Un altro passo in avanti. La nuova “casa” per il Corriere del Giorno a Taranto

Un altro passo in avanti. La nuova “casa” per il Corriere del Giorno a Taranto

di Antonello de Gennaro

Cari amici e lettori in questi giorni, avrete notato un rallentamento sulle notizie pubblicate dal nostro quotidiano online. Il motivo ? Abbiamo potenziato e raddoppiato i nostri server a causa del notevole traffico di lettori e visitatori, e predisposto l’apertura della nostra sede a Taranto in viale Virgilio, nel palazzo di cui vi forniamo una bella immagine, in attesa di mostrarvi la nostra redazione super tecnologica  cablata in fibra ottica (siamo gli unici ed i primi a Taranto)

E’ una sede “strategica” impossibile da non notare, che abbiamo cercato per tutti questi mesi, visibile praticamente da tutta la città sopratutto quando installeremo le nostre insegne luminose .

CdG panorama sede

Una sede da cui vogliamo osservare il mare di Taranto, il nostro vero “oro”. E da cui vigilare sulla zona industriale, sul risanamento ambientale che questa città ed i suoi cittadini pretendono e meritano di avere, dopo aver sofferto in silenzio e visto molti innocenti tarantini morire di cancro o tumore a causa dell’inquinamento prodotto dalle polveri dell’ ILVA.

La “casa” del Corriere del Giorno, fondato nel 1947, nasce senza un solo centesimo di euro pubblico, di aiuti statali e regionali, al contrario di chi usando illegittimamente il nome di questa storica testata ha sperperato per oltre un ventennio circa 50 milioni di euro di soldi pubblici, di soldi vostri, nostri.

Il nuovo e vero Corriere del Giorno nasce solo dal rischio d’impresa che il sottoscritto insieme ad alcuni amici “fidati” hanno deciso di voler correre senza alcun secondo fine. Vogliamo solo restituire ai tarantini la loro “voce”, quella indipendente e libera che nel 1947 mio padre Franco de Gennaro ed i suoi soci-amici-colleghi Giovanni Acquaviva, Franco Ferraiolo ed Egidio Stagno donarono alla città di Taranto.

Una città che è stata calpestata, sfruttata, ignorata e maltrattata per lungo tempo. Troppo. E’ ora quindi che la “voce” dei tarantini, della città di Taranto, la vostra voce,  sia rispettata, ascoltata e temuta. Senza padroni e senza padrini.

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