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21 Ottobre 2026 11:32

I Carabinieri del Noe di Lecce sequestrano lo stabilimento turistico “Fatamorgana”

Tre le persone indagate, il committente dei lavori cioè il rappresentante legale ed amministratore unico della società ITALCAVE s.p.a. (Gruppo F.lli Caramia) proprietaria dello stabilimento, il rappresentante della ditta esecutrice dei lavori ed il tecnico progettista e direttore dei lavori;

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce comandati dal Ten. Col. Nicola Candido, in Marina di Pulsano (TA),  questa mattina hanno sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza l’intero compendio immobiliare dello stabilimento balneare turistico  “Fata Morgana” in esecuzione del decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla sostituto procuratore dr.Lanfranco Marazia della Procura della Repubblica di Taranto ,a conclusione di complesse ed articolate indagini avviate a seguito del sequestro effettuato lo scorso 15 aprile di un manufatto in cemento armato destinato al posizionamento di vasche per idromassaggi.

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Gli accertamenti svolti dai Carabinieri del NOE di Lecce e la consulenza tecnica disposta dalla Procura di Taranto hanno consentito di verificare che, in area sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico, altresì ricadente in area di rispetto dal confine demaniale, si realizzava una nuova costruzione mediante demolizione e ricostruzione di due corpi di fabbrica destinati a bar, ristorante, self service e centro benessere, alterando la sagoma originaria ed incrementando le volumetrie e le superfici utili calpestabili, anche con la realizzazione di un locale interrato destinato a deposito, il tutto in totale difformità del permesso di costruire che consentiva soltanto la manutenzione straordinaria dei fabbricati preesistenti e non la loro demolizione con conseguente nuova costruzione.

Le indagini svolte hanno consentito di ricostruire l’iter seguito per concedere i titoli abilitativi alle opere e di verificare la conformità di quanto già realizzato; il consulente tecnico nell’acquisire presso i vari enti intervenuti nel procedimento autorizzatorio (ASL Taranto, Servizio Regionale Foreste di Taranto, Sovrintendenza ai Beni Architettonici e paesaggistici di Lecce e Capitaneria di Porto di Taranto ) le copie progettuali ed i relativi pareri ha riscontrato che presso i diversi enti erano stati presentati progetti fra loro difformi e non collimanti con quello principale depositato presso l’Ufficio tecnico di Pulsano; da ciò discende che l’intero procedimento appare essere viziato.

Allo stato attuale sono tre le persone indagate, il committente dei lavori cioè il rappresentante legale ed amministratore unico della società ITALCAVE s.p.a. (Gruppo F.lli Caramia) proprietaria dello stabilimento, il rappresentante della ditta esecutrice dei lavori ed il tecnico progettista e direttore dei lavori; le ipotesi di reato contestate sono quelle dell’abusivismo edilizio, per aver realizzato, in area sottoposta a vincolo paesaggistico, idrogeologico e demaniale, opere edili in totale difformità rispetto ai titoli abilitativi.

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