La “Parentopoli” di Taranto: ecco tutti i nomi dei parenti illustri…assunti dalla SDS per l’ ASL Taranto

di Antonello de Gennaro

Continua l’inchiesta di Striscia la Notizia, affiancata dal nostro giornale, sulla “Parentopoli” tarantina  che si sta rivelando di giorno in giorno sempre di più un pozzo senza fondo, di connivenze fra esponenti della politica, dirigenti di enti pubblici e società private che erogano servizi profumatamente retribuite dagli appalti della ASL Taranto e quindi della Regione Puglia utilizzando soldi pubblici. Circa cinque anni fa, l’ ASL di Taranto chiese alla SDS s.r.l. di Vincenzo Festinante un più ampio monte di ore per il CUP gestito dalla società di Festinante, e quindi di altro personale .

Un andazzo che andava avanti da oltre 10 anni, confermata dallo stesso consigliere regionale Michele Mazzarano, dimessosi dalla carica di assessore regionale a seguito dell’esplosione dello scandalo sul voto di scambio e sulla parentopoli su cui sta indagando la Procura della repubblica di Taranto che ha affidato le indagini in corso alla Digos della Polizia di Stato.

La S.D.S. di Taranto opera nel settore della progettazione ed erogazione di servizi informatici e telematici, come si legge sul loro sito “La nostra missione aziendale si concretizza nel supporto progettuale ed operativo alle organizzazioni pubbliche e private nella gestione delle relazioni con i clienti, attraverso l’erogazione di soluzioni call center inbound ed outbound e la gestione di sportelli al pubblico” operando a Taranto e provincia e lavorando quasi esclusivamente per l’ ASL Taranto.

Ecco i nomi delle “coincidenze”…per dirla alla Pinuccio. La signora Patrizia Chieppa  passata da infermiera a responsabile in una carriera durata 10 anni,  lavora presso la ASL come “coordinatrice del servizio CUP” ma è anche la moglie di Pasquale Melucci , responsabile della ditta SDS. Anna Russo moglie dell’ex assessore Vincenzo di Gregorio attualmente consigliere del Comune di Taranto e segretario cittadino del Pd, venne  assunta presso l’ S.D.S. srl circa sette anni fa nello stesso periodo in cui il marito ricopriva l’incarico di assessore nella giunta di centrosinistra guidata dall’ex-sindaco Ippazio Stefàno.

In quello stesso periodo venne “accontentato”…  anche il suo collega di partito Lucio Lonoce, all’epoca dei fatti vice sindaco ed assessore ai lavori pubblici, ed attuale presidente del Consiglio Comunale di Taranto, con l’assunzione di sua moglie Loira De Pasquale, entrambe assunte dalla S.D.S. srl  per prestare servizio come gli altri al CUP dell’ ASL Taranto.

 

Fra le assunzioni di casa PD nella S.D.S. risulta anche Carmela Loreto, che sarebbe la nipote dell’ex- senatore e sindaco di Castellaneta, Rocco Loreto, la quale  all’ultima campagna elettorale, guardate un pò di lato con i vostri occhi, chi sosteneva: Michele Mazzarano. Ah, quando si dice i casi…. della vita !

Come non definire “ridicole” le accuse rivolte a Striscia la Notizia da Maria Grazia Cascarano, esponente della corrente “Fronte Democratico” di Michele Emiliano,  candidata Pd al Senato alle ultime elezioni dello scorso 4 marzo, “trombata” (cioè non eletta) dagli elettori ? La “signora delle tessere” come viene definita a Manduria (Taranto) all’interno del Partito Democratico ,  la candidata “trombata”  del Pd che  ha dichiarato : “Sono numerosi gli elementi di perplessità in ordine alla vicenda di cui è vittima Michele Mazzarano, al quale ribadisco vicinanza personale e sostegno politico. A mio avviso si tratta di un’ operazione mediatica costruita per screditare la sua figura, la sua attività di assessore regionale e di esponente del Pd. Sono sicura che la Magistratura farà piena luce. Pur trovandosi nel mezzo della bufera, Mazzarano ha dato prova di grande responsabilità e senso delle Istituzioni, rassegnando le dimissioni nelle mani del presidente Emiliano”.

Gianfranco Lopane, Michele Mazzarano e Maria Grazia Cascarano

La Cascarano nel suo delirio da “trombatura” elettorale ha aggiunto: “Il mio timore è che dietro questa vicenda ci sia il malcelato intento di delegittimare e screditare un’area politica che sta faticosamente tentando di costruire percorsi nuovi e mi rattrista constatare che Taranto oggi è meno protetta. Mazzarano, infatti, aveva messo in campo una serie di strumenti per rendere più competitivo il territorio ionico. Ora sarà più difficile recuperare il gap economico tra Taranto e le altre aree della Puglia e dell’Italia”.

Come non meravigliarsi davanti a certe dichiarazioni a dir poco ridicole, se il Pd a Taranto, così come in tutta la Puglia è stato “asfaltato” dagli elettori ? Nessun commento della Cascarano però sulle assunzioni facili delle moglie dei suoi “compagni” di partito e di merende. Sarà un caso…ma guardo caso anche la figlia della Cascarano lavora per il CUP di Taranto. Della serie “casa Pd: tutti in famiglia” !

Abbiamo scoperto qualcosa di poco chiaro sulla S.D.S. Infatti all’interno del sito nella “pilicy della privacy” viene scritto che “A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili. Il “titolare” del loro trattamento è la società S.D.S. s.r.l., che ha sede legale in Taranto (Italia), via Cataldo Nitti 45/A -74123″, ma Stranamente sempre sullo stesso sito viene indicata in calce (come previsto dalla Legge) la propria sede legale, che però viene indicata “Sede legale: Piazzale Dante (Bestat), 2 – 74121 – Taranto (TA)”. La domanda che ci si pone conseguentemente  è: ma dove ha sede realmente la S.D.S. srl ?

