In Puglia chiudono cimitero e parchi per il forte vento. Il litorale di Taranto invaso dalla sabbia. Al Nord “esplosione” di Pm10

ROMA – Continuano i disagi causati dal vento forte in  Puglia.  A Bari, un tratto di strada di via Spalato, tra via Dalmazia e lungomare Nazario Sauro, è stato interdetto al traffico a causa di un lampada della pubblica illuminazione pericolante. Domenica si era infranta sempre a causa del vento una vetrata  in corso Vittorio Emanuele dove numerosi pezzi di vetro sono precipitati sul marciapiede, proprio sopra i tavolini di una rosticceria. Intorno alle 12,30 sono dovuti intervenire i vigili urbani per rimuovere il pericolo e transennare il pezzo di strada a rischio per i pedoni.

A Lecce sono rimasti chiusi in  via precauzionale, per tutto il giorno della Befana il campo sportivo “Montefusco”, il cimitero, il parco Belloluogo  e la villa comunale. Anche a Brindisi, chiuso precauzionalmente il cimitero. A causa delle avverse condizioni meteo-marine, con il mare arrivato a “forza 8” non sono ancora stati ripristinati i collegamenti tra il porto di Termoli e le isole Tremiti che erano stati interrotti ieri.

A Taranto su viale del Tramonto in zona San Vito sulla strada c’è mezzo metro di sabbia che il vento ha trascinato e depositato sulla strada lunga due chilometri e che costeggia il mare. Gli agenti della Polizia Municipale sono impegnati a spalare la sabbia che ha sommerso le auto parcheggiate. Pochi ricordano  le foto dei nuvoloni rossi delle polveri minerali, come giustamente segnala Annarita Di Giorgio in un suo post su Facebook, con il quale ha ricordato  che il Sindaco di Taranto (che l’anno scorso chiudeva le scuole a titolo di “procurato allarme” ) proprio oggi che spirava fortissimo non destava alcuna preoccupazione o protesta dei soliti ambientalisti “a gettone” . Stamattina i bambini del quartiere Tamburi hanno giocato tranquillamente in piazza durante una manifestazione organizzata incredibilmente dallo stesso Comune.

In  tutta la pianura padana da Torino a Milano, sino all’ Emilia Romagna a Ferrara (94 microgrammi per metro cubo , Modena (91)  e Ravenna (90) è scattato l’ “Allerta Pm10(le polveri sottili n.d.r.) . Il capoluogo lombardo ha superato i limiti di legge sul Pm10 da 6 giorni, mentre l’inquinamento a Torino ha avuto ben 75 sforamenti in un anno. 9 città della Regione Campania sono fuorilegge, con in testa Napoli e Pomigliano d’ Arco, cittadina molto “cara” al ministro Luigi Di Maio. Nella città di Taranto segnalati solo 3 sforamenti in tutto il 2019 . Nel frattempo è stata completata sempre a Taranto la prima delle due coperture delle polveri dello stabilimento siderurgico dell’ ex-ILVA, struttura voluta dall’ex Ministro Carlo Calenda,  e realizzata dalla Cimolai di Pordenone




Melucci & Emiliano: attenti a quei due

di Antonello de Gennaro

TARANTO – L’accoppiata Emiliano-Melucci che ha letteralmente “distrutto” la politica e le speranze della comunità jonica, è tornata ad amoreggiare dopo una separazione che ha avuto come effetto devastante la defenestrazione del vice sindaco Rocco De Franchi e dell’ingegnere Aurelio Di Paola, entrambi baresi, e facenti parte della prima giunta Melucci su indicazione del governatore Emiliano, anche se Melucci sosteneva da aspirante “Pinocchio“, che li avesse scelti da lui sulla base  dei rispettivi curricula.

I due “amoreggiavano” anche legalmente, dissipando denaro pubblico in spese legali utilizzando lo stesso studio legale (peraltro già coinvolto nello scandato delle Ferrovie Sud Est,  per presentare inutili ricorsi al Tar contro il decreto legge sull’ ILVA emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Governo Gentiloni), che volevano usare come “ricatto politico” per conquistare  aspirazioni politiche sul palcoscenico politico nazionale, senza però riuscirvi.

