Coronavirus. I fatti smentiscono Emiliano e Turco: anche la moglie ed il fratello del 33enne di Torricella sono “positivi”

ROMA – Due nuovi contagiati in Puglia del Coronavirus: sono il fratello e la moglie di Massimo Mezzolla, un carpentiere 33enne originario di Manduria e residente a Torricella,  risultato “positivo” al test dopo il suo rientro con un volo EasyJet  da Milano Malpensa a Brindisi, lo scorso 24 febbraio, dopo una breve permanenza a Codogno, “focolaio” del virus in Lombardia . Dall’aeroporto milanese è stato accompagnato a casa dove sarebbe entrato in contatto con pochissime persone.

Il carpentiere di Torricella era partito il 19 febbraio dalla Puglia per la Lombardia recandosi un primo momento a casa di suo fratello residente in un comune del Lodigiano, e successivamente il 21 febbraio è andato a trovare la madre a Codogno, una delle principali zone-focolaio del virus. .

Attualmente si trova sottoposto a terapia, come da protocollo, ed è ricoverato nella stanza a pressione negativa dell’ Ospedale Moscati di Taranto, dove è giunto nella mattinata del 25 febbraio scorso, accompagnato da un’ambulanza del 118.

Ho fatto il tampone e sto bene – scrive Mezzolla sui social network  – voi sapete tutto e io ancora devo avere conferma. Sono io la persona che più odiate in questo momento, il primo caso del coronavirus in Puglia“. “Sono salito il giorno 19, con volo Ryanair delle 14,55 – continua il racconto  – arrivato a Lodi ho soggiornato presso casa di mio fratello in un comune chiamato Caselle Lurani. Il giorno successivo sono rimasto tutto il tempo a casa. Poi mi sono recato a Codogno (non all’ospedale dove sono stati poi successivamente individuati i casi) ma nello stesso comune, a trovare mia madre, che era stata ricoverata in un centro nelle vicinanze“.

La ricostruzione dei fatti

Domenica 23 febbraio: Codogno è diventata zona rossa, teoricamente è impossibile entrare o uscire. Massimo Mezzolla sostiene di aver  ha chiamato i numeri a disposizione, cioè il 112 e il 1500. Così sostiene: “Mi hanno detto di partire perché non sono stato a contatto con le persone malate. Per una premura mia abbiamo chiamato il medico di base di mia cognata il 23 febbraio, che mi ha mandato la mail con tutte le indicazioni che ho seguito alla lettera e nella quale diceva, essendo io asintomatico, che potevo partire, ma in via precauzionale mettermi in quarantena“.

Lunedì 24 febbraio: Massimo Mezzolla sale sul volo Easyjet Milano Malpensa-Brindisi,  con partenza alle 15: “Nessun blocco, nessuna strada chiusa, nessun controllo all’aeroporto“. Una volta arrivato a Brindisi, viene prelevato in auto ed accompagnato a casa dal fratello, ed ha scritto alla pagina Facebook del Comune di Torricella per avere un contatto telefonico della Asl di riferimento, ma gli è stato risposto che gli unici numeri erano “quelli nazionali indicati dal ministero“.

Mezzolla sostiene di aver contattato anche i vigili (???), ai quali ha raccontato la sua situazione, ed il medico Giuseppe Turco, anch’egli di Torricella, consigliere regionale. È stato lui (non si capisce con quale autorità e competenza – n.d.r. ) a confermare la quarantena. “Non mi sono più mosso. Durante la notte ho sentito i brividi, ho controllato la febbre e ho informato subito il dottor Turco, il quale ha avviato immediatamente le procedure“.  Legittimo chiedersi : cosa aspettava Turco ad avvisare le Autorità sanitarie competenti ?

Martedì 25 febbraio:  Mezzolla  raggiunge con un’ambulanza del 118 l’ospedale Moscati di Taranto-Statte , dove viene ricoverato in una stanza a pressione negativa. Vengono effettuati tamponi anche ai familiari. “Vivo isolato – scrive in conclusione del suo sfogo sui social – ma evidentemente non abbastanza, e spero di avere le spalle forti per sopportare tutta la cattiveria che sapete esprimere. Voi avreste fatto ciò che ho fatto io: queste erano le direttive“.

Il suo commento  ha le sembianze più che di una riflessione, bensì di uno sfogo, con il quale si rivolge direttamente ai tanti utenti dei social che alla diffusione della notizia l’hanno attaccato, reputandolo a ragione secondo noi uno sconsiderato poiché ha lasciato la zona rossa ed è tornato in Puglia.

