di Luna Masi
Nella notte della presentazione della nuova R26, la primogenita dell’importante impegno della casa tedesca Audi nasce la sua storia in Formula 1 con la sicurezza di chi davanti a sé ha obiettivi precisi. Il più grande, è la nascita di un sogno in F1 che vede la luce a Berlino, quello di entrare nella massima serie automobilistica da team costruttore, portando subito i propri motori in pista , con l’obbiettivo di arrivare a lottare per il campionato del mondo entro la fine del 2030. Audi torna in Formula 1 da Costruttore completo. Monoposto e propulsore. Una sfida tecnologica e di risorse di assoluto rilievo, ma anche di estrema difficoltà sebbene a Hinwil ci siano tutti i fattori per poter crescere nel migliore dei modi.
Non sono sogni irrealizzabili, bensì un progetto strutturato: il percorso inizia nel 2026 in pista come “Challenger”, fase in cui verranno stabiliti i processi e la squadra lotterà per conquistare punti. Ci si evolverà poi in “Competitor”, dove i punti di forza saranno consolidati per competere con costanza per i podi. La fase finale sarà diventare “Champion”, una forza unita e vincente per arrivare all’obiettivo finale della conquista del titolo iridato.

C’è già tutta la storia del progetto Audi nella nascita di questo progretto, presentato nel corso del lancio della livrea della monoposto nella suggestiva cornice di Kraftwerk a Berlino , l’ ex centrale termica diventata locale di design industriale e uno dei luoghi culturali più iconici della città tedesca. dove, Audi ha presentato una vettura dal design ricercato con stile, realizzato con l’ambizione di essere “la più elegante e d’impatto sulla griglia” dalle linee strutturali marcate e pulite, ed il tono di rosso che si contrappone con decisione al grigio predominante della vettura dei quattro anelli e al nero della parte superiore del cofano motore. La nuova Audi colpisce soprattutto se vista dall’altro, grazie a geometrie che la rendono unica nel suo genere, con delle linee verticali che dividono la struttura della monoposto. In evidenza, naturalmente, il title sponsor Revolut e i quattro iconici Anelli che dominano l’alettone posteriore.
Il design della show car presentata a Berlino, che non sarà la vettura che vedremo scendere in pista a partire dai test di Barcellona, non è stato l’unico elemento ad attrarre gli sguardi in occasione dell’evento, fortemente voluto da Audi per unire la nuova avventura nel motorsport con l’impegno degli sponsor del team e con le prospettive di una squadra pronta a immergersi completamente in questa sfida ai massimi livelli.

Mattia Binotto responsabile del progetto Audi in Formula 1, ex team principale Ferrari è pronto per una nuova sfida. Dopo la “Ferrari”rossa” di Maranello e aver traghettato Sauber nelle ultime due stagioni della Formula 1, nasce la sfida Audi in una nuova era tecnica : la sfida nella sfida. Nuove monoposto, nuove power unit e nuovo modo di correre da parte dei piloti e dei team stessi, che dovranno gestire cose differenti e in modi diversi tutto quello che fino ad Abu Dhabi 2025 era diventata quasi routine
“Vogliamo lottare per il Mondiale entro il 2030 e questo è un viaggio che richiede tempo, le persone giuste e una mentalità orientata al miglioramento continuo. ha detto Mattia Binotto – La Formula 1, del resto, è un ambiente estremamente competitivo. Diventare un pretendente alla vittoria non è semplice: è un viaggio plasmato dal progresso continuo, non dalla perfezione. Gli errori sono inevitabili, ma imparare da essi è ciò che guida la trasformazione”. Sul come riuscire a raggiungerlo non ha dubbi il team principal Jonathan Wheatley: “La Formula 1 non è solo questione di tecnologia, bensì di mentalità, concentrazione, resilienza e fiducia – ha detto nel corso dell’evento di lancio – Da quando siamo entrati nel vivo del progetto, la nostra crescita è stata misurabile non solo nei numeri, ma anche nello spirito di squadra e nel credere tanto in noi stessi quanto nel fatto che gli altri team non sono migliori di noi. Le squadre vincenti non vengono costruite magicamente. Poggiano piuttosto su persone che credono l’una nell’altra e nel continuo miglioramento dei processi”.

Binotto è rimasto la persona pragmatica che abbiamo imparato a conoscere negli anni alla Ferrari. “No, non sarà realistico dare subito fastidio agli avversari. Loro hanno la maggiore esperienza. Hanno tutti una propria organizzazione ben strutturata e consolidata. Se una squadra o un costruttore è stato grande in passato, rimarrà grande anche in futuro. Su questo non ci sono dubbi. Sono concorrenti molto forti. Per noi sarà una sfida molto difficile. Ma dall’altra parte credo che abbiamo tutti i mezzi per diventare un giorno vincenti e per diventare anche il punto di riferimento per il powertrain. Quindi non mi aspetto che il nostro powertrain sia il migliore fin dall’inizio. Sarebbe impossibile, sarebbe irrealistico. Ma penso che siamo nel nostro percorso e dobbiamo restare concentrati su noi stessi“.
“Saremmo molto felici, io sarei molto felice, se alla fine della stagione le altre squadre ci vedessero e ci percepissero come una squadra di F1 forte e come un concorrente solido per il futuro. – ha continuato Binotto – In qualche modo essere percepiti come una squadra che è qui per fare sul serio, per diventare seriamente competitiva nella prospettiva di lottare per una vittoria in futuro. E questo riguarda, come dicevo, l’atteggiamento: restare umili, imparare dagli errori, imparare dai fallimenti. È esattamente ciò di cui stavamo parlando poco fa. Sarebbe per me una grande soddisfazione essere percepiti come un concorrente forte e serio per il futuro”.

Al primo posto in questo programma di miglioramento e condivisione ci saranno i piloti che porteranno la R26 in pista: Gabriel Bortoleto e Nico Hülkenberg. “Sto vivendo il mio sogno di correre in Formula 1 e lo sto vivendo con Audi, con un team che stiamo costruendo da zero – ha detto il giovane brasiliano, al via del suo secondo anno in Formula 1 dopo una prima stagione con Sauber – Vivremo insieme ogni istante tra alti e bassi sino a divenire una squadra vincente. Abbiamo la possibilità di fare la storia insieme”.
Grande l’ emozione visibile negli occhi del pilota tedesco Hülkenberg: “Per me, da tedesco, rappresentare un Marchio così importante e con alle spalle una straordinaria storia sportiva costituisce un’opportunità unica. È facile percepire come stia accadendo qualcosa di irripetibile”. Una storia che non riguarda solo l’ingresso di un nuovo team costruttore in Formula 1, ma che porta un marchio come Audi all’interno di un lungo viaggio verso la scalata dei vertici della massima serie nel motorsport.