In relazione alle dichiarazioni di Emiliano dello scorso 26 marzo (cioè due settimane fa) all’ inviato Pinuccio di “Striscia la Notizia“: “Voglio fare anche un appello. Se ci sono situazioni opache nella gestione della Regione Puglia, parlatene, parlatene anche con Striscia la Notizia, con i Carabinieri, con me” dimenticandosi che lui è anche assessore regionale alla sanità ad interim sin dal primo giorno della sua Presidenza alla guida della Regione Puglia, e queste cose le sa. Quindi come mai tace ? Abbiamo contattato oggi la portavoce di Michele Emiliano alla Regione Puglia, la quale si è limitata  a riferirci che “al momento Emiliano ritiene di non dover fare dichiarazioni pubbliche“, e che “quando le farà vi terremo informati“. Della serie: “meglio che me ne sto zitto !” . Ma noi al  suo contrario continueremo a parlare !

 

Fra le varie “beneficiarie” delle assunzioni privilegiate da parte della SDS di Festinante, che chiaramente paga le sue dipendenti grazie agli introiti incassati dall’ ASL Taranto e quindi dalla Regione Puglia, compare anche Luisa Caracciolo nipote del dottor Paolo Quarato, ex Direttore Amministrativo dell’ASL Taranto. Ciliegina sulla torta..l’assunzione nel 2011 alla SDS  anche di Giuseppe Conserva , figlio di Michele Conserva assessore all’ambiente della Provincia di Taranto, coinvolto nello scandalo dei favoreggiamenti all’ILVA, ma dichiarato assolto il 27 settembre 2016, dalle gravi accuse a suo carico, dal Gup Pompeo Carriere con la formulazione “perchè il fatto non sussiste”, a seguito dall’accusa di associazione per delinquere e concussione formulata dal pm dr. Remo Epifani dalla Procura di Taranto.

Le accuse formulate nei confronti di Conserva vennero modificate in quanto secondo il giudice delle udienze preliminari non si era raggiunta la prova della contestata concussione: gli imprenditori ascoltati avevano escluso infatti che Conserva abbia mai chiesto denaro o abbia esercitato pressioni. La nuova ipotesi accusatoria della presunta corruzione (e quindi non di una concussione) a carico di Conserva è confluita nel procedimento-parallelo a quello-madre di “Ambiente Svenduto” si prescriverà a fine maggio 2018.

Secondo fonti confidenziali interne all’ ASL di Taranto, alle dipendenze dell’ S.D.S. srl  gestore del CUP di Massafra dell’ ASL di Taranto, vi sarebbero anche  Debora (detta Nota) Notaristefano candidatasi nelle liste del PD alle Comunali di Massafra, e persino sua sorella Patrizia  ( ???) grazie alla parentela “politica” di quest’ultima essendo la moglie di Mazzarano

In serata Michele Mazzarano ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il seguente post: “Ieri Striscia la Notizia ha pubblicato questa notizia: parentopoli pugliese spunta la cognata dell’ex assessore Mazzarano. La notizia è falsa tanto è vero che la stessa Striscia è corsa a cancellarla dal suo sito come si evince negli screen shot che pubblico qui di seguito e ad eliminarla dal servizio andato in onda. Tuttavia il danno è stato fatto perché è rimasta on line per alcune ore, cosicché la rimozione è stata tardiva, essendo stata già copiata e ripresa da innumerevoli altri siti giornalistici e pseudo tali. Ho meritato finora ben 12 servizi in due settimane da un gigante come Striscia, nonostante non solo non sono indagato per nessun reato ma al contrario sono stato vittima di un tentativo di truffa come risulta dalla mia denuncia alla Procura della Repubblica di Taranto e dalla documentazione che lo dimostra”

Mazzarano così continua nel suo post : “Nonostante il mio avvocato abbia più volte illustrato la verità dei fatti alla redazione e abbia inviato tutte le carte che provano la truffa contro di me, non solo Striscia non ne ha tenuto conto ma ha addirittura aumentato la dose pubblicando una notizia falsa. Purtroppo non ho né i mezzi né la forza di Striscia la Notizia per competere sul piano mediatico. Quello che ho è una incondizionata fiducia nella giustizia. Per questo non ho altra strada che denunciare Striscia la Notizia per diffamazione confidando con serenità nell’unico verdetto che conta davvero”.

Leggere Mazzarano che scrive oggiho incondizionata fiducia nella magistratura” dopo che in un recente passato dopo essere stato rinviato a processo per ben due volte si è salvato solo e soltanto grazie all’intervenuta prescrizione, senza quindi essere mai stato scagionato da una sentenza assolutoria, ci fa letteralmente ridere. Risponda Mazzarano al nostro quesito: se si processava innocente nei due procedimenti che lo vedevano imputato, come mai non ha rinunciato alla prescrizione per ottenere invece una piena assoluzione ? Altri rappresentanti del PD come Filippo Penati a Milano lo hanno fatto ! O forse Mazzarano si è “tuffato” nell’intervenuta prescrizione,  ben sapendo che gli assegni lasciano sempre traccia…???

Mazzarano aggiunge di confidarecon serenità nell’unico verdetto che conta davvero“. E quale sarebbe ? Forse la prescrizione a cui si è abbonato salvandosi come già detto in due processi ?