A comunicare la positività dei tamponi degli altri due contagiati pugliesi è stato il governatore Michele Emiliano attraverso una nota : “L’indagine epidemiologica condotta dal Dipartimento di Prevenzione della ASL della Provincia di Taranto ha identificato i soggetti con i quali è entrato in contatto il paziente di Torricella. Si tratta della moglie e del fratello, ai quali è stato effettuato il test risultato positivo. Entrambi sono in quarantena fiduciaria da ieri. Anche per questi due casi sospetti si provvederà ad effettuare il test di seconda istanza da parte dell’Istituto superiore di sanità. Attualmente sono in corso le attività per sottoporre a permanenza domiciliare con sorveglianza attiva domiciliare i passeggeri del volo con il quale il paziente è rientrato da Milano Malpensa. L’elenco ed i relativi numeri di telefono è stato ricevuto nel pomeriggio dalla compagnia aerea e fatto oggetto di una apposita ordinanza contingibile ed urgente, che sarà notificata attraverso i Carabinieri dei NAS del Comando Provinciale di Bari”.

Nel frattempo sono in corso le attività per sottoporre a permanenza domiciliare con sorveglianza attiva tutti i passeggeri del volo con il quale il 33enne tarantino è rientrato in Puglia dimostrando una irresponsabilità ogni oltre limite. L’elenco ed i relativi numeri di telefono è stato ricevuto nel pomeriggio dalla compagnia aerea e fatto oggetto di una apposita ordinanza urgente, che sarà notificata attraverso i Carabinieri dei Nas del Comando Provinciale di Bari.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha reso noto inoltre che i tamponi dei 20 casi faringei dei casi sospetti giunti al Laboratorio di riferimento regionale, sono risultati tutti negativi al test per SarsCoV-2, l’agente eziologico del COVID-19,  , ad eccezione dei due parenti stretti del cittadino di Torricella, proveniente dalla città di Codogno. Il livello di allerta resta molto elevato e l’attività di screening per il nuovo virus dei casi sospetti continua incessantemente.

Sulla questione è intervenuta anche Francesca Franzoso  consigliere regionale di Forza Italia, , con una nota “La gestione di un virus è una cosa seria, non un cruciverba o un gioco di parole. In pieno caos Coronavirus la Regione, anziché emanare ordinanze urgenti per gestire l’emergenza, va avanti a colpi di ‘inviti’ e ‘raccomandazioni’ e vara la ‘quarantena fiduciaria’. Ordini, direttive e disposizioni, insomma ciò che serve, è ciò che manca: una grande assunzione di responsabilità”.

“In Puglia le disposizioni urgenti in materia di coronavirus – prosegue la Franzoso–  si declinano in un semplice, inutile e quasi offensivo, ‘invito’ del Presidente della Regione ai cittadini provenienti dalle zone rosse a comunicare la propria presenza al medico di medicina generale.  I medici di famiglia, a loro volta, sono allo sbando – senza istruzioni né coordinamento – perché non sanno cos’altro fare oltre che invitare alla quarantena volontaria, o come l’ha creativamente definita oggi il responsabile del Dipartimento Salute, ‘fiduciariaInsomma, la prevenzione, in Puglia è affidata al buon senso dei cittadini. Peccato che qui il buon senso c’entri poco. In tanti, semplicemente, non sanno cosa fare in mancanza di direttive univoche e di controlli rigidi e serrati“.

E così accade che il primo caso di Coronavirus, gestito in ‘quarantena fiduciaria’ abbia paralizzato un intero paese preoccupata dall’esito degli esami effettuati ai familiari di Massimo Mezzolla il ‘paziente 1’  pugliese, “considerato che per loro l’isolamento non c’è stato, ma hanno continuato la loro normale attività quotidiana, le ripercussioni saranno molto più serie” conclude la Franzoso.

Soltanto dalle 18 di questo pomeriggio la Regione Puglia si è degnata di attivare un numero verde informativo sul Coronavirus. Gli operatori del servizio rispondono al numero 800- 713931 tutti i giorni dalle 8 alle 22 .

Per informazioni generali sul Coronavirus, sulle misure  in atto e sui numeri da contattare per segnalare il transito o il contatto con persone provenienti da aree a rischio è online la sezione del portale istituzionale: regione.puglia.it/coronavirus.  Meglio tardi che mai !




