Al via a Taranto il progetto “Comunità Sicure” della Polizia di Stato

TARANTO. Il nuovo Questore di Taranto Giuseppe Bellassai dopo solo due mesi dal suo arrivo nel capoluogo jonico sta dimostrando di avere le idee molto chiare per restituire la sicurezza ai cittadini. Il suo mantra è chiaro : “Bisogna conquistare la fiducia della gente”. E’ questo l’obiettivo della nuova strategia sulla sicurezza varata dal nuovo questore  . Il numero uno della Questura  di Taranto ha illustrato il nuovo dispositivo di presenza della Polizia in città e nei comuni della provincia jonica che si basa su una ripartizione del controllo del territorio dopo un0attente analisi e valutazione dei fenomeni criminali.

il Questore di Taranto Giuseppe Bellassai

Il progetto sulla sicurezza a Taranto messo a punto dalla Polizia di Stato mira a riportare la legalità in città scandagliando un quartiere alla volta, e predisponendo azioni mirate nei comuni della provincia ove sono presenti Commissariati di P.S., colpendo la microcriminalità e l’illegalità diffusa. Senza dimenticare, il contrasto alle attività dei “clan”. Sono proprio la microcriminalità e l’illegalità diffusa i due fattori, secondo l’analisi del questore Bellassai, che inquinano la sicurezza e la legalità percepita dai cittadini, anche se va ricordato che negli ultimi 24 mesi, i reati a Taranto e provincia,  siano calati del 15,6%. Numeri sicuramente positivi che, però, non hanno garantito la sicurezza percepita dai tarantini.

Il questore Giuseppe Bellassai  vuole annientare questa contraddizione, e con il suo progetto “Comunità più sicure” chiede ai propri uomini un impegno ancora maggiore e più rigoroso del passato. Un programma ambizioso per ripristinare una legalità diffusa e capillare di cui tutta la città e la comunità jonica sentono da tempo il bisogno.

In città è stato reso già operativo il controllo integrato del territorio con il sistema attivato nei giorni scorsi nella zona compresa tra Lido Azzuro ed il quartiere Tamburi, dove si è constatata a vista d’occhio in strada la presenza capillare ed incisiva delle pattuglie di tutte le Forze dell’ Ordine, in una rinnovata e rinsaldata collaborazione , per controllare e colpire chi ritiene di poter vivere al di fuori delle regole, con comportamenti che rappresentano l’emblema dell’illegalità. A partire per esempio dal mancato uso del casco da parte dei motociclisti.Una vecchia “battaglia” giornalistica del CORRIERE DEL GIORNO che finalmente trova riscontro in un impegno concreto da parte delle forze dell’ordine, finora un pò troppo permissive.

Il Questore di Taranto presentando il suo progetto ha spiegato che “sono messaggi itineranti di illegalità che consegnano l’idea di poter aggirare le norme senza alcun controllo. E vanno combattuti ed annientati“. Con un controllo capillare e diffuso nei quartieri della città, l’intenzione del dr. Bellassai è quella di lanciare invece un messaggio opposto: di legalità. Quindi  maggiori controlli, più pattuglie e agenti per la strada, per garantire e far percepire ai tarantini una sicurezza reale e concreta . Non è un caso quindi che negli ultimi giorni siano stati destinati  al Commissariato di P.S. “Borgo” nuovi agenti che serviranno a contrastare quei fenomeni di illegalità che rende difficile la vita quotidiana dei cittadini. I primi fenomeni che verranno contrastati sono i parcheggiatori e gli ambulanti abusivi, ma anche chi ignora e calpesta le norme del codice della strada, come quelli che guidano le moto senza il casco, o guidano le auto parlando al cellulare, o girano senza assicurazione, per finire poi ai “furbetti” che rubano persino l’energia elettrica.

Un progetto ambizioso e da troppo tempo atteso in città, ed esteso ai comuni della provincia. “Vogliamo promuovere e rafforzare l’operatività della Polizia nella provincia e rafforzare il sentimento di fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Due obiettivi che passano dal miglioramento della presenza in tutta la provincia. Creando sinergie maggiori con il territorio” ha detto il Questore Bellassai che per per questo si sta confrontando da settimane  con tutti i sindaci. La Polizia di Stato chiede la collaborazione di tutti gli Enti preposti per attuare un piano il cui buon esito necessità di un coordinamento dell’azione.

