Nuove querele in arrivo per l’ Assostampa di Puglia e FNSI

I nostri lettori ricorderanno sicuramente l’aggressione che il nostro quotidiano online ha ricevuto  il  9 agosto 2014 dall’ Assostampa di Puglia esattamente una settimana dopo l’avvio delle nostre pubblicazioni, regolarmente autorizzate dal Tribunale di Roma, nel cui registro della stampa è registrata la nostra testata giornalistica. La circostanza più paradossale fu l’attacco nei nostri confronti venne pubblicato ad uffici (chiusi per ferie) del sindacato dei giornalisti pugliesi, con cui si chiedevano alle Autorità degli interventi nei nostri confronti, come ad esempio il sequestro, la chiusura . Senza mai venire ascoltati da chi, a differenza loro,  la Legge la conosce ed è tenuta ad applicarla

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A seguito di tale iniziativa, abbiamo depositato attraverso la Polizia Postale delle Comunicazioni delle querele dinnanzi alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti di questa associazione, cioè l’ Assostampa di Puglia, che ha giuridicamente e legalmente come unico scopo quello di tutelare e rappresentare i suoi iscritti nei confronti dei rispettivi editori e datori di lavoro. Ci risultano stati iscritti nel registro degli indagati il rappresentante legale dell’ Assostampa di Puglia  (all’epoca dei fatti Raffaele Lorusso, attuale segretario nazionale del FNSI) ed il giornalista-sindacalista che ad uffici chiusi dell’ Associazione, scrisse ed inserì in rete la diffamazione in questione, inviandola  addirittura all’ Agenzia ANSA.

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Anche questa volta come evidente atto di ripicca nei nostri confronti, dopo le nostre querele,  l’ Assostampa e la FNSI hanno emesso e pubblicato un altro comunicato stampa nel chiaro intento di danneggiarci   annunciando addirittura la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale (che ancora non esiste !) nei confronti del nostro Direttore Antonello de Gennaro.  Ecco cosa scrivono i sindacalisti di “professione” sul loro sito per sindacalisti e disoccupati.

Il sindacato unitario ( o meglio unico n.d.r.) dei giornalisti coglie l’occasione per ribadire che l’operazione messa in piedi dal De Gennaro ha come unico obiettivo quello di danneggiare i colleghi del Corriere del Giorno di Puglia e Lucania, quotidiano che ha sospeso le pubblicazioni nel marzo del 2014 e la cui testata è stata messa in vendita dal liquidatore allo scopo di soddisfare almeno in parte i creditori, a partire proprio dagli ex dipendenti. Questa vicenda deve anche interrogare l’Ordine dei Giornalisti sulla compatibilità di tali comportamenti con gli obblighi e con il decoro della professione, oltre che sull’opportunità di mantenere iscritto nei propri elenchi chi si fa scudo del tesserino per fare ben altro. In questo caso, parliamo di un signore che ha già alcune condanne passate in giudicato”.

Purtroppo (per loro) la Legge non ammette ignoranza, e quindi anche in questo caso verrano denunciati nuovamente alla Magistratura e dinnanzi al Tribunale Civile. Infatti questi diffamatori di professione non sanno, o meglio fanno finta di non sapere, che il nostro direttore Antonello de Gennaro ha due sentenze passate in giudicato per delle stupidi liti con dei vigili urbani, ma mai per “diffamazione a mezzo stampa” come invece altri autorevoli colleghi come Giorgio Mulè, Alessandro Sallusti, Marco Travaglio, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri, Bruno Vespa ecc.

Anche perchè il totale delle due condanne passate in giudicato a carico di deGennaro è di soltanto 8 mesi. A differenza del giornalista sindacalista Mimmo Mazza, come egli stesso ha documentato, si è salvato dalla condanna di 1° grado subita per brogli elettorali in occasione delle elezioni politiche, solo e  soltanto grazie all’intervenuta  “prescrizione”  in appello. E presto pubblicheremo tutte le carte della sua condanna in primo grado, lasciando ai lettori il diritto di essere informati, e di farsi la propria opinione.

