Giancarlo Negro nuovo presidente di Confindustria Lecce

Sarà Giancarlo Negro già presidente delle Sezione Information Technology dell’associazione degli industriali salentini , il candidato presidente il candidato unico alla presidenza di Confindustria Lecce che verrà votato ed eletto insieme alla squadra dei vice presidenti il prossimo 12 aprile nell’assemblea. La conferma è arrivata oggi, dal Consiglio Generale di Confindustria Lecce a seguito della riunione odierna a cui ha partecipato anche Federico Landi, direttore centrale dell’ area organizzazione  di Confindustria, per procedere alla designazione  per il prossimo quadriennio del candidato alla presidenza. dopo una lunga e complessa delicata fase di commissariamento, e dopo le dimissioni di ben due presidenti . La commissione di designazione del nuovo presidente, composta dagli imprenditori Tiziana Stefanizzi, Mario Montinaro e Michele Tundo, ha sottoposto ai componenti il Consiglio le indicazioni di voto, emerse nel corso delle consultazioni degli associati, tutte risultare in favore del candidato unico Giancarlo Negro.

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Il Consiglio Generale, ha quindi designato  a scrutinio segreto,  Giancarlo Negro, 49 anni, amministratore unico e fondatore della , giquale candidato presidente da proporre all’Assemblea degli associati salentini. La sua società, la Links Spa ha sede legale a Lecce ed uffici operativi a Bari,Roma e Milano,  operando dal 1999 nel campo della consulenza e sviluppo software per enti pubblici e privati. .

Ringrazio tutti i colleghi per il sostegno e l’appoggio offertomi – ha detto il presidente designato Giancarlo Negro – Sono consapevole della responsabilità di questo impegno: l’obiettivo, in questi quattro anni di presidenza, sarà quello di riprendere a crescere e a portare sviluppo alle imprese e al territorio, anche attraverso un dialogo costruttivo e proattivo con tutte le istituzioni economiche, politiche e sociali salentine. Colgo l’occasione per rivolgere a Vincenzo Boccia vive congratulazioni per la sua designazione a presidente di Confindustria. Con i colleghi di Confindustria Lecce saremo a disposizione, pronti a fare  sempre la nostra parte per il rilancio del Sud in un’ ottica di collaborazione con le forze attive del resto del Paese”.




Confindustria Lecce: si è dimessa la neo-presidente Chiara Montefrancesco

CdG lettera bnCon una lettera inviata al presidente nazionale Giorgio Squinzi, ed ai suoi colleghi imprenditori associati di Lecce, Chiara Montefrancesco la presidente di Confindustria Lecce, da circa 3 mesi  al vertice dell’associazione degli imprenditori salentini, ha rassegnato le dimissioni, decisione è arrivata nel culmine di un nuovo scontro polemico conseguente alla riconferma di Antonio Corvino nel ruolo di direttore, decisione che era stato bloccata dal successivo intervento dei probiviri nazionali che avevano annullato quella stessa nomina.  Nella lettera di dimissioni la Montefrancesco  ricorda nella lettera il consenso ricevuto nell’assemblea che “tuttavia che non sembra sufficiente  a permettermi di operare in autonomia scelte essenziali per andare avanti, assunte con entusiasmo e, magari, con giovanile lena e, se volete, con inesperienza, ma sempre in buona fede. Ho voluto avviare immediatamente un’azione decisa tesa a rimettere l’associazione al centro della vita delle imprese e nel cuore delle problematiche dello sviluppo territoriale! Intervenendo sui temi programmatici e organizzativi a voi comunicati con due mie note! Queste note sono state sanzionate! Con note e-mail personali oltre che ufficiali!” e definisce le sue dimissioni il conseguenzialeringraziamento inviatavi all’indomani della mia elezione e sul provvedimento di conferma della direzione (per tre mesi e ad un costo minimo per l’Associazione), peraltro condiviso in una precedente riunione partecipata anche dall’ex Commissario e Vice Presidente Vicario nominato da Confindustria, oltre che da un eminente Rappresentante dei Probiviri centrali e da un avvocato del lavoro. Sono immediatamente arrivati gli avvisi di un imminente provvedimento di decadenza dalla mia carica che avrebbe annullato i risultati dell’Assemblea ed il voto degli associati. A questi avvisi rispondo appellandomi a voi“.