Marrano si auto-assolve dichiarandosi  ” vittima di un tentativo di truffa come risulta dalla mia denuncia alla Procura della Repubblica di Taranto e dalla documentazione che lo dimostraignorando che alla fine sono le risultanze delle indagini della Magistratura a stabilirlo e non certamente il contenuto di una querela (di parte !). Piuttosto Mazzarano ci spieghi, chi sono le”8 persone che ho messo lì dentro”  come lui stesso ha dichiarato ??? E sopratutto a che titolo “le ha messe”  essendo l’ S.D.S. srl una società privata ?

Il nostro giornale oggi pomeriggio ha cercato di contattare Mazzarano, inutilmente in quanto non risponde alle telefonate , e si è quindi rivolta telefonicamente al suo legale Avv. Fausto Soggia (come i tabulati potranno facilmente comprovare) a cui è stata da noi inviata una mail via Pec alle ore 21:36 cioè ancor prima che Mazzarano pubblicasse alle ore 22:11 di questa sera il suo post che abbiamo riportato integralmente sopra.

Nella mail inviata abbiamo chiesto “ufficialmente” conferma se Patrizia Notaristefano cioè la moglie di Mazzarano o  sua cognata (cioè sua sorella ) Patrizia Notaristefano avessero avuto o abbiano rapporti di lavoro con società, associazioni o cooperative che prestano servizi retribuiti per l’ ASL Taranto. Attendiamo fiduciosi che questi accertamenti verranno disposti anche dalla Magistratura.

Nel Pd di Massafra compare anche  un altro Notaristefano di nome  Angelo (coordinatore dei giovani PD massafresi) il quale però incredibilmente ci risulta  alleato e considerato vicino alle posizioni dell’avversario storico di Mazzarano a Massafra, e cioè Vito Miccolis, “trombato” alle elezioni amministrative del 2011 in cui venne sconfitto da Martino TamburranoAbbiamo contattato telefonicamente anche Vito Miccolis, il candidato sindaco di Massafra nel 2011 ed ex consigliere provinciale del Partito Democratico cugino di Domenico Miccolis un altro “privilegiato da parentela” assunto dalla SINCON srl per lavorare per l’ ASL Taranto , per verificare  opportunamente le informazioni in nostro possesso che lo riguardavano, ma Vito Miccolis si è rifiutato di risponderci sostenendo di “non conoscerci“.

Paura forse di ritorsioni politiche di Mazzarano ? A Massafra si sa che succede di tutto e di più….

 

P.S. CHIARAMENTE IL CORRIERE DEL GIORNO E’ SEMPRE A DISPOSIZIONE DEI LETTORI O DELLE PERSONE CITATE PER EVENTUALI RETTIFICHE E/O PRECISAZIONI DA FORMULARSI NELLE FORME E TERMINI PREVISTI DALLE NORME DI LEGGE SULLA STAMPA.

 

 




Con il caso Mazzarano emergono nuove rivelazioni sulla “parentopoli” nelle aziende legate all’ASL di Taranto

ROMA – Ieri sera il programma Striscia la notizia (Canale 5) ha svelato nuove rivelazioni sulla “parentopoli”  (vedi QUI il filmato integrale ) nelle società che svolgono lavori in appalto per conto dell’ASL di TarantoPinuccio  inviato pugliese del telegiornale satirico di Canale5, il più seguito programma della televisione italiana,    è tornato ad intervistare l’impiegato di una delle aziende coinvolte, che ha parlato di gare “poco oneste” e di un giro di appalti e consulenze tra società che gravitano intorno all’ASL tarantina . Il testimone ha rivela, inoltre, che la moglie di uno dei soci di queste società lavorava proprio all’ASL di Taranto ma che , dopo i servizi di Striscia, la donna sarebbe stata spostata a un altro incarico. Inutile chiedere chiarimenti all’ Avv. Stefano Rossi attuale direttore generale dell’ ASL Taranto che ha le valigie in mano. Lui non vede, non sente, non parla, e quando c’è da leggere qualcosa lo fa sempre a cose fatte. Un comportamento che ci ricorda qualcosa di imbarazzante, e molto in uso in Sicilia….

 

Il Festinante di cui Mazzarano parla, si chiama Vincenzo (soltanto cugino dell’attuale consigliere comunale Cosimo Festinante del Gruppo Indipendente per Taranto n.d.r. ) ed è uno dei soci principali della società SDS srl di Taranto, con sede in via Cataldo Nitti 45/a. L’ attuale sistema informativo dell’ASL TA , veniva annunciato e presentato alla stampa nel dicembre 2012, in cui L’ ASL Taranto si vantava di essere la prima Azienda Sanitaria della Regione Puglia ad avvalersi di un sistema informativo integrato, per informatizzare  le attività amministrative, quelle di diagnostica, sanitarie,  ma anche le attività di prenotazione delle prestazioni sanitarie e di gestione delle attività libero-professionali in modo complementare alle iniziative e sistemi regionali di Sanità Elettronica, così, permettendo La connessione tra le diverse aree lavorative ed i diversi processi di attività migliorando l’efficienza.

 

Ora basta andare a farsi un giro negli ospedali tarantini e chiedere cosa pensino gli utenti sul concetto di efficienza, per capire che si è trattato dell’ennesimo spreco di denaro pubblico. La progettazione e realizzazione del Sistema Informativo dell’ASL TA venne affidata ad un raggruppamento di imprese leader del mercato e delle soluzioni ICT in cui erano presenti le società consortile  Consis di Bari (che annovera fra i propri soci fondatori consorziati, proprio la SINCON di Luigi Sportelli), e  la SDS di Taranto di Festinante.