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Schermata 2016-05-02 alle 16.10.48Sulla vicenda del “Corriere del Giorno di Puglia e Lucania“, in cui si accusa che la nostra iniziativa  “ha come unico obiettivo quello di danneggiare i colleghi del Corriere del Giorno di Puglia e Lucania”  – i sindacalisti di professione aggiungono –  “quotidiano che ha sospeso le pubblicazioni nel marzo del 2014 e la cui testata è stata messa in vendita dal liquidatore allo scopo di soddisfare almeno in parte i creditori, a partire proprio dagli ex dipendenti” dimenticano che gli editori di questa testata a loro molto cara…erano proprio i giornalisti che con la loro cooperativa editoriale fallita hanno incassato e dilapidato negli ultimi 10 anni oltre 27 milioni e mezzo di contributi pubblici a fondo perduto (Legge editoria) e cessato per sempre la loro attività editoriale con una massa (debiti) fallimentare di oltre 5 milioni di euro !

Dov’erano i “prodi “….sindacalisti, quando i giornalisti che fondarono il “Corriere del Giorno di Puglia e Lucania”, utilizzarono la stessa testata del quotidiano “Corriere del Giorno Nuovo” e del “Corriere del Giorno” , quest’ultimo fondato nel 1947 da quattro giornalisti fra cui il padre del nostro Direttore ,  esistenti e registrati del loro giornaletto “di Puglia e Lucania” ?  Forse sarebbe più opportuno che questi sindacalisti si ricordassero di essere dei giornalisti innanzitutto, e di essere tenuti a parlare sulla base di fatti e documenti. Anche perchè risparmierebbero i soldi che dovranno pagarci per i danni subiti e subendi !

La Presunzione d’ innocenza.  Qualcuno spieghi a Martellotta, Lorusso e “compagnucci” vari del sindacato,  che la “Carta (ora Testo Unico) dei Doveri del Giornalista” (leggi QUI) contempla un dovere-diritto costituzionale: la PRESUNZIONE D’INNOCENZA e che non spetta a quattro sindacalisti che non contano nulla, emettere delle sentenze quando non c’è neanche un eventuale rinvio a giudizio !

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La memoria corta. Questi sindacalisti invece di difendere il loro “compariello” Mimmo Mazza  che ha richiesto un provvedimento a dir poco assurdo ed illegittimo nei confronti del nostro Direttore deGennaro, che ricordiamo nuovamente non è ancora un provvedimento definitivo….e si preoccupassero piuttosto di tutelare il lavoro degli iscritti disoccupati in Puglia.

Se vogliono fare i sindacalisti sul serio, si preoccupassero piuttosto di denunciare alla Magistratura (se ne hanno il coraggio) alle Autorità competenti che negli uffici stampa degli enti pubblici a Taranto e provincia (Comune di Taranto, Provincia di Taranto, ASL Taranto, Camera di Commercio, Autorità Portuale, Commissariato per le Bonifiche ecc.)  non lavora neanche un iscritto all’ ordine professionale, in violazione della Legge 150 che prevede l’obbligo di utilizzare per dette funzioni soltanto iscritti all’ Ordine dei Giornalisti !  Forse se questa gente lavorasse seriamente e realmente invece di “giocare” sui social network, sarebbe un bene per la categoria e probabilmente anche per se stessi

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I sindacalisti-giornalisti pugliesi ci fanno solo ridere. Dove sono, cosa fanno, mentre un quotidiano edito in Puglia, e cioè La Gazzetta del Mezzogiorno nella sua edizione di Taranto è scritto per la stragrande maggioranza da collaboratori esterni pagati a 7 euro lordi ad articolo ! Eppure in quella redazione vi è più di un sindacalista. O forse è meglio tacere in vista di qualche futura promozione… ? Senza tralasciare il Nuovo Quotidiano di Puglia dove ai collaboratori pagano qualche euro in più….! Su queste vicende però  l’ Assostampa di Puglia tace…..

