La Guardia di Finanza sequestra a Brindisi beni e disponibilità per 1.7 milioni di euro ad ex consigliere regionale

ROMA–  I finanzieri del Gruppo di Brindisi, nel quadro dell’azione svolta a contrasto delle più gravi forme di evasione e frode fiscale hanno eseguito una complessa attività investigativa a seguito di un accertamento partito nel 2016 nei confronti di una società brindisina, la Brigante srl operante nei settori della carpenteria metallica, tubisteria, caldareria, della fabbricazione di metalli,    e montaggi meccanici industriali.

Giovanni Brigante, amministratore della società, ed ex consigliere regionale e comunale di Brindisi per liste della “Puglia per Vendola” della centrosinistra guidata dal Sen. Dario Stefano (estraneo all’inchiesta), ha occultato al fisco con la collaborazione del figlio Giulio Brigante, redditi imponibile per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro ed evaso IVA per oltre 2 milioni.

Complessivamente le indagini della Procura di Brindisi condotte dal pm dr.ssa Valeria Fairina Valaori anno consentito di individuare e denunciare all’Autorità Giudiziaria due soggetti responsabili di reati tributari, perpetrati attraverso la presentazione di dichiarazioni fraudolente alterate sia dall’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti che mediante l’occultamento di documenti contabili. Nel corso degli accertamenti svolti, è emerso, tra l’altro, che uno dei due soggetti denunziati aveva simulato una donazione di beni immobili di ingente valore, al fine di sottrarli alla garanzia per il pagamento delle imposte dovute.

Indagata anche una commercialista. Le indagini dei finanzieri hanno anche accertato la simulazione di donazione di un immobile per non pagare le tasse.

Conseguentemente, sulla base dei riscontri investigativi operati dalle Fiamme Gialle, il G.I.P. dr.ssa Paola Liaci del Tribunale di Brindisi, su proposta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato al recupero delle imposte evase nei confronti di entrambi i soggetti denunziati. Pertanto, nei giorni scorsi, i finanzieri hanno dato esecuzione al provvedimento dell’Autorità Giudiziaria procedendo al sequestro preventivo di 1 appartamento, 2 opifici, 7 terreni, del valore di circa 1 milione di euro, oltre a disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di oltre 700 mila euro.




“Operazione Bunker” . Arresti e sequestri della Finanza per maxi evasione sulla benzina per i pescherecci

CdG guardia di finanza TAA seguito di un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi9 persone facenti parte di un’associazione a delinquere dedita all’evasione delle imposte sui prodotti petroliferi ed all’emissione di fatture false sono state destinatarie di misure cautelari personali . Il provvedimento è stato adottato, su richiesta del Procuratore Capo Marco Dinapoli e del Sostituto Iolanda Daniela Chimienti, dal Giudice per le Indagini Preliminari di Brindisi Paola Liaci, nei confronti di nove soggetti che, a vario titolo, tra il 2011 ed il 2014, mediante un articolato meccanismo di frode hanno sottratto all’accertamento ed al pagamento delle accise 3 milioni di litri di gasolio agevolato.

Nel complesso sono state evase accise per euro 1,8 milioni, IVA per euro 800.000 ed emesse fatture per operazioni inesistenti per oltre 2 milioni di euro. Il meccanismo fraudolento veniva realizzato mediante l’emissione di fatture false e documentazione contabile artefatta mediante la quale venivano simulati “bunkeraggi” di gasolio agevolato a bordo di motopescherecci, a fronte dei quali i proprietari/comandanti compiacenti ricevevano indebiti compensi. Complessivamente nel corso dell’“operazione Bunker” è stata data esecuzione a 9 ordini di custodia cautelare agli arresti domiciliari ed al sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di Euro, tra cui 7 immobili, 5 automezzi e numerosi conti correnti bancari e postali.




