Grillo: “Adesso Virginia dovrà chiarire”. Frattura tra il “direttorio” Cinque Stelle e la Raggi. I retroscena

di Ghino di Tacco

Un secondo dopo aver ascoltato in streaming  il sindaco grillino di Roma Virginia Raggi ammettere che era a conoscenza delle indagini su Paola Muraro, l’unica domanda che tutti si fanno è: “Ma il direttorio sapeva oppure no?” . Il primo a farla in  Commissione Ecomafia è  stato il Sen. Andrea Augello, un ex-AN da sempre in rotta con il gruppo che girava intorno all’ex-sindaco Gianfranco Alemanno.

Augello ha chiesto alla Raggi: Ha informato i vertici del M5S?“Sì certamente” è  stata la risposta della “sindaca”. Qualche minuto prima  invece circolava  una versione del direttorio ben differente: “Non ne sapevamo nulla”. In pratica la Muraro e Raggi erano a conoscenmza dell’indagine avviata dalla Procura di Roma, ma non avrebbero detto nulla a nessuno. Tutti erano all’oscuro: da Beppe Grillo a  Davide Casaleggio, da Luigi Di Maio, al “minidirettorio” romano guidato da Paola Taverna. Invece la sindaca Raggi sostiene il contrario. Chi mente fra i 5Stelle ? Certamente qualcuno. La versione della Sindaca  a tarda serata  nel corso della parte secretata dell’audizione quando ammette: “Non ho informato GrilloDi Maio, ma solo Taverna e Vignaroli del minidirettorio”  stona ed è poco credibile.

I deputati e i senatori della commissione sospettano di trovarsi tra la prima parte in streaming dei colloqui e la seconda a telecamere spente di fronte ad una ricostruzione “corretta” a cause delle ire del direttorio. Fonti dello staff pentastellato alla Camera dei Deputati ribadiscono “il senso di stupore” in cui sarebbero  sprofondati i membri del direttorio. Di Maio ha cercato conferma se qualcuno fosse stato perlomeno preallertato. Persino Grillo al telefono ha fatto lo stesso. Identiche le domande: “Chi sapeva?“.  Ma c’è qualcosa di controverso da tenere in considerazione. Il fatto che la Raggi avrebbe confidato a suoi fedelissimi di avere la prova (una mail) che certifica come abbia informato i vertici grillini della procedura penale a carico della Muraro.

CdG M5S direttorio

Di Maio&Co. assicurano di non saperne nulla. Ma sembra quasi impossibile. Il 2 agosto scorso, infatti, il Direttorio (Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia) s’è incontrato con la Raggi e il suo vice Daniele Frongia. L’argomento della serata era proprio la posizione della Muraro, attaccata su tutti i fronti per il milione di euro di consulenze ottenuti nel tempo da Ama (la municipalizzata romana dei rifiuti), per i suoi rapporti con Franco Panzironi e Giovanni Fiscon (entrambi imputati in Mafia Capitale) e con l’ex ras dei rifiuti romani, Manlio Cerroni.

Nessuno di noi Beppe” gli è stato risposto da un membro del direttorio. In realtà tra Alessandro Di Battista e Di Maio,  che sono stati gli unici fino a ieri a difendere la Raggi  con la solita litania del “comploto dei poteri forti” , Carla Ruocco e Roberto Fico, che invece  hanno preso  le dovute distanze teatralmente con il loro silenzio, l’ammissione della Raggi sembra essere stata una doccia gelida. La Ruocco, che era già furente a seguito delle dimissioni di Marcello Minenna, questa volta non si autocensura e  di suo pugno twitta: “Preciso di non conoscere la dott.sa Muraro e che apprendo da fonti giornalistiche le sue vicende giudiziarie“.  Della serie: ora cara Virginia te la vedi tu….