La Polizia di Stato vuole essere presente anche nelle città in cui attualmente non ha un presidio. E lo vuole fare subito attraverso azioni mirate settimanali, pianificate sulla base delle peculiarità di ogni singola comunità.  Anche la provincia jonica è stata ripartita in quattro grandi zone. Ognuna di esse sarà al centro dei controlli che verranno pianificati attraverso un confronto ed un coordinamento con i comandanti della Polizia locale.

Ci sia consentito dirlo, ma finalmente a Taranto è arrivato un “signor Questore”. Ed il suo operato iniziale trova conferma nelle sue credenziali che ci erano state garantite dai vertici della Polizia di Stato che dal Ministero dell’ Interno ci dicevano: “Vedrete che Bellassai dimostrerà di essere un ottimo questore ed un signor poliziotto“.  E se il buongiorno si vede dal mattino, dobbiamo riconoscerlo, avevano ragione.




Ancora episodi malavitosi nel centro di Taranto, la nuova Gomorra. Le forze dell’ ordine dove sono ?

Ancora una volta a Taranto, “la città più tranquilla di Puglia” …. come sostiene il Questore di Taranto Schimerra, sabato sera è stata teatro di episodi di criminalità indisturbata data la pressochè totale assenza delle forze dell’ ordine nel centro della città, salvo fermarsi in qualche bar a prendere un caffè o bersi una bella birretta ! Una povera malcapitata signora mentre stava guidando a passo d’uomo la propria autovettura in via Margherita costeggiando piazza Garibaldi, cioè a 100 metri in linea d’aria dal Commissariato di P.S. Borgo (a proposito: ma a che serve ?) ed a 200 metri dalla Stazione Centro dei Carabinieri, ha incrociato cinque malviventi che hanno cercato di aprire lo sportello dell’auto per derubarla.

La donna, fortunatamente, è riuscita ad avere la prontezza di riflessi di accellerare,  sfuggendo all’assalto della gang che nel frattempo hanno riempito di pugni e calci la carrozzeria della vettura. Momenti di autentico panico quelli vissuti da una tarantina.  I malviventi hanno cercato di aprire gli sportelli della vettura per derubare la donna che era da sola. Fortunatamente la vittima designata ha avuto la prontezza di spirito di dare gas, riuscendo a sfuggire all’aggressione.

nella foto il luogo dell'aggressione

nella foto il luogo dell’aggressione

Sfuggita all’assalto la povera signora terrorizzata per l’avventura vissuta si è fermata ed ha telefonato alle forze dell’ordine per chiedere aiuto e segnalare quanto avvenuto solo poco prima sotto gli occhi di numerosi testimoni. L’ episodio è venuto alla luce fuori grazie ad un commento pubblicato sui socialnetwork da un giornalista in pensione, amico della vittima, che abita proprio lì davanti .

Quanto è accaduto nel centro di Taranto sabato sera, che ormai potrebbe diventare un luogo di ispirazione per il serial televisivo “Gomorra” è soltanto l’ultimo episodio di una serie di atti delinquenziali che il CORRIERE DEL GIORNO  va segnalando e contestando da mesi e mesi , e che peraltro non solo il centro, ma in realtà tutta la città. Tutto il Borgo, è presidiato “militarmente” dai parcheggiatori abusivi, che fanno quello che vogliono dalla mattina alla sera che intimidiscono i proprietari dell’auto. Una sorta di doppio (dopo quello comunale) pagamento del pedaggio al quale, soprattutto le donne, quando sono sole, non possono sottrarsi.

Il Sindaco tace, il comandante della Polizia Municipale Matichecchia non riesce ancora a capire come organizzare i 130 vigili che non si trovano mai, salvo quando devono prendere lo stipendio o fare dello straordinario, il Questore Schimerra è tutto preso a leggersi le classifiche sulla sicurezza del Sole24Ore dimenticandosi che a quei tempi lui stava a Matera, o ad incensare il Prefetto Guidato, sin troppo occupato fra le cene di piacere, e le sue solite passeggiate fra i negozi del centro . I Carabinieri e la Guardia di Finanza cercano di fare quello che possono. La malavita ringrazia !