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Il doppio lavoro degli iscritti. I “sindacalisti-giornalisti pugliesi si preoccupassero di vigilare piuttosto sui giornalisti dal “doppio lavoro”, come ad esempio Michele Mascellaro, attualmente sotto inchiesta disciplinare per le sue intercettazioni in merito al “processo Ambiente Svenduto” in cui si era messo al servizio di  Girolamo Archinà, il responsabile delle relazioni  esterne  dell’ ILVA sotto la gestione della famiglia Riva.  Mascellaro è attualmente un giornalista alle dipendenze del quotidiano (Taranto) Buona Sera edito dalla Cooperativa Sparta, ma nello stesso tempo fa anche l’ addetto stampa del gruppo Pd in consiglio regionale.

Il Gruppo del Pd con un comunicato stampa ha reso noto alcuni mesi fa di aver nominato ufficio stampa e collaboratoriin applicazione alla legge regionale 22 ottobre 2015 n. 29“. Il Partito democraticosi legge in una nota – “ha proceduto all’istituzione dell’ufficio stampa ed alla nomina di 12 collaboratori. Accogliendo l’invito dell’Associazione della Stampa di Puglia, i nominativi per l’ufficio stampa sono stati selezionati tra i giornalisti iscritti all’Ordine“. aggiungendo che “tra i vari curricula esaminati la scelta è ricaduta su Carmen Carbonara, Giovanni Dello Iacovo, Michele Mascellaro. La gestione dei social media – è ancora la nota del Pdè stata affidata all’esperto di comunicazione Giovanni Abbaticchio. Professionalità e rapporto di fiducia tra i criteri che hanno ispirato anche le altre nomine”.

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I “principi deontologici” calpestati. Come mai il Consiglio Territoriale di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia , nominato dal Presidente del Tribunale di Bari, tace su questa vicenda allucinante ? E dove è finito il precedente procedimento disciplinare a carico di Michele Mascellaro ? Per non parlare poi di un praticante iscritto per 5 anni nel Registro dei Praticanti quando la Legge lo consente solo per 3 anni….A questo punto ci rivolgeremo con un bell’esposto-denuncia al nuovo Presidente del Tribunale di Bari, unitamente alla Direzione Generale Affari Civili del Ministero di Giustizia (organo vigilante sui consigli regionali degli ordini professionali) per chiedere di accertare il rispetto delle norme di Legge e l’eventuale commissariamento dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia

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Se qualche sindacalista crede di farci paura con i suoi comunicati di minaccia, stia pur sereno. Sta solo perdendo il suo tempo: ci fanno solo ridere. Qualcuno dei “furbetti di Puglia” non ha capito che tutte le strade portano a Roma…e se ne accorgeranno nelle opportune sedi giudiziarie !

L’Ordine dei Giornalisti di Puglia “in sonno” ? Come mai l’ Ordine dei giornalisti pugliesi tace su questa vicenda ? E come mai non indaga su alcune testate giornalistiche pugliesi (a Bari e Taranto) che sfruttano i collaboratori con la promessa del tesserino da pubblicista calpestando tutte le norme di legge, comprese quelle fiscali. C’è addirittura un giornalista barese che organizza corsi di giornalismo non autorizzati, sfruttando i corsisti sulla propria testata giornalistica-quotidiano online. Ma meglio fare finta di niente, così si incassano nuove quote d’iscrizione all’ Ordine e la poltrona è salva…




Le “bufale” dei giornalisti-editori del “Corriere del Giorno di Puglia e Lucania” giornale chiuso e fallito !

di Antonello de Gennaro

Cari amici e lettori, non contenti di aver usato senza alcuna legittimità il nome e la storia del quotidiano CORRIERE DEL GIORNO fondato nel 1947, i soci-giornalisti della Cooperativa 19 luglio, che si trova in liquidazione coatta amministrativa, procedura del diritto fallimentare, editrice della testata “clone” Corriere del Giorno di Puglia e Lucania che è stata registrata nel 1984 ,  cercano  ancora una volta di raccontare falsità e sfruttare una storia, un passato che non gli appartiene,  in quanto il loro giornale ormai chiuso e fallito  non ha mai avuto alcun collegamento storico o di continuità legale e/o societaria con il “vero”CORRIERE DEL GIORNO fondato da mio padre Franco de Gennaro, insieme ai suoi soci Egidio Stagno, Giovanni Aquaviva e Franco Ferraiolo. 