Di Maio invece come al solito cerca di fare il pragmatico, cercando ( o facendo solo finta ?)   di valutare attentamente la situazione. Questa volta  vuole capire dalla Raggi quale sarà la sua autodifesa e cercare di evitare i contraccolpi al Movimento sempre più in crisi di crescita e di equilibrio interno. Anche perché il Sindaco di Roma non solo ha nascosto la verità al “direttorio”, ma addirittura mina la loro credibilità.

Mentre il direttorio prova a fare fronte comune, lo staff reagisce a caldo “Non può venirci contro così” e qualcuno si ingegna e pensa a cosa dichiarare: “Sui giornali già si parlava delle indagini. Ma non sapevamo della richiesta del 335 al Tribunale “.  Il direttorio sostiene di esser stato messo all’oscuro che la Muraro aveva chiesto la certificazione dell’ eventuale (avvenuta) iscrizione nel registro degli indagati. “Adesso basta,  Virginia dovrà chiarire” concordano Grillo, Di Maio e la Ruocco mentre Carlo Sibilia, il membro del direttorio solitamente più defilato riservato , questa volta è l’unico a rilasciare dichiarazioni alle agenzie: “Personalmente non ne sapevo nulla. Ma da quanto ho capito non c’è stato un avviso di garanzia»”

CdG direttorio M5S

I vertici del M5S hanno ben chiaro che a Roma la situazione  è a di poco drammatica. Ed i danni causati dalla Raggi ed il suo giro di “furbetti” sta creando delle  conseguenze facilmente prevedibili sul tentativo di ascesa di Di Maio verso Palazzo Chigi . Una cosa è dover gestire il caso di un’assessora indagata, e ben più grave venire estromessi dalla verità dalla sindaca grillina di Roma. Lo stesso imbarazzano che provano adesso gli assessori “esterni” come Paolo Berdini, all’Urbanistica praticamente  a un passo dall’addio, dopo Minenna e la Raineri.

Io l’ho saputo solo dai giornali” confessa Adriano Meloni, assessore allo Sviluppo economico. Ed il sindaco non ne ha mai parlato anche con i 29 consiglieri pentastellati, riunitisi come i “carbonari” nelle vicinanze dal Campidoglio . “Non ci ha mai detto nulla, ma con Virginia parleremo – dice Alisia MaraniDubito che confermeremo la fiducia alla Muraro“.

I retroscena. Le stanze e i corridoi del Campidoglio ne hanno viste e sentite di belle, nell’agosto di fuoco culminato con le dimissioni a catena del capo di gabinetto Carla Raineri, dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna, dell’amministratore unico di Ama Alessandro Solidoro, dei vertici dell’Atac Marco Rettighieri ed Armando Brandolese. Urla, minacce, rimozioni, sotterfugi, sgambetti. Di tutto e di più. E voce sempre più ricorrente che dietro alla crisi che sta mettendo in serio pericolo la giunta capitolina di Virginia Raggi sia colpa della la sua eminenza “occulta”: Raffaele Marra.

nella foto Marra

nella foto Raffaele Marra

L’attuale vice capo di gabinetto,  ex ufficiale della Guardia di Finanza, 44 anni, aveva collaborato precedentemente con il sindaco Gianni Alemanno ancor prima quando costui era ministro dell’Agricoltura, entrandoci in rotta di collisione , venendo dirottato alla Regione Lazio, sotto la presidenza di Renata Polverini. Erano stati proprio questi legami con il centrodestra , a costituire un passato molto contestato dagli stessi grillini, ma la Sindaca ha fatto di Marra il baricentro della sua “corte dei fedelissimi”.