Carabinieri. Operazione antimafia a Bari, colpito clan Strisciuglio

E’ in corso, dalle prime luci dell’alba di questa mattina nel capoluogo barese un’ imponente operazione antimafia condotta dei Carabinieri del Comando provinciale di Bari . Sono oltre 100 i militari, supportati da un elicottero, cani antidroga, metal detector, e sofisticate strumentazioni tecnologiche, impegnati in arresti e perquisizioni a tappeto alla ricerca di armi e droga . Sono stati notificati sette arresti cautelari emessi dal gip  Giovanni Abbattista su richiesti dei pm antimafia Pasquale Drago e Patrizia Rautiis, uno dei quali  a Lorenzo Caldarola attualmente  detenuto e considerato il “numero 2”  del clan mafioso, definito come “federazione Strisciuglio” che esercitava una attività criminale distribuita su gran parte delle città, svolgendo attività di spaccio ed estorsioni, utilizzando molto spesso le armi e sparando per imporre il proprio dominio, ai diretti ordini dei  fratelli Strisciuglio (anche loro attualmente in carcere), al quale si rivolgevano gli appartenenti del clan per essere autorizzati a compiere omicidi ed affari criminali

 

 

Nel mirino dei militari dell’ Arma sono finiti presunti esponenti del clan Strisciuglio e, dalle prime informazioni raccolte, sarebbero stati annientati i vertici e il braccio armato del clan che è uno dei più agguerriti in città. L’operazione arriva dopo oltre due anni d’indagini condotte dal Nucleo investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale Carabinieri di Bari e coordinate dalla D.D.A.- Direzione distrettuale antimafia della Procura di Bari . Sono stati necessari tre anni di indagini, con 12 collaboratori di giustizia, effettuando intercettazioni ed il sequestro di materiale cartaceo al clan, per poter ricostruire le mosse criminali finalizzate ad imporre la propria presenza criminale nei quartieri Libertà, San Paolo e San Pio di Bari.

Ulteriore notifica  in carcere è stata effettuata anche nei confronti di  Saverio Faccilongo, emissario per il quartiere San Pio ed attualmente detenuto ritenuto responsabile per l’omicidio di Gianluca Corallo (febbraio 2016) e di Vito Antonio Catacchio.  A piede libero invece si trovavano Alessandro Ruta e Vito Valentino, capi del clan nel quartiere San Paolo, successivamente ai precedenti arresti di Giuseppe Misceo e Nicola Telegrafo, entrambi con un notevole potere operativo malavitoso. In carcere sono finiti anche anche Giovanni Faccilongo e Francesco De Marzo.  Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno reso possibile accertare e comprovare come la direzione dell’ attività malavitosa del clan  si svolgeva addirittura all’interno del carcere, all’interno della quale venivano definite alleanze ed affari criminali, compresi gli  omicidi. I collaboratori di giustizia hanno anche riferito la frequenza con la quale negli appartamenti di Alessandro Ruta e del super pentito Giuseppe Simeone venivano organizzate affiliazioni,

[URIS id=33446]

Questi gli arrestati :

Lorenzo Caldarola, nato a Bari il 24/05/1973
Alessandro Ruta, nato a Bari l’1/11/1987
Vito Valentino, nato a Bari il 16/10/1985
Saverio Faccilongo, nato a Bari il 6/10/1986
Vito Antonio Catacchio, nato a Bari il 20/04/1984
Giovanni Faccilongo, nato a Bari, il 14/07/1995
Francesco De Marzo, nato a Bari il 4/02/1992

Le accuse nei confronti degli arrestati sono di associazione di tipo mafioso armata, detenzione e porto illegale di armi anche da guerra, traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso. Nel corso delle indagini, all’organizzazione sono stati sequestrati un Kalashnikov, giubbotti antiproiettile, pistole e centinaia di munizioni.

nella foto il carcere di Bari

Sempre grazie ai racconti dei collaboratori di giustizia ai magistrati baresi, sono stati acquisti importanti elementi probatori per poter attribuire la responsabilità del  Ruta e  di Vito Valentino, ritenuti i mandanti del tentato omicidio di Gino Luisi, nell’agguato mortale dello scorso  2 maggio 2015, in occasione del quale perse venne colpito ed ucciso il figlio Antonio Luisi. Agli atti risulta anche la corrispondenza in entrata e uscita dal carcere di Bari che ha permesso agli investigatori  di ricostruire la maxi rissa, avvenuta all’interno del carcere nel gennaio 2016, tra componenti dello stesso clan Strisciuglio  fino a quella data  alleate e dopo quello scontro all’ interno del carcere di Bari  entrate in guerra fra di loro

