Le preferenze dei candidati al Comune di Taranto. E non solo…

ROMA – Anche il Comune di Taranto fatica a pubblicare i dati definitivi delle preferenze dei candidati al Consiglio Comunale di Taranto. I dati che pubblichiamo sono “ufficiali“, e definitivi. Per leggere meglio le liste con le preferenze basta cliccare per due volte sopra l’immagine della lista di vostro interesse.

Fra i grandi “trombati” dagli elettori tarantini i due assessori-poliziotti Francesco Cosa e Gionatan Scasciamacchia, il “verde” romano Angelo Bonelli, gli assessori uscenti Giovanni Cataldino, Cosimo Cotugno, Gino Lupo, Lina Ambroggi Melle.

Il dato importante è che i consiglieri comunali uscenti hanno sinora raccolto a stento il 50% in meno dei precedenti consensi, in particolare quelli provenienti dall’area di sinistra (SdS Stefàno, Vendola ecc.) come  Filippo Illiano,  Alfredo Spalluto,  e quelli di centro destra ( Forza Italia, At6) Guttagliere, Ciraci, Perelli  riciclatisi nelle cosiddette…liste civiche in appoggio alla candidatura a sindaco di Stefania Baldassari.

Un velo pietoso su candidati “bocciati” sonoramente dagli elettori come come il vignettista della Gazzetta del Mezzogiorno  Nico Pillinini che ha ricevuto solo 19 voti di preferenzail commerciante (proveniente da Confcommercio) Vincenzo Scialpi ed il pizzaiolo Tiziano Ricci, questi ultimi si erano fatti conoscere solo per un’imponente ma inutile campagna elettorale. E da ieri sono tornati entrambi dietro i rispettivi banconi a battere scontrini dietro la cassa !

 

A questo punto c’è solo da auspicare che chiunque venga eletto sindaco fra i candidati Baldassari e Melucci, a Taranto dopo il 25 giugno, non si continui a “riciclare” nelle società partecipate e controllate dal Comune di Taranto, i soliti “trombati” dalle elezioni, parenti ed affini, amici degli amici, e che finalmente anche a Taranto si possa avere finalmente un’Amministrazione Comunale rinnovata, al cui interno vengano riconosciute solo le capacità professionali ed il “merito“.

 




Mentre la Camera di Commercio di Taranto ignora il suo futuro, la politica inizia la campagna elettorale

Ieri mattina, presso la Cittadella delle imprese di Taranto,  il Presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli, ha consegnato nella Sala Monfredi al Comune di Taranto il Piano operativo di sviluppo del Distretto Urbano del Commercio di Taranto (DUC) elaborato dall’Ente insieme al consigliere camerale Vito Lobasso, presidente di Confesercenti Taranto, associazione che ha fortemente collaborato alla definizione del Piano camerale.

A ricevere il progetto non era presente come annunciato il Sindaco ma i due neo- assessori , Giovanni Guttagliere e Giovanni Cataldino, nominati da qualche giorno dall’ennesima Giunta Stefàno,  rispettivamente alle Attività produttive ed all’Urbanistica cioè i due settori sulla carta maggiormente coinvolti nell’attuazione,  i quali hanno preso l’impegno  a parole…. visto che in realtà avranno solo 6 mesi  in vista delle prossime elezioni comunali per “avviare rapidamente le prime azioni consequenziali“. L’ennesima passerella pre-elettorale ?

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Presenti alcuni consiglieri camerali in rappresentanza di diversi i comparti economici, organizzazioni delle categorie economiche e sindacali (fra le quali ancora un volta assente la Confcommercio di Taranto ) operatori commerciali, ed alcune associazione operanti nell’ambito della promozione del territorio tarantino (con pochi risultati)

Cinque anni fa – ha esordito il Presidente Sportelli – introdussi il concetto di Intelligenza Economica Territoriale (IET) quale modalità di confronto sia fra le Istituzioni di un territorio, sia fra istituzioni e stakeholder in merito alle priorità di sviluppo locale, individuazione delle soluzioni e pianificazione condivisa delle azioni necessarie. Il Piano operativo di sviluppo del Distretto Urbano del Commercio di Taranto (DUC) è uno dei più concreti esempi di questo approccio” ha aggiunto Sportelli. “Nel 2015 la Camera di commercio di Taranto, a ciò sollecitata dai consiglieri camerali in rappresentanza del comparto commerciale e dalle altre principali Associazioni di categoria, ha, infatti, inserito nella propria programmazione pluriennale l’obiettivo di promuovere e sostenere la costituzione di DUC nella provincia di Taranto”.

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L’ Ente camerale jonico, dal futuro incerto a seguito della riforma legislativa nazionale sulle Camere di Commercio, ha manifestato al Comune di Taranto, soggetto che promuove il DUC del capoluogo presso la Regione Puglia, come previsto dalla normativa regionale, la disponibilità a svolgere un ruolo attivo nella compagine operativa a livello locale, predisponendo, in collaborazione con Confcommercio e Confesercenti, i documenti tecnici di sviluppo del Distretto anche sulla base degli atti di indirizzo dell’Amministrazione comunale.

Riunendo competenze diversificate, attraverso l’ascolto di Focus Group di imprese e consumatori, la Camera di commercio ha elaborato un Piano che, partendo dall’individuazione iniziale di 5 Centri del Commercio Naturale (aree simili per configurazione urbana e vocazione commerciale prevalente), razionalizzati poi in 2 Centri (Città Vecchia/Borgo e Tre Carrare/Solito/Italia –Montegranaro), rappresenta un progetto unico nel suo genere, se posto a confronto con simili elaborazioni realizzate a livello nazionale, e fortemente innovativo. Esso costituisce, altresì, strumento operativo fondamentale per una programmazione ed una esecuzione efficaci delle politiche di intervento nel settore” commenta il Presidente Sportelli.