Ma la cosa più incredibile è che il segretario cittadino PD di Massafra, Domenico Lasigna, notoriamente legato a Michele Mazzarano, risulta addirittura  nell’organico dell’ ASL di Taranto, nonostante sia in realtà alle dipendenze della SINCON insieme ai suoi due compagni di partito massafresi Paolo Tristani, Piermario Pagliari e Giampiero Pagliari.

Quello che è sfuggito agli amici di Striscia ma sopratutto alla memoria sbiadita di Michele Mazzarano è che nella SDS sono dipendenti oltre ad Anna Russo moglie dell’ex assessore ora consigliere del Comune di Taranto Vincenzo di Gregorio (Pd)   che venne assunta circa sette anni fa proprio durante il mandato da assessore del marito, e Loira De Pasquale moglie di Lucio Lonoce (Pd) attuale presidente del consiglio comunale di Taranto e candidato alla Camera nelle ultime elezioni (“trombato” dagli elettori tarantini n.d.r.) , la quale venne assunta anche lei quando il marito era vice sindaco al Comune di Taranto, nella Giunta guidata dal sindaco Ippazio Stefano. Le due signore, erano in compagnia anche della moglie del capogruppo Pd in Consiglio Comunale, Gianni Azzaro, la quale dal gennaio 2017 si è licenziata avendo vinto un concorso pubblico scolastico. Un “conflitto” di interessi in meno !

 

Gli amici di Striscia hanno portato alla luce anche delle vicende imbarazzanti, come ad esempio quella relativa ad una gara di acquisto di arredamenti che inizialmente ritenuta perfettamente in regola, viene aggiudicata alla GIVAS srl una delle due aziende che avevano presentato offerta.

 

La società SERVIMED srl, seconda classificate ed esclusa, ha però immediatamente fatto ricorso lo scorso 15 marzo 2018 al Tar di Lecce, notificandolo all’ ASL Taranto ed ecco che all’improvviso l’ ASL annulla l’aggiudicazione poichè “si è rivelato che la procedura di gara non risulta pienamente rispondente ai principi di trasparenza…e per non aver effettuato l’ Amministrazione la verifica di conformità su tutti gli articoli in gara e per altro verso, per aver inserito nella lettera di invito la descrizione di un bene che va ad identificare delle apparecchiature fornite specificatamente da un’ azienda” della serie, un bando fatto su misura per far vincere un’azienda. L’ ASL Taranto come racconta in esclusiva  Striscia la Notizia e come  il Corriere del Giorno è in grado di documentarvi “integralmente” ha immediatamente fatto retromarcia . Per evitare qualche implicazione penale forse ? Resta legittimo chiedersi cosa aspettino la Guardia di Finanza, il NAS dei Carabinieri ad intervenire ?

REVOCA GARA ONCOLOGIA PERCHE SI SONO ACCORTI CHE LA GARA RICONDUCEVA A POCHE DITTE

Una vicenda che è finita sotto i riflettori dell’ ANAC, l’ Autorità Nazionale Anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone, che si è immediatamente attivata come Striscia la Notizia ha prontamente documentato.

 

L’inchiesta di “Striscia la Notizia” è appena iniziata e sono molti i nomi della politica tarantina, ma anche della magistratura che tremano, per il timore di essere trascinati nell'”inchiesta Parentopoli” che è appena iniziata, e che troverà questo giornale accanto agli amici autori e redattori di Striscia la Notizia, con un solo fine: fare pulizia e contribuire al ripristino della legalità attraverso la denuncia attraverso l’informazione di fatti noti a molti. Ma che molti a partire dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, hanno preferito ignorare. Compresi i giornalisti locali, silenti sull’inchiesta di Striscia, salvo una patetica difesa “d’ufficio” del solito giornalista… in favore di Michele Mazzarano, un esperto del voto di scambio, che si è salvato da ben due processi penali solo e soltanto grazie all’intervenuta prescrizione.

La stessa salvezza conseguenza della lentezza della giustizia degli uffici giudiziari di Taranto, che hanno evitato sempre grazie alla prescrizione una condanna per “brogli elettorali” anche al giornalista “difensore” mediatico di Mazzarano . I latini dicevano “similia com similibus” (trad: i simili con i simili). Come dare loro torto ?

 

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI




Attenti a quei due…e qualcun’altro !

di Antonello de Gennaro

S’avanza una strana “coppia” sul palcoscenico della politica tarantina. E mentre il «levantino» Michele Emiliano si trova in forti difficoltà,  attaccato in Consiglio Regionale e sulla stampa pugliese per le sue nomine “clientelari” , l’ex capogruppo in Consiglio regionale del Pd Michele Mazzarano, detto il “massafrese”,  dopo aver cambiato più volte corrente di riferimento  è  diventato esponente della corrente Fronte Democratico fondata dal governatore della Regione Puglia, il quale tenta inutilmente da mesi ormai l’assalto alla guida del Pd, ha ottenuto la promozione ad assessore regionale . Un bel risultato per un politico di provincia senza voti come Mazzarano, il quale dopo essere stato eletto in Regione esclusivamente grazie ai voti ricevuti  a Taranto dall’ On. Michele Pelillo, alle ultime amministrative nella sua cittadina (Massafra)  con il suo gruppo di seguaci politici massafresi ha conseguito il peggior risultato del Pd in tutt’ Italia: appena il 7 % !
Mazzarano sino a qualche mese fa, dichiarava di fare riferimento a livello nazionale a Roberto Speranza, ed al gruppo Pelillo (all’ epoca dei fatti “renziano”) a Taranto. Sosteneva la campagna referendaria del “Si” di Matteo Renzi, salvo all’ultimo minuto (post-referendum) non seguire Speranza nella scissione interna nel Pd, preferendo diventare esponente di “Fronte Democratico” la corrente anti-renziana fondata da Michele Emiliano. Il “massafrese” è stato immediatamente “premiato” con l’assessorato regionale allo sviluppo economico.
Un “assessorato-premio” a Mazzarano per aver incassato soldi da Gianpaolo Tarantini (il “Gianpi” di Berlusconi) per finanziare le sue attività politiche a Massafra (Festival dell’ Unità) , per cui è finito sotto processo, da cui si è salvato grazie all’intervenuta prescrizione. Tutto ciò deve essere stato un merito per il politico-magistrato Michele Emiliano….E pensare che Emiliano davanti al Consiglio Superiore della Magistratura , dove è attualmente sotto processo disciplinare, ha avuto persino la sfacciataggine di dire che “nessuno dei miei assessori è stato mai coinvolto in procedimenti giudiziari” !