Una scelta legale poco fortunata quello della strana “coppia” in quanto non portò nulla, in quanto il TAR Puglia a cui lo studio legale barese (Vernola n.d.a. ) incaricato da Emiliano e Melucci,  spiegò che essendo Palazzo Chigi, cioè la sede dove era stato emesso il decreto legge a Roma, il TAR competente era quello del Lazio e non della Puglia.

La storia della politica e delle cronache giornalistiche parla da sè, e racconta che quando Melucci si invaghì e non solo politicamente dell’ex ministro Carlo Calenda, all’improvviso ruppe con Emiliano e senza informare nè la Giunta nè il Consiglio Comunale, ritirò il ricorso al TAR. Cosa volete che fossero 17mila euro di spese legali, quando a pagarli sono i contribuenti e non un anonimo cittadino di Crispiano ( paese ove Melucci risiede).

Come per incanto la società MELUCCI Shipping srl che si era trasformata in MERIDIAN Shipping, che esercitata attività di supporto portuale, all’improvviso diventòo subfornitore “profumatamente” pagato il trasporto su gomma (leggasi camion) dalla CIMOLAI , la società di Pordenone che ha realizzato la copertura dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico di Taranto. Un incarico più che sospetto dato che la MERIDIAN , società nella quale risulta lavorare come “consulente” il padre di Rinaldo Melucci, non avesse le autorizzazioni necessarie per esercitare tale attività.

Secondo nostre informazioni furono i commissari dell’ amministrazione straordinaria dell’ ILVA (che erano stati nominati dal ministro Carlo Calenda, a cui rispondevano per il loro incarico n.d.a.) , a chiedere alla CIMOLAI di avvalersi dei servizi in subappalto della MERIDIAN. Tutte cose già scritte da questo giornale  e raccontate da chi scrive nelle sue dirette giornalistiche sui social, e mai rettificate o smentite dalle parti interessate.

Un ulteriore occasione di scontro fra Emiliano e Melucci fu l’elezione per la presidenza della Provincia di Taranto, dove il governatore pugliese mise in moto gli esponenti della sua corrente nella provincia tarantina, che sostennero e fecero eleggere il sindaco (di centrodestra) di Castellaneta, Giovanni Gugliotti che stracciò letteralmente il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci al punto tale questi si dimise (l’ennesima pagliacciata) da sindaco di Taranto, salvo poi ripensarci e ricordandosi di essere di fatto un disoccupato, ritirò le dimissioni.

Adesso la “strana coppia” si è ricomposta ed i due vanno d’amore e d’accordo, con una serie di azioni anche finanziarie della Regione Puglia a sostegno delle strampalate iniziative di facciata di Melucci (leggasi Giochi del Mediterraneo, Ocean Race ecc.) che porteranno solo debiti a carico dei contribuenti pugliesi.

La ciliegina sulla torta della ritrovata “unione” fra Melucci ed Emiliano è stata la presentazione del nuovo piano per la ristrutturazione dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie, avvenuta parte della Regione Puglia, con la puntuale conferenza stampa a Palazzo di Città di Taranto, che in realtà è solo una trovata propagandistica.

La stragrande maggioranza degli esponenti del mondo associativo e delle imprese, ritiene che sia solo un annuncio “bluff” cioè con inesistente concretezza, in quanto non vi alcuna compagnia aerea interessata ad attivare dei voli passeggeri . Michele Emiliano ha raccontato di aver chiesto alla compagnia Ryanair di fare base anche nello scalo di Taranto,  una dichiarazione di chiaro stampo “elettorale” che non generato alcun effetto. Nessun facile entusiasmo. Anzi al contrario, un maggiore e crescente scetticismo.

Resta da chiedersi quante pagliacciate politiche dovrà sopportare ancora la città di Taranto che in realtà andrebbe volentieri alle elezioni amministrative anticipate pur di liberarsi da un sindaco che si è manifestato per la sua arroganza e presunzione, e l’uso spregiudicato di denaro pubblico. E tanta, troppa attenzione per la sua “staffista” del cuore.




