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11 Settembre 2026 19:50

Strasburgo: giusta la condanna a Marco Travaglio per aver diffamato Previti

Secondo la Corte, con le sentenze del 2008 e 2010 non è stato violato alcun diritto del giornalista

I tribunali italiani non hanno violato il diritto alla libertà d’espressione di Marco Travaglio quando in primo e secondo grado, nel 2008 e 2010, l’hanno condannato per aver diffamato Cesare Previti nell’articolo ‘Patto scellerato tra mafia e Forza Italia‘ pubblicato nel 2002 sull’Espresso. L’ha stabilito la Corte europea dei diritti umani dichiarando “inammissibile” il ricorso presentato dal giornalista nel 2014.

Secondo i giudici di Strasburgo i tribunali italiani hanno ben bilanciato i diritti delle parti in causa, da un lato quello di Travaglio alla libertà d’espressione e dall’altro quello di Cesare Previti (che nella decisione odierna è indicato solo con l’iniziale P.), al rispetto della vita privata. I togati hanno dato ragione ai colleghi italiani che hanno condannato Travaglio per aver pubblicato solo una parte della dichiarazione del colonnello dei Carabinieri Michele Ricciogenerando così nel lettore – si legge nella decisione della Corte – l’impressione che il ‘signor P.’ fosse presente e coinvolto negli incontri riportati nell’articolo“. La Corte osserva “che, come stabilito dai tribunali nazionali, tale allusione era essenzialmente fuorviante e confutata dal resto della dichiarazione non inclusa dal ricorrente nell’articolo“.

Ora i suoi fans e lettori potranno smetterla di ritenerlo il “messia” del giornalismo italiano.

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