 

Michele Emiliano è alla ricerca disperata di uno “zoccolo duro” elettorale che non ha. Dopo aver perso il controllo politico sul Comune di Bari, passato nelle  mani del sindaco Antonio Decaro, un “renziano” di ferro, ed aver tentato inutilmente di prendere il controllo su Brindisi, dove il suo candidato è stato sconfitto alle ultime amministrative del 2016, e dopo essere stato estromesso dalla vittoria del Pd “renziano” a Lecce, si è aggrappato alla città di Taranto, trovando terreno fertile nel Pd jonico grazie ad una guerra senza colpi e capovolgimenti di fronte improvvisi, riuscendo a diventare il “volano” dell’elezione dell’ultimo suo “adepto” Rinaldo Melucci a sindaco di Taranto.

 

Ma chi è veramente Rinaldo Melucci ?  Me lo sono chiesto più volte nel corso delle nostre frequentazioni professionali, quando era presidente dello Ionian Shipping Consortium, un consorzio di operatori portuali che opera nel porto di Taranto, di cui è socio ed attualmente nominato presidente Walter Musillo, sino ad un anno fa segretario provinciale del Pd di Taranto e da sempre accanto al deputato Pelillo. Un legame quest’ultimo che sembrava indissolubile, e che invece sfilacciandosi nel tempo, si è rotto definitivamente un anno fa quando il Pd regionale  pugliese ha deciso di commissariare il Pd di Taranto, rimuovendo di fatto l’incolpevole Musillo.

 

Chi conosce i retroscena della politica di Taranto, sa molto bene che senza l’esperienza, il sostegno e la capacità di mediazione di  Musillo alle spalle , Rinaldo Melucci non sarebbe mai diventato sindaco di Taranto. Anche perchè il Pd di candidati ne aveva più di uno: Gianni Azzaro , Lucio Lonoce, ma le guerre interne si sono placate con l’idea di Walter Musillo di candidare un “esterno”, cioè Melucci. Ma come spesso accade in politica,il “banco” è saltato. Molta la gente durante la campagna elettorale si chiedeva: ma chi è questo Melucci, da dove è uscito fuori ?

 

Una fonte più che autorevole ci ha rivelato nei giorni scorsi gli accordi raggiunti con stretta di mano personale del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci: con Brandimarte a cui aveva promesso ed assicurato un posto da assessore per Scasciamacchia, un posto da assessore a Floriana de Gennaro (una mia lontana parente n.d.a.), un posto come assessore ad una stretta “collaboratrice” di Franco Sebastio in passato “vicina” ai verdi di Bonelli e successivamente “adepta” di C0munione & Liberazione rappresentata a Taranto dal vescovo Filippo Santoro. Melucci diceva al vicesindaco Lucio Lonoce ed all’assessore uscente Vincenzo Di Gregoriosarete le mie colonne” promettendo loro la riconferma in giunta. Ebbene nulla di quanto Melucci aveva promesso per essere appoggiato nella sua candidatura a Sindaco di Taranto, è stato mantenuto.

 

Ma rispondere al quesito: chi è Rinaldo Melucci, nel nostro consueto stile giornalistico documentale, siamo  andati a fare qualche ricerca nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio e ne abbiamo scoperto delle belle … Rinaldo Melucci controllava e guidava la Melucci Shipping srl, società che nell’ anno di esercizio, cioè il 2015, ha chiuso con un utile di appena 3.569 euro, nel successivo ed ultimo bilancio disponibile, cioè quello al 31.12.2016,  ha chiuso con una perdita di 37.952 euro, con un indebitamento di 27.248 euro (2015), che nel 2016 si è triplicato arrivando ai 70.881 euro .