Un episodio che lo riguarda sembra sia stato in particolare la ragione reale della fuga dei 5 tecnici dal Comune, dovute anche all’insofferenza per il suo strapotere ostentato e manifestato in ogni occasione. Ma ritorniamo allo scorso agosto quando in Comune  vi fu uno scontro durissimo tra  MarraLaura Benente all’epoca dei fatti responsabile delle Risorse umane, stimata ed apprezzata integerrima dirigente torinese, che era distaccata a Roma già con Marino sindaco, e riconfermata con il commissario prefettizio Tronca.

nella foto la 1a giunta "grillina" Raggi

nella foto la 1a giunta “grillina” di Virginia Raggi

Marra pretendeva che la Benente firmasse l’autorizzazione per fargli frequentare un master a Bruxelles, a spese dell’amministrazione comunale, per partecipare al quale dovrà fare domanda a ottobre. In passato ne aveva ottenuto uno, di 2 anni, tutto a spese del Comune di Roma e voleva farne un altro, ma la Benente voleva valutare bene  l’opportunità sospendendo la decisione. Nel corridoio del Campidoglio i commessi raccontano la rabbia esplosa e manifestata di Marra, che si sia rivolto al capo del personale urlando: “Io troverò tra suoi atti qualcosa che la metterò nei guai”. Andando subito dopo dalla Raggi a chiederne l’ epurazione. Nel frattempo la Benente se ne va una settimana in ferie, la Sindaca Raggi senza comunicarle nulla dispone il suo rientro immediato all’Inps di Torino, da dove ha avuto il trasferimento pro-tempore nella Capitale. Al suo ritorno a Roma, troverà gli scatoloni già pronti ed imballati che l’attendono fuori dalla porta del suo ex-ufficio

Ma Marra approfittava della sua assenza per favorire un altro della “corte dei fedelissimi“. Un attivista grillino, Salvatore Romeo impiegato del Comune di Roma  da sempre ombra della Raggi, nominato capo della segreteria politica , il quale si confeziona una delibera su misura che gli triplica lo stipendio da 40 a 120 mila euro all’anno, 18mila più del capo dello staff dell’ex-sindaco Marino. Il dipendente comunale ci prova: si mette in aspettativa, per poi essere riassunto a tempo determinato, con un compenso ben superiore a quello suo precedente

A firmare la delibera pro-Romeo è stato il vice della Benente, Gianluca Viggiano, molto “vicino” a Marra con cui è stato nella Guardia di Finanza, usando un fine escamotage: mentre nelle altre delibere  il compenso viene indicato in chiaro, per la promozione di Romeo si usa una formula difficile da interpretare, cioè l’ adozione del trattamento economico annuo lordo parametrato alla terza fascia di dirigente, senza però scrivere la cifra. Alla faccia della trasparenza “grillina”.

Marra e Romeo, uniti nella loro manovra studiata a tavolino, hanno quindi aspettato che il capo del personale se ne andasse in vacanza, ben consapevoli che avrebbe sollevato certamente delle giuste dovute obiezioni. Adesso che lo scandalo in Campidoglio è inarrestabile e le polemiche anche nel M5S crescono di minuto in minuto, il capo della segreteria della Raggi cerca con sfacciataggine di fare marcia indietro, senza la più minima vergogna e dice: “Nella delibera c’è un errore, il compenso sarà abbassato“.

Ecco perchè la  Ranieri, Minenna e gli altri che seguiranno hanno capito che da certa gente è meglio stare lontani. Le indagini della procura crescono con il passare dei giorni. Infatti nel pomeriggio la procura di Roma ha aperto un fascicolo per fare luce sulla nomina di Carla Raineri, magistrato di Corte d’Appello, a capo del gabinetto della giunta di Roma. Iniziativa che arriva a seguito dell’esposto presentato lo scorso 2 settembre da Fratelli d’Italia in merito alla vicenda della nomina della Raineri (che si è dimessa nei giorni scorsi) e del suo compenso, con la deliberazione del 5 agosto 2016 prevedeva un compenso per la dirigente di 193.000 euro annui. Secondo a quanto riportato nell’esposto, “l’amministrazione capitolina, nella deliberazione 14/2016” sarebbe “incorsa nel vizio di legittimità in violazione” di alcune decreti legislativi e del Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e servizi dell’Ente”, oltre che “nel vizio di motivazione dell’atto amministrativo ex articolo 3 legge numero 241/1990“.

