Dopo gli scontri di Milano il governo ha approvato il nuovo Decreto Sicurezza, annunciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel video sui social pubblicato dopo l’approvazione in Cdm del decreto legge dopo i disordini degli ultimi giorni in alcune città italiane . “A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno, al fianco di polizia e carabinieri e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti, perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni“. “Manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Lo abbiamo detto e lo dimostreremo con i fatti”, ha evidenziato la Meloni.
Per Meloni queste scelte sono dettate da una convinzione: “Voglio essere chiara, non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce. Dietro quella vetrina c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura. Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare. Devastare e rubare non è protesta, è criminalità e la risposta dello Stato deve essere ferma”.
Il bilancio delle giornate di scontri è pesante: “Le forze dell’ordine hanno fermato e arrestato 330 persone, la metà di origine straniera, nati all’estero o nati in Italia da famiglie straniere. Mi aspetto – ha proseguito la premier Meloni – che i reati commessi vengano perseguiti con tempestività e che tutte le norme a disposizione, comprese quelle dei recenti decreti sicurezza, siano applicate con rigore“.
La principale perplessità era relativa al conferimento dei poteri di polizia giudiziaria ai 500 militari che verranno inviati nel capoluogo lombardo fino al 31 dicembre. Il presidente Sergio Mattarella si sarebbe espresso contrariamente all’ allargamento dei compiti dei militari, che non hanno una formazione specifica di polizia giudiziaria al contrario di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Una fattispecie che rischierebbe di evocare scenari repressivi. Ma il ministro dell’Interno Matteo Pianedosi ha smentito dissapori: “Nessuno stop dal Quirinale, come sempre quando ci sono provvedimenti del governo c’è stata una interlocuzione molto fluida, serena e produttiva”. Il contingente di militari come ha spiegato Piantedosi, “verrà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza, insomma per concorrere ai servizi che dovranno essere svolti nella città di Milano per il controllo del territorio e la sicurezza pubblica di quella città“. Anche se non si esclude che “possano essere dotati di qualche funzione innovativa rispetto all’impiego tradizionale che abbiamo visto in altri contesti per avere una maggiore dinamicità e una maggiore attinenza ai fenomeni a cui abbiamo assistito nella città di Milano“.
La punibilità dei minori
Prevista nel decreto la punibilità dei minori: “Per arginare questo fenomeno che questi giorni ha colpito nelle nostre città è stato fatto questo schema che riguarda la procedura penale: primo, riguarda la presunzione di capacità di intendere e di volere, ovvero, l’imputabilità, del minore dai 14 e i 18″. Già inserita nel disegno di legge ma “oggi viene inserita nel decreto legge e ha efficacia immediata”, ha spiegato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Inoltre “c’è una fattispecie autonoma” di reato “punita da 4 ai 12 anni per chiunque anche mediante strumenti informatici o telematici promuove la formazione di un gruppo” per queste “manifestazioni violente”, ha spiegato ancora il Guardasigilli Nordio. Vi è anche una modifica nel codice di procedura penale che consente “l’arresto differito” che avviene “al di là della flagranza“. E “dopo la flagranza, prima dell’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare”.

I risarcimenti dovuti dai genitori dei minorenni
Il decreto legge prevede anche l’introduzione della “possibilità che qualora il minore anche non imputabile partecipi alla commissione di fatti costituenti uno o più reati in contesti come quello a cui abbiamo assistito in questi giorni, può essere irrogata una sanzione amministrativa all’esercente la potestà genitoriale; una sanzione amministrativa da parte dell’autorità amministrativa, cioè il prefetto, da 500 a 1000 euro raddoppiabili in caso di reiterazione“, come ha annunciato il ministro dell’ Interno Piantedosi, nel corso della conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri.
Il prefetto può, quindi, “ordinare al genitore il pagamento di una somma a titolo di risarcimento dei danni cagionati in conseguenza dei fatti compiuti, qualora questi sono danni cagionata a beni appartenenti allo Stato alla regione agli enti locali, quindi a enti pubblici danni di carattere pubblico”. Quando invece sono commessi danni in danno di privati il soggetto interessato “il prefetto può ricorrere ad un procedimento semplificato per ottenere un riconoscimento veloce dei danni che gli sono stati cagionati dai fatti”.

Il fermo preventivo di polizia nei luoghi affollati
Esteso poi il “fermo preventivo a coloro che commettono fatti e atti che turbino l’ordine alla sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone» e non solamente, come già previsto «in occasione di manifestazioni pubbliche”. “Abbiamo visto dei fatti in cui non c’era una manifestazione pubblica – ha precisato Piantedosi – ma ci sono state delle scorribande” in luoghi caratterizzati “da un consistente afflusso di persone e quindi questa norma copre un po’ tutta la gamma delle fattispecie che si possono verificare”.
Il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni
L’altra novità riguarda l’introduzione del nuovo reato di “partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche”, per sanzionare chi, partecipando a un gruppo di più di 5 persone, utilizza illegittimamente mezzi atti a offendere in modo da creare un pericolo concreto. Il nuovo reato di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, è una norma estremamente complessa da un punto di vista della struttura“, ha spiegato il ministro Nordio, e prevede che “il reato deve esser commesso da un gruppo di almeno 5 persone il quale utilizzi illegittimamente bastone, mazze o mezzi atti ad offendere» e «quindi la condotta è nell’utilizzo di questi mezzi» ma anche «nel lancio di razzi, bengala o lancio di petardi artificiali in modo da determinare un pericoloso concreto”, è “punito con la reclusione da 2 a 5 anni”, ha spiegato Nordio precisando che “c’è un aumento delle pene quando commesso da soggetti travisati, o quando il lancio è rivolto a infrastrutture a strutture con elementi di pubblica utilità”.
Per far funzionare meglio la macchina giudiziaria vi saranno nuove misure per facilitare l’assegnazione provvisoria dei magistrati, con possibilità di assegnazione di un magistrato a più uffici del distretto. “C’è una norma per la carenza di magistrati in circostanze occasionali. Se si hanno 30 o 50 arresti in un pomeriggio, per avere la convalida dell’arresto occorre l’intervento del Pubblico ministero e del Gip. Qualche volta può però accadere che non vi sia una sufficienza di giudici per intervenire nei termini di legge per la convalida. Abbiamo previsto che vi sia la possibilità di applicare dei giudici con effetto immediato”, ha spiegato Nordio. E ancora nella bozza del decreto Sicurezza, visionata dal Corriere, si prevede anche l’ ampliamento della misura prevenzione personale dell’avviso orale, che consente di imporre il divieto di radunarsi in luoghi pubblici anche limitato a determinate fasce orarie e maggiore responsabilizzazione dei genitori per i danni causati dai minori. È ancora in discussione, infine, il potenziamento degli strumenti informativi dell’intelligence, imponendo alle piattaforme digitali di fornire un numero più ampio di informazioni rispetto alle mobilitazioni che ormai passano dai social.