Dicono quindi il falso quei mistificatori e spacciatori di notizie false,  che oggi scrivono su una pagina Facebook abbandonata (per circa un anno) al proprio destino, auto-proclamandosi  “il quotidiano che in continuità dal 1947 sino a marzo 2014 ha assicurato l’informazione sul territorio“. Nessuno vi spiega come e cosa avrebbe mai potuto continuare questo giornale nato nel 1984, allorquando sino al 1994 in Tribunale a Taranto risultavano registrate ben tre testate simili , due delle quali vennero dichiarate  cessate per “decadenza dal Tribunale, e cioè il CORRIERE DEL GIORNO (cioè quello “storico” fondato nel 1947) ed il CORRIERE DEL GIORNO NUOVO registrata nel 1980 da una società di “area” socialista.

ECCOVI LA “BUFALA“:

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E’ stato infatti sulle ceneri del CORRIERE DEL GIORNO NUOVO che è nato l’attuale ed ultimo “clone” e cioè il Corriere del Giorno di Puglia e Lucania, i cui soci-giornalisti dopo aver incassato una somma  intorno ai 40-50 milioni di euro in 30 anni di contributi pubblici (soldi del contribuente) in base alla Legge sull’ Editoria (n. 416/1981 e successive) , ha miseramente cessato le pubblicazioni lo scorso 30 marzo 2014, a seguito della decisione del “commissario liquidatore” che per Legge può solo chiudere e vendere il vendibile per pagare debiti e fornitori, nominato dal Ministero dello Sviluppo economico (leggete QUI la gazzetta ufficiale ) il 28 ottobre 2013 .

E’ falso, quindi ogni collegamento millantato e spacciato dagli ex-soci della Cooperativa 19 luglio, editrice del  Corriere del Giorno di Puglia e Lucania, con lo storico quotidiano CORRIERE DEL GIORNO fondato nel 1947,  e chi di loro lo afferma,  a questo punto ne risponderà in ogni sede giudiziaria.

Per vostra conoscenza ed informazione, cari lettori ed amici di Taranto, la testata “storica” CORRIERE DEL GIORNO (sottotitolo “fondato nel 1947”) è di mia legittima proprietà essendo stata regolarmente nuovamente da me riesumata e registrata presso il Tribunale di Roma nel giugno 2014, con apposito decreto del Presidente del Tribunale in questione . Così come sono state regolarmente registrate in Tribunale la testata online quotidiana www.ilcorrieredelgiorno.it   e la testata periodica  ilCorrieredelGiorno, che è bene chiarire , sono di esclusiva proprietà della Media Company Group Coop. di Roma.

E’ una diffamazione quindi , quella scritta da qualcuno…ieri su Facebook (e non è la 1a volta !) che “questa edizione, che troverete in edicola nei prossimi giorni, farà parte dell’archivio storico del giornale dove sono custodite tutte le copie del Corriere del Giorno pubblicate in 68 anni: si tratta di un patrimonio straordinario, prezioso, legato alla testata, ai tarantini e al territorio“.

Infatti nel lontano 1947 la Cooperativa 19 luglio neanche esisteva e posso assicurarvi e garantirvi conoscendo bene mio padre ed i suoi soci che, nessuno dei soci di questa cooperativa che è “fallita” per incapacità gestionali, editoriali e giornalistiche (lo provano i fatti ! ) nonostante il fiume di soldi pubblici prosciugati, mai e poi mai avrebbero  trovato posto e ruolo alcuno nel giornale storico CORRIERE DEL GIORNO  che mio padre ed i suoi soci fondarono nel 1947 senza alcun aiuto di Stato !

La pubblicazione attuale di questo numero “unico” del  Corriere del Giorno di Puglia e Lucania che dovrebbe comparire in edicola nei prossimi giorni , NON è quindi il mantenimento di una promessa come ingannevolmente qualcuno vuole farvi credere, ma è solo e soltanto un vano tentativo a 9 giorni dalla scadenza di Legge, di non far decadere la testata in questione, “cessata” dallo scorso 30 marzo  2014 e consentire quindi al liquidatore di  poterla vendere al migliore offerente. E per qualche giornalista disoccupato la speranza di tornare a lavorare e “servire” qualcuno.