In particolare dalla sede centrale della Confindustria da Roma sarebbe arrivato il “niet” (poco democratico nei confronti degli associati salentini)  alla conferma per tre mesi del direttore Antonio Corvino. Una decisione, quella di Montefrancesco, subito osteggiata dal vice presidente vicario di Confindustria Lecce, Eliseo Zanasi, che ha deciso anche lui di lasciare l’incarico. Qualcuno dice “un pò troppo tardi…

L’ elezione

Schermata 2015-12-13 alle 14.03.47Chiara Montefrancesco, classe 1974 laureata in giurisprudenza, una figlia di 16 anni, contitolare di Valentino Caffè SpA, era stata eletta nei giorni scorsi nuovo presidente di Confindustria Lecce. L’assemblea dei soci, ha eletto l’imprenditrice di Valentino Caffè, alla guida dell’associazione degli Industriali con il 73% dei voti. Su 406 associati (che rappresentano l’80% della base associativa) 294 sono stati i favorevoli, tre le schede bianche ed una nulla. I voti contrari hanno raggiunto quota 108.

Con la votazione di questa sera – aveva affermato Eliseo Zanasi, commissario di Confindustria Lecce, nel formulare i migliori auspici alla presidente designata – si conclude una fase assai lunga e complessa della vita associativa, che ha visto Confindustria Lecce confrontarsi in maniera serrata ma sempre costruttiva. Il risultato odierno rappresenta pertanto un passaggio fondamentale per il rilancio dell’Associazione, non solo sul territorio salentino ma anche nel contesto regionale e nazionale. La candidatura di una imprenditrice giovane, esponente del comparto manifatturiero, impegnata anche sul mercato internazionale, costituisce un autorevole viatico per la ripresa della vita associativa sul piano della rappresentanza e dei servizi”.

Alla riunione di Giunta aveva preso parte anche Federico Landi, direttore centrale dell’ Area Organizzazione di Confindustria, il quale con la sua presenza ha voluto testimoniare l’ “attenzione” che l’Associazione nazionale ha riservato in questi mesi a Confindustria Lecce. Ma che si è rivelata, in realtà,  inutile.

I retroscena

nella foto Roberto Fatano

nella foto l’industriale salentino  Roberto Fatano

L’associazione confindustriale salentina, non è nuova a capovolgimenti. Un noto imprenditore salentino, Roberto Fatano, da come raccontava, nella scorsa primavera aveva vinto le elezioni all’interno di Confindustria Lecce, ottenendo 250 preferenze. Ma anch’ egli a qualche mese di distanza, restituì invece la propria tessera associativa. “Non ne voglio più sapere nulla”, disse nel corso di una conferenza in cui confermato la sua decisione di “voltare pagina ed archiviare una storia conclusasi malamente.“  L’elenco delle ragioni del suo gesto, di Fatano è ben nutrito. Per comprenderlo bisogna necessariamente fare un passo indietro, e tornare al momento delle dimissioni dell’ex presidente Piernicola Leone De Castris avvenute in un contesto di forti “conflitti interni” tra gli associati. “Conflitti di tipo umano, professionale e politico” sosteneva Fatano.