Il Piano di DUC consegnato oggi al Comune ha come ambito di riferimento primario lo sviluppo delle attività e gli intrecci delle piccole e medie imprese del commercio, dell’artigianato e dei servizi. Si posiziona, inoltre, tra tutti quegli interventi utilizzati per rilanciare l’immagine urbana non solo a livello estetico-architettonico, ma anche a livello culturale, sociale, economico e ambientale, finalizzato a un incremento della qualità della vita dei residenti e dell’accoglienza turistica, specificamente volte a sostenere le attività commerciali nelle aree individuate.

Non solo – conclude il Presidente della Camera di commercio di Taranto -, integrandosi con le policy urbanistiche locali e le norme nazionali e comunitarie (legge n.20/2015, Europa 2020) il DUC di Taranto offre una prospettiva che, se ben attuata, va anche oltre la tanto auspicata ripresa del commercio, proiettando Taranto in un panorama internazionale di città del futuro e Smart City”.

Nel comunicato stampa ricevuto dalle redazioni giornalistiche si legge che “a partire da questo assunto, l’Ente camerale continuerà a svolgere l’importante azione sussidiaria sin qui condotta, insieme al Comune di Taranto, a sostegno delle piccole e medie imprese operanti sul territorio”. Resta da capire quale sarebbe stata “ l’importante azione sussidiaria sin qui condotta, insieme al Comune di Taranto” di cui per dovere di cronaca non vi è in realtà alcuna traccia.

Così come non si capisce ancora chi sia l’addetto stampa della Camera di Commercio, e quello del Comune di Taranto enti pubblici che continuano a dimenticare e calpestare il rispetto della Legge 150/2000.  Sino a quando ?




Altro giro, altra corsa. Rimpasto in giunta al Comune di Taranto

Dopo due anni e mezzo ancora una volta l’amministrazione comunale di Taranto retta da Ippazio Stefàno si appresta oggi a cambiare i suoi assessori . Dopo  una breve riunione di circa mezz’ora con la maggioranza che governa palazzo di città il sindaco di Taranto  ha deciso che è il caso di cambiare ed accogliendo la richiesta del Partito Democratico intende azzerare la giunta e le commissioni consiliari. Tutto questo accadrà oggi subito dopo il Consiglio comunale iniziato questa mattina alle 10.

All’incontro con i rappresentanti dei partiti di maggioranza di ieri pomeriggio a cui erano presenti il capogruppo Gianni Azzaro e Mimmo Cotugno per il Pd, Giovanni Cataldino e Gina Lupo per Realtà Italia, il capogruppo Cosimo Gigante e Di Giovanni per il Psi,  Salvatore Brisci  capogruppo dell’Udc ed Ernesto D’Eri capogruppo dell’ Idv, ha preso parte anche il consigliere comunale Giovanni Guttagliere componente del gruppo consiliare del Nuovo Centro Destra (insieme ai consiglieri  Giuseppina Castellaneta e Rosa Perelli ), al quale il il sindaco ha detto in maniera molto chiara ed esplicita di non volerli in maggioranza. Il consigliere Guttagliere , prima che il Sindaco adottasse dei provvedimenti, ha quindi  autonomamente deciso di dimettersi da presidente della commissione Assetto del territorio. La stessa decisione che 24 ore prima aveva adottato anche il consigliere comunale Filippo Illiano (Realtà Italia),  che si è dimesso da presidente della commissione Attività produttive  all’indomani dell’elezione a consigliere provinciale ed a seguito delle deleghe ricevute dal presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano.

Oggi, quindi, per qualcuno  potrebbe essere l’ultimo giorno in aula da assessore. Il Sindaco sta ragionando   sull’opportunità di valutare se per i due assessori di Sds, Francesco Cosa e Scasciamacchia, ricorrano le condizioni per restare in giunta con l’appoggio in Consiglio dei soli Spalluto e Nistrila , così come in forte dubbio è la permanenza nell’esecutivo dell’assessore Cisberto Zaccheo passato dagli “amici” di Stefàno nel PSI. Anche perchè Realtà Italia, che ha tre consiglieri, ma di fatto non è rappresentato in giunta.

Nella riunione di maggioranza è stato contestato politicamente al sindaco la mancanza di capacità politiche e gestionali di alcuni assessori “esterni”,  per una manifesta incapacità nel rendere noto il proprio lavoro all’opinione pubblica. Come ha già dichiarato il sindaco,  l’Udc,  avrà l’assessore ma dovrà essere una donna e nelle ultime ore il partito di Cesa e Casini sta vagliando ed analizzando i nomi da proporre al primo cittadino. Nel frattempo il Pd fa da “osservatore” pur non ritenendosi soddisfatto in quanto la presidenza del Consiglio Comunale sinora retta dal democratico Bitetti è ben poca cosa in prospettiva di probabili, imminenti, competizioni elettorali, sopratutto in considerazione se la segreteria nazionale del Pd non lo mettesse nelle condizioni di accettare nuovamente le deleghe alla Provincia di Taranto. Ed al Pd  non va più giù di avere soltanto due assessori in giunta (come l’ Sds) pur vantando cinque consiglieri comunali (e voti in consiglio)  in più.

L’ennesimo teatrino politico mentre la città di Taranto affonda sempre di più nell’immobilismo