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16 Agosto 2022 03:49
16 Agosto 2022 03:49

Suicida in carcere Jean-Luc Brunel, l’ex agente di modelle accusato di abusi nel caso Epstein

Brunel era stato stato accusato negli Stati Uniti da almeno due donne di aver fatto da mediatore per Epstein, di aver portato in America  "giovani ragazze" di origini modeste illudendole che le stava procurando un lavoro come modelle.

L’ex agente di modelle francese Jean-Luc Brunel ex-proprietario dell’agenzia parigina Karin Models sarebbe stato trovato impiccato nella sua cella del carcere de La Santé a Parigi. La notizia è stata confermata dall’Agenzia FrancePresse. L’uomo era stato incriminato a dicembre 2020 per “violenza sessuale su minori” e “molestie sessuali”. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Parisien, il 75enne sarebbe stato trovato intorno all’una di notte di oggi 19 febbraio durante la pattuglia notturna. Secondo quanto riporta una fonte della prigione, non è stato possibile far nulla per salvargli la vita.

Il carcere La Santé a Parigi

La procura di Parigi ha confermato la notizia del decesso e ha reso noto che è stata aperta un’indagine sulle cause della morte. “Secondo i primi elementi a nostra disposizione, non è stata rilevata alcuna violazione da parte degli agenti che erano in servizio quella notte”, spiega Erwan Saoudi, delegato del sindacato carcerario FO per l’Ile-de-France.

L’ex agente di modelle francese Jean-Luc Brunel

Jean-Luc Brunel era stato arrestato dalla polizia francese all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi il 18 dicembre 2020 mentre stava per imbarcarsi su un volo con destinazione Dakar, in Senegal. L’agente francese era un “model scout” dopo aver guidato l’agenzia di modelle Karin Models aveva fondato con i titolati della Fashion Models di Milano l’agenzia Next Models, e successivamente aperto MC2 Model grazie al finanziamento del defunto miliardario americano Jeffrey Epstein.

Brunel era sospettato di aver procurato giovanissime vittime al miliardario americano Epstein trovato anch’egli morto suicida nella prigione di New York dov’era detenuto nell’agosto del 2019. Personaggio del jet set internazionale e amico di molti politici e manager influenti, Epstein era stato accusato nel luglio 2019 negli Stati Uniti di aver organizzato, almeno dal 2002 al 2005, una rete di sfruttamento di ragazze anche minorenni.

il miliardario americano Jeffrey Epstein

Già nel 1989 un’inchiesta della celebre trasmissione tv americana60 Minutes” riportava le accuse contro Brunel. Nonostante il grande scalpore, soprattutto in America, Brunel non era mai stato indagato, fino al suo coinvolgimento nello scandalo Epstein, venendo accusato negli Stati Uniti da almeno due donne di aver fatto da mediatore per il miliardario americano, di aver portato a New York  “giovani ragazze” di modeste origini economiche e sociali, illudendole che le stava cambiando la vita, procurando loro un lavoro come modelle. Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici nel caso Epstein e che ha appena concluso un accordo finanziario con il principe Andrea, ha anche affermato di essere stata costretta a fare sesso con Jean-Luc Brunel.

Ghislaine Maxwell

Ancora prima c’era stata la condanna di Ghislaine Maxwell, la “complice” di Epstein. La ex “socialite” è stata giudicata colpevole di aver reclutato e adescato per un decennio – dal 1994 al 2004 – giovani ragazze poi vittime di abusi sessuali di Epstein. Figlia dell’ex re dell’editoria britannica Robert Maxwell, la donna potrebbe trascorrere il resto della sua vita in carcere: l’accusa più grave, che è cospirazione per commettere traffico sessuale di minori, prevede una pena massima di 40 anni di detenzione, mentre per le altre accuse le pene vanno dai cinque ai 10 anni.

Una giuria unanime ha giudicato Ghislaine Maxwell colpevole di uno dei peggiori crimini immaginabili: favorire e partecipare all’abuso sessuale di bambini”, ha dichiarato il procuratore degli Stati Uniti Damian Williams in una dichiarazione dopo il verdetto dello scorso 29 dicembre 2021 secondo quanto riferiscono i media Usa. “La strada per la giustizia è stata troppo lunga. Ma oggi giustizia è stata fatta. Voglio lodare il coraggio delle ragazze – ora donne adulte – che sono uscite dall’ombra e sono entrate in aula. Il loro coraggio e la volontà di affrontare il loro aggressore ha reso possibile questo caso e il risultato di oggi”. A leggere il verdetto è stato il giudice Alison Nathan che ha ringraziato i giurati per aver svolto con “diligenza” il loro lavoro. Per ora, non vi è una data fissata per la sentenza.

Tra le donne che accusano Brunel c’è la ex modella olandese Thysia Huisman, che aveva denunciato di essere stata drogata da Brunel nel 1991. “Appena arrivata a Parigi, come molte altre modelle sono stata ospitata nel grande appartamento di Brunel – ha raccontato al quotidiano Libération -. Per molti giorni mi ha fatto delle avances, mi diceva che ero bella e che avremmo finito per andare a letto insieme. Io l’ho sempre respinto, poi una sera Jean-Luc mi ha offerto un bicchiere e mi sono subito sentita male, ho cominciato a vedere sfuocato e ad avere le vertigini. Mi ha portato in camera sua e spinta sul letto. Mi ricordo che era su di me, che ho provato a respingerlo e che mi ha strappato i vestiti. Poi non mi ricordo più nulla. Mi sono risvegliata nel suo letto, completamente disorientata. Sono andata a prendere le mie cose e sono andata direttamente alla stazione per lasciare Parigi“.

Allertata sulla potenziale esistenza di vittime francesi di Jeffrey Epstein, proprietario di un appartamento in avenue Foch, la procura di Parigi aveva avviato le indagini nell’agosto 2019. Quando è scoppiato lo scandalo diverse ex modelle hanno rotto il silenzio e hanno accusato direttamente Jean-Luc Brunel di presunti abusi. 

“La sua angoscia è stata quella di un uomo di 75 anni schiacciato da un sistema mediatico-giudiziario sul quale sarebbe ora di interrogarsi. Jean-Luc Brunel non ha mai smesso di proclamarsi innocente. Ha moltiplicato i suoi sforzi per dimostrarlo”, hanno commentato i suoi legali, Mathias Chichportich, Marianne Abgrall e Christophe Ingrain. Arrestato ed incarcerato nel dicembre 2020 dopo la sua incriminazione, è stato rilasciato per alcuni giorni alla fine del 2021, “poi è stato reincarcerato in condizioni indegne”, secondo il suo legale, su decisione della Corte d’Appello di Parigi. Aveva presentato ricorso.

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