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23 Maggio 2024 23:24
23 Maggio 2024 23:24

15 anni fa il terremoto a L’Aquila. Mattarella: “Ricostruire è un dovere”

Una notte dedicata alle 309 vittime e alla riflessione e al raccoglimento con la fiaccolata che ha attraversato il capoluogo abruzzese, toccando i luoghi più segnati della scossa

Nel silenzio delle strade illuminate dalla fiaccolata, L’Aquila e i suoi abitanti si sono raccolti per commemorare i 15 anni dal devastante terremoto del 2009. In quella tragica notte, tra il 5 e il 6 aprile, la terra tremò lasciando un’impronta indelebile sulla città e sui 56 comuni circostanti. Il bilancio fu devastante: 309 morti, oltre 1.600 feriti e 80mila sfollati. Nella nottata, mentre la ricostruzione procede a rilento, un fascio di luce ha attraversato il cortile centrale di Palazzo di città, simbolo di speranza e resilienza di fronte alla tragedia. “Ricostruire è un dovere”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Due giovani aquilani, Elisa Nardi e Tommaso Sponta, simboli di memoria e futuro, hanno acceso il braciere al Parco della Memoria per rappresentare la continuità generazionale nella ricostruzione della comunità. “Questo è un momento in cui dobbiamo passare il testimone alle nuove generazioni. Il terremoto lo ha subìto una comunità intera, specie i più giovani, su di loro dobbiamo investire per creare opportunità nuove all’interno della comunità”, ha detto un cittadino. 

Il sindaco Sergio Bianchi, che ha perso un figlio nel sisma, ha evidenziato l’importanza di investire nelle nuove generazioni per creare opportunità e prevenire futuri disastri: “È una lezione che va colta in un momento in cui nel Paese si ricostruisce senza fare prevenzione, mentre nessuno pensa a ricostruire le nostre famiglie”.

A che punto è la ricostuzione a L’Aquila?  

La ricostruzione a L’Aquila e nei 56 Comuni del cratere continua, sebbene con ritmi differenti tra settori pubblici e privati. Attualmente, la ricostruzione privata delle abitazioni ha raggiunto percentuali significative, con il 75% delle case già riconsegnate nel cratere dell’Aquila e il 50% nei Comuni circostanti. Tuttavia, per il completamento si stima serviranno altri due anni. Per quanto riguarda l’assegnazione dei contributi, siamo all’86% nell’Aquila e al 64% nei Comuni del cratere, con una previsione di 3-5 anni per completare l’erogazione dei fondi. Al contrario, la ricostruzione pubblica procede più lentamente: solo il 50% dei lavori sono stati conclusi nell’Aquila e meno del 50% nei Comuni circostanti. Gli sforzi sono ora concentrati sulla ricostruzione degli edifici pubblici, come scuole, teatri e luoghi di aggregazione. Intanto, si sta procedendo anche al restyling di Piazza Duomo, con un intervento finanziato da fondi complementari al Pnrr.

Le parole di Mattarella

“Il terremoto di quindici anni or sono, nella notte tra il 5 il 6 aprile, sconvolse L’Aquila e il territorio circostante, strappando alla vita più di 300 persone. La distruzione si abbatté sul centro storico, sulla periferia, sui borghi vicini, lasciando tutta la Comunità nazionale attonita e sconvolta. Il Paese seppe reagire, mobilitando tutte le proprie energie, mentre gli abitanti dell’area colpita dal sisma trovarono la forza per iniziare a ricostruire le case, i luoghi di lavoro, le scuole, per recuperare – per quanto possibile – le bellezze artistiche. Il percorso di rinascita di quella terra è divenuto un traguardo e un patrimonio civico comune”. ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“La piena ricostruzione della Città e dei borghi è un dovere e un impegno da proseguire. Per ogni componente sociale, anzitutto per le Istituzioni. Così come tale è l’opera di riconnessione del tessuto sociale. È una sfida che riguarda l’Abruzzo, le sue aree interne e, allo stesso tempo, costituisce un passaggio per innovare e offrire alle nuove generazioni la possibilità di realizzare i loro progetti nella sicurezza di un ambiente che sappia fare dei territori feriti, o a rischio per l’imprevedibilità della natura, luoghi di nuove opportunità”. ha proseguito il Capo dello Stato, concludendo “La memoria di eventi così tragici deve dunque diventare per tutto il Paese ammonimento e impegno, per non trascurare mai il valore della vita umana e l’integrità delle Comunità“.

Le parole di Giorgia Meloni 

“Oggi l’Italia rende omaggio alle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009 e si stringe alla comunità aquilana e abruzzese, a chi quella notte ha perduto gli affetti più cari e a tutti coloro che, con tenacia e determinazione, hanno contribuito alla rinascita della città.  L’Aquila è un modello, per la risposta che lo Stato ha dato fin dalla gestione dell’emergenza, passando per la ricostruzione fino alla rigenerazione degli ultimi anni, di cui si stanno vedendo i primi effetti. Rivolgo un pensiero ai tanti che, a vario titolo e nelle diverse fasi, hanno fornito il loro contributo: gli italiani che mostrarono grande solidarietà e vicinanza; i volontari che si mobilitarono nei giorni e nei mesi successivi; le donne e gli uomini, delle Istituzioni e non, che con abnegazione e impegno hanno contribuito a portare avanti una ricostruzione che è diventata un esempio” ha detto la premier Meloni.

Il Governo è impegnato per dare sempre maggiori certezze all’Aquila e ai Comuni che sono stati colpiti dal terremoto del 2009. Con la nostra prima legge di bilancio abbiamo stanziato, con visione pluriennale e come non era mai accaduto, le risorse necessarie per gli Enti locali. Abbiamo, inoltre, semplificato la normativa per la ricostruzione pubblica e sbloccato i fondi per completare la ricostruzione delle scuole e reperito quelli per concludere il Teatro Comunale dell’Aquila”. ha aggiunto la premier.

“Un impegno, il nostro, che continueremo a portare avanti con grande attenzione per la città e le aree interne, territorio forte e orgoglioso che ha mostrato grande dignità nei momenti più difficili. Un abbraccio alle comunità che, ieri sera, si sono ritrovate nel lutto collettivo della fiaccolata e hanno rinnovato il rito della memoria. La rinascita dell’Aquila è la rinascita di un pezzo di noi stessi. Quindici anni fa siamo stati feriti ma abbiamo saputo rialzarci e tornare più forti” ha concluso la presidente del Consiglio.

© CDG1947MEDIAGROUP – RIPRODUZIONE RISERVATA |

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