Tali presunte violazioni,  come riportato nell’esposto, avrebbero procurato “un danno erariale quantificato in una quota non individuata dell’indennità ad personam riconosciuta alla consigliera Raineri ed ad una quota aggiuntiva pari al 20% del compenso attribuitogli, nella parte in cui questo non risulta collegato e non collegabile agli eventuali risultati positivi raggiunti dalla stessa professionalità nello svolgimento dell’incarico».

E chi attendeva la prima puntata di Politics su Raitre per conoscere la posizione di Luigi Di Maio resterà deluso, perché non si presenterà. In perfetto stile “grillino”….




Streaming? Referendum? Uno vale uno? Il nuovo ? Ecco come la Raggi sceglie i suoi assessori: lo studio Previti (alias Sammarco)

di Fiorenza Sarzanini

“Ho accettato con spirito di servizio perché Roma non sta messa bene e tutti a questo punto dobbiamo dare una mano“. Così Raffaele De Dominicis, ex procuratore generale della Corte dei conti del Lazio commenta la sua nomina ad assessore al Bilancio al posto di Marcello Minenna.

 Come nasce la sua candidatura?

Un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho ritenuto di dovermi mettere a disposizione“.

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Quando ha incontrato Virginia Raggi?

Io sono fuori Roma quindi ci siamo sentiti al telefono due giorni fa e ho capito che abbiamo gli stessi obiettivi. Ho avvertito un intento comune. La prossima settimana rientro a Roma e comincerò questa avventura. Siamo d’accordo che il mio ruolo sarà quello di fornire le linee di indirizzo che i funzionari dovranno poi mettere in pratica“.

La giunta Raggi vive un momento di crisi, l’ultima notizia è l’assessore Muraro indagata. Crede che dovrebbe dimettersi?

Da uomo di legge le dico che in questo caso ognuno risponde di quello che fa a titolo personale e seguendo la propria coscienza”.

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Ecco come lo studio Sammarco aveva nascosto durante le elezioni  il nome della Raggi

Successivamente alla pubblicazione di questo articolo, IL FATTO QUOTIDIANO ha cercato di salvarsi in corner pubblicando quanto ha rivelato la Sarzanini : “A meno di ventiquattro ore dall’annuncio del nuovo assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis nella giunta M5s, sulla nomina si apre un nuovo caso politico. A innescarlo è lo stesso ex magistrato che al Corriere della Sera ha detto: “Un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho ritenuto di dovermi mettere a disposizione. Se ho incontrato la Raggi? Io sono fuori Roma quindi ci siamo sentiti al telefono due giorni fa e ho capito che abbiamo gli stessi obiettivi. Ho avvertito un intento comune”.

 Pieremilio Sammarco è il titolare dello studio dove ha lavorato la sindaca come avvocato e anche il professore universitario che le ha fatto ottenere nel 2003 il praticantato nello studio Previti (con il quale ha collaborato fino al 2006). Al momento della candidatura, la Raggi non aveva specificato il nome dello studio né quello del professore e questo aveva creato numerose polemiche sulla mancata trasparenza. Ora, alla luce delle dichiarazioni di De Dominicis il Partito democratico torna all’attacco: “E’ il nuovo che avanza a Roma, il ritorno al peggior governo della Capitale”, ha detto la senatrice dem Pina Maturani. Secondo il deputato Ernesto Carbone è la prova che “l’ex sindaco di An Gianni Alemanno e Previti dettano legge” in Campidoglio.

L’accusa che viene fatta dai Dem alla Raggi è quella di avere legami con ambienti vicini alla destra romana. “E’ il caos”, ha detto, “il partito-movimento che voleva dare insegnamenti di democrazia diretta e trasparenza, subappalta la scelta per incarichi di primo piano al titolare dello studio legale dove la Raggi faceva il praticantato”.

Ma la Raggi evidentemente deve essere abituata a firmare “cambiali” politiche: prima il contratto con la Casaleggio Associati, adesso il fiancheggiamento dello studio Sammarco…..