Il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, con una nota diffusa alla stampa elogia l’operazione delle Forze dell’ordine di questa mattina, che ha colpito un altro clan malavitoso che opera barese. “E’ stato decapitato definitivamente un altro clan in città. La comunità barese ringrazia la Magistratura e le Forze dell’ordine. Lo Stato c’è, da oggi la città è più libera. Continuano costanti i controlli e i presidi nel quartiere Libertà”.




Terrorismo. Scoperta cellula legata all’ Isis. Due fermi a Bari ed uno a Milano avevano foto degli obiettivi da colpire in Italia

Schermata 2016-05-10 alle 12.16.26Due persone sono state arrestate a Bari con l’accusa di far parte di una cellula terroristica legata allo Stato islamico e ad Al Qaeda. Secondo gli investigatori erano pronti a fare attentati in centri commerciali, porti e aeroporti. La cellula sarebbe stata composta da cinque persone, dei quali uno è attualmente ricercato a Milano, mentre altri due si sarebbero già dileguati in Afghanistan. I pubblici ministeri Giuseppe Drago e Roberto Rossi della Procura di Bari hanno loro contestato “la preparazione e l’esecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali, cittadini e altri obiettivi civili“.  “In particolare – aggiungono – l‘organizzazione, che aveva disponibilità di armi, predisponeva, tramite la preventiva ispezione dello stato dei luoghi (anche con documentazione fotografica e video), attentati terroristici presso aeroporti, porti, mezzi delle forze dell’ordine, centri commerciali, alberghi oltre che di altri imprecisati attentati terroristici in Italia  e Inghilterra“.

Fermati filmavano Ipercoop e aeroporto Bari – Le indagini sono partite il 16 dicembre scorso quando i Carabinieri sono intervenuti presso l’ Ipercoop di Santa Caterina a Bari per la segnalazione di 4 stranieri sospetti. Uno di loro stava facendo un video del centro commerciale con il cellulare. Dall’analisi dei dati contenuti nel suo telefono, poi sequestrato, gli investigatori hanno trovato anche un video dell’area interna dell’aeroporto di Bari-Palese. Sulla base di quanto sono riusciti a ricostruire nell’operazione anti-terrorismo  Carabinieri del Comando provinciale di Bari, il gruppo stava progettando di effettuare attentati in Italia, in Francia, in Belgio e in Inghilterra. Il comando provinciale dei Carabinieri della città pugliese, spiegano che i reati di cui sono ritenuti responsabili i due fermati sono “associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Dopo il controllo all’ipermercato, sono scattate intercettazioni telefoniche e controlli sulle attività informatiche degli indagati.

Schermata 2016-05-10 alle 12.58.05

nella foto, l’ Ipercoop di Santa Caterina a Bari

Le motivazioni dell’ arresto.Appaiono altamente pericolosi” e con “una predisposizione a delinquere inquietante” viene riportato nel decreto di arresto. “Essi appaiono – scrive il pm della Dda di Bari Roberto Rossicome soggetti altamente pericolosi ove si tenga conto della gravità, del numero dei fatti-reato contestati, della particolare complessità del meccanismo elaborato per realizzare gli illeciti guadagni, della spregiudicatezza e determinazione manifestate nell’esecuzione dell’illecito disegno“. “Sono tutti, quelli sommariamente enunciati, gravi indicatori – continua il magistrato – di una predisposizione a delinquere, cospicua, inquietante e, soprattutto, non occasionale o legata alla contingenza della specifica vicenda oggetto di indagine“.

Gli indizi in tal senso sono le decine di foto e filmati rinvenuti nei telefonini dei componenti della presunta cellula terroristica. Tra le immagini trovate  ci sono foto e video di Bari, Roma e Londra. Compaiono anche il Circo Massimo e il Colosseo. Secondo la Dda, “l’organizzazione predisponeva, mediante la preventiva ispezione dello stato dei luoghi (anche con documentazione fotografica e video), attentati terroristici presso aeroporti, porti, mezzi delle forze dell’ordine, centri commerciali, alberghi, oltre che altri imprecisati attentati terroristici in Italia e Inghilterra“. Foto e video trovati nei cellulari degli indagati “non avendo nessun valore turistico possono essere lette – secondo la Procura di Bari – come sopralluoghi da parte della cellula per compiere attentati“.

