La procura di Locri : "Se fallisce il modello Riace non è colpa nostra"

La procura di Locri : "Se fallisce il modello Riace non è colpa nostra"

I “guai” per Mimmo Lucano cominciarono quando la Prefettura di Reggio Calabria, lo scorso anno, dispose un’ispezione nel Comune di Riace dalla quale emersero una serie di irregolarità nell’utilizzo dei finanziamenti governativi per la gestione dei migranti. Furono proprio i risultati dell’ispezione a fare scattare l’inchiesta della Procura della Repubblica di Locri

ROMA – “La nostra inchiesta non ha rappresentato un attacco al modello Riace. Se il modello Riace dovesse fallire, non sarà colpa certo della Procura di Locri“. Lo ha dichiarato il procuratore di Locri Luigi D’Alessio. che ha aggiunto “Noi abbiamo ravvisato delle ipotesi di reato e quindi, procedendo, abbiamo fatto il nostro dovere. Stiamo, comunque, preparando il ricorso al Tribunale del riesame, che depositeremo nei prossimi giorni” ha concluso riferendosi ai rilievi mossi dal Gip nella sua ordinanza. L’arresto é stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica.

Arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano detto Mimmo. La misura detentiva è stata effettuata dalla Guardia di finanza con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.  Mi hanno messo agli arresti per un reato di umanità”. Così ha commentato  il suo arresto  Mimmo Lucano, il sindaco di Riace che è stato sospeso d’ufficio dal prefetto di Reggio Michele di Bari, parlando con suo fratello Giuseppe Lucano,  dovendo rispondere dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e attribuzione illecita di appalti. “È sorpreso, amareggiato e anche un po’ arrabbiato – ha detto Giuseppe – per alcune cose viste nell’ordinanza, anche se il gip le ha rigettate. Comunque è fiducioso, si sente di non avere compiuto nulla di particolare che potesse giustificare una limitazione della sua libertà. Comunque oggi è più sereno, ha visto che non è solo”. Intanto, come detto, Domattina alle 9 è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Locri. I suoi avvocati hanno già presentato una richiesta di scarcerazione.

Adesso la vicenda si sposta “tecnicamente” nelle stanze del Palazzo di giustizia di Locri. “Il modello Riace non è in discussione, andremo avanti e sono sicuro che Mimmo tornerà presto con noi”, ha cerca di rassicurare il vicesindaco Giuseppe Gervasi. Ma sul futuro di Riace peseranno le decisioni che nei prossimi giorni prenderà il Tribunale del Riesame chiamato a pronunciarsi sui due ricorsi depositati. Quello di Mimmo Lucano i cui difensori chiederanno la revoca degli arresti domiciliari ai quali il Sindaco è costretto da ieri per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e quello del procuratore di Locri Luigi D’Alessio che aveva chiesto l’arresto di Lucano per altri sette e ben più gravi reati, per l’illecita assegnazione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti.

prefettura reggio

Con l’arresto, vacilla  il “mito” di un amministratore diventato famoso per il suo impegno in favore dei migranti, che in migliaia avevano trovato ospitalità nel centro della Locride. L’impegno di Lucano in favore dei migranti gli diede enorme notorietà anche a livello internazionale, tanto che nel 2016 la rivista americana “Fortune” lo inserì tra le 50 personalità più potenti nel mondo. I “guai” per Mimmo Lucano cominciarono quando la Prefettura di Reggio Calabria, lo scorso anno, dispose un’ispezione nel Comune di Riace dalla quale emersero una serie di irregolarità nell’utilizzo dei finanziamenti governativi per la gestione dei migranti. Furono proprio i risultati dell’ispezione a fare scattare l’inchiesta della Procura della Repubblica di Locri da cui sono emersi gli illeciti che hanno portato all’arresto di Lucano e della compagna, Tesfahun Lemlem.

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