I compensi dei “grillini” al Comune di Roma. Da disoccupati a benestanti…

Sono questi  i compensi che  i collaboratori della giunta di Virginia Raggi percepirebbero dalle casse comunali della Capitale . Il documento è stato presentato nel corso di una riunione avuta  in Campidoglio tra i ventinove consiglieri grillini dell’assemblea capitolina e la Sindaca.

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La richiesta dei consiglieri del M5S al Sindaco, è quella di abbassare il tetto degli stipendi a 76mila euro lordi. Esclusi quindi, dal conteggio del compenso massimo, i contributi versati dall’azienda (cioè quelli compresi nel calcolo della prima colonna, alla voce “costo aziendale“). Sarebbero quasi la metà a subire il taglio . Dal conteggio vanno esclusi  l’ex-capo di gabinetto dimissionario Carla Raineri e lo staff del dimissionario assessore al Bilancio Marcello Minenna. Ben al di sopra della soglia si colloca il capo della segreteria politica della Raggi,  Salvatore Romeo, il cui stipendio arriva a sforare i 111mila euro lordi. Meno male che si accontentano di poco….

Il tetto – riporta la  nota – sarebbe limitato a un solo collaboratore per assessorato”, mentre per gli altri componenti di ogni singolo staff i compensi andrebbero tagliati gradualmente di almeno 1/5. Gli stessi consiglieri grillini come scrivono,non si sentono sicuri  dell’esattezza delle cifre. Nel caso, si chiede chiarezza e trasparenza. E meno male che sono loro a governare Roma Capitale….

Virginia Raggi e Beppe Grillo

nella foto Virginia Raggi e Beppe Grillo

Beppe Grillo lunedì sarebbe dovuto venire a Roma. I  suoi “portavoce-cittadini” del Movimento 5 Stelle hanno chiesto l’intervento del padre fondatore per invertire la rotta della macchina “politica” romana che potrebbe schiantarsi trascinando nel ridicolo l’intero Movimento nazionale e le sue vane speranze di governo. Grillo, letteralmente “bombardato” dalle telefonate è stato costretto a tornare dalle ferie mentre scorazzava sugli yacht milionari che lo ospitavano in Costa Smeralda. Dopo ha cambiato idea. Raccontano del comico genovese che sia arrabbiato di fronte al riproporsi di un film già visto tre anni fa: scontrini, diarie, faide, veleni.

nella foto Carla Ruocco e Paola Taverna

nella foto Carla Ruocco e Paola Taverna in Campidoglio

Beppe dobbiamo fare qualcosa contro questi, ci portano alla rovinagli hanno detto telefonicamente Paola Taverna e Carla Ruocco , e gli hanno “affidato” i loro sfoghi contro Virginia Raggi e il suo giro di “sodali” assediati nel fortino del Campidoglio.  La soluzione che il direttorio stava preparando inizialmente con gli addetti alla  comunicazione era “da ora in poi la sindaca fa le sue scelte e si prende le sue responsabilità“. Per il resto sarebbe partito il martellamento sul “pressing delle lobby” per sviare le attenzioni sulla crisi della 1a giunta grillina della Capitale, sostenendo che “vogliono condizionare il Campidoglio“. Ma non è credibile. Addirittura si sarebbe parlato per la prima volta di togliere alla sindaca Raggi il simbolo del M5S. La deputata romana Roberta Lombardi, da sempre in disaccordo con la Raggi,  ha ribadito quello che andava sostenendo da tempo: “Abbiamo dei valori e un metodo. E lei non li rispetta“. Lo stesso pensiero di un numeroso gruppo di consiglieri romani.