Ancora una volta i soci-giornalisti della defunta-liquidata Cooperativa 19 Luglio, che tuttora sopravvivono a spese del contribuente dopo aver ottenuto la cassa integrazione dal Ministero , raccontano  “balle” alla città di Taranto, sperando di poter un giorno continuare a fare i “furbetti”. Ma la festa per loro è finita. E presto il commissario liquidatore dr. Mauro Damiani ed il Ministero dello Sviluppo Economico (da cui è stato nominato) avranno notizie dai nostri legali.

Ad alcuni “pennivendoli-sindacalisti”, ad un giornalista “cassaintegrato” che arrotonda il proprio salario (illegalmente) facendo il “portaborsetta-ventriloquo” ad un politico locale, ad un giornalista”cassaintegrato” (che si autodefiniva “filocomunista”)  riciclatosi a Roma nell’ ufficio stampa del sindacato di destra UGL, a chi ha trovato collocazione in qualche ente pubblico, a tutti coloro i quali ci hanno diffamato, e che continuano a creare confusione non rispondiamo neanche. Non scendiamo al loro livello. Se ne occuperanno i nostri avvocati in sede penale e civile.

Il CORRIERE DEL GIORNO , quello che da 8 mesi leggete “gratuitamente” online ogni mattina, quello che in questo momento è sotto i vostri occhi ,  è l’unico giornale che fa informazione su Taranto, senza avere “padroni” finanziatori e senza essere al servizio di “padrini” politici, viene realizzato senza ricevere alcun tipo di contributo pubblico, siamo gli unici che  non accettano finanziamenti da imprenditori “politicizzati”. E che non finisce nelle intercettazioni della Magistratura.

Questo è quindi il vero unico erede storico del quotidiano Corriere del Giorno fondato nel 1947. Per un semplice motivo: lo ha rifondato il sottoscritto, cioè il figlio di Franco de Gennaro uno dei 4 padri-fondatori, con la stessa filosofia per cui nacque: essere la voce dei tarantini onesti.

Questa è la “storia”, che è ben differente rispetto alle chiacchiere di qualche giornalista disperato-cassintegrato o a qualche giornalista-sindacalista “esperto” in diffamazione. La differenza fra il nostro ed il giornalismo fatto per 30 anni dai soci-giornalisti della Cooperativa (fallita) 19 luglio , l’avete sotto i vostri occhi, tutti i giorni, che per noi sono gli unici che “contano”.

Se cresciamo  di giorno in giorno sempre di più, per numero di lettori unici ed accesso alle nostre pagine su internet, non è un caso. Ecco perchè diamo molto fastidio a chi contestualmente perde copie ogni giorno di più e rischia il proprio posto di lavoro. Ecco perchè ci diffamano e creano confusione. Ma davanti al giudice un giorno questi spacciatori di notizie false e diffamatorie. se ne pentiranno. Ve lo garantiamo




Rinasce il “vero” Corriere del Giorno fondato nel 1947

di Antonello de Gennaro

Nel lontano 1947, grazie all’iniziativa editoriale personale messa in piedi un gruppo di giornalisti composto da Giovanni Acquaviva, Giovanni Ferrajolo,  Franco de Gennaro (mio padre) ed Egidio Stagno, nasceva a Taranto il Corriere del Giorno.

Quattro giornalisti, quattro soci, ma sopratutto quattro amici-amanti della città di Taranto, che aprirono i loro portafogli, senza mettersi al servizio di nessun partito politico del dopoguerra, con il sogno di donare alla loro città, alla mia città, alla nostra città una voce indipendente autorevole ed al servizio della libertà d’informazione.

 Il destino vuole che proprio gli eredi “veri” del Corriere del Giorno abbiamo deciso di riportarlo online ed in edicola, senza usufruire di contributi pubblici da parte dello Stato, avendo come riferimento editoriale il progetto de il Fatto Quotidiano diventato un caso di successo nell’editoria italiana, settore che non brilla certamente per vendite in edicola e per bilanci in utile.

