Un altro operaio muore sul lavoro all’ ILVA di Taranto

Un altro operaio muore sul lavoro  all’ ILVA di Taranto

Questa mattina nello stabilimento siderurgico dell’ ILVA di Taranto è morto un altro operaio . L’ uomo deceduto Angelo Iodice aveva 54 anni originario di Pratica di Caserta , operaio-dipendente dell’azienda “Global service” che lavorava in appalto, ed era impegnato in alcune attività di manutenzione nell’area dell’acciaieria 1. Secondo le prime notizie la tragica morte incidentale sarebbe avvenuto lungo il binario sul quale si stava ripristinando la linea rimasta danneggiata il 28 agosto scorso quando un carro siluro deragliò rovesciando il suo carico di ghisa fusa a 1800 gradi sui binari che furono lettaralmente sciolti. In quella occasione l’azienda avviò anche un canale alternativo di trasporto del materiale ferroso.

Stando ai primi accertamenti ed a una  sommaria ricostruzione dei fatti l’uomo sarebbe stato travolto sul binario da un mezzo meccanico  gommato con ruote in ferro, chiamato “Colmar“, che viene utilizzato per lavori di manutenzione, che veniva  guidato da un altro operaio . Non è ancora stato possibile determinare e capire se la vittima abbia  improvvisamente attraversato i binari o se invece sia stato il conducente del mezzo a non accorgersi della sua presenza ed a travolgerlo . Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, il 118 e gli ispettori del lavoro . L’incidente è  attualmente al vaglio degli inquirenti, che in queste ore stanno cercando di accertare la reale dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.

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Immediata la protesta dei sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm che a partire dalle 15 di oggi, dopo l’incidente avvenuto hanno indetto 24 ore di sciopero a partire dal prossimo turno, che riguarda attualmente  i dipendenti diretti dell’ ILVA, ma dovrebbe essere esteso anche alle aziende dell’appalto In una nota congiunta i segretari nazionale e generale di Taranto della Fim Cisl, Marco Bentivogli e Mimmo Panarelli, commentando la notizia della morte del 54enne operaio mentre riparava i binari, hanno ricordato “dopo una serie troppo frequente di rischiosi incidenti e dopo mesi in cui continuiamo a sollecitare l’azienda affinchè si ristabilisca una più forte azione di prevenzione, la morte di un lavoratore è ancor più inaccettabile. Da mesi – contestano i rappresentanti sindacali – chiediamo una gestione industriale dello stabilimento che recuperi i ritardi sulla manutenzione, sulla sicurezza e sul funzionamento stesso dello stabilimento”.

Bentivogli e Panarelli ricordano che  proprio”lo scorso 27 agosto, a tarda sera, in questo reparto è deragliato un carro siluro provocando la fuoriuscita di circa 200 tonnellate di ghisa. Il rovesciamento della ghisa incandescente, a 1600-1800 gradi di temperatura, aveva quindi fatto fondere i binari e reso impraticabile la zona. La Global Service stava ora lavorando proprio al ripristino di questi binari“.

L’ ILVA ha aperto un’indagine interna sull’incidente ed ha espresso in una nota, un messaggio di profondo cordoglio alla famiglia della vittima .

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Il pubblico ministero dr. Remo Epifani si trova sul posto del tragico  incidente assieme ai Carabinieri ed ai tecnici del Servizio Prevenzione Infortuni della ASL. Quello accaduto oggi è  il primo infortunio mortale della gestione commissariale del siderurgico .