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La successiva fase di consultazioni interne, propedeutiche alle elezioni, avrebbe reso ancora più instabili gli equilibri fino alla richiesta, che partì da Lecce, di avvalersi dell’aiuto della sede centrale romana di Confindustria, per risolvere la situazione. Da Roma inviarono  a Lecce  un commissario ‘ad acta’ utilizzando una procedura che, sempre secondo Fatano, “semplicemente non esiste, in quanto la sede territoriale di Lecce è del tutto autonoma e i probiviri salentini erano gli unici competenti”. Gli associati a Confindustria Lecce avevano in ogni accettato questa soluzione, sperando in una veloce risoluzione per una definizione degli equilibri e le procedure per l’ elezione del nuovo presidente.

Si doveva procedere con tempestività perché vi era un pacchetto di questioni di cose urgenti su cui intervenire, tra cui la gestione dei fondi europei e la contrattazione con i sindacati”, spiegò Fatano “le consultazioni, tuttavia, invece di subire un’accelerata sono state sospese e uno dei saggi leccesi ha ricevuto una mail, da Roma, in cui si chiedeva di secretare tutta la documentazione.  “Per vederci chiaro – disse Fatano nella sua denuncia –   ho chiesto spiegazioni ed il segretario dei probiviri romani mi ha fatto capire che non dovevo chiedere conti ma rispettare le leggi, accettare quello che era accaduto oppure lasciare l’associazione”. Ai candidati alle elezioni presidenziali non sarebbe stata fornita, dunque, alcuna spiegazione “nonostante ogni associato abbia il diritto di chiedere ogni tipo di chiarimenti”.

CdG Corte-dei-Conti PugliaFatano colse l’occasione, quindi, per sollevare pubblicamente un presunto problema di trasparenza ed onestà, interno all’associazione locale e oltre. Anche se non ha ritenuto di accedere alle vie legali “per amore della stessa Confindustria, perché gli enormi tempi della giustizia paralizzerebbero l’azione degli industriali, e per la sede territoriale si sarebbe spalancato un lungo periodo di vuoto ed inattività”. Ma la rinuncia non  placò la sua indignazione: “Forse si intende selezionare una dirigenza di Confindustria Lecce che sia quiescente rispetto ad altri interessi – commentò – .Ma quali interessi ci sono davvero alle spalle? Ad esempio, chi ha vinto e perché l’appalto per la strada 275?”. Con un colpo finale: “Lo stesso commissario Eliseo Zanasi, attualmente in carica (all’ epoca dei fatti – n.d.r.) nella sede leccese, è stato condannato dalla Corte dei Conti con la sentenza 677 del novembre 2014 per reati che riguardano il patrimonio – aggiunge -. E ciò lo delegittima quanto meno sul piano morale, senza tralasciare il fatto che lo stesso Statuto interno prevede incompatibilità alla carica in caso di condanna passata in giudicato”.

Le consultazioni non vennero riabilitate così come non venne convalidato l’esito decretato dalle stesse, che aveva eletto  proprio Roberto Fatano l’amministratore di Interfrutta spa, prima di Giancarlo Negro (Links spa), Giampiero Corvaglia (Axa spa) e Giuseppe Maria Ricchiuto (Specchiasol).

La giunta dei grandi assenti.

Convocata quattro mesi dopo l’annullamento delle consultazioni per l’elezione del presidente, la prima riunione dell’esecutivo di Confindustria Lecce nel 2015 – salva solo per numero legale – avvenuta nel giugno, ma si svolse senza la presenza degli ex candidati alla presidenza dell’Associazione degli imprenditori e, quindi il  commissario Eliseo Zanasi evitò il “faccia a faccia” con chi lo contestava. Ma tra i saggi e lo stesso Zanasi lo scontro c’è stato. Senza alcun minimo dubbio. Accusati e rimossi su indicazione dei probiviri romani, in quanto “rei di non aver custodito adeguatamente i registri con le preferenze“, i saggi hanno messo alle strette il commissario, ribadendo la correttezza del proprio operato, pretendendo che tutto ciò venisse messo nero su bianco, quindi modificando il precedente verbale redatto dal commissario, così conducendo Zanasi e i probiviri a una presa d’atto che disattende, di fatto, le motivazioni inizialmente riposte nel verbale di rimozione degli stessi saggi e quindi dell’annullamento delle stesse consultazioni.