Non vogliamo avere alla spalle l’imprenditore di turno (qualcuno ed anche molto grosso ci ha provato…) desideroso di avere uno strumento di pressione sulla politica. Noi vogliamo avere alle spalle il nostro lavoro, la fiducia dei tarantini che coinvolgeremo nelle nostre iniziative con un progetto industriale che andremo a spiegarvi nel primo numero del Corriere su cui stiamo lavorando giorno e notte, e che ritroverete presto fra le vostre mani, e quindi non soltanto online sotto i vostri occhi.

Non abbiamo la pretesa e la presunzione di dire e promettervi avventure stellari, progetti mega-galattici, ma vogliamo avere il piacere, la soddisfazione e l’orgoglio da tarantini di potervi dire:  “Cari amici, dove eravamo rimasti…

LA STORIA DEL CORRIERE. Ho fatto molte ricerche nel pubblico Registro della Stampa , presso la Sezione Fallimentare del Tribunale di Taranto, prima di arrivare ad una scoperta che mi ha riempito il cuore di gioia. Il “vero” Corriere del Giorno, quello fondato da mio padre ed i suoi soci, cioè il giornale che era stato da loro venduto negli anni ’70 ad una società emanazione della Democrazia Cristiana di Taranto, successivamente fallì con uno scandalo giudiziario epocale che portò agli arresti alcuni consiglieri regionali jonici della DC. Ma nessuno si guardò mai dall’acquistare la testata dal fallimento.

Successivamente  riapparve un  giornale sotto il nome “Corriere del Giorno Nuovo” , quindi con  una nuova testata giornalistica registrata in Tribunale il 01.01.1980 ad opera du una cordata di imprenditori socialisti romani (vicina agli amici del Ministro Gianni De Michelis) in società con lo stampatore Silvio Basile di Genova che di fatto stampava il giornale. Questo passaggio lo conosco bene, avendoci lavorato come assistente del direttore Giuliano Crisalli, un grande gentiluomo del giornalismo, proveniente dal quotidiano il Secolo XIX di Genova, il quale ebbe l’idea di affidarmi le pagine degli speciali e delle iniziative editoriali.

Nel 1984 anche questa nuova società editrice e relativa testata giornalistica fallirono,  io per mia fortuna l’anno precedente cioè nel 1983 ero già andato via da Taranto, a causa anche della scomparsa di mio padre, trasferitomi a Roma per accettanre la “chiamata” di un vecchio amico di mio padre. Quella di Antonio Ghirelli, “storico” direttore per molti anni del Corriere dello Sport, il quale era passato a fare al Quirinale il portavoce  della  Presidenza della Repubblica nel settenato dell’indimenticato ed amato Sandro Pertini. Da lì poi Ghirelli, passò a palazzo Chigi con il segretario del PSI, on. Bettino Craxi e Totò mi volle e prese con se come suo collaboratore di fiducia. Incarico che ancora oggi mi riempie di orgoglio sopratutto perchè ottenuto senza avere la tessera di partito in tasca , ed ancora di più prestigioso perchè ricevuto da un grande “maestro” di vita e giornalismo come è stato Antonio Ghirelli.

Da lì venni “adocchiato” dal delfino di Craxi e cioè dall’ onorevole Claudio Martelli che nel frattempo era diventato vice segretario vicario del PSI, cioè del partito leader di Governo, il quale mi volle come suo “portavoce”. E’ stato grazie anche a Martelli che ho capito come funzionava la politica romana, come i politici lottizzavano ed influenzavano le assunzioni e le nomine in RAI, all’ Agenzia Italia (Gruppo ENI) ed anche persino nei giornali.

Alla fine degli anni ’80 decisi di lasciare la politica (grazie a Dio!) e di dedicarmi alla libera professione ed all’auto-imprenditorialità. E scelta migliore non potetti fare, vista la triste fine di tutta la 1a Repubblica rasa al suolo dalla nota inchiesta giudiziaria “Tangentopoli“.

