4 giorni di sciopero e blocco al porto di Taranto

4 giorni di sciopero e blocco al porto di Taranto

Dopo aver manifestato qualche giorno fa davanti alla Prefettura di Taranto , gli autotrasportatori sono passati alle maniere forti.  La protesta è pesante:  quattro giorni di sciopero con i Tir ormai sempre più fermi e vuoti che occuperanno l’ingresso del porto di Taranto, per rivendicare il diritto alla  sopravvivenza come ricordano i componenti della categoria autotrasporto dello Sna Casartigiani di Taranto.

La situazione delle aziende è critica, le difficoltà sono spiegate dalla scelta della società Tct, con gli azionisti Hutchison ed Evergreen, di bloccare ogni traffico dei container sino alla realizzazione dei lavori al molo polisettoriale, cantiere che verrà aperto,, va ricordato,  tra circa un mese ma le cui opere saranno completate soltanto per il primo lotto, non prima di dodici mesi .

Da quando Evergreen ha trasferito la linea transoceanica nel Pireo, le aziende dell’indotto tarantino dei trasporti da settimane,  subiscono un notevole contraccolpo, in quanto con l’interruzione del traffico via mare , conseguentemente si è bloccato anche il traffico su strada. E i camion e mezzi pesanti sono rimasti fermi.

Per questo da oggi sino a venerdì 28 novembre  Sna Casartigiani ha organizzato  il sit-in di protesta agli ingressi del porto di Taranto con il fermo dei mezzi delle aziende con. Il punto di raccolta principale della protesta sarà l’ingresso del molo polisettoriale, dove la gli autotrasportatori ed i sindacati categoria distribuiranno dei volantini con indicate le motivazioni dello sciopero, e le proprie richieste.

Casartigiani ricorda con una nota che la protesta è stata  effettuata “a causa dello stato precario, economico di Lavoro che gli imprenditori del settore stanno vivendo dopo la decisione di Tct-Evergreen di bloccare i traffici locali, motivando la stessa per gli imminenti lavori di dragaggio e per la ristrutturazione delle banchine» e gli autotrasportatori. aggiungono che  “La questione ampiamente discussa sui vari tavoli istituzionali locali giunge a una situazione di non sopportabilità, che costringe le aziende del territorio, ormai, stanche, senza commesse e senza lavoro e rivendicare il proprio diritto di sopravvivenza“,

Il nostro interesse – conclude il sindacato degli autotrasportatori degli artigiani – è ottenere risposte serie, precise e trasparenti, sul futuro del porto di Taranto, al fine di salvaguardare le nostre aziende ma anche le famiglie dei nostri dipendenti”.

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