2016: l’anno che verrà

2016: l’anno che verrà

di Antonello de Gennaro

Ogni 1 gennaio nella vita di ognuno, personale, professionale, imprenditoriale, si fanno propositi e progetti per il nuovo anno appena entrato, ed anche noi non vogliamo esimerci dal farli, ed è per questo che,  sin dall’ultimo trimestre del 2015 abbiamo iniziato a progettare qualcosa di nuovo, di insolito per un città come Taranto, dove la gente vive e “gioca” sempre in proprio pensando al proprio “giardinetto”, senza preoccuparsi di tutto il resto, salvo lamentarsi di tutto e del contrario di tutto. Ma chiaramente non vi sveliamo delle sorprese e novità che a breve saranno sotto gli occhi di tutti.

Schermata 2015-01-01 alle 13.54.34La città di Taranto  non può vivere lamentandosi sempre dalla mattina alla sera della politica e dei politicanti locali, sarebbe un controsenso: questi “politicanti” li hanno eletti i cittadini di Taranto, non i marziani. Questa città ha bisogno di un cambiamento. Culturale, mentale, sociale, imprenditoriale.  Taranto non può e non deve più vivere di “soldi pubblici” come la città ed i suoi pseudo imprenditori, che io amo chiamare i “prenditori” (e in alcuni casi i “predoni“) hanno fatto per circa 50 anni fra i soldi statali del siderurgico ex-Italsider, ora ILVA in amministrazione straordinaria, e l’ Arsenale della Marina Militare.

CdG panoramica ILVATaranto non può e non deve essere solo siderurgia ed appalti pubblici. Questa città e sopratutto il suo litorale devono sviluppare attività turistiche, animazione, ristorazione, e chi ha voglia di fare, non può farlo con la consueta approssimazione che contraddistingue il “tarantino”. Questa città non ha nulla da invidiare a Lecce ed il Salento, ad eccezione degli imprenditori che hanno saputo sviluppare, con soldi ed iniziative “private” il boom turistico che ha portato la provincia salentina al 1° posto in Europa per attrazione turistica.

Basterebbe farsi un giro nella Valle d’ Itria o nell’entroterra brindisino, per vedere masserie ristrutturate ad opera d’arte e con gran gusto, trasformati in alberghi e bed&breakfast, che durante i periodi di vacanza fanno registrare il “sold out” cioè il tutto esaurito. Basterebbe andarsi a fare una passeggiata sulla riviera adriatica e vedere, ma sopratutto capire, come vivono e prosperano tutto l’anno, grazie alle stagioni estive balneari e turistiche.

Non vorrei più vedere affissi patetici poster murales degli stabilimenti balneari che promuovono ai tarantini gli abbonamenti per la stagione estiva. Vorremmo vedere questi operatori (chiamarli “imprenditori” è una parola un pò grossa allo stato attuale) turistici consorziarsi in associazioni, in pro-loco ed andare a promuovere il turismo, l’alimentare, i vini, il nostro territorio, all’estero come fanno i più illuminati imprenditori “veri” romagnoli che riescono a fare “business” con un mare in cui nessun pugliese oserebbe mettere piede, non dico farci il bagno.


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Non vorrei più vedere i giovani doversi trasferire al nord alla ricerca di un’occupazione . Papa Francesco Bergoglio in un suo ultimo meraviglioso discorso ha proferito delle parole piene di saggezza, di illuminismo. “Essere felici non è solo celebrare i successi – ha detto il Papa – ma apprendere lezioni dai fallimenti. Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia. È saper parlare di sé. È aver coraggio per ascoltare un “No“. E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo. Utilizzare gli errori per scolpire la serenità. Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai …. Non rinunciare mai alle persone che ami. Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!“. Parole che dovrebbero farci riflettere.

Il tanto vituperato Sen. Mario Monti, ex rettore dell’ Università Bocconi di Milano, il che significa che tanto cretino non è, intervistato al TG5  fece scalpore annunciando da Presidente del Consiglio  l’addio all’idea del posto fisso aggiungendo che “I giovani devono abituarsi all’idea che non lo avranno. Che monotonia il posto fisso, è bello cambiare“, anche se bisogna “avere condizioni accettabili”. Monti aggiunse “”Lo sforzo che faccio con i ministri e il Parlamento è la spiegazione agli italiani che se tutti rinunciamo a qualche cosa, con un disarmo multilaterale dei privilegi e delle rendite staremo tutti meglio, non per solidarietà e generosità ma per il proprio stretto interesse in una prospettiva lunga nel tempo“. Come non dargli ragione ?

Schermata 2015-01-01 alle 13.29.33In molti giovani tarantini sognano di andare a lavorare in Inghilterra, in America, ma il vero “dramma” è che questi giovani e le loro famiglie sono disinformate, illuse. Infatti non sanno che in quelle economie, il “posto fisso” non esiste più. Ed è questa filosofia che crea occupazione, concorrenza, stimolo ai giovani. Chi lavora tutta la vita in un’azienda negli Stati Uniti è un “fallito”. Si cresce cambiando azienda, aumentando le proprie competenze, cercando di guadagnare ogni anno di più. Ma non grazie agli scatti contrattuali o alle ormai inutili battaglie sindacali. Non è un caso che i vari Bill Gates (Microsoft), la buonanima di Steve Jobs (Apple) , Mark Zukemberg (Facebook)  sono nati in America e lì hanno aperto le loro aziende inventandole dal nulla e senza finanziamenti o aiuti “pubblici”.

Schermata 2015-01-01 alle 13.35.35Taranto nei prossimi 10 anni cambierà aspetto e faccia grazie agli investimenti del Governo che ha stanziato circa un miliardo di euro per risanarla, e per ristrutturare e rifondare anche la città vecchia, che però non potrà più essere vissuta come lo è attualmente, dalla stragrande maggioranza di famiglie di pescatori (la parte sana) e famiglie di malavitosi (la stragrande maggioranza) come le continue recenti retate di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza dimostrano. Vedere risanato il Mar Piccolo, restituita alla città la stazione cacciatorpedinieri (ex Marina Militare) , parte dell’ Arsenale consentirà di avere delle opportunità turistiche-navali che ora non ci sono.

Per fortuna questi soldi stanziati dal Governo, verranno gestiti da Roma e non da Taranto, dove altrimenti i soliti noti tecnici “furbetti” protetti dai partiti avrebbero assegnato appalti e forniture ai soliti “amici degli amici”. Adesso è ora che la parte sana di Taranto, i tarantini che amano la propria città, si rimbocchino le maniche, si uniscano invece di dividersi, e si mettano al lavoro per restituire ai loro figli, ai nipoti quella Taranto indimenticabile, piena di vitalità in cui siamo nati e cresciuti. Una Taranto che non è l’attuale.

Noi del Corriere del Giorno, gli amici che si stanno aggregando, quelli che hanno deciso di sostenerci, rispettando la nostra indipendenza, crediamo in una nuova Taranto. Ora spetta ad ognuno di voi cari lettori fare qualcosa per la vostra città. Non bastano più e sopratutto non servono gli slogan come “Taranto libera”, le sciarpe rossoblù della locale squadra di calcio che da troppo anni milita fra i dilettanti gestita da presidenti che non potrebbero operare ad un altro livello più elevato, o la Birra Raffo in mano (che pochi sanno viene prodotta ed imbottigliata a Roma dalla Peroni – n.d.a.) per sentirsi tarantini. Bisogna esserlo.

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