Il M5s nega la libertà di stampa. Lucaselli (Fdi) a valanga sul caso Castelli

La deputata Ylenja Lucaselli di Fratelli d’Italia non usa mezze misure. Ed attacca il M5S sul caso Castelli, per l’atteggiamento vessatorio sulla libertà di stampa. “Da parte del Movimento 5 Stelle è arrivata un`altra sagra della mistificazione“.

Se i ristoranti non hanno più clienti, debbono cambiare mestiere. È l’ultima idea del governo di Giuseppe Conte, un po’ infastidito delle lamentele dei commercianti, commento manifestato dalla Castelli intervenendo al Tg2 Post .

l’ On. Laura Castelli (M5S)

Il sottosegretario Carlo Sibilia, specialista in spericolati infortuni anziché invitare il suo viceministro Laura Castelli a non dire sciocchezze in televisione contro i ristoratori, ha attaccato il quotidiano Il Tempo, diffondendo un’autentica menzogna,   accusando il quotidiano romano diretto da Franco Bechis di aver diffuso una notizia falsa.

Notizia che invece è assolutamente vera, in quanto la Castelli ha invitato i ristoratori a cambiare mestiere. Probabilmente lo deve fare anche Sibilia.

“Il viceministro Castelli ha pronunciato parole gravissime su un settore, quello della ristorazione, messo in ginocchio dai contraccolpi del Covid. E che rappresenta l`ossatura della tradizione italiana, nella sua gastronomia e nell’ eccellenza ricettiva. In pratica, l’esponente pentastellata ha invitato cordialmente quella parte della categoria che si trova in difficoltà ad orientarsi su un altro business”. ha aggiunto l’on. Lucaselli.

Ferma la protesta dei ristoratori italiani con una lettera aperta al viceministro Laura Castelli firmata da numerose associazione tra cui Movimento Impresa Puglia: “Se si sbagliano i tempi ed i modi si fa danno. Per noi il commento del viceministro al servizio mandato in onda dal TG2 è bocciato. Non siamo più disposti a scusare, a capire o giustificare. Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto».

“Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un importante colonna economica italiana (13% del Pil). I ristoratori non hanno mai chiesto clienti al Governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture” conclude la lettera.