Copertura parchi (ex-Ilva): conclusa la metà del parco minerale. Grazie all’ ex ministro Calenda e non certo per Arcelor Mittal

ROMA– Sono stati ultimati, nel pieno rispetto dei tempi previsti dall’Addendum al contratto di affitto stipulato lo scorso settembre tra AM InvestCo Italy (ora Arcelor Mittal Italia) ed ILVA in Amministrazione Straordinaria, che fissava entro il termine al 30 aprile 2019, i lavori di completamento del 50% della parte superiore della struttura che consentirà la copertura del materiale presente nel Parco Minerale e necessario ai fini del livello di produzione autorizzato. In realtà il rispetto di quanto previsto, va rivolto all’ ex ministro Calenda che ordinò ai commissari straordinari di partire con i lavori prima del previsto. Quindi non certo per volontà di Arcelor Mittal Italia che oggi cerca di “spacciare” il rispetto della tempistica come un proprio merito !

I lavori di copertura dei Parchi Minerali, affidati per progettazione, fabbricazione e montaggio alla ditta italiana Cimolai, sono iniziati, con la posa della prima pietra, il 1° febbraio 2018 e termineranno entro l’ultimo trimestre del 2019.

L’attuale struttura, composta da tre moduli coperti, dopo essere stata montata è stata anche interamente spostata di 230 metri, in modo da collocarla, in maniera permanente, nella cosiddetta “posizione finale” accanto alla quale, nei prossimi mesi saranno agganciati i restanti tre moduli. Ad oggi, inoltre, è in fase di ultimazione anche il quarto modulo che sarà coperto, sollevato e collegato tra alcuni giorni.

La copertura dei Parchi Primari una volta completamente realizzata, sarà uno dei progetti ingegneristici ambientali più ambiziosi al mondo e creerà una barriera fisica che eviterà la dispersione delle polveri provenienti dai cumuli dei parchi sulla città, in particolare, sul  limitrofo quartiere Tamburi, soprattutto in occasione dei cosiddetti “wind days“. La parte di copertura che si sta realizzando più rapidamente è, infatti, quella che si trova maggiormente vicina allo stesso quartiere.

“La realizzazione della copertura dei Parchi Primari, ossia il Parco Minerali e il Parco Fossili – commenta Matthieu Jehl Ad di ArcelorMittal Italia,  – è uno degli interventi più importanti richiesti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. Il risultato di oggi è la prova visibile che facciamo sul serio e stiamo rispettando tutti gli impegni presi”.




Siderurgico di Taranto: a buon punto i lavori di copertura dei parchi minerali

ROMA – Nello stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto è stato completato il secondo arco della struttura di copertura dei parchi minerali. “A lavori conclusi – scrive l’azienda sui suoi profili social – l’opera avrà un ruolo decisivo nel limitare la dispersione di polveri verso la città e in particolare il centro abitato di Tamburi“. L’arco è lungo circa 84 metri.

 

L’azienda friulana Cimolai, secondo le previsioni, ultimerà la copertura dei parchi minerali entro l’ultimo trimestre 2019 e la copertura del parco fossili entro maggio 2020. Ogni struttura, una volta completata, avrà una lunghezza di 700 metri e una larghezza pari a 254 metri (quindi una luce complessiva di 508 metri). Le costruzioni che copriranno il parco minerale e il parco fossile saranno composte rispettivamente, da 53 e 56 arcate. Ognuna di esse avrà un’altezza esterna di 77 metri e interna di 67 metri.




Qualche “ombra” sulla legalità dei lavori di copertura dei parchi minerali dell’ ILVA…

di Antonello de Gennaro

I lavori di copertura dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico dell’ ILVA di Taranto avanzano regolarmente. Dall’esterno del recinto dello stabilimento di Taranto sono già visibili le otto torri provvisorie, 4 sono alte circa 80 metri e 4 alte 15mt, che serviranno a sollevare e ad assemblare la parte superiore della copertura. Oltre all’istallazione di tutte le torri, si è proceduto alla realizzazione dei plinti di fondazione a seguito dell’esecuzione dei 318 pali di fondazione previsti, ognuno della lunghezza di circa 38 mt, che serviranno a mantenere l’intera struttura. Lo rende noto l’ ILVA in amministrazione straordinaria sul proprio sito internet, dove addirittura si sostituisce all’informazione giornalistica.

