Si è spento Francesco Saverio Borrelli, storico capo del pool "Mani Pulite"

Si è spento Francesco Saverio Borrelli, storico capo del pool "Mani Pulite"

Ex capo del “pool Mani Pulite” ai tempi in cui era Procuratore della Repubblica ed ex procuratore generale di Milano, protagonista di una capitolo della storia d’Italia. Dopo la sua carriera da magistrato, Borrelli aveva vissuto una nuova “stagione” professionale come capo dell’ufficio indagini della Figc, nel 2006, nominato dal commissario straordinario Guido Rossi dopo lo scandalo sul mondo del calcio. La camera ardente si aprirà lunedì mattina alle 9.30 nel Tribunale di Milano, nell’atrio di fronte all’Aula Magna”

MILANO – E’ morto all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove era ricoverato da un circa un paio di settimane,  dopo aver indossato per 47 anni  la toga Francesco Saverio Borrelli, 89 anni ex capo del “pool Mani Pulite” ai tempi in cui era Procuratore della Repubblica ed ex procuratore generale di Milano, protagonista di una capitolo della storia d’Italia.

Una foto del 2002 con tre componenti del pool “Mani Pulite”: Francesco Saverio Borrelli, Gherardo Colombo e Ilda Boccassini

Francesco Saverio Borrelli era nato a Napoli il 12 aprile 1930 ed è morto . Lascia la moglie Maria Laura, i figli Andrea e Federica e quattro nipoti. Figlio e nipote di magistrati e a sua volta con un figlio magistrato, Borrelli, trasferitosi a Firenze, ha studiato al conservatorio (la musica, insieme alla montagna, è stata una delle sue passioni) e si è laureato in legge con una tesi su “Sentimento e sentenza“. Relatore fu Piero Calamandrei.

Vinto il concorso nel 1955, Borrelli è entrato in magistratura come giudice civile a Milano, nel palazzo dove il padre era la più alta carica. Passato dal civile al penale, ha presieduto sezioni di tribunale e di Corte d’Assise, giudicando anche le Br. Negli anni Sessanta è stato tra i fondatori della corrente di Magistratura Democratica.

Il 17 marzo 1988 Borrelli è succeduto a Mauro Gresti alla guida della Procura della Repubblica di Milano , dove dal 1983 era stato procuratore aggiunto. E’ diventato noto con “Mani Pulite“, la maxi-inchiesta che ha coordinato con il vice Gerardo D’Ambrosio, collega ed amico scomparso il 30 marzo 2014 e con il quale, peraltro, si è talvolta trovato in disaccordo sui temi di politica giudiziaria. Dal 1999 al 2002 come Procuratore Generale ha difeso con fermezza il principio costituzionale della indipendenza della magistratura.

La camera ardente si aprirà lunedì mattina alle 9.30 nel Tribunale di Milano, nell’atrio di fronte all’Aula Magna”, come ha reso noto il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso.

“Un grande capo che ha saputo anche proteggerci, un grande magistrato che ha fatto la storia di questo Paese“. Sono state queste le prime parole di Francesco Greco, capo della Procura di Milano e che faceva parte del pool ‘mani pulite’. “Con la sua guida autorevole ha fondato lo spirito moderno dell’ufficio nell’intransigente rispetto dei valori di indipendenza e legalità. Il suo esempio ispira quotidianamente il nostro lavoro. Nei nostri cuori vive con orgoglio la sapienza di un uomo speciale“. Con queste parole contenute in un comunicato la Procura di Milano “piangeBorrelli.

Scompare un baluardo resistente a difesa e a tutela dell’indipendenza della magistratura”. Così il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso. In Procura generale, ha detto, il ricordo di lui è “vividissimo“, “era sempre presente ad ogni ricorrenza” nel Tribunale milanese. Il pg Alfonso, dal punto di vista personale, ricorda soprattutto la sua “cordialità e cortesia”.

Dopo la sua carriera da magistrato, Borrelli aveva vissuto una nuova “stagione” professionale come capo dell’ufficio indagini della Figc, nel 2006, nominato dal commissario straordinario Guido Rossi dopo lo scandalo sul mondo del calcio. Ma accanto all’amore per la legge, Borrelli ha sempre coltivato quello per la lirica: presenza fissa alla Scala di Milano, nel 2007 era stato nominato presidente del Conservatorio di Milano.

Le critiche di Bobo Craxi: “guidò un colpo di Stato” – “Ebbe la funzione di guidare un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro. Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato“. Così Bobo Craxi, figlio di Bettino, l’ex premier socialista morto nel 2000. Bobo Craxi contattato dall’ANSA, ha proseguito “Borrelli, è stato protagonista della storia di questo Paese e ha saputo negli ultimi anni esprimere un secco revisionismo su quell’azione che ebbe risvolti politici a tutti noti. Seppe fare un’analisi obiettiva“. Bobo Craxi  tornando agli anni di Mani Pulite, ha affermato che quei magistrati “svolsero un’azione politica che loro stessi consideravano rivoluzionaria e i presupposti rivoluzionari non hanno il problema di dover applicare i manuali”.

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