Quotidiani: l'edicola piange sempre di più....

ROMA – Il mercato totale in edicola nel mese di dicembre 2019 è stato di 1.861.546 vendite quotidiane. Il numero si confronta con le 1.859.910 vendute in novembre e con 2.025.204 di dicembre 2018. Il calo è stato dell’8%. Nel novembre del 2019 il calo rispetto al novembre 2018 fu del 7,5%.

Pubblichiamo le tabelle con le vendite quotidiane dei singoli giornali nel mese di dicembre, comparate con il dicembre dell’anno precedente. Interessante il confronto con novembre. Se il declino del mercato sembra costante, le singole testate si sono comportate in modi assai diversi.

Anche in dicembre, il trend non sembra omogeneo. Ci sono giornali che perdono un quinto delle copie, anno su anno (e così fu a novembre); altri che crescono. Il quadro è comunque sconfortante.

E’ importante informare sulle vendite in edicola, per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità.

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica. Ma se si va ad indagare meglio si trovano offerte per questi stessi giornali anche  per meno di 100 euro/anno.

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. L’ Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads

E pensare che ci sono ancora giornalisti di provincia che si sentono più autorevoli, dei giornalisti che lavorano per testate online. Poverini non si accorgono invece che giorno dopo giorno stanno perdendo il posto di lavoro.