La città di Taranto ostaggio dei manifestanti (non autorizzati) . E le Autorità tacciono !

di Antonello de Gennaro

è d’obbligo una premessa. Umanamente capiamo che persone non prendono soldi da mesi, non posso essere illusi dopo una riunione prefettizia a cui ha partecipato anche l’assessore regionale competente, in cui la Provincia di Taranto rese noto di aver trovato circa 300 mila euro da destinare ai dipendenti di Isola Verde spa e poi scoprire ad una settimana dal Santo natale che quei soldi per dichiarazione del dirigente della Provincia , il dr. Cesare Semeraro, che “i soldi non ci sono” senza ricevere alcuna legittima spiegazione, con delle decisioni che hanno scavalcato persino il prodigarsi del Presidente della Provincia Martino Tamburrano. per trovare una soluzione al problema. Così come è incomprensibile apprendere dai lavoratori della Cooperativa L’ Ancora che “il Comune di Taranto ha pagato l’ AMIU per le nostre prestazioni, ma l’ AMIU non paga la nostra Cooperativa  quindi il nostro lavoro“. Ma tutto ciò non può consentire di paralizzare una città per due giorni di seguito

La Corte Costituzionale, con sentenza 19 febbraio 1965, n. 9 ha chiarito che la libertà di manifestazione del pensiero é tra le libertà fondamentali proclamate e protette dalla nostra Costituzione, una di quelle che meglio caratterizzano il regime vigente nello Stato, condizione com’é del modo di essere e dello sviluppo della vita del Paese in ogni suo aspetto culturale, politico, sociale . Ma bloccare una città come sta avvenendo pressochè quotidianamente a Taranto negli ultimi tempi. E’ una vergogna per chi manifesta una protesta danneggiando il resto della cittadinanza, Ma è una doppia vergogna per le Autorità, le Forze dell’ ordine che non fanno rispettare la Legge, e che per questo potrebbero essere i primi a subite delle ripercussioni per “omissioni in atti d’ufficio“.

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nella foto il blocco stradale dei dipendenti di Isola Verde spa

La legge, e per la precisione dell’articolo  340 codice penale prevede che “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge [330, 331, 431, 432, 433], cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un annoI capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni” quindi chiunque, con mezzi di trasporto (autoveicoli, camion, ruspe, trattori, etc.) o oggetti voluminosi (bidoni, pneumatici, travi, cassonetti, etc.) impedisca la libera circolazione sulla rete stradale italiana per proteste pre-meditate o creando disagio alla normale mobilità dei cittadini, dovrebbe essere punito con la reclusione.

Le sentenze della Suprema Corte di Cassazione:

Bloccare una strada durante una manifestazione e’ reato quando viene dimostrata l’intenzione di ostacolare la pubblica circolazione, rendendo inutilizzabile un pubblico servizio”. E’ quanto ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione con una sentenza della Ia sezione penale che respinse il ricorso di 14 lavoratori che  avevano bloccato una strada statale per protestare contro l’ipotesi di costruzione di un parco naturale, confermando la sentenza di condanna per interruzione di pubblico servizio emessa dalla Corte d’appello di Firenze. La Cassazione ha respinto il ricorso dei lavoratori, secondo i quali “il blocco non era fine a se’ stesso ne’ teso a raggiungere scopi sovversivi, ma era stato attuato per scopi meramente dimostrativi contro provvedimenti che li avrebbero colpiti nella possibilita’ di esplicare la propria attivita’ e, pertanto, mancava l’elemento soggettivo del reato perche’ la volonta’ era quella di manifestare e non di bloccare il traffico”.

Il blocco, inoltre, nelle intenzioni dei lavoratori doveva essere solo “simbolico” al fine di fare in modo che “la stampa ne parlasse”. Esattamente quello che stanno facendo i lavoratori di Isola Verde spa, e della Cooperativa Sociale L’ ANCORA i cui certificati penali non sono dei migliori, avendo nel proprio organico non pochi pregiudicati. Secondo la Cassazione“se non esistono dubbi sulla materialita’ dei fatti e’, del pari, evidente la sussistenza del dolo, inteso come coscienza e volonta’ di bloccare la strada e volonta’ diretta ad ostacolare la libera circolazione stradale” e, “nel caso particolare, era stata dimostrata la volonta’ dei manifestanti. Nel caso esaminato, i lavoratori avevano bloccato due strade per circa un’ora e venti minuti costringendo i Carabinieri a deviare il traffico su altre vie”….Come accaduto ieri dove sono stati costretti a riaprire al traffico via d’Aquino che è strada pedonale da svariati anni.

