La diretta video dall’aula di Palazzo Madama e di Montecitorio per seguire l’elezione del Presidente del Senato e della Camera

La diretta video dall’aula di Palazzo Madama e di Montecitorio per seguire l’elezione del Presidente  del Senato e della Camera

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati

ROMA-  Con questi collegamenti in diretta il CORRIERE DEL GIORNO intende offrire ai propri lettori la possibilità di seguire in diretta le sedute parlamentari delle votazioni per l’elezione dei presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica: Con l’intervento del presidente dell’ assemblea, facente funzione,  Roberto Giachetti è partita la XVIII legislatura anche a Montecitorio. Ma alla Camera probabilmente oggi non succederà nulla, tutti votano scheda bianca,  finché non si sblocca il Senato, ed il Senato non si sblocca perché non si è ancora raggiunto un accordo fra i partiti. Riunioni in corso. Incredibilmente tutte fuori dal Parlamento !

Nella Prima Repubblica in media l’elezione del Presidente di @Montecitorio è avvenuta con il 67,3% dei voti. Dal 1994 in poi la media si è abbassata al 54,7%  . I Presidenti delle Camere più giovani sono stati Irene Pivetti (31 anni) a Montecitorio e Carlo Scognamiglio (50anni ) al  Senato, entrambi  eletti nel 1994 (XII legislatura). Tre sono state le donne elette alla presidenza di Montecitorio, terza carica dello Stato. La prima fu Nilde Iotti nel 1979, poi Irene Pivetti nel 1994 e infine Laura Boldrini nel 2013.

La diretta video alla Camera dei Deputati:

 

Anche la seconda votazione alla Camera si è conclusa con un nulla di fatto. Per l’elezione del presidente era necessaria la maggioranza dei 2/3 dei votanti. Le schede bianche sono state 577. Davide Tripiedi del M5s ha ottenuto 4 voti, “Bond” 3, come Stumpo, 2 per Renato Brunetta, David Ermini, Rossella Muroni.

 

Palazzo Madama sede del Senato della Repubblica

SENATO DELLA REPUBLICA

Con l’intervento del presidente Giorgio Napolitano è iniziata a Palazzo Madama la XVIII legislatura. Matteo Renzi passeggia nei corridoi del Senato seguito da un  codazzo di senatori “renziani” fra i quali . ParriniBonifazi, ed il giornalista neo-senatore Tommaso Cerno. Il neo senatore Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan Calcio, ha paragonato Palazzo Madama a San Siro “L’aula è bellissima, l’emiciclo e il resto possono ricordare uno stadio, ma qui penso che ci sia molta animosità tra tifosi più che il vero e proprio campo di gioco“. Ma secondo Galliani la vera “coppa in palio questa volta” è Palazzo Chigi.

La diretta video al Senato della Repubblica

Anche al Senato si è arrivati alla seconda votazione. Per eleggere un presidente serve la maggioranza dei componenti. Il leader del centrodestra, Matteo Salvini (Lega) ha annunciato: “Abbiamo votato Anna Maria Bernini al Senato per uscire dal pantano“. Qualche ora fa Forza Italia aveva annunciato l’intenzione di continuare a proporre Paolo Romani anche alla terza votazione, quando basterà la maggioranza dei votanti.  La Lega però non è convinta dalla candidatura posta da Forza Italia di Paolo Romani tanto che Salvini non considera chiusa la partita, lanciando il nome di Anna Maria Bernini e nuovi inviti ai pentastellati: “Il M5s sbaglia a porre veti, ma sbaglia anche chi si arrocca su un solo nome: ognuno di noi, in questo momento deve parlare con tutti e mettersi di lato di qualche centimetro, noi della Lega ci siamo messi di lato di un chilometro”. La scelta di sostenere Bernini infatti, è un modo per uscire dal pantano, spiega il leader leghista: “Abbiamo dato la disponibilità di votare un esponente di Forza Italia, speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità“.

La situazione è ancora tutta in movimento. I grillini, contrapposti a Forza Italia apparentemente aroccata sul nome di Romani, rilanciano con una proposta che vorrebbe intrigare il Pd: arrivare al Senato al ballottaggio e quindi votare il “dem” Luigi Zanda. “Un po’ come accadde nel 2013 –  commentano dal M5S quando si doveva scegliere tra Renato Schifani e Pietro Grasso“. In quella occasione una parte dei senatori del M5S votò per l’ex magistrato, eletto nelle liste del Partito Democratico. Una scelta che genrò il primo scontro interno al gruppo grillino ed anche  le prime espulsioni. Oggi la manovra su Zanda sembrerebbe invece essere pilotata dal gruppo dirigente del Movimento.

L’ ipotesi della candidatura Zanda potrebbe contare sulla carta su ben 183 voti: 53 del Pd e 112 del M5s, oltre a 7 voti delle altre forze di centrosinistra (+Europa, Civica popolare, Insieme, Svp), più i 4 di Liberi e uguali, i 2 di Maie e i 6 senatori a vita. Una strada che potrebbe essere considerata agevole ed in discesa. Ma sulla quale potrebbero pesare e non poco le divisioni interne al Pd. I “renziani”, infatti, che dovrebbero contare su 32 senatori sui 52 del gruppo Pd, nel segreto dell’urna si potrebbero mettere di traverso per impedire le prove di intesa fra Pd e M5S che potrebbero preludere ad un accordo sul governo.

La situazione è molto complicate e non è da escludersi che alla fine spunti il nome di un outsider. Un nome che circola è quello di Emma Bonino, proposto dal leader della minoranza dem Andrea Orlando. Candidatura che anche il senatore grillino Matteo Mantero prende sul serio: Zanda? È una soluzione ma per quanto mi riguarda penso di più ad una figura come quella di Emma Bonino“. Intanto fra i “dem” circola anche l’idea di mettere in circolazione l’ipotesi di voto per  la neo senatrice a vita Liliana Segre. Il Pd deve prendere una decisione importante: infatti continuare a votare scheda bianca al Senato favorirebbe il centrodestra che avrebbe i numeri, alla quarta votazione, per eleggere da solo Romani.

(notizia in aggiornamento in diretta)

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