CdG Beppe Grillo telefonoGrillo ha chiamato il sindaco per farsi dare la sua ricostruzione personale dei fatti, senza nasconderle la delusione per quello che sta accadendo e per l’immagine di una città non amministrata, ostaggio di liti trasversali interne al Movimento5Stelle. Quello che ha fatto arrabbiare Grillo è stato ritrovare al centro delle cronache e dei problemi il nome di Raffaele Marra, il dirigente in precedenza collaboratore di Gianni Alemanno in Campidoglio e di Renata Polverini alla Regione Lazio, ancora al suo posto e persino nominato a “vicecapogabinetto”  , nonostante lo stesso Grillo avesse sollecitato ripetutamente di mandarlo via. Il comico genovese non capisce le resistenze delle Raggi, si chiede chi sia in realtà questo Marra. Ma queste sono anche le stesse domande che si pone Luigi Di Maio, l’unico del “direttorio” ad aver difeso sino  ieri sera pubblicamente la sindaca Raggi : “Stanno provando a farci cadere in tutti i modi: ma non ci riusciranno. Raggi ha tutta la nostra fiducia. Non arretreremo di un millimetro“.  Fumogeni che non funzionano. Anche perché non è certo una lobby quella dei consiglieri 5 stelle al Comune di Roma: eppure sono loro ad esser sul piede di guerra da settimane, con una crisi che corre parallela a quella interna alla giunta.

In vari colloqui telefonici intercorsi tra la Casaleggio Associati ed i vertici pentastellati  romani si è cominciato a fare qualche calcolo. Ieri si è parlato di sondaggi: “IPotremmo aver perso 5 punti percentuali” è stato ipotizzato . Ma quanto pesa, invece, questo sostegno incondizionato alla Raggi ?  Appare chiaro e lampante che la sindaca romana sta sgomitando per conquistare il suo spazio di autonomia. Dopo aver di fatto esautorato l’assessore  Marcello Minenna ed il magistrato-capo di gabinetto  Carla Raineri, si è liberata dei due nomi più “pesanti” in Campidoglio, che erano messi lì proprio dal direttorio. Ma secondo quanto sostengono gli avversari interni della Raggi ,  comincia ad emergere ed affermarsi altre ipotesi che dalla base dei militanti arrivano sino alla Taverna e la Ruocco. Virginia ed il suo vice Daniele Frongia sono al secondo mandato in consiglio comunale, e quindi non possono più essere rieletti. Ecco perchè stanno sfruttando il momento per fare quello che vogliono“.

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Ma tutti i vertici del M5S, dal direttorio in giù sanno che questa situazione sta danneggiando sempre di più di giorno in giorno  la corsa del movimento a Palazzo Chigi. Decidere cosa fare diventa molto difficile: far finta di nulla nella speranza che si torni alla normalità, o prenderne le distanze come avvenuto con il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti? Quanto si riteneva impossibile in soli due mesi , sta prendendo piede largo nelle liti interne di una parte del direttorio: degradare Raggi a sindaca senza il movimento alle spalle, levandole persino l’utilizzo del simbolo. Questa al momento è la decisione più pesante, ma se ne parla soprattutto nelle “chat” degli attivisti più in vista nella Capitale, vicini alla cordata del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito e della deputata Lombardi.

Sarebbe affidata a Beppe Grillo, in quanto leader e garante, l’ultima decisione. Quindi se la Raggi insisterà a fare di testa propria, i vertici del Movimento potrebbero abbandonarla al suo destino, confermando ufficialmente quel disappunto generale che sta crescendo dietro la convinzione di chi ritiene ed afferma che “Virginia non si comporta più come una 5 Stelle”.

“Ovviamente le due cose sono collegate”, ha detto Carla Romana Raineri, l’ormai ex capo di gabinetto della sindaca Virginia Raggi, parlando delle sue “dimissioni irrevocabili” e di quelle, altrettanto definitive, dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna – che poi a cascata hanno provocato quelle dell’amministratore di Ama, appena nominato, Alessandro Solidoro. E questa però è l’unica cosa che è stata chiara da subito, nella prima crisi della giunta capitolina.

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Carla Romana Raineri non ha voluto dire di più , chiedendo un paio di giorni per “riordinare le idee” e tornandosene subito nella sua Milano, dopo aver messo in scatola le poche carte accumulate in neanche due mesi di lavoro. Ha fatto capire però che la bocciatura dell’Anac della delibera sulla sua nomina è stata solo l’ultima goccia, e ha detto: “Credevo di esser stata chiamata per garantire la legalità ma la verità è ben altra”. Un’accusa pesantissima lanciata così, senza spiegare.