Un dato questo significativo, in quanto il fatturato di 99.630 conseguito nel 2015 dalla Melucci Shipping srl, si è triplicato l’anno successivo arrivando a 238.777 euro nel 2016 . Ma il dato più significativo della gestione di Rinaldo Melucci della sua società è l’indebitamento arrivato ad Euro  70.881 (di cui un terzo verso il fisco) che non potrà essere coperto  neanche dai 37.383 euro di crediti verso clienti risultanti in bilancio, una volta incassati.
Dalla lettura del bilancio si evince che “su proposta dello stesso amministratore unico, stante al sua situazione finanziaria esposta, delibera di ridurre le sue competenze del 50%; per cui queste da euro 48.000 lorde annue passeranno per tutto il 2017 ad euro 24.000 lorde annue“. Quindi andando a fare il Sindaco, Melucci ha raggiunto qualcosa di utile per il proprio portafoglio: ha fatto risparmiare circa 15.000 euro alla propria società, essendosi dimesso da amministratore, cedendo le proprie quote a suo padre (lasciando in piedi quindi un palese conflitto di interessi) , preferendo i circa 4.000 euro al mese spettantegli come Sindaco di Taranto.
Ma quello che più colpisce è il forte legame, che ha fatto mormorare più di qualcuno in campagna elettorale, fra Melucci e la sua nuova “ombra”: Doriana Imbimbo, 41 anni, giornalista pubblicista dal 23.11.2011. E’ lei la prima “staffista” assunta-nominata dal Sindaco Melucci. La sua assunzione a tempo “determinato” deliberata il 26 luglio è comparsa all’ alba questa mattina sull’ Albo Pretorio del Comune di Taranto: ” ai fini della costituzione dell’Ufficio di Staff alle dirette dipendenze del Sindaco, il medesimo individuava, intuitu personae, la Dott.ssa Doriana IMBIMBO, nata a Taranto il 29.07.1976, in possesso del Diploma di Laurea in Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche“.

 

Delibera BIS _Albo_Pretorio_14360

Ma cosa faceva Doriana Imbimbo per Melucci ?  Da quanto tempo collaborava con lui ? Sono le domande che non poche persone mi hanno rivolto. Lo abbiamo appurato: era stata ingaggiata per gestire la comunicazione via web, cioè la pagina Facebook (che il Sindaco Melucci ha deciso di chiudere) e Twitter . L’addetto stampa  della campagna elettorale di Rinaldo Melucci , fino a 10 giorni dal termine è stata Maristella Baggiolini, giornalista professionista, la quale già aveva fatto in passato questo lavoro peril sindacato CGIL e per Fabrizio Nardoni all’ Assessorato Regionale all’ Agricoltura, che secondo nostre fonti, ci risulta peraltro non essere ancora stata pagata completamente per il lavoro che ha svolto in campagna elettorale per Melucci.

 

Confesso che scrivere di Doriana Imbimbo, mi imbarazza un pò. Suo padre Guglielmo, deceduto purtroppo alcuni anni fa, era un “pupillo” di mio padre, che lo aveva aiutato tanti anni fa ad essere assunto e diventare dirigente delle relazioni esterne dell’ Italsider (poi Ilva) quando la società siderurgica era “pubblica”. Guglielmo Imbimbo era per me un fratello maggiore, e sopratutto un galantuomo, che non ha mai avuto bisogno della politica per trovare un lavoro. Ma quando si fa il giornalista correttamente e sopratutto onestamente non bisogna lasciarsi sfiorare da sentimentalismi, amicizie e favoritismi.

 

La lettura della delibera del Comune di Taranto, lascia quasi senza parole. “alla data del 25.07.2017 risulta impegnata, per dette finalità la somma di € 54.400,00 per cui, allo stato, risulta esservi la necessaria disponibilità finanziaria”  e “che occorre procedere, in questa sede – secondo la disciplina del C.C.N.L. vigente e nel rispetto delle prescrizioni di cui al D.Lgs. 15.06.2015, n.81 – alla costituzione del rapporto di lavoro a tempo pieno e determinato per anni tre in posizione di staff al Sig. Sindaco, con la Dott.ssa Doriana IMBIMBO, cosi come dal medesimo fiduciariamente individuata per chiamata diretta“.

 

Nessun curriculum vitae della signora Doriana Imbimbo nessuna esperienza politico-amministrativa precedente, ” alla predetta sarà attribuito il profilo professionale di Istruttore Direttivo categoria D/1”  la giunta comunale di Taranto guidata da Melucci ha deciso “la spesa per l’assunzione di cui al presente provvedimento, pari a lordi €.31.534,74” cioè oltre  la metà dell’importo disponibile (€ 54.400,00 – n.d.a.  ) dal capitolato di bilancio per lo staff del Sindaco per l’anno 2017 !

 

Dividendo 31.534,74 per 5 mesi, si ha un importo di oltre 6mila euro al mese, cioè più di quanto guadagna il Sindaco stesso, e cioè 5.205,88 euro lordi al mese, e sicuramente più di quanto Melucci si auto-assegnava come amministratore unico della sua società Melucci Shipping s.r.l. (48mila euro per l’anno 2016 e 24mila euro per il 2017)

 

Probabilmente Melucci si è fatto infettare dal “virus” di Michele Emiliano, il quale dopo essersi lasciato con la moglie, iniziò una relazione sentimentale con una nostra collega Elena Laterza, giornalista professionista, che il governatore della Regione Puglia appena eletto ha nominato sua “portavoce”. Unica differenza non indifferente è che la Laterza aveva lavorato con Emiliano per 10 anni come suo addetto stampa  quando era Sindaco di Bari. Non vogliamo sconfinare nel pettegolezzo più bieco, ma è noto a tutta la città di Taranto, che il Sindaco Melucci appena eletto abbia lasciato la moglie, e che sia indivisibile dalla Imbimbo che lo segue dappertutto come un ombra e non solo per lavoro. Se siano pettegolezzi o verità, onestamente non ci interessa spiare nel buco della serratura di “casa Melucci“. Basta ascoltare da fonti attendibili gli sfoghi pubblici del padre di Rinaldo Melucci per capire quanto stia accadendo nella sua famiglia, verso la quale portiamo il dovuto rispetto.