Le opere in carpenteria metallica come le torri e l’assemblamento degli archi di copertura vengono svolti dai lavoratori dell’azienda Cimolai, mentre per le opere civili (fondazioni e pali) la Cimolai si avvale di ditte appaltatrici locali. Ad oggi si contano ben 160 persone che lavorano regolarmente nel cantiere.

L’ingegnere Marco Sciarra, direttore tecnico dei lavori di Cimolai, sempre sul sito internet  dell’ ILVA in amministrazione straordinaria ha dichiarato che “le attività di costruzione della struttura metallica, in realizzazione nelle officine, procedono come da cronoprogramma. In questa fase – continua il direttore tecnico- si lavora in un’area di 60.000 mq (su una totalità di 180.000 mq)”. A lavori terminati, si tratterà, di un’opera ingegneristica di caratura mondiale per la quale saranno necessarie 60mila tonnellate di acciaio (prodotte e fornite dall’ ILVA di Taranto che ha dovuto richiamare 300 dipendenti dalla cassa integrazione) , 200mila metri cubi di calcestruzzo, 10mila tonnellate di armature e 25mila metri di pali di fondazione.

L’intervento di messa in sicurezza della falda superficiale nell’area parchi primari, previsto dal Dpcm 2017 nelle more della realizzazione della copertura, è attivo dal 1° giugno 2018. Questo intervento ha previsto la messa in opera di 11 pompe per l’emungimento delle acque della falda superficiale da una trincea (portata massima prevista per ogni pompa pari a 1 mc/h) e il convogliamento dell’acqua emunta ad un impianto di trattamento della portata massima pari a 480 mc/g, funzionante 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, in cui avvengono le fasi di sedimentazione, coagulazione e flocculazione, filtrazione a sabbia e assorbimento con carbone attivo al fine di rendere idonea l’acqua ai parametri previsti dalla legge per lo scarico in acqua superficiale. Nell’impianto di trattamento confluiscono, inoltre, le acque provenienti dallo scavo per le coperture dei parchi primari.

Fulvio Carlini

Quello che ancora oggi l’ ILVA non rende noto nonostante le nostre richieste “ufficiali” è come mai fra queste ditte appaltatrici compare una società, la Meridian Shipping s.r.l. (ex Melucci Shipping) controllata dalla Multimarine Services società di proprietà di Fulvio Carlini  un evasore fiscale accertato dalla procura e dalla Guardia di Finanza di Genova che gli hanno sequestrato ben 7 milioni di euro su un conto corrente a Montecarlo, nel Principato di Monaco. Precedentemente quando la società si chiamava Melucci Shipping srl, la famiglia Melucci controllava il 70% delle quote societaria e Fulvio Carlini era proprietario solo del 30% delle quote. Ma all’indomani dell’elezione a Sindaco, è avvenuta la sospetta trasformazione societaria in Meridian Shipping con un ribaltamento improvviso  delle quote di partecipazione e controllo della società.

ecco chi è Carlini l’ ex (???)  socio del sindaco di Taranto  Rinaldo Melucci

Abbiamo più volte contattato la responsabile della comunicazione dell’ ILVA in amministrazione straordinaria, via telefono, sms, via mail, ma non abbiamo ancora avuto dopo mesi una risposta. Che fine ha fatto il Codice Etico dell’ ILVA ?

Sarà forse perchè abbiamo scoperto fra le varie stranezze ed anomalie che la società Meridian Shipping si avvale della “consulenza” del padre di Rinaldo Melucci attuale sindaco del Comune di di Taranto che vuole diventare anche Presidente della Provincia di Taranto ?