I NOSTRI TEMPI. Ma torniamo a noi L’ultimo giornale che si è auto-appropiato senza alcuna legittimità e titolarità del nome storico  (e persino della sua data di fondazione) del CORRIERE DEL GIORNO aggiungendovi “di PUGLIA E LUCANIA”  in realtà altro non è stata una nuova e terza testata giornalistica depositata nel 1985 al Tribunale di Taranto. Ed il bello è che  nell’incuria, disinteresse e menefreghismo generale dal 1955 al 1994 vi erano registrate ben tre testate: CORRIERE DEL GIORNO (cioè il primo e vero fondato nel 1947 e registrato nel 1955 con l’avvento della Legge sulla Stampa), il CORRIERE DEL GIORNO NUOVO e l’ultimo CORRIERE DEL GIORNO DI PUGLIA A LUCANIA. Ma le prime due grazie ad un attenta osservazione del cancelliere dirigente il Registro della Stampa del Tribunale di Taranto , nel 1994 vennero cancellate d’ufficio. E sapete perchè ?

Semplice ! Perchè nessuno le aveva mai rilevate, cioè acquistate dai rispettivi fallimenti. Nonostante la Cooperativa  19 Luglio editrice in liquidazione coatta (cioè fallita) dell’ultimo CdG di Puglia e Lucania avesse incassato negli ultimi 10 anni la bellezza di oltre 27 milioni di euro di contributi pubblici. Quindi ai sensi di quanto previsto dalla legge sul diritto d’autore la testata storica fondata da mio padre (e soci) era libera, ed ho quindi registrato la testata “Corriere del Giorno” con sottotitolo “fondata nel 1947“, che verrà da me conferita a breve ad una costituenda Fondazione Corriere del Giorno a cui potranno partecipare come soci tutti i tarantini “veri” amici del Corriere del Giorno. Chiaramente , e lo diciamo sin d’ora pubblicamente, non potremo accettare fra di noi chi ha incassato e dissipato milioni e milioni di euro pubblici (fondi Legge Editoria) ed usato senza alcun titolo e ritegno una testata “storica”, abbandonandola nella polvere della liquidazione coatta, per evitare il fallimento, e la conseguente inevitabile bancarotta fraudolenta. Non è un caso se a circa un anno dall’avvio dalla liquidazione coatta non sia stata riconosciuta la cassa integrazione, e ci sono noti controlli in corso dal parte del Nucleo competente della Guardia di Finanza. Ormai, com’è giusto che sia, con i soldi pubblici, cioè di noi contribuenti, non si scherza più.

Concludendo lasciatemi ringraziare, la mia famiglia, colleghi come Luigi Ferrajolo (figlio di Franco) ed ex vicedirettore del Corriere dello Sport,  e Roberto  Stagno (figlio di Egidio) ex-inviato speciale del Corriere della Sera, due giornalisti come me e tutti tre figli  dei fondatori del Corriere del Giorno. Mi hanno dato la carica necessaria, la fiducia sulla fiducia, con delle parole al cuore e sopratutto fornito i loro preziosi consigli. Un grazie di cuore ai nostri legali, commercialisti e consulenti.

A voi  tarantini che amano questo giornale e la sua storia “vera”, affidiamo questa edizione (che è anche testata giornalistica) che per il momento esce online su questo sito,  per farvi abituare e familiarizzare ad un nuovo modo di fare giornalismo a Taranto. A voi chiediamo tempo, amicizia e fiducia. Ci stiamo attrezzando per garanire il meglio che si possa offrire con le nuove tecnologie, con l’apertura imminente della nostra web tv, di una web radio, di un portale di affari ed annunci economici e di lavoro, e di un settimanale “free press”. E tutto questo, cari amici,  senza un solo euro di contributi pubblici.

Quindi amici miei di Taranto, amici del Corriere del Giorno, abbiate pazienza e sopratutto fiducia nel nostro impegno. Noi amiamo questo giornale come un pezzo della nostra vita, e ve lo promettiamo, quando tornerà presto in edicola, non lo faremo fallire mai più. E’ un impegno morale che assumo personalmente con la mia città, nel ricordo di mio padre che ha amato questo giornale come un figlio. Forza e coraggio Corriere del Giorno, fratello mio, mettiamocela tutta. Il tempo ed il giudizio dei lettori sanno il nostro unico giudice. Quello che veramente conta in questo lavoro sempre più difficile.

Grazie di cuore a tutti , e scrivetemi. Non dimenticate mai che questo, è e sarà per sempre il vostro, il nostro giornale.

Antonello de Gennaro