Un trasloco da top model: la “bellezza non è un lusso”

Un trasloco da top model: la “bellezza non è un lusso”

Elisabetta Graziani ha dimostrato che anche una modella, bella e bionda, ha un “cervello” e lo ha dimostrato negli anni sapendosi adeguare alla trasformazione dei tempi, usi e costumi. cambiamento. Oggi il suo scopo è quello di ridisegnare lo schema di un lavoro che adora, che sa fare molto bene, e che vuole portare alla tasca di tutti.

ROMA – Digitando su Google la parola “trasloco” troverete molte proposte economiche, ma ad un certo punto usciranno anche questi link: “Ansia da trasloco? Come evitare il panico” , “Sette modi per combattere lo stress da trasloco”, “Trasloco, come uscirne vivi“, “Vivere serenamente un trasloco“. Si arriva persino a leggere che “Il trasloco causa non solo ansia e stress ma anche depressione. Recenti studi, infatti, hanno confermato che il trasloco è la terza causa di squilibri emotivi e di stress psicologico, dopo un lutto familiare e il licenziamento“. Tutto ben noto a chi ha cambiato casa, magari anche città.

Provate ad immaginare di trovarvi di fronte un’ex top-model che organizzerà il vostro trasloco, ma sopratutto una bella persona che lo faccia per voi, ancora meglio di come lo fareste voi. Quando poi questa persona è anche un’arredatrice d’interni, abituata a lavorare e rispettare gusti e oggetti, a maneggiare tessuti, colori e spazi,  allora avete trovato una sorta di paradiso terrestre

Elisabetta Graziani, l’inventrice di Decotrasloco ( la trovate anche Facebook) ha progettato una tecnica  per organizzare scatoloni e levarvi tutti i fastidi e le fatiche possibili ed immaginabili . Un servizio completo che inizia dall’impacchettare ed inscatolare la vostra casa per poi a rimontarla nella vostra nuova abitazione, utilizzando ogni cosa e talvolta persino senza riposizionarla al posto precedente. Inventando con gli occhi della professionista di arredamento nuove posizioni ed integrando gli arredi .

Sapere di poter chiudere la porta della vecchia casa da cui state uscendo, consegnandole le chiavi , nella certezza e di aprire dopo pochi giorni la nuova porta di casa e ritrovare un ambiente a voi familiare, casa vostra, ma completamente rinnovato, come se fosse un’altra casa. E la cosa più incredibile che tutto questo è realizzabile ad un costo “umano”. 

“Tutto questo è più che possibile, è una realtà raggiungibile da tuttispiega Elisabetta Graziani, “un ‘idea che parte da un presupposto, cioè che nessuno ha soldi da sprecare e sopratutto tutti hanno diritto alla bellezza”. Una casa bella non deve essere un lusso ma “un diritto“aggiunge ElisabettaSo che ultimamente è difficile credere a questo, a è possibile

Negli ultimi vent’anni molti mestieri e professioni sono finiti azzerati dalla crisi. La professione dell’ arredatore d’interni è stato schiacciata dalla crisi economica e non da da internet . Elisabetta Graziani ha dimostrato che anche una modella, bella e bionda, ha un “cervello” e lo ha dimostrato negli anni sapendosi adeguare alla trasformazione dei tempi, usi e costumi. cambiamento. Oggi il suo scopo è quello di ridisegnare lo schema di un lavoro che adora, che sa fare molto bene, e che vuole portare alla tasca di tutti.

Certamente non è una cosa molto facile. La Graziani ha cominciato a Parigi da giovanissima durante i suoi quattro anni di convivenza con un fidanzato francese. Elisabetta aveva solo 24 anni, lui 27. 

Elisabetta Graziani

“Faccio questo lavoro da 25 anni. Provengo da un passato come modella, facevo l’indossatrice ma un anno prima di arrivare in Francia, avevo smesso, e non avevo più voglia di lavorare nella moda. Mi ha assunto il BarFly, un posto all’epoca molto famoso, per organizzare gli eventi. Sapevo farlo, ho imparato il francese sul posto, all’ora di pranzo gestivo e programmavo le serate e la clientela, poi nel pomeriggio andavo in giro ed imparavo a conoscere la città. Ero attratta dai suoi angoli nascosti, non dalla vita di un locale. Mi piaceva girare per mercatini e così ho cominciato a conoscere i posti dove poter comprare di tutto, dal tappeto persiano alla lampada liberty. Ci sono tesori nascosti in ogni città“. Segreti che Elisabetta ha fatto diventare “propri”.

Il BarFly uno dei luoghi “cult” di Parigi negli ultimi 20 anni

A vent’anni è facile trovare del tempo libero, ci si può permettere di fare i nomadi per andare alla ricerca di luoghi e percorsi inesplorati. “Ma oltre il tempo a disposizione devi anche essere portato” racconta ElisabettaLa mia passione per gli oggetti che riuscivo a scovare tra le cose abbandonate, come sapevo immaginarle nuove, a quei tempi sorprese anche me. Trasformare tutto questo in un lavoro però non è stata fortuna“. Senza volontà ed ispirazione, la fantasia non porta molto lontano.