Legittimo chiedersi: ma all’ ILVA in amministrazione straordinaria le strutture di vigilanza e tutela della legalità lavorano ? A noi sempra che dormano o siano volutamente un pò distratte e superficiali su indicazione dei commissari. Anche perchè ci risultano tante altre anomalie, come ad esempio l’utilizzo di una neonata società di pulizie controllata da un noto “prenditore” di appalti pubblici, in odore di massoneria.

questo è l’organigramma dell’ ILVA in amministrazione straordinaria

Sembra a dir poco anomalo e sospetto che la  Meridian Shipping, una società di servizi marittimi, all’improvviso effettui trasporti via terra (cioè su camion) per la Cimolai , la quale paga i suoi fornitori con i soldi pubblici incassati dall’ ILVA in amministrazione straordinaria. E se dietro qualcuna di queste società che opera in subappalto ci fosse la criminalità organizzata ?

 

Tutte domande a cui nessuno dell’ ILVA e della CIMOLAI sembra voler  rispondere. Ed è per questo motivo che il nostro giornale ha inviato via Pec (posta elettronica certificata)  questo articolo che state leggendo alla Procura ed alla Guardia di Finanza di Taranto con valore di esposto.

Quindici giorni fa in occasione di una riunione di Confindustria  Taranto, svoltasi presso la delegazione di Massafra a cui hanno partecipato il sindaco Melucci e Martino Tamburrano presidente in uscita della Provincia di Taranto (scade il 30 ottobre n.d.r.) è stato proprio Melucci rivolgendosi agli imprenditori presenti a dire “Non vi preoccupate dell’ ILVA, della nuova gestione, non cercate di contattarli. Lo farò io, vi rappresenterò io. Dovranno fare i conti con me, che sono l’ Autorità Sanitaria !” affermazioni queste gravissime, confermateci da alcuni partecipanti alla riunione.

Le affermazioni di Melucci nella riunione in questione  hanno indotto e causato la reazione dei vertici di Confindustria Taranto, i quali hanno chiarito che “aver accanto le Istituzioni ci fa piacere, ma i rapporti di rappresentanza dei nostri iscritti, sono compito della nostra Associazione e non della politica” .

 




Ilva: per il sindaco di Taranto il “Wind Day” deve essere un problema per l’ azienda

ROMA –   Ad ottobre scorso, il Sindaco di Taranto aveva stabilito che nei giorni classificati “Wind Day” da Arpa Puglia ai Tamburi le scuole sarebbero rimaste chiuse. Questo per proteggere gli alunni visto che, a causa di vento e polveri, non era possibile areare correttamente gli ambienti scolastici. Per 11 volte, da fine ottobre ad oggi, nelle scuole dei Tamburi non c’e’ stata lezione. Le ultime volte sono state il 17 e 18 gennaio e lunedi’ scorso.

Adesso, invece, con una discutibile ordinanza del Sindaco di Taranto, che ancora una volta manifesta la propria volubilità decisionale,  dal prossimo “Wind Day” nelle scuole del rione si potra’ andare sino alle 12.30, facendo scattare per l’ILVA una serie di divieti e obblighi. Secondo il sindaco Melucci, che nella vita precedente ha sempre  e solo fatto il mediatore portuale, e quindi privo di alcuna competenza industriale ed ambientale, l’ ILVA non potra piu’ stoccare e prelevare le materie prime dal parco minerali nei giorni di “Wind Day” ,  in poche parole non potra’ fare alcuna movimentazione delle stesse.

Secondo l’ordinanza l’ ILVA non potra’ usare nemmeno i nastri trasportatori per il loro trasferimento agli impianti, subendo alcuni obblighi: pulire ad umido le strade vicine all’area a caldo della fabbrica, cioe’ laddove ci sono parco minerali, cokerie, altiforni e acciaierie, gli impianti a maggior impatto ambientale; pulire con mezzi idonei, in grado cioe’ di rimuovere le polveri, anche strade e marciapiedi del rione Tamburi

 

La pulizia secondo quanto stabilito dal Sindaco di Taranto, dovra’ essere fatta dal giorno prima del Wind Day e per tutto il giorno in cui il Wind Day si manifestera’. Ma Melucci con questa sua ordinanza dimostra di non sapere che l’ILVA in base alle prescrizioni ambientali Aia, ha ridotto l’altezza dei cumuli di materie prime, ridotto gli stoccaggi, “bagnato” gli stessi cumuli utilizzando delle speciali sostanze “filmanti”proprio per trattenerle e contenerne la dispersione col vento. Misure queste contenute nell’ AIA che pero’ evidentemente sono ritenute inefficaci dal Comune di Taranto che dimostra di non conoscere nel dettaglio le vigenti prescrizioni ambientali AIA, e adesso alza il “tiro” verso l’ILVA.