Un’accusa che sta scuotendo i 5 stelle, a Roma e non solo. Perché bisogna capire cosa c’è dietro il disastroso rientro dalle vacanze, se il Movimento5Stelle stia pagando la scarsa esperienza amministrativa e la completa mancanza di una sua classe dirigente (solo la Raggi e i consigliere Stefàno e De Vito erano già entrati in Comune, ma solo per tre anni e dall’opposizione, e mancano completamente dirigenti di area) o se – e questo sì, sarebbe persino più disastroso – il Movimento debba fare i conti con chi, come dicono alcuni consiglieri e la deputata Lombardi, “si sta comportando come i vecchi partiti”.

Da Parma è questa l’analisi anche di Federico Pizzarotti: “Tempo fa“, scrive il Sindaco di Parma su Facebook  “rilanciando l’idea di un meetup nazionale, ovvero di un’assemblea nazionale tra cittadini e portavoce, scrissi pubblicamente a Beppe Grillo queste testuali parole: “Ti chiedo: la volontà è quella di lasciare che le varie correnti del Movimento lo logorino dall’interno?“. Piaccia o no, lo accettiate o no, è quello che sta avvenendo”.

Nel frattempo a Cernobbio nei corridoi di villa d’Este, ieri mattina  il premier Matteo Renzi manifestava un certo ottimismo: “Lasciamola fare. Alla fine i risultati sono sotto gli occhi di tutti…“. Come dargli torto ?




Ecco cosa succede quando il M5S governa una città: a Roma si dimettono il capo di gabinetto e l’assessore al bilancio

Il capo di gabinetto di Roma Capitale, il magistrato Carla Raineri, e l’assessore al bilancio Marcello Minenna, non saranno più nel team voluto dal nuovo sindaco Virginia Raggi. Il sindaco di Roma in seguito a un parere richiesto all’Anac, ha revocato il mandato al capo di gabinetto, Carla Romana Raineri. L’ Autorità nazionale anti corruzione guidata da Raffaele Cantone, ha esaminato le carte, e dichiarato che la nomina di Carla Romana Raineri a capo di gabinetto va rivista in quanto “la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 Tuel” e “l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria”, circostanze queste che confermano l’incapacità della Raggi e del suo team di consulenti e “consigliori” controllati da una società privata e cioè la Casaleggio & Associati, ad amministrare la vita pubblica della Capitale.

Carla Raineri (a sinistra), ex capo di gabinetto, con la sindaca di Roma Raggi

nella foto a sinistra Carla Raineri , ex capo di gabinetto, con la sindaca di Roma Virginia Raggi

 Virginia Raggi e Marcello Minenna

nella foto Virginia Raggi e Marcello Minenna

Nello stesso tempo si è dimesso anche Marcello Minenna assessore capitolino al Bilancio e alle partecipate della Giunta Raggi-M5S . Le dimissioni sarebbero state decise a seguito della scelta del sindaco di Roma di revocare la nomina di Carla Romana Raineri, da lui indicata. L’assessore al Bilancio da giorni aveva prospettato questa possibilità, di fronte ai dubbi della sindaca sulla sua nomina. Minenna ha più volte dichiarato di aver scelto di rimanere a lavorare con la giunta pentastellata dopo la fine della fase commissariale in virtù della delega piena su dicastero e nomine riconosciutagli da Raggi.

La Raggi ha spiegato con un post su Facebook  le ragioni della scelta nel dettaglio. “Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il “palazzo” deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro“. Piccolo particolare, la Raggi dimentica che Minenna e la Rainieri in realtà li aveva scelti proprio lei .