Uno dei due fermati aveva stabili collegamenti telematici con un noto sito talebano: il 30enne, munito di permesso di soggiorno, scaricava video e proclami inneggianti alla jihad e fotografie raffiguranti un noto capo carismatico talebano, ucciso durante un raid dell’aviazione statunitense, il 13 ottobre 2015. Nella tarda mattinata a Milano nei pressi della stazione di Porta Romana è stato fermato e tratto in stato di fermo il 24enne pakistano Zulfiqar Amjad, residente a Bari .

Schermata 2016-05-10 alle 12.50.18

nella foto il Sunborn Yacht Hotel

Immagini di armi, di militanti talebani, file audio scaricati dal web con preghiere, proseliti e indottrinamenti di matrice islamica radicale, video con tributi ai parenti e amici detenuti nel campo di prigionia di Guantanamo sono solo alcuni dei documenti estrapolati dai telefoni dei cittadini afghani fermati a Bari per terrorismo internazionale. “La cellula terroristica – si legge nel provvedimento di fermo – diffondeva l’ideologia violenta della guerra santa e le tecniche di combattimento (manuali operativi, manuali di fabbricazione di esplosivi) mediante lo strumento di internet. Il cospicuo materiale informatico era in possesso dei prevenuti pronto per essere usato“.

Schermata 2016-05-10 alle 13.14.49In uno dei cellulari è stata trovata pure la foto del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sotto forma di caricatura di un asino. Secondo gli inquirenti si tratta di immagini che simboleggiano l’odio anti-occidentale, come la foto di uno degli indagati con il dito medio alzato verso la fotografia di Malala, premio Nobel per la Pace. Ci sono anche fotografie di marines americani con gli arti mutilati, foto di musulmani convertiti al cristianesimo, un’altra con tre militari dell’esercito Usa mentre posano con tre ragazze e un uomo di chiare origini medio-orientali corredata da una frase in arabo la cui traduzione è “Dio maledica le famiglie che autorizzano le loro figlie a lavorare con questi cani”.

Si è appreso anche di una foto a colori che ripropone due immagini in notturna che accostano due luoghi simbolo rispettivamente della cultura islamica e di quella occidentale: la moschea Al-Masjid al-Haram a La Mecca e la Tour Eifell di Parigi. La prima con un contrasto cromatico di base blu, “colore che notoriamente – spiegano gli inquirenti baresi – indica il paradiso e la spiritualità“, mentre  la seconda di base viola, “che notoriamente indica morte e lutto“.

Schermata 2016-05-10 alle 13.05.29

Secondo gli inquirenti baresi si sarebbe trattato di sopralluoghi finalizzati a progettare attentati. In particolare ci sono foto di Londra con l’ingresso e la panoramica del Sunborn Yacht Hotel in Royal Victoria Dock, hotel di lusso realizzato all’interno di uno Yacht che è permanentemente ormeggiato all’interno del Royal Victoria Dock (è il più grande dei tre bacini nei Royal Docks di East London); l’ingresso e la panoramica del South Quay Footbridge to Canary Wharf in West India Dock, che è una passerella pedonale con struttura mobile che permette l’apertura al traffico delle vie d’acqua; immagini dell’ingresso dell’hotel Premier Inn in International Square e dell’hotel Ibis Styles London Excel in Victoria Dock Road; infine Champions Walk, area pedonale del London Borough of Newham che è un borgo di Londra che si trova nella parte orientale della città, nella Londra esterna.

Schermata 2016-05-10 alle 12.52.33

nella foto il South Quay Footbridge to Canary Wharf

E’ stato rinvenuto anche parecchio materiale jihadista  di inconfondibile propaganda ideologica . Pur non avendo una gran liquidità finanziaria a disposizione, i due presunti terroristi volavano e tornavano dalla Gran Bretagna utilizzando sempre voli low cost. A Londra avevano ispezionato e fotografato con dovizia di particolari il centro commerciale West India Quay, appartamenti, un cinema, un centro benessere, un ristorante e hotel di lusso.