Nei giorni scorsi, in Consiglio comunale, il gruppo del Movimento Cinque Stelle di cui fa parte un operaio dell’ ILVA, tale Massimo Battista, un ex sindacalista, aveva proposto una mozione per lo stop della fabbrica nei giorni segnalati “Wind Day” da Arpa Puglia. La mozione fu respinta ma l’ordinanza del sindaco Melucci va comunque ad incidere sulla produzione della fabbrica.

Inoltre erano state chieste nuove misure per contrastare gli effetti del Wind Day da parte di  Legambiente, Fiom Cgil e Peacelink. Quest’ultima, che e’ un’associazione diventata molti anni dopo la propria fondazione, ambientalista (della quale è ignoto il bilancio e le proprie fonti di finanziamento ) , ha proposto al sindaco di Taranto di quantificare i danni da Wind Day imputando all’ILVA il relativo risarcimento.
 
Nessuna reazione ufficiale, per ora, da parte dell’ILVA, ma “fonti” vicine all’azienda fanno rilevare come l’ILVA e’ una fabbrica particolare. E’ in attivita’ di continuo e alimentata di continuo. Tranne che per rifacimento strutturale, gli altiforni, cuore produttivo dell’acciaieria,  non vengono mai spenti. Possono essere messi al minimo, ma non spenti.

 

 

Un impianto ma anche un nastro trasportatore, soprattutto se impegnato nell’alimentazione a valle, si fa osservare, non possono essere “spenti” come se fossero un interruttore dell’elettricita’. Tutte da valutare, quindi, le possibili ripercussioni produttive nel siderurgico di Taranto con l’applicazione dell’ordinanza che, scrive il sindaco, ha effetto immediato. L’ ILVA, come tutti i provvedimenti, puo’ impugnarla al Tar, ed infatti gli avvocati sono già al lavoro per valutare tutte le iniziative più opportune per la tutela dei diritti dello stabilimento siderurgico, e conseguentemente i circa 20mila operai (fra stabilimento ed indotto) e le 350 società ed imprese  che lavorano per la più grossa fabbrica produttrice di acciaio in Europa.

 

nella foto lo stabilimento siderurgico dell’ ILVA di Taranto

Fonti Ilva intanto osservano che l’azienda, da quando e’ cominciata l’amministrazione straordinaria, e’ venuta incontro al Comune di Taranto per gli  oneri di pulizia dando seguito alle prescrizioni ambientali dell’Aia 2012. Dall’avvio dell’amministrazione straordinaria ad oggi l’Ilva ha versato al Comune per gli oneri di pulizia dei Tamburi circa un milione di euro in piu’ tranche: 600mila sino a ottobre scorso, 170mila successivamente piu’ ulteriori 200mila. Versati soldi, sempre per lo stesso motivo, anche al vicino Comune di Statte per poco piu’ di 200mila euro, di cui 95mila versati dall’avvio dell’amministrazione straordinaria ad ottobre scorso. In ogni caso, al di la’ delle varie misure, la soluzione definitiva del problema polveri al rione Tamburi si avra’ solo con la copertura dei parchi minerali.