“La prima casa che ho arredato a Parigi è stata quella di un imprenditore di Treviso” continua a raccontare Elisabetta con gli occhi lucidi, emozionati da quei ricordi “Era un appartamento dietro gli Champs-Élysées, ci aveva vissuto insieme alla sua donna ma quando lei lo aveva lasciato, andando via, lui voleva cambiare tutto, ma voleva che restasse quell’atmosfera parigina. Mi chiese uno stile parigino che però non gli ricordasse lei, la sua ex“.

Ma per arredare una casa, darle vita, un’identità, non basta spostare dei mobili ma entrare nella vita che in quegli spazi dormirà, mangerà, giocherà, s’innamorerà, o dimenticherà. “Mi diede le chiavi di casa ed un budget. E io tutto quello che potevo riutilizzare l’ho riutilizzato. Aveva cose pacchiane che sono tornate a essere semplici, ho tirato fuori il bianco dagli oggetti imbrattati“, continua nel suo racconto ricordando dei divani impossibili, di suppellettili inutili, di mobili senza identità. Ma sin dalla sua “prima volta” del budget iniziale ha subito imparato ad usarne sempre un po’ di meno. 

È stata la sua sfida e la sua “filosofia”, applicata in quel primo periodo e sviluppatasi perfezionandosi nel tempo. “Io non butto niente”, racconta Elisabetta Graziani.Non mi sbarazzo delle cose, non le butto, le rimetto in circolo“, perché potrebbero essere utili a qualcun altro che un giorno le troverà in un mercatino, magari in un antiquariato . 

Da ogni trasloco ci sono sempre delle cose da buttare invece lei le vende. Elisabetta Graziani dopo dieci anni trascorsi a Parigi, è tornata a Roma dov’è nata, e dove oggi si aggira per rioni e altri mercatini. Alta un metro e ottanta, “mi metto tranquillamente a contrattare. Mi piace farlo, mi piace lottare per i miei oggetti”. Ci sono stati periodi migliori e peggiori, “all’epoca si lavorava bene, tra gli anni Novanta 90 e i primi del Duemila“, spiega. Poi la crisi. Adesso il “lockdown” per il Coronavirus. Un periodo in cui il concetto di “lusso” si è ampliato finendo in un buco nero in cui è rientrata anche una cena con gli amici, una messa in piega, figuriamoci il costo di un’arredatrice. 

“Io non lavoro a percentuale, elaboro un onorario equo e proporzionato al budget di chi vuole avvalersi del mio lavoro. La mia più grande soddisfazione è rientrare agevolmente entro i limiti prefissati, magari anche risparmiando, per far spendere ai miei clienti il meno possibile“, spiega Elisabetta. “Mi piace l’impatto di una casa da rivista di arredamento, ma non mi accontento mai, la gente pensa che non sia possibile ottenerlo con poco quando invece tutto questo è possibile. Perché, secondo me, avere una bella casa deve essere alla portata di tutti“.

Negli anni Elisabetta Graziani ha traslocato ed arredato dappertutto: a Roma, Napoli, Parigi, Bologna, Milano, Siena. Abitazioni privati ma anche uffici. Ha collaborato con studi di architetti con cui “convivere è difficile” spiega, e si occupa di restyling, “ma non disegno” fa progetti e soprattutto realizza “tutti gli stili, se me la chiedessero potrei fare anche una casa country . Mi piace mischiare stili basta che ci sia armonia. Decotrasloco è un’idea che ho avuto durante il mio trasferimento” racconta. Basta la parola “trasloco” a emanare stanchezza mentre lei da Parigi a Rima ci ha messo poco meno di una settimana.

“Io faccio il sopralluogo, contatto la ditta di traslochi di mia fiducia , impacchetto tutto a seconda di come capisco andranno sistemate le cose in seguito, mi sbarazzo di quello che il cliente non vuole più, reinvento e integro con ciò che manca o serve. Anche una casa molto grande in due mesi al massimo la riconsegno arredata nel minimo dettaglio, mi occupo della ristrutturazione, dei materiali, e costo meno di un architetto”, sorride. La verità è che quando Elisabetta arreda una casa lo fa per passione ma sopratutto vuole far sentire le persone che ci devono vivere a proprio agio. “Spesso mi chiamano e mi dicono ‘Betta, lo sai, stiamo in questo salone bellissimo e non sembra neanche casa nostra, se non fosse che è lo stesso divano su cui sediamo da una vita’, e io so di aver fatto bene il mio lavoro”.

Non bastano buone idee per reinventare una casa ma servono gusto, fantasia e buona volontà per capire dove non rimettere qualcosa al proprio vecchio posto.  E la parola “trasloco” come per incanto diventa un piacere. Incredibile, ma vero !

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