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La sindaca Virginia Raggi, intanto, non  ha partecipato al consiglio comunale odierno in programma dalle ore 15,  mentre è stata annullata la Giunta, che era sempre in programma per oggi. La Raggi, a quanto si apprende, sta tenendo una riunione in Campidoglio con alcuni suoi assessori ed esponenti della maggioranza M5S in consiglio comunale. “Siamo al lavoro per trovare personalità di rilevo per il rilancio della città. Non ci fermiamo“, ha detto il sindaco. Sono solo passati 70 giorni dalla nomina della giunta capitolina.

Sembrerebbe che l’Anac nel suo parere abbia chiarito e spiegato che c’è stata un’applicazione errata e contraddittoria del Testo unico enti locali nei pareri resi su richiesta del sindaco di Roma, Virginia Raggi,dall’avvocatura del Comune di Roma, sulla nomina di Carla Raineri a capo di gabinetto, ha sovrapposto norme che disciplinano situazioni diverse. Tale errata applicazione sarebbe alla base anche della delibera con cui è stato determinato il compenso della Raineri.

nella foto da sinistra Virginia Raggi e Paola Taverna (M5S)

nella foto da sinistra Virginia Raggi e Paola Taverna (M5S)

Immediato il commento di Francesca De Vito, grillina della prima ora e sorella del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello. L’attivista del M5S , che già aveva attaccato le nomine della sindaca Raggi e del vice Daniele Frongia,  condivide su Facebook la notizia della doppia dimissione: “Senza parole. Se la qualità non si capisce… allora cosa? Adesso qualcuno mi venisse a dire che avevo torto!“. In tarda mattinata era arrivato anche il commento di Paola Taverna senatrice romana del M5s , membro del mini-direttorio affiancato alla Raggi dal Movimento cinquestelle, “Apprendo la notizia dai giornali. Siamo in attesa di conoscere le motivazioni. Certo è che se la giudice Raineri e l’assessore Minenna dovessero formalizzare le loro dimissioni, questo rappresenterebbe una gigante perdita per la giunta. Sono due figure la cui professionalità è riconosciuta a livello internazionale e sarebbe un duro colpo“, ha dichiarato la Taverna all’agenzia Adnkronos.

Nel primo pomeriggio si è appreso che la nomina di Carla Raineri a capo di gabinetto di Roma Capitale sarà oggetto di accertamenti da parte della Procura della Repubblica sulla base di un esposto depositato oggi da Fratelli d’ Italia nel quale si ipotizza il reato di abuso d’ufficio. L’azione legale, legata anche ai compensi assegnati, era stata annunciata il 23 agosto scorso e riguardava non solo la nomina di Raineri, ma anche quella di Salvatore Romeo capo della segreteria del sindaco Raggi. Legittimo chiedersi se questo sarebbe un buon Sindaco di Roma Capitale ? Ma evidentemente questo è il modo di amministrare la vita pubblica da parte dei rappresentanti del M5S….

Virginia Raggi e Daniele Frongia

nella foto Virginia Raggi ed il suo vice Daniele Frongia

Renzi e le OlimpiadiRispetto il lavoro del sindaco, ha vinto lei, a lei onori e oneri – ha commentato Matteo Renzi a Rtl, rispondendo a una domanda sulle dimissioni – non metto bocca sulla squadra, chi vince ha la responsabilità e il dovere di governare“. Il presidente del consiglio ha parlato questa mattina della candidatura di Roma per i Giochi olimpionici del 2024: “Le Olimpiadi sono una cosa fantastica. Consentono un investimento sul futuro delle città. Io non avrei alcun dubbio“, ha detto il premier. “O sì o no. Se Raggi non firma la lettera Roma è fuori. La mia impressione è che noi siamo in testa in questo momento. Dire di no alle Olimpiadi sarebbe un atto molto triste“, spiega il presidente del Consiglio. “Spero che la sindaca Raggi prosegua su quello che abbiamo già deciso a livello istituzionale ma se dirà di no ne prenderemo atto. Scelgano i cinque stelle cosa fare, tocca a loro. Non farò atti lesivi sull’autonomia su Roma o di altre città“, aggiunge il premier, “se dirà di no vorrà dire che in futuro candideremo altre città“.