nella foto Eliseo Zanasi

nella foto Eliseo Zanasi

Zanasi  affermò la volontà di eleggere entro settembre il nuovo presidente dell’associazione salentina attraverso una “pattuizione” con la stessa giunta (peraltro non prevista dalle norme statutarie) con delle discutibili modalità per arrivare all’individuazione del nome del successore di Piernicola Leone De Castris e far convergere  sullo stesso l’unanimità dei consensi. L’impresa non era delle più facili ed infatti è naufragata. Il metodo del “commissario-condannato” Zanasi – soprattutto a causa delle condivisibili denunce “pubbliche” di Fatano – rimase sotto la lente dei componenti della giunta e dei soci non contenti di veder annullare le consultazioni a 48 ore dal loro completamento. Non va, infatti, dimenticato che solo pochi giorni fa Zanasi scelse i suoi 7 uomini, cioè i 7 imprenditori incaricati di affiancarlo fino alla scadenza del suo mandato, componenti del cosiddetto Consiglio di presidenza, senza che siano stati eletti dagli associati.

Le querele annunciate

Lo “strappo” all’interno di Confindustria Lecce arriverà presto nelle aule di tribunale, con una querela annunciata all’indirizzo di Roberto Fatano, amministratore di Interfrutta,  che nel frattempo ha costituito Laica un’associazione indipendente di industriali salentini .  La comunicazione che si procederà per le vie legali per “tutelare l’onorabilità di Confindustria Lecce e dei suoi associati” è arrivato con poche righe a firma del “commissario-condannato” Eliseo Zanasi, con una comunicazione indirizzata agli iscritti e a Federico Landi, segretario del collegio dei Probiviri.

Certamente, non devono essere andate giù le parole pronunciate da Fatano in una conferenza stampa “esplosiva” tenutasi l’11 aprile scorso, la stessa in cui è consumata e conclusa la definitiva spaccatura con le dimissioni dell’imprenditore Fatano che  non fu molto tenero nei confronti di Confindustria Lecce, definita come “un sistema solo di spartizione di cariche e potere”, “una rappresentanza territoriale quiescente” ritenuta necessaria “a causa dei troppi interessi” . La notizia che preannunciava la querela non scalfì minimamente Fatano . “Sono pronto ad andare in tribunale – ha replicato l’industriale della frutta – e, anzi, spero che i giudici mi diano la possibilità di raccontare tutto e vuotare il sacco. Me l’aspettavo – aggiunse – e anzi l’avevo preannunciato nella lettera di congedo. Ora potrò spiegare tutti i riferimenti a fatti e persone”.

Fatano non aveva risparmiato critiche a nessuno, né a Corvino, definito il “tappo” dell’associazione, né a Zanasi, “condannato dalla Corte dei Conti (sentenza n.677 del 10 novembre 2014) – aveva detto – per fatti gravi che lo rendono inadeguato sul piano morale e incompatibile con il ruolo coperto su quello legale. La schifezza è così tanta che io non ci sto più. Furono questi gli ultimi strascichi di una campagna per la presidenza di Assindustria risoltasi in un nulla di fatto. Presidenza che ad oggi è nuovamente senza presidente.

 

 




Lettera al Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi

Egregio Presidente,

desideriamo innanzi tutto esprimerti il nostro più sincero ringraziamento per aver scelto la città di Taranto quale sede deputata ad ospitare il Consiglio Generale di Confindustria del prossimo 24 settembre. Si tratta per noi di un segnale importante in quanto tangibile testimonianza della forte attenzione verso un territorio mai come in questo momento avversato da una serie di eventi contrastanti ed allo stesso tempo preoccupanti. La parabola ILVA traccia, infatti, oggi uno dei suoi picchi più alti di conflittualità, registrando da una parte il costante impegno del Governo nel cercare di risolvere le problematiche connesse alla continuità produttiva ed alle questioni ambientali; dall’altra, l’altrettanto costante intervento della magistratura -mirato ad ottenere le più ampie garanzie sul fronte della sicurezza dello stabilimento- che si traduce nelle oramai note e reiterate istanze di fermata degli impianti.

