ILVA. Raggiunto l’accordo sindacale con il Governo: in cassa integrazione soltanto 3.300 dipendenti

ILVA. Raggiunto l’accordo sindacale con il Governo: in cassa integrazione soltanto 3.300 dipendenti

La viceministra Teresa Bellanova

di Marco Ginanneschi

ROMA – C’è l’accordo sulla cassa integrazione per i lavoratori dell’ ILVA attualmente in amministrazione straordinaria. Il numero degli esuberi temporanei è sceso a 3.300 unità di cui 3.240 per Taranto e 60 per Marghera. E’ il risultato più importante del Tavolo convocato stamane dal Governo sull’ ILVA e presieduto dalla Viceministro Bellanova, volto a trovare un accordo tra azienda e parti sociali per poter adesso, e come ha più volte in questi giorni ribadito la stessa viceministro,  “utilizzare tutti gli strumenti disponibili ed esigibili a disposizione”. . I numeri delle unità lavorative, decisamente ridotti rispetto ai precedenti 4.984 chiesti dall’azienda, riguardano i picchi di massima.

L’ ACCORDO

La cassa integrazione riguarderà mediamente 2.500 persone dei quali 2.465 a Taranto e 35 a Marghera. L’accordo avrà valore sino al termine dell’amministrazione straordinaria, in attesa che si concludano le procedure di cessione del più grande stabilimento siderurgico d’ Europa .

Presso lo stabilimento ILVA di Taranto, saranno a zero ore 800 unità ai quali  l’azienda garantirà una rotazione pari al 20% del tempo lavorabile nel quale i lavoratori effettueranno attività di formazione e riqualificazione professionale. Azienda e sindacati hanno previsto e concordato incontri bimestrali al fine di verificare la corretta applicazione dell’accordo in via di sottoscrizione.  Grazie alle risorse finanziarie di 24 milioni già allocate nel Decreto Mezzogiorno, approvato in via definitiva nelle scorse settimane, rimane invariato rispetto al 2016 il trattamento di indennità dei lavoratori, che in questo modo avranno garantito il 70 per cento della retribuzione.

Non ci sono invece disponibilità della Regione Puglia, contrariamente a quanto  era successo invece per i lavoratori dell’ILVA di Genova, per l’integrazione del 10% della retribuzione da parte della Regione Liguria.

Le dichiarazioni-promesse  disattese di  Michele Emiliano sull’ ILVA di Taranto

I SINDACATI

I sindacati FIM-CISL e  UILM hanno sottoscritto l’intesa in quanto coerente con le richieste avanzate nel corso del negoziato, mentre la FiomCGIL ha firmato con riserva prendendosi 24 ore di tempo per rientrare a Taranto discuterne con tutti i delegati di ILVA. Con un comunicato stampa Rosario Rappa, segretario nazionale della   Fiom-CGIL   “giudica positivo l’accordo sottoscritto e domani riunirà tutti i delegati dello stabilimento di Taranto per illustrare i contenuti dell’accordo, acquisirne la validazione e sciogliere la riserva.” Solo che nell’accordo sottoscritto che il CORRIERE DEL GIORNO pubblica di seguito, INTEGRALMENTE in esclusiva, di questa “riserva” non vi è alcuna  traccia !

Il Segretario nazionale Fim Cisl Nicola Alberta ed il Segretario generale Fim Cisl Taranto Brindisi Valerio D’Alò in una nota congiunta, commentano l’accordo raggiunto mettendo in evidenza che  “FIM-CISL ritiene assolutamente importante l’ accordo in quanto tutela i lavoratori e garantisce un percorso concordato nei prossimi mesi, accordo mette in sicurezza i lavoratori e il loro reddito durante tutta la fase prossima, che sarà molto impegnativa per i lavoratori, caratterizzata dagli scenari della vendita e del nuovo piano industriale” ed aggiungono “Abbiamo trovato il modo per alleviare l’ impatto su tutti i lavoratori e in particolare su quelli che in questi anni hanno maggiormente pagato la crisi in prima persona, con la definizione di un sistema di rotazione certo ed esigibile, sostenuto dalla formazione professionale

La CISL conclude affermando che “va valorizzato l’ impegno del Governo e del Viceministro Teresa Bellanova a convocare tempestivamente un incontro prima della conclusione dell’ assegnazione tra le proposte industriali in campo, che risponde alla richiesta sindacale del pieno coinvolgimento nella costruzione dello sviluppo industriale sostenibile del gruppo Ilva. Il cammino per garantire prospettive e rilancio industriale è ancora lungo, ma l’ accordo di oggi rappresenta un passo ulteriore in questa direzione”

Si tratta di un’intesa che non prevede esuberi strutturali – commenta a sua volta  Guglielmo Gambardella, coordinatore del settore siderurgico della Uilmabbiamo assicurato l’ammortizzatore sociale con condizioni economiche simili al contratto di solidarietà (integrazione al 70% al reddito globale annuo, con le risorse rese disponibili dall’emendamento «decreto Sud»); sono stati ridotti i numeri di sospensioni massime da attuare con meccanismi di rotazioni meno impattanti su una fascia di lavoratori nei reparti con fermate prolungate, anche con giornate formative aggiuntive” aggiungendo “è necessario non perdere altro tempo per il rilancio dell’azienda e verificare le prospettive del più
grande gruppo siderurgico italiano”.

 

IL GOVERNO

Un risultato importante e per nulla scontato. In continuità con  l’attenzione messa in campo dal Governo Renzi, abbiamo mantenuto gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori. Continueremo a monitorare la situazione con incontri bimestrali dedicati che io stessa presiederò, come ho proposto alle parti”, ha commenta a caldo il vice ministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova, al termine dell’incontro cui ha partecipato la Direzione competente del Ministero del Lavoro. “Non sfugge a nessuno”, prosegue la Bellanova, “la delicatezza del momento e la sua crucialità anche in relazione agli sviluppi futuri. D’altra parte è evidente come l’attività di impresa nel settore dell’acciaio sia ancora adesso fortemente influenzata dal protrarsi della crisi economico-finanziaria internazionale e dal progressivo deterioramento del mercato di riferimento in Europa. Nonostante ciò, e a maggior ragione proprio per questo, abbiamo condotto in questi mesi un lavoro silenzioso e rigoroso per mettere al riparo il reddito di tutti coloro che saranno coinvolti in processi di ristrutturazione e per dare un futuro all’ ILVA”.

“Nelle prossime settimane, come noto”, conclude il vice ministro, “giungerà a conclusione il percorso di formulazione dell’offerta da parte delle cordate di investitori. Ci conforta rilevare che  l’interesse delle due cordate di investitori all’acquisto dei compendi industriali del Gruppo ILVA è alto, come emerge dalla stampa delle ultime settimane dove gli stessi si sono indirettamente confrontati. Le cordate stanno ora predisponendo l’offerta definitiva e pertanto, allo stato, i piani industriali non sono noti, come non è noto il prezzo di offerta. Ricordo, a scanso di ogni equivoco, che anche i piani ambientali dei due investitori devono essere adattati alle prescrizioni del Parere sicché è impossibile aprire confronti sui contenuti delle due offerte che alla procedura di amministrazione straordinaria perverranno, in busta chiusa, solo il 3 marzo per essere poi oggetto, nei successivi 30 giorni, di valutazione”.

Il Governo, inoltre, si è impegnato a riconvocare le parti entro la seconda decade di marzo per una informativa relativa in merito alle offerte di acquisto dell’ ILVA.

 

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