moretti hanno pochi amici e “molto stretti”, aveva dichiarato nel corso del suo interrogatorio citando per nome il notaio, l’agente assicurativo e un terzo uomo che, assieme a “persone che frequentiamo regolarmente per le nostre attività”, non gli avrebbero fatto mancare la solidarietà: “Abbiamo ricevuto sostegno da tutte le parti”. Un comportamento questo da parte della solita Svizzera pronta ad accogliere delinquenti e riciclare denaro sporco depositato nelle proprie banche.

Perché è stato scarcerato

“Si tratta delle misure classiche che consistono nel divieto di lasciare il territorio svizzero, nell’obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso il Ministero pubblico, nell’obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia e quindi nell’obbligo di versare una cauzione”, si legge nel documento rilasciato dal Tribunale, che ha sottolineato che per l’imputato vale la presunzione di innocenza fino all’emissione di una sentenza di condanna. La cauzione di 200mila franchi, spiega, è un “importo stabilito dal Ministero pubblico e che il tribunale ha ritenuto adeguato e dissuasivo”. La somma è stata versata sul conto del Ministero pubblico. 

Cosa succederà ora a Moretti

Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti. Ma l’uomo – assieme alla moglie Jessica Maric – è indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi sarà comunque sottoposto a misure cautelare come l’obbligo di firma e la consegna dei documenti di identità.

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