ArcelorMittal: Lucia Morselli nuovo Amministratore Delegato

ArcelorMittal: Lucia Morselli nuovo Amministratore Delegato

Lucia Morselli, tra i numerosi incarichi ricoperti in passato ha già il ruolo di amministratore delegato di Acciai Speciali Terni dal 2014 al 2016. E’ riconosciuta come una delle più importanti manager italiane. “La sua esperienza e le sue competenze saranno molto preziose per ArcelorMittal Italia nello sforzo di rendere l’azienda più sostenibile e di rafforzare il consenso sul futuro dello stabilimento di Taranto”. Lo afferma in una dichiarazione Geert van Poelvoorde, amministratore delegato di ArcelorMittal Europe.

ROMA – Cambio alla guida di ArcelorMittal Italia la filiale italiana della multinazionale franco-indiana che gestisce lo stabilimento siderurgico dell’ex Ilva di Taranto, la più grande acciaieria d’Europa, con decorrenza odierna Lucia Morselli è stata nominata presidente del Consiglio di amministrazione, e Amministratore delegato sostituirà Matthieu Jehl, attuale presidente e CEO, che assumerà nuove responsabilità all’interno del Gruppo.

Lucia Morselli, tra i numerosi incarichi ricoperti in passato ha già il ruolo di amministratore delegato di Acciai Speciali Terni dal 2014 al 2016. E’ riconosciuta come una delle più importanti manager italiane. Attualmente è membro del consiglio di amministrazione di Essilor-Luxottica, Telecom Italia, Sisal e STMicroelectronics ed è un amministratore delegato di grande esperienza avendo ricoperto infatti tale carica in numerose società tra cui Acciai Speciali Terni, Berco Group, BioEra, Mikado, Tecnosistemi, Stream (Sky) e Telepiù Group. Ha iniziato la sua carriera nel 1982 in Olivetti come assistente del Cfo alla Direzione Finanze  e successivamente  dal 1985 al 1990 ha lavorato in Accenture nell’ambito della consulenza strategica, prima di entrare in Finmeccanica come Cfo nella divisione aeromobili. La Morselli già alla guida di Ast Terni faceva parte del team della cordata guidata da Jindal e Cassa Depositi e Prestiti che nella primavera del 2017 contese l’Ilva ad ArcelorMittal, nella gara internazionale indetta dal Ministero Sviluppo Economico guidato dall’ accoppiata Calenda-Bellanova

“Non esiste forse oggi in Italia una sfida industriale più grande e più complessa di quella degli impianti dell’ex Ilva. Sono molto motivata dall’opportunità di poter guidare ArcelorMittal Italia, e farò del mio meglio per garantire il futuro dell’azienda e far sì che il suo contributo sia apprezzato da tutti gli stakeholder“, ha commentato Lucia Morselli da oggi nuovo presidente ed Ad di ArcelorMittal Italia. I sindacati sanno molto bene come la Morselli sia stata “protagonista” del lungo e duro braccio di ferro con più di 30 giorni di sciopero nella vertenza ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni.

“Vorrei iniziare ringraziando Matthieu Jehl per l’importante ruolo che ha svolto nell’aiutare ArcelorMittal a stabilire la propria presenza in Italia. Sono stati compiuti buoni progressi, in particolare nell’implementazione degli investimenti ambientali e nel miglioramento dei processi di produzione, nonostante la difficile situazione esterna. Siamo molto lieti di dare il benvenuto a Lucia come nuovo Presidente e CEO di ArcelorMittal Italia”

“Lucia è unanimamente riconosciuta come una business leader di grande esperienza che ha dato un contributo significativo all’industria italiana. La sua esperienza e le sue competenze saranno molto preziose per ArcelorMittal Italia nello sforzo di rendere l’azienda più sostenibile e di rafforzare il consenso sul futuro dello stabilimento di Taranto“. Lo afferma in una dichiarazione Geert van Poelvoorde, amministratore delegato di ArcelorMittal Europe. .

Domani, mercoledì 16 ottobre, la Commissione Attività produttive della Camera svolgerà l’audizione informale dei rappresentanti del gruppo internazionale sulle prospettive industriali del sito siderurgico di Taranto.   Ad influire sul cambio al vertice probabilmente sono state le difficoltà nel rilancio del gruppo ArcelorMittal affrontate dal management, che dopo un anno, ha perdite per circa 50 milioni di euro al mese, ed è ben lontano, anche per ragioni legate alle difficoltà del mercato, da quella ripresa produttiva prevista dal piano industriale.

Questa  mattina è stato  lo stesso Jehl a comunicare   la propria uscita ai sindacalisti, ai segretari generali delle federazioni metalmeccaniche, riferendo loro di “non saper dare una spiegazione” alla decisione presa dai vertici della multinazionale dell’acciaio. “A quasi un anno di distanza dal completamento dell’acquisizione – ha detto ai sindacati – posso guardare con orgoglio a quanto è stato fatto: abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, grazie a un duro lavoro e alla vostra dedizione“.

“È stato un immenso privilegio lavorare insieme a Voi in questi ultimi due anni“. Con una lettera il manager francese Matthieu Jehl ha voluto salutare i dipendenti di ArcelorMittal Italia  evidenziando il raggiungimento di tutti gli obiettivi nonostante alcune difficoltà che rimangono irrisolte nel raggiungere una posizione di redditività sostenibile ed il consenso di tutti i soggetti istituzionali il cui supporto è necessario. “Due sfide che ora richiedono un cambio di approccio: da qui la decisione di nominare Lucia Morselli. Sono sicuro che si dimostrerà un grande leader per il nostro team.  È stato un periodo nel quale abbiamo affrontato tante sfide, molte delle quali persistono anche ora, e abbiamo fatto numerosi passi avanti che non sarebbero stati possibili senza gli sforzi di tutti” scrive ancora nella lettera.  “Molto è stato realizzato e molto c’è ancora da fare” conclude nel saluto ai dipendenti “ma tutti noi dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo fatto insieme. E guardare avanti con fiducia“,.

“Non bisogna mai ostentare pregiudizi ma di Lucia Morselli” – ha commentato il leader della Fim-Cisl, Marco Bentivoglioltre all’epilogo positivo della vicenda ThyssenKrupp Ast di Terni, non dimentichiamo che per arrivarci abbiamo messo in campo 36 giorni di sciopero a oltranza . La sfida è più grande, ma se si vuol rilanciare e ambientalizzare quel sito. Se si pensa di ridimensionare le produzioni e tagliare il personale sapremo come rispondere“. La Morselli ingaggiò un braccio di ferro con i lavoratori che scatenò i “36 giorni di Terni”, come li ricorda ancora oggi Gianni Venturi, componente della segretaria nazionale della Fiom-Cgil che il nuovo Ad del gruppo siderurgico di Taranto la conosce bene. “Voglio augurarmi che quella lotta estenuante, che giunse a un punto di equilibrio molto faticoso, abbia significato qualcosa anche per lei”.

Una volta, in piena notte Lucia Morselli si presentò al presidio per un faccia a faccia con gli operai che voleva licenziare in maniera massiccia e che per la cronaca era  550. L’accordo, alla fine, venne raggiunto con 290 esodi incentivati ma “consentiva di dare a Terni la certezza di un futuro – ricorda il sindacalista Venturi quando l’idea iniziale era quella di un intervento molto più pesante”.

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