 

Ma Melucci adesso dovrà spiegare al Pd suo partito di riferimento, o al sindaco “ombra” Michele Emiliano, i parametri di selezione e scelta di un giovane assessore, Massimo Motolese “non eletto” dai cittadini di Taranto, privo di alcuna esperienza politico-amministrativa, figlio del consigliere comunale Miriam Galluzzo Motolese, le cui opinioni espresse su Twitter non sono molto in linea con il Partito Democratico, partito di maggioranza che guida il Comune di Taranto, e che incredibilmente gli paga anche lo stipendio di assessore !
E’  questa la politica dei curriculum …. che arrivano da chi dietro le quinte (ma ben noto) decide in realtà cosa accade a Taranto, curriculum che vengono depositati sulla scrivania di Melucci, dove il sindaco di Taranto  in realtà al momento ci mette solo la firma. Quando anche la faccia ?

 

 




A due settimane dall’azzeramento della Giunta, il Sindaco Stefàno ha nominato un nuovo esecutivo ma in realtà non cambia nulla

cdG giunta stefanoCon un comunicato stampa  il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno spiega che “In realtà piuttosto che del varo di  una nuova Giunta, si tratta della conferma delle precedenti nomine assessorili,  con qualche variazione sulle attribuzione di materia  che tratterò per me, o per una maggiore attenzione verso le società partecipate per cui sono state ampliate le materie di una delega.  E con questa formazione abbiamo ricomposto gli assetti politici e le condizioni di stabilità di governo. Spero che questo sia l’ultimo atto. Alla crisi di governo determinata dal riscontro di alcune posizioni e decisioni disarmoniche nell’ambito della compagine politica di maggioranza, ha fatto seguito un periodo di consultazioni  con i partiti politici e le forze di maggioranza”

“In ogni incontro con le segreterie politiche – continua la nota del Sindaco Stefàno – mi hanno confermato il sostegno  e la fiducia,  chiedendomi dare continuità al mio mandato politico amministrativo e all’impegno nell’azione di governo. In questo senso, e proprio per un profilo di continuità, la formazione include nomi di assessori che hanno una consolidata esperienza nella squadra di governo e stavano lavorando per raggiungere gli obiettivi strategici di fine consiliatura. Negli obiettivi, concordarti e condivisi da raggiungere in questo ultimo scorcio di mandato politico amministrativo, tra gli altri, e tra i più urgenti, l’approvazione del Piano delle Coste, il completamento del Fusco, attivazione del parcheggio di scambio in zona Cimino e il parcheggio dell’ex area artiglieria, l’acquisizione di aree demaniali dismesse, l’adeguamento del PRG al PPTR, la risoluzione della problematica relativa ai dipendenti comunali relativa al Fondo di Produttività”.

Questa la nuova composizione della Giunta Municipale:

Lucio Lonoce conferma la stessa precedente posizione nell’esecutivo con la delega ai Lavori Pubblici e la nomina di Vicesindaco

Gianni  Cataldino con delega all’Urbanistica- Sviluppo Economico e del Territorio- Rapporti istituzionali;

Francesco Cosa con delega alle Politiche del Lavoro e del Lavoro Giovanile-Sport;

Cosimo Cotugno, con delega al Patrimonio- Edilizia Residenziale Pubblica-Rapporti con gli Enti e con le Società partecipate dell’Ente;

Vincenzo Di Gregorio con delega alla Ambiente-Salute-Qualità della Vita.

Giovanni Guttagliere con delega all’Attività Produttive ed Economiche- Cultura del Mare e della Marineria- Associazionismo.

Gina Lupo, con delega alla Pubblica Istruzione-Università-Cultura-Tutela della Famiglia;

Gionatan Scasciamacchia con delega alle Politiche Sociali e all’Emergenza Abitativa;

Avv. Vincenza VozzaIn realtà la precedente Giunta è rimasta intatta al 99%: l’ennesimo “Circo Barnum” del Sindaco Stefàno . Esce dalla Giunta soltanto come ben noto a tutti da tempo l’ incolpevole assessore Vincenza Vozza (nella foto a lato) in quota UDC) a seguito dei contrasti intercorsi fra Stefàno ed i consiglieri comunali per la vicenda degli scrutatori referendari. Quello che non viene reso noto è chi sono i firmatari delle segreterie politiche che come sostiene Stefàno “mi hanno confermato il sostegno  e la fiducia,  chiedendomi dare continuità al mio mandato politico amministrativo e all’impegno nell’azione di governo.” 

schermata-2016-11-28-alle-23-18-53Ma le sorprese non finiscono mai, in quanto il Sindaco Stefàno ha aperto le “porte” ai rappresentanti del M5S e Cittadini Liberi & Pensanti, nessuno dei quali siede in consiglio comunale, per inserire dei loro rappresentanti fra gli scrutatori in occasione del prossimo referendum. Infatti un collaboratore dell’eurodeputata grillina Rosa D’ Amato ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook in cui si dice ” Appello a coloro che hanno intenzione di fare i rappresentanti di “lista” per il referendum….rivolgetevi o al sottoscritto in maniera privata o direttamente alla sede del meetup “amici di Beppe Grillo” in via Dante 100. Se questa è la trasparenza comunale…e questi i metodi, resta da chiedersi: ma a cosa serve la competente commissione comunale ?

Nel frattempo, è bene rendere noto che come anticipato nei giorni scorsi  in data odierna abbiamo depositato presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto una nostra querela-denuncia inviata alla Procura della Repubblica, per i gravi comportamenti di assessori, dirigenti ed impiegati del Comune di Taranto che hanno aggredito fisicamente e diffamato  il nostro Direttore in occasione dell’ultima conferenza stampa tenutasi a Palazzo di Città.  Ogni promessa è un debito. Ed i debiti…vanno sempre onorati.

