Anche a Bari il Tribunale smentisce la Procura ed il sensazionalismo sui presunti terroristi

Anche a Bari il Tribunale smentisce la Procura ed il sensazionalismo sui presunti terroristi

“È una vicenda ingigantita, un abbaglio preso per la semplice foto di una persona con un mitra giocattolo in mano”  dichiara l’avvocato Adriano Pallesca, difensore del 23enne afghano Hakim Nasiri, il presunto terrorista fermato due giorni fa a Bari e oggi scarcerato su disposizione del gip Francesco Agnino il quale ha rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare in carcere per il reato di associazione finalizzata al terrorismo internazionale.  “Sicuramente il gip ha valutato correttamente la questione – aggiunge il legale – ritenendo che non sussistano i presupposti per contestare un reato così grave e tenere in carcere una persona. Tra gli elementi raccolti contro Nasiri non c’era nulla di concreto che lo riconducesse al terrorismo internazionale, solo video e foto che riproducono momenti di svago.

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Il 23enne  Nasiri nell’interrogatorio di convalida del suo stato di fermo si è avvalso della facoltà di non rispondere, il gip Francesco Agnino ha quindi convalidato il fermo ma ha rigettato la richiesta di applicazione di una misura cautelare per il reato di terrorismo . Il suo difensore, l’ avvocato Adriano Pallesca,  ha detto che “nei prossimi giorni chiederemo di rendere interrogatorio. Il mio assistito  è del tutto estraneo alla vicenda e vuole chiarire ogni cosa“. Nasiri che è incensurato e finito per la prima volta in cella, secondo a quanto riferito dal legale -“si sente spaesato e in difficoltà. Ha pianto molto e confida di chiarire l’accaduto nei prossimi giorni. Lo conosco da tempo  e posso affermare che non ha assolutamente un profilo compatibile con i fatti emersi

Il gip Francesco Agnino  del Tribunale di Bari nell’ordinanza con cui ha rigettato la richiesta di arresto, quale applicazione di una misura cautelare per il reato di terrorismo avanzata dalla Dda di Bari nei confronti dei tre presunti terroristi ha escluso “in maniera decisa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in merito al reato di associazione finalizzata al terrorismo internazionale” a carico di Hakim Nasiri, fermato l’altro ieri a Bari che sarà scarcerato nelle prossime ore.  A seguito della scarcerazione di Nasiri il magistrato della DDA di Bari Roberto Rossi   ha annunciato il ricorso dinanzi al tribunale del Riesame. Per il giudice delle indagini preliminari  “dall’esame degli elementi probatori deve escludersi la sussistenza di un gruppo impegnato in attività di ricerca, selezione, riproduzione di documenti idonei a diffondere l’idea terroristica, indicando comportamenti e modelli operativi a cui ispirarsi”.

CdG Tribunale di BariNell’ordinanza il gip Agnino non ha avuto dubbi e con riferimento ai video relativi a centri commerciali e hotel di Londra, oltre a fotogrammi del Circo Massimo, del Colosseo e altri due video all’interno dell’aeroporto e dell’ Ipercoop di Bari ha evidenziato che i video sono troppo brevi e le foto di monumenti del patrimonio culturale mondiale non costituirebbero immagini carpite per pianificare attentati terroristici.  “La ripresa video di luoghi – dice il gip – ritenuti dagli inquirenti sensibili in vista di possibili attentati, dal momento che non può omettersi in questa sede che i video estrapolati hanno durata di pochi secondi, certamente durata insufficiente al fine di procedere ad uno studio dei luoghi da colpire, procedendo ad una attenta e capillare pianificazione del bersaglio preso di mira. Né può condividersi l’assunto della Procura ad avviso della quale costituirebbero riscontro alle ‘immaginate’ azioni terroristiche le foto relative al Colosseo ovvero ai Fori Imperiali, trattandosi di monumenti del patrimonio culturale mondiale, con la conseguenza che le loro fotografie non costituiscono alcuna anomalia“.

Nel cellulare di Nasiri Hakim e dalla visione della pagina Facebook – scrive il Gip – sono assenti la riproduzione e la conservazione di scene di martirio, dovendosi quindi escludere che i video ed i fotogrammi estrapolati avessero finalità di addestramento e di allenamento personale al Jihad”. Pertanto “dall’esame degli elementi probatori deve escludersi la sussistenza di un gruppo impegnato in attività di ricerca, selezione, riproduzione di documenti idonei a diffondere l’idea terroristica, indicando comportamenti e modelli operativi a cui ispirarsi”.

Il gip non ha ritenuto provata neanche  “l’eventuale raccolta di denaro per il finanziamento di attività terroristiche da impiegare direttamente da parte degli asseriti componenti del gruppo di cui il fermato avrebbe fatto parte al fine di mettere il denaro a disposizione di altre cellule combattenti. In altri termini, non è stata fornita in alcun modo la prova della sussistenza di attività dimostrative dell’operatività della cellula e della funzionalità di essa al perseguimento della finalità di terrorismo internazionale, quali ad esempio l’attività di indottrinamento, reclutamento e addestramento al martirio di nuovi adepti (non può obliterarsi la reperibilità in qualsiasi sito internet delle informazioni e dei programmi contenuti nel materiale sequestrato), da inviare all’occorrenza nelle zone teatro di guerra, ovvero la raccolta di denaro destinato a sostegno economico dei combattenti del Jihad all’estero”.

Il gip Agnino inoltre non ha ritenuto comprovata “l’eventuale raccolta di denaro per il finanziamento di attività terroristiche da impiegare direttamente da parte degli asseriti componenti del gruppo di cui il fermato avrebbe fatto parte al fine di mettere il denaro a disposizione di altre cellule combattenti. In altri termini, non è stata fornita in alcun modo la prova della sussistenza di attività dimostrative dell’operatività della cellula e della funzionalità di essa al perseguimento della finalità di terrorismo internazionale, quali ad esempio l’attività di indottrinamento, reclutamento e addestramento al martirio di nuovi adepti (non può obliterarsi la reperibilità in qualsiasi sito internet delle informazioni e dei programmi contenuti nel materiale sequestrato), da inviare all’occorrenza nelle zone teatro di guerra, ovvero la raccolta di denaro destinato a sostegno economico dei combattenti del Jihad all’estero”.

L’attività di indagine – ha concluso il gip Agnino – ha evidenziato al più l’appartenenza del Nasiri al mondo dell’integralismo islamico, cioè l’appartenenza a quel filone culturale nel quale lo stesso si riconosce, mentre non è provata la sua aspirazione e disponibilità, in procinto di attuazione, a dare concreto contributo al terrorismo di matrice islamica”.

Resta in piedi nei confronti degli indagati la sola accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Anche a Milano  il gip non ha convalidato il fermo di Zulfikar Amjad, che però resta in carcere sulla base  sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Bari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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