Schermata 2016-05-10 alle 12.53.29

A Bari avevano fatto  veri e propri sopralluoghi davanti ad aeroporti (ci sono i video degli interni dall’ Aereoporto di Palese), porti, centri commerciali, alberghi.  Due di loro parallelamente avevano organizzato  un gruppo internazionale di sostegno all’immigrazione clandestina che tra Bari, Calais e l’Ungheria che gestiva i flussi di migranti in tutta Europa. Proprio in conseguenza di questi continui viaggi e spostamenti gli investigatori hanno dovuto effettuare il fermo, mentre altre due persone sono ancora irreperibili.

Schermata 2016-05-10 alle 12.18.43Nei loro telefoni smartphone sono state rinvenute anche foto in cui si erano fotografati con fucili d’assalto in mano: una prova questa – secondo gli inquirenti – della  loro “disponibilità di armi da utilizzare per la preparazione di attentati“. All’atto dello stato di fermo i cinque – Ahmadzai Qari Khesta, Ahmadzai Surgul, Nasiri Hakim accusato di terrorismo internazionale, domiciliato presso il Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari-Palese con lo status di protezione sussidiaria riconosciuto il 5 maggio 2016, Amjad Zulfiqar, Ahmadzai Gulistan accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola (Foggia), con lo status di protezione umanitaria riconosciuto nel settembre 2011.

I fermati si trovavano ancora in una fase iniziale del progetto ma avevano nel frattempo attivato “una rete di sostegno logisticoall’Is. Durante la cosiddetta ‘Marcia degli Scalzi’ del 10 settembre 2015 manifestazione organizzata in tutta Italia a cui  aderì anche la città di Bari, in segno di solidarietà e integrazione in favore dei cittadini immigrati, uno di loro, Hakim Nasiri, si fece un “selfie” accanto al sindaco di Bari, Antonio Decaro che era ignaro dell’identità dell’uomo. La foto compare nell’ordinanza per rimarcare la facilità di movimento dei terroristi arrestati.

intercettazioniIntercettazione: “questi bastardi si fanno espolodere e ci creano problemi” – Queste “esplosioni che creano problemi per noi! Questi bastardi Isis che fanno attentati”…”perché così si chiudono le frontiere e le persone non possono muoversi”. L ’interlocutore risponde: “Cosa te ne frega! Lascia che muoiano tra di loro” ed aggiunge noi prendiamo soltanto i documenti e lavoriamo“. E’ questo il dialogo telefonico intercettato dai Carabinieri  che ha consentito di scoprire, attraverso le intercettazioni, anche un traffico di migranti clandestini. La conversazione tra i due presunti trafficanti contiene critiche che gli interlocutori muovono ai terroristi dell’Isis che compiono gli attentati e che frenano il loro lavoro.

Uno dei fermati, Gulistan Ahmadzai, che parla al telefono con un altro indagato tuttora ricercato, è accusato di aver favorito l’ingresso di cittadini afghani e pakistani occupandosi del trasporto degli stessi a bordo di auto e imbarcazioni, dall’area centro-asiatica fino all’Europa in cambio di somme di denaro fra i 1.200 e i 3.700 ero a persona, dalla Turchia in Italia tramite la Grecia e dall’Italia in Francia per 700 euro a persona. I fatti contestati e ricostruiti dalla Dda di Bari attraverso attività di intercettazioni telefoniche si riferiscono al periodo compreso fra il dicembre 2015 e il maggio 2016.

CdG Volpe

Il procuratore capo di Bari Giuseppe Volpe

Procuratore di Bari: “L’ attentato in Italia non era imminente” Il procuratore capo di Bari Giuseppe Volpe, presentando i risultati dell’operazione dei Carabinieri, coordinati dalla Dda, che ha portato ai due arresti, in conferenza stampa ha dichiarato che “non ci risulta assolutamente un attentato imminente in Italia”  Gli altri tre fermi disposti (due per terrorismo e uno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) riguardano delle persone attualmente irreperibili. “Questa indagine – ha precisato Volpenon nasce come spesso accade da un imput dei servizi segreti ma da un’osservazione attenta di personaggi sospetti sul territorio da parte della nostra Polizia Giudiziaria, in particolare dei Carabinieri di Bari”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Elisabetta Pugliese della Procura Nazionale Antimafia, la quale ha parlato di indagine “inquietante“, perché “se è vero che stiamo imparando a convivere con un terrore che si sembra lontano, questa indagine ha avvicinato la percezione di paura e pericolo”.