 

 

Dopo anni di promesse e di tempi disattesi, anche perche’ i commissari Ilva non avevano i soldi per provvedervi, la copertura dei parchi comincera’ a febbraio e si concludera’ dopo 24 mesi di lavoro. Per dare un segnale positivo a Taranto e risolvere una criticita’, il Governo infatti ha incaricato i commissari di avviare le prime opere in attesa che subentri in in ILVA l’acquirente Am Investco – Arcelor Mittal -cui compete l’investimento dei parchi. Mittal spendera’ circa 300milioni ed eseguira’ il progetto gia’ autorizzato, fatto mettere a punto dalla gestione commissariale dall’azienda Cimolai. La copertura dei parchi minerali e’ anche la prescrizione piu’ importante del nuovo piano ambientale approvato a fine settembre con Dpcm. Proprio quello che Regione Puglia e Comune Taranto hanno impugnato al Tar di Lecce contestandolo. Inutilmente, per il momento.
Ma forse tutto questo il sindaco Melucci non lo sa….o finge di non saperlo, preoccupato esclusivamente di avere visibilità ed autorevolezza, una dote questa che non si conquista a base di comunicati stampa ed ordinanze discutibili prive di alcuna applicazione.



L’ ILVA conferma la ripartenza dell’Afo1 ad agosto. Ed il rispetto del decreto legge

I responsabili del management e dei rapporti sindacali dell’ ILVA in amministrazione straordinaria ha riferito oggi ai rappresentanti sindacali, che questa mattina dei rappresentanti dell’azienda sono stati presso la Procura della Repubblica per attivare il tavolo “tecnico previsto dal decreto n.92 del 4 luglio emanato dal Governo Renzi, in base al quale il programma degli interventi verrà attivato e rispettato in collaborazione  con l’ ASL Taranto, Inail, la Procura, della Repubblica ed i  Vigili del Fuoco a seguito della nomina di una commissione paritetica composta dai rappresentanti dell’ azienda e degli enti preposti in materia di vigilanza sulla salute e sicurezza. L’  Afo1  dell’ ILVA di Taranto, attualmente in manutenzione, ripartirà nel mese di agosto. Lo ha confermato l’azienda ai sindacati nel corso di un incontro nello stabilimento siderurgico. Sono 43 le aziende interessate al rifacimento dell’impianto. L’ ILVA ha comunicato la conclusione dei lavori di depolverazione stock house, copertura edifici, copertura campo di colata, condensazione vapori loppa, chiusura nastri trasportatori limitrofi.

ILVA

Per l’ Afo1 , l’ altoforno più grande d’Europa,  che è spento e fermo per i lavori Aia, l’ ILVA ha reso noto di aver già assegnato il 30 per cento degli ordini per il risanamento ed ammodernamento dell’impianto. Mentre invece per i parchi primari è stato emesso un ordine per un importo pari a 100 milioni di euro che ha visto assegnataria la società Cimolai.  Dopo il via libera ministeriale, adesso è attesa la necessaria autorizzazione dell’ Arpa Puglia per le attivita’ di stoccaggio materiali e scavo  .

Attualmente sono in fase di svolgimento tutti i lavori di ammodernamento previsti all’impianto, che includono anche l’adeguamento antisismico. Attualmente la produzione dello stabilimento siderurgico di Taranto continua, seppur in maniera limitata,  grazie all’altoforno 4 e al altoforno 2 , che sta riprendendo la produzione a pieno regime grazie all’ultimo decreto del governo che ha sospeso gli effetti del sequestro senza facoltà d’uso dell’impianto: un provvedimento disposto dalla Procura tarantina nell’ambito dell’inchiesta sulla tragica morte dell’ operaio deceduto pochi gik

Nell’incontro svoltosi  nello stabilimento , l’ILVA ha comunicato ai sindacati metalmeccanici anche lo stato di avanzamento dei lavori Aia (Autorizzazione integrata ambientale).  Il rapporto verrà trasmesso entro il 27 luglio al ministero dell’Ambiente e dovrà attestare e confermare  l’avvenuta attuazione e rispetto dell’80% delle prescrizioni.  E’  prevista   entro il 31 luglio l’ultimazione del 55% degli interventi  (attualmente risultano coperti al 53% )per un tratto di circa 31 km dei nastri trasportatori. Ad inizio del mese di giugno scorso è stato concluso   l’acquisto per la posa in opera delle benne ecologiche per gli sporgenti marittimi.