CDG denuncia Comune di Taranto

CdG pomes_magna greciaPer la cronaca dei fatti è bene ricordare che il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno è attualmente “imputato” insieme all’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola  nel processo Ilva-Ambiente Svenduto, ritenuti entrambi dalla pubblica accusa “responsabili” a vario titolo di altri reati. Così come il capo di gabinetto Giuseppe Licciardello che è già stato  condannato nel 2011 per “abuso in atti d’ufficio, attualmente è imputato per il processo relativo al procedimento per la gestione del Parco Cimino,  nei confronti del quale il procuratore aggiunto Pietro Argentino nella recente requisitoria dello scorso 21 settembre ha chiesto in aula ai giudici del Tribunale (presidente Paola Morelli, a latere Filippo Di TodaroRossana De Cristofaro)   la sua condanna a tre anni di carcere.

Come non condividere le affermazioni del procuratore dr. Cataldo Motta della Procura Distrettuale Antimafia di Lecce, nell’ottobre 2014 nel commentare ed illustrare i dettagli dell’ inchiesta Alias, aveva sin d’allora  “censurato” anche il comportamento del Comune di Taranto che aveva consentito la gestione del circolo sportivo Magna Grecia alla cooperativa presieduta da Fabrizio Pomes, (attualmente oggetto di provvedimenti cautelari della magistratura dopo la confisca di tutti i suoi ben) piena di componenti di famiglie mafiose tarantine, non procedendo ai dovuti accertamenti e nonostante “episodi di morosità”, criticando con preoccupazione “sui possibili condizionamenti esercitati dalla malavita nei confronti della classe politica” .

Rispetto alle affermazioni del Procuratore Motta, sarebbe stato doveroso – disse a suo tempo il consigliere Bonelli (ora dimessosi) fuori dall’aula- da parte del sindaco di Taranto Stefàno prendere la parola e dare dei chiarimenti ai cittadini. Chiedo al primo cittadino di applicare il principio di precauzione e di far sostituire dalla presidenza della commissione urbanistica il consigliere Guttagliere il quale viene definito nelle intercettazioni “uomo nostro ” dal sodalizio criminale D’Oronzo- De Vitis. Il Sindaco avrebbe dovuto avere il dovere istituzionale di chiedere immediatamente la rimozione dalla carica di presidente del suddetto consigliere. Quello che è accaduto è di una gravità inaudita ed è dunque evidente che non ci siano le condizioni di rimanere in questo consiglio comunale. Valuteremo la proposta di dimissioni in massa dei consiglieri per salvaguardare l’onorabilità di quest’istituzione”. Ed invece Guttagliere ora fa addirittura l’ assessore

Circolo sportivo Magna Grecia di proprietà del Comune di Taranto su cui sono ancora oggi in corso indagini da parte della Procura Distrettuale Antimafia di Lecce per le procedure di assegnazione del nuovo bando. A volte ritornano….




Ecco la nuova (ultima ?) Giunta del Sindaco Stefàno

CdG comune di tarantoIl sindaco Ippazio Stefàno ha delineato  stasera l’assetto della nuova ennesima giunta del Comune di Taranto. Rispetto alla giunta precedente esce il dottor Enzo Baio che ricopriva la carica di assessore all’Ambiente e Sanità, ed entra come un giornalista in pensione: Mino Ianne. Il Sindaco ha offerto un doppio assessorato all’ingegner Michele Notarnicola il  quale però è in attesa dell’autorizzazione dal rettore dell’ Università da cui dipende,  per verificare se la carica è compatibile con il suo lavoro all’Università. Di fatto Notarnicola sarebbe un “super-assessore”, con la delega all’ Urbanistica e Edilità ed alle Attività produttive

Questa l’ennesima giunta del sindaco Stefàno.  Riconfermato vice sindaco con annessa delega ai Lavori Pubblici a Lucio Lonoce; ,  al Personale, Rapporti con i sindacati e attuazione del programma Vincenzo Di Gregorio ; al Patrimonio e Emergenza abitativa Simona Semeraro; Urbanistica, Edilità e Attività Produttive a Michele Notarnicola (con riserva); Ambiente e Sanità a Vincenza Vozza (ex assessore alla Cultura); ai Servizi sociali Gionathan Scasciamacchia (che lascia le Attività Produttive) ; alla Pubblica Istruzione, Cultura e Spettacoli alla “new entry”, il giornalista pensionato Mino Ianne; riconfermato allo Sport e Politiche giovanili  Francesco Cosa.




I gestori non pagavano l’affitto al Comune di Taranto. Sigilli al ristorante “Il Gambero”

CdG sigilli gamberoChiuso lo storico ristorante tarantino con affaccio sul mar Piccolo, su cui in passato aveva messo gli occhi addosso anche la banda mafiosa D’ Oronzo-De Vitis, come emerso nella nota inchiesta giudiziaria “Alias“.  La società che aveva in gestione l’ immobile di proprietà del Comune di Taranto negli ultimi tre anni non ha mai versato un solo euro nelle casse dell’amministrazione comunale . A seguito di una serie di accertamenti contabili effettuati  dagli uffici amministrativi del “Patrimonio”, ieri mattina alla presenza dell’assessore comunale Vincenzo Di Gregorio, delle pattuglie composte da agenti della Polizia municipale, e della Guardia di Finanza, ne hanno ripreso possesso ricevendole chiavi  consegnate spontaneamente dal  rappresentante legale della società morosa.

Nel frattempo  in Tribunale un procedimento giudiziario e  fallimentare sulla precedente gestione del ristorante, che comprende nomi illustri, che avevano incassato anche finanziamenti pubblici. Ma il processo va avanti a rilento. Sarà forse per avvicinarlo alla prescrizione dei reati ?