Approvato il progetto del nuovo Ospedale San Cataldo

La conferenza dei servizi richiesta dall’ ASL Taranto a cui  hanno partecipato il Comune di Taranto, la Provincia di Taranto, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, in veste di concessionari di servizi pubblici, concedendo le relative autorizzazioni, segna senz’alcun dubbio un importante avanzamento necessario alla realizzazione dell’opera, nel rispetto del “cronoprogramma” che venne concordato e sottoscritto nell’ agosto 2014 tra la Regione Puglia e la ASL di Taranto .E quindi arrivato alla conclusione l’iter burocratico procedurale che autorizzerà ora all’ ASL di Taranto di poter pubblicare conseguentemente già nel prossimo gennaio 2016 il bando di gara per la costruzione del nuovo ospedale “San Cataldo” grazie all’ acquisizione delle  necessarie autorizzazioni per l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera a Taranto. L’opera è stata inserita nel CIS, il Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto approvato dal Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica)

Schermata 2015-12-27 alle 00.17.33Il progetto di realizzazione del nuovo ospedale “San Cataldo” – ha detto Michele Emiliano , Presidente della Regione Puglia – entra nella fase di cantierabilità  il progetto prevede la realizzazione di un’opera sanitaria di spiccato interesse per tutta la Regione. Sono certo che a trarne vantaggi in termini di risposte di salute non sarà soltanto il territorio tarantino”.

L’ ospedale “San Cataldo” di Taranto costituirà per il Servizio Sanitario Regionale in Puglia  il più grande investimento infrastrutturale ed edilizio degli ultimi decenni, per una spesa prevista  di 207 milioni di euro complessivi, 140 dei quali a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2007/2013 – Accordo di Programma Quadro “Benessere e Salute” mentre i restanti 67 milioni di euro verrano acquisiti e prelevati dai fondi del bilancio regionale previsionale.

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Giovanni Gorgoni, Direttore del Dipartimento Salute regionale , ha aggiunto ” Questa è la sanità che vogliamo,  abbiamo bisogno di grandi ospedali in grado di servire, nella maniera più efficace possibile, un’ampia area di riferimento. Il nuovo ospedale di Taranto rappresenta un tassello importante della nuova rete ospedaliera regionale. A gennaio sarà pubblicata la gara per la realizzazione dell’opera: il rispetto del crono programma sarà una nostra priorità”.

Il “San Cataldo”, verrà costruito nel rispetto dei più moderni ed evoluti standard in materia di edilizia sanitaria, e potrà contenere ed ospitare 715 posti letto per degenza, oltre a 24 posti letto tecnici, e verrà dotato di 19 sale operatorie, 60 ambulatori e 28 sale per la diagnostica. Per la realizzazione dell’opera sono stati previsti quattro anni e mezzo di lavori. L’area identificata ove sorgerà la nuova struttura ospedaliera, sarà ubicata alla periferia orientale di Taranto,  con un’ estensione di circa 226 mila metri quadri che consentiranno anche la realizzazione di un necessario sostanzioso numero (oltre 2000) di parcheggi per le auto  ed i necessari spazi per la viabilità interna, un area verde circostante, e la gestione di distinti accessi di operatori, pazienti,  merci e mezzi di vario tipo.

Soltanto  in prossimità della conclusione dei lavori si procederà all’acquisizione delle necessarie tecnologie ed impianti sanitari e delle grandi macchine (risonanze,TAC, ecc.) al fine di acquisire ed avere a disposizione gli ultimi standard tecnologici. .




La Guardia di Finanza recupera sott’acqua importanti reperti archeologici

Il  Servizio Subacqueo della Soprintendenza e il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza grazie alla segnalazione di un “cittadino esemplare” hanno fornito un buon servizio  alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia attraverso il recupero di tre ceppi di ancore in piombo di epoca romana, recentemente recuperati dai sommozzatori della Finanza, a largo di  Torre Castelluccia (Pulsano-TA), nel comune impegno di tutelare e recuperare il patrimonio archeologico sommerso.  Il recupero dei reperti archeologici è stato solo l’ultimo atto di un’intensa attività di ricerca subacquea avviata, a seguito della segnalazione di un cittadino, dai Sommozzatori del II Nucleo della Stazione Navale Guardia di Finanza di Bari e stanziati a Taranto.

Schermata 2014-09-16 alle 14.43.23I finanzieri , una volta individuati i reperti, in una prima fase hanno monitorato i fondali adiacenti al fine di scoprire eventuali soggetti interessati ad asportazioni illecite del materiale archeologico dal sito, circostanza che non si è verificata. Successivamente si è dato corso alle operazioni, effettuate dalla Guardia di Finanza mediante l’impiego dei mezzi navali e del personale specializzato delle fiamme gialle, sotto la supervisione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, che hanno portato al completo recupero dei reperti individuati. Nel giugno dello scorso anno, era già stato recuperato un relitto di epoca medioevale, sommerso nelle acque della darsena di “San Nicolicchio”, situata all’interno Porto Commerciale di Taranto, la cui presenza era stata precedentemente segnalata dallo stesso nucleo sommozzatori delle fiamme gialle. Concluse le operazioni di recupero, curate per la Soprintendenza dal geom. Giuseppe Garofalo e dal dott. Angelo Raguso, è stata allestita un mostra nel Chiostro trecentesco del convento di S. Domenico in via Duomo 33 nella città vecchia a Taranto, nella quale è stato illustrato e documentato anche il contesto storico dell’impiego dei mezzi navali dell’epoca.

Schermata 2014-09-16 alle 14.43.35Questo significativo rinvenimento costituisce un ulteriore tassello utile alla ricostruzione della storia delle rotte marittime che sin dall’antichità, senza soluzione di continuità, hanno collegato le coste del Mediterraneo ed in particolare il litorale ionico, intensamente antropizzato sin dall’epoca preistorica. Tutto il litorale tarantino risulta costellato da reperti isolati o relitti, come ad esempio, per citare i più consistenti ritrovamenti, il relitto con carico di laterizi di Torre Saturo, il relitto con sarcofagi di marmo recuperato negli anni ’60 a Torre Sgarrata, i due relitti spiaggiati a Lido Silvana ancora sommersi, i sarcofagi semilavorati in marmo di San Pietro in Bevagna e le colonne in marmo rinvenute a Porto Cesareo. A questi si aggiungono numerosi reperti provenienti da diverse località, sicuramente da mettere in relazione con naufragi di imbarcazioni non ancora rinvenute. I ceppi d’ancora recuperati, una volta restaurati, potrebbero fornire ulteriori informazioni relative a possibili iscrizioni, come di frequente attestato in altri esemplari di simile tipologia.

Alla conferenza erano presenti il Soprintendente Archeologo, dott. Luigi La Rocca e i funzionari archeologi dott.ssa Laura Masiello e dott. Arcangelo Alessio e per la Guardia di Finanza, il Colonnello Maurizio Muscarà, Comandante del Reparto Operativo Aeronavale di Bari ed il Sindaco del Comune di Pulsano, l’Avv. Giuseppe Ecclesia.

I reperti, insieme ad altri materiali archeologici rinvenuti in mare che documentano le rotte commerciali antiche nel Mediterraneo, sono stati presentati alla stampa ed esposti al pubblico nel Chiostro trecentesco del convento di S. Domenico. in via Duomo 33 a