Il tragico incidente mortale in cui è decaduto oggi l’operaio della ditta Global Service (in appalto ILVA), è accaduto nella stessa area in cui deragliò un carro siluro provocando lo sversamento di circa 200 tonnellate di acciaio liquido incandescente , la sera del 27 agosto scorso. L’LVA,  a seguito dell’incidente costituì una commissione di esperti interni, e attraverso un comunicato sostenne che l’incidente era avvenuto «durante una manovra routinaria di trasferimento di due carri siluro, dagli altoforni verso l’acciaieria 1, contenenti ghisa liquida, all’altezza di uno scambio ferroviario». Uno dei due carri siluro trasportati uscì dai binari causando lo sversamento di ghisa liquida e provocando un incendio che venne prontamente spento dai vigili del fuoco del distaccamento interno. Quel deragliamento causà l’ impossibilità provvisoria di trasferimento dei carri siluro dall’area degli altoforni verso l’Acciaieria 1. Pertanto venne ridotta conseguentemente la produzione di ghisa negli altoforni e di acciaio nell’  Acciaieria 1. La causa dell’incidente (senza feriti) del 27 agosto, fu proprio la linea di collegamento ferroviario che venne parzialmente rimessa in funzione, ma attualmente vi era ancora la bonifica in corso  dei binari che era stata affidata a ditte di manutenzione dell’appalto. Ed oggi, purtroppo proprio mentre si lavorava al ripristino di uno dei binari danneggiati in precedenza, si è verificato l’incidente mortale.

L’ ILVA nel pomeriggio con suo comunicato, precisa che Iodice l’operaio deceduto, “era socio e responsabile del Servizio prevenzione e protezione dell’azienda, che stava eseguendo riparazioni finali di ripristino sui binari prossimi all’acciaieria 1, danneggiati nei giorni scorsi a seguito del deragliamento di un carro siluro“.

Il copro della vittima  è stata trovata “all’interno del raggio di azione della macchina movimento terra, che stava operando nella zona. Dalle prime informazioni risulterebbe che il signor Iodice stesse effettuando rilievi alle spalle del mezzo, quando lo stesso è indietreggiato investendolo”.

Le responsabilità dell’attuale direzione ILVA, impegnata più nell’organigramma che nel salvaguardare lavoro e condizioni di sicurezza, sono chiare. Ma anche quelle dei padroni dell’appalto, che scaricano sui lavoratori”. È quanto sostiene lo Slai Cobas per il sindacato di classe commentando il tragico incidente  avvenuto nello stabilimento di Taranto. Il sindacato di base ha confermato la propria adesione allo sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati metalmeccanici e denuncia “con forza la situazione gravissima nelle ditte dell’appalto, licenziamenti e cassa integrazione nel silenzio-assenso di tutti, salari non pagati o permanentemente a rischio, precarietà e contratti non in regola e condizioni di sicurezza inosservata”.

Gli operai non hanno attualmente strumenti idonei di tutela e difesa data la latitanza dei sindacati confederali – conclude  lo Slai CobasVogliamo la postazione ispettiva interna nell’area dell’appalto e Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) liberamente eletti su scheda bianca senza sigle sindacali”.

L’ Arcivescovo di Taranto Monsignor Filippo Santoro,  in una nota ha espresso il suo cordoglio per la morte di Angelo Iodice con questa dichiarazione

“Alla notizia di un altro incidente mortale all’ ILVA mi sono risuonate in cuore le domande “Quanti ancora, quanti lavoratori dovremo ancora accompagnare nel loro ultimo viaggio? Quante mamme, mogli, figli, parenti dovremo consolare?” Sono addolorato e percepisco lo smarrimento nella nostra città, quanti appelli per un lavoro sicuro in un momento sembrano vanificati! Ci domandiamo: si è fatto tutto il possibile per evitare questo grande dolore?

Tutta la comunità tarantina si stringa attorno alla famiglia, alla quale siamo vicini così come siamo vicini ai colleghi di Angelo Iodice e alla sua città, Caserta. Chiedo che si faccia chiarezza sulle modalità dell’incidente e si accertino le reali responsabilità e, ancora una volta, che si faccia il possibile e l’impossibile affinché più nessuna vita venga spezzata sul luogo di lavoro. Il dolore, ancora una volta ci toglie il fiato, ci disorienta, ma continuiamo a pregare per Angelo, per la sua famiglia e per tutti i lavoratori dell’ ILVA e dell’indotto. Continuiamo sostenere gli uomini di buona volontà perché si adoperino senza tregua in favore della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Ultimo aggiornamento: h. 23:15
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