CdG cooperativa ancora

nella foto il blocco stradale del ponte girevole operata dai dipendenti della Coop. Ancora

La Corte di Cassazione, sez.V penale, con sentenza n. 23495 del 3 Giugno 2013, ha ritenuto configurabile il reato di violenza privata previsto dall’art. 610 del codice penale, verso coloro che arrestino la marcia del veicolo della persona offesa, ponendosi di fronte ad esso in modo tale da impedirgli di circolare. Il reato è punito con una pena detentiva fino a 4 anni di carcere. Se la violenza è esercitata da più persone riunite, scatta l’aggravante dell’art. 339 del c.p per cui la pena è aumentata fino ad 1/3.  Inoltre, l’art. 1, commi 1 e 2 e l’art. 1 bis del d.lgvo 66 del 22.1.1948, come modificato dall’art. 17 del d.lgvo 507 del 30.12.1999, sanziona, quando il fatto non costituisce reato, ”Chiunque, al fine di impedire o ostacolare la libera circolazione, depone o abbandona congegni o altri oggetti di qualsiasi specie in una strada ordinaria o comunque ostruisce o ingombra una strada ordinaria o ferrata. E’ prevista “la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.032 a 4.131 €. Se il fatto è commesso da più persone, anche non riunite, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.582 € a 10.329 €”.

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nella foto il blocco stradale davanti a Palazzo di Città dai dipendenti della Coop. Ancora

Cosa aspetta il Prefetto di Taranto dr. Umberto Guidato  a riportare l’ordine e la legalità in una città dove sotto il suo naso, cioè davanti alla prefettura di Taranto sia dal lato del lungomare che in via Anfiteatro dove stazionano camionette dei reparti mobili di Polizia e Carabinieri, ha sede la Polizia Provinciale, e persino il commissariato di P.S. Borgo ed a 100 metri dalla Stazione Centro dei Carabinieri sfrecciano delinquenti e non in motociclette senza caso, targa ed assicurazione quotidianamente a  tutte le ore del giorno e della sera, a far rispettare le Leggi ? Cosa aspettano il Sindaco di Taranto Stefàno ed il Presidente della Provincia Tamburrano a prendere a calcioni nel sedere i loro dirigenti e dipendenti pubblici che ostacolano tutto ciò ?  Ma non è finita qui….

Schermata 2015-12-15 alle 16.12.21Cosa aspetta il Sindaco di Taranto a far lavorare e funzionare il corpo di Polizia Municipale buono solo a fare multe, guidato da un incapace (gestionalmente parlando) comandante, che fa installare una telecamera di controllo per l’accesso da via Massari a piazza del Carmine, invece di girarla e farla rivolgere su via Anfiteatro ? Capiamo  bene che il Prefetto dr. Umberto Guidato fra qualche mese lascerà il suo incarico in città per essere trasferito in una città del Nord e quindi vuole avere meno problemi possibili, così come sappiamo altrettanto bene che il Sindaco di Taranto dr. Stefàno pur essendo il figlio di un ex-comandante dei Vigili Urbani di Taranto (anni ’60/70′) ed avendo l’interim sulla Polizia Municipale non può nominare assessore alla Polizia Municipale i due assessori-poliziotti (Francesco Cosa agente in servizio al Commissariato di P.S. a Martina Franca, e Gionatan Scasciamacchia, agente in servizio al Commissariato di P.S. di Grottaglie, perchè altrimenti perderebbero la doppia indennità (indennità di consigliere comunale più stipendio di poliziotto) .

Lo sanno che basterebbero delle denunce o esposti alla Procura con le fotografie che girano, per mandarli tutti davanti ad un Tribunale ? Ci auguriamo che il Prefetto ed il Sindaco, inizino a far rispettare le Leggi una volta per tutte e riportino la calma e tranquillità in una città-polveriera, che assomiglia sempre di più ad una di quei paesi del profondo sud controllati da ndrangheta, camorra ecc., come hanno constatato e dichiarato pubblicamente i nuovi vertici dei Carabinieri e Guardia di Finanza appena arrivati ed insediatisi a Taranto.