Pur non entrando nel merito della questione – sia perché particolarmente complessa e articolata sia perché sappiamo essere a te ampiamente nota – potrai comprendere, caro Presidente, il clima di incertezza e di preoccupazione che serpeggia oramai da mesi fuori e dentro la fabbrica, e che si ripercuote pesantemente su tutto il sistema sociale, economico e produttivo senza soluzione di continuità. Abbiamo apprezzato, a questo proposito, la tua lettera al Corriere della Sera del 17 luglio scorso in cui tracci sapientemente una giusta linea di demarcazione fra giustizia ed economia, pur riconoscendo all’una ed all’altra un ruolo fondamentale, nel tentativo di ricomporre un equilibrio sicuramente oggi fra i più difficili da raggiungere. Abbiamo condiviso nella tua analisi molte delle istanze che faticosamente portiamo avanti su questo territorio, nel tentativo di far comprendere che “industria” non è sinonimo di violazione delle regole ambientali ma che, al contrario, è proprio attraverso la certezza delle regole che riesce ad ottemperare al suo ruolo migliore, di volano di ricchezza e benessere per il territorio.

Il ruolo di forte proposizione di Confindustria è per noi- in questo momento particolare e delicatissimo – fondamentale e irrinunciabile: mentre si discute dell’Afo 2, oggetto della diatriba delle ultime settimane, (la cui chiusura aprirebbe una fase ingestibile e irreversibile), i  tagli alla produzione del maggiore stabilimento siderurgico europeo – che peraltro si riflettono nella mappa della produzione globale di acciaio, ponendo l’Italia al decimo posto- si fanno via via più drastici, evidenziando a chiare lettere un graduale depauperamento produttivo dello stabilimento, fortemente penalizzante non solo per Taranto ma per l’intero sistema pugliese.

Abbiamo degli strumenti a disposizione, delle misure che finora sono solo sulla carta ma sostengono le nostre azioni presenti e future: il Contratto Istituzionale di Sviluppo è in questo senso una certezza, ma da solo non basta. Oggi abbiamo bisogno che una voce forte ed autorevole si levi a sostegno di una nuova politica industriale: fatta di regole e di certezze ma anche in grado di potersi muovere in un clima totalmente diverso da quello in cui ha operato finora. Un clima di collaborazione che allontani definitivamente i focolai di ostilità; un clima di nuove prospettive che prendano il posto delle vecchie logiche e dei falsi preconcetti.

Abbiamo bisogno che questa forte proposizione, questa nuova politica industriale, parta proprio da Taranto, dalla Puglia e dal prossimo appuntamento che ci vedrà riuniti; da un territorio che si conferma paradigma purtroppo perfetto di un’Italia produttiva che però non è messa nelle condizioni di costituire un sistema manifatturiero stabile e di avere l’industria come punto di riferimento per il futuro. Ecco perché abbiamo accolto con grande favore la notizia del prossimo Consiglio Generale a Taranto: siamo sicuri che questo importante appuntamento segnerà un passo fondamentale nella battaglia che tutti insieme stiamo conducendo.

Nell’auspicio, pertanto, di poter collaborare reciprocamente per il miglior esito dei lavori che si andranno a svolgere, ti ringraziamo e ti inviamo i nostri più cordiali saluti.

Domenico Favuzzi (Confindustria Puglia)

Domenico De Bartolomeo (Confindustria Bari e BAT)

Giuseppe Marinò (Confindustria Brindisi)

Gianni Rotice (Confindustria Foggia)

Eliseo Zanasi (Confindustria Lecce)

Vincenzo Cesareo (Confidustria Taranto)