Corruzione in Puglia. Nuova retata a Brindisi, anche nella tenuta di Albano Carrisi

E in corso di esecuzione da parte dei Carabinieri di Brindisi un’ordinanza di custodia cautelare richiesto dal pm della procura di Brindisi, Antonio Costantini, e disposto dal gip Paola Liaci nei confronti di 14 persone, fra le quali anche l’ex sindaco di Cellino San Marco (Brindisi) ,  comune già commissariato per infiltrazioni mafiose nell’aprile del 2014 con pressochè tutta la giunta comunale rimossa.

Le accuse a vario titolo sono di “associazione per delinquere“, “peculato, corruzione”, “turbata libertà degli incanti” e “calunnia”. Le misure cautelari riguardano anche quattro imprenditori delle province di Bari, Brindisi e Lecce ed una persona – da quanto è trapelato – vicina alla nota organizzazione di tipo mafioso  Sacra Corona Unita. Sono state emesse all’esito dell’indagine denominata “Do ut des” che , secondo gli investigatori, ha portato alla luce una vera e propria organizzazione criminale, che faceva capo al Sindaco uscente, il quale pilotava sistematicamente gli appalti ed i concorsi comunali, percependo in cambio consistenti tangenti. Nel mirino anche un concorso per vigili urbani per il quale apparvero volantini affissi  in città che ne denunciavano l’ irregolarità.

CdG Francesco cascione FI

nella foto Francesco Cascione

Il primo a finire in carcere è stato Francesco Cascione ( esponente di Forza Italia) , avvocato penalista, ex primo cittadino al quale sono contestati reati contro la pubblica amministrazione. Insieme a Cascione  anche Gabriele Elia, un’ ex assessore di Cellino San Marco, passato agli onori delle cronache per aver girato l’Italia con un camper bianco per festeggiare il ventennale della discesa in campo di Silvio Berlusconi e per aver promosso, la candidatura agli inizi del 2014, della figlia Marina Berlusconi come premier, fra i 14 arrestati a Cellino San Marco. Elia peraltro era stato di recente nominato da Luigi Vitali, il segretario regionale di Forza Italia in  Puglia ( “nominato” da Berlusconi)  , quale suo “vice-coordinatore” cittadino a Brindisi, insieme ad altre due persone.

 Gabriele Elia

nella foto Gabriele Elia

Gabriele Elia è stato arrestato dai Carabinieri mentre si trovava nelle tenute di Albano Carrisi (estraneo all’inchiesta), dove risulta essere domiciliato e residente. Nel gruppo degli arrestati, tra i quali praticamente tutti gli ex assessori comunali di Cellino San Marco, (con unica eccezione dell’ex componente dell’esecutivo con delega all’Urbanistica, Marina Del Foro)  compaiono anche quattro imprenditori attivi del settore edile. Sempre nell’ambito della stessa inchiesta, nel febbraio del 2014, vennero effettuate eseguite dai Carabinieri delle perquisizioni all’interno del Comune di Cellino San Marco. Destinatario dell’ordinanza che ha raggiunto 14 persone, anche Omero Molendini, già coordinatore cittadino di Forza Italia a Cellino San Marco, il quale nel settembre di due anni fa fu vittima, tra l’altro, di una violenta aggressione  subita da persone non ancora identificate.

I tre dirigenti di Forza Italia nel brindisino  sono finiti in carcere al pari degli ex assessori Gianfranco Quarta, 58 anni di Cellino, Gianfranco Pezzuto, 38 anni, di Cellino e Ionni Pagano, 49 anni. Agli arresti domiciliari sono finiti Antonio Cozzoli, 61 anni di Brindisi; Alfredo Bruno, 58 anni; Diego Angelo Lippolis, 40 anni di Noci (Bari); Antonio Vincenzo Fasiello, 61 anni di Vernole (Lecce), Giuseppe Gigante, 57 anni di San Pietro Vernotico (Brindisi). Tre gli irreperibili, fra cui Corrado Prisco, Tommaso Ricchiuto e Francesco Francavilla.