SLITTA L’ASSEGNAZIONE DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO. LA DECISIONE AL TRIBUNALE, MENTRE UNA PROCURA PUGLIESE INDAGA

SLITTA L’ASSEGNAZIONE DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO. LA DECISIONE AL TRIBUNALE, MENTRE UNA PROCURA  PUGLIESE INDAGA

Il prossimo 27 settembre si discuterà il reclamo depositato dalla società ECOLOGICA, cioè prima che il comitato dei creditori della fallita MEDITERRANEA votasse, e quindi prima che la società del Gruppo Miccolis vincesse. Facile e scontato a questo punto prevedereche i contenziosi legali faranno slittare l’udienza di omologa che era prevista per il 4 ottobre. E quindi bisognerà attendere i tempi della giustizia per arrivare alla conclusione di questa vicenda.

di REDAZIONE ECONOMIA

Come avevamo previsto sulla procedura fallimentare per l’assegnazione della testata barese pendono due nuove contestazioni: il reclamo presentato dai legali della società ECOLOGICA del gruppo Miccolis di Castellana Grotte (la cui offerta era stata superiore) contro l’ammissione al voto della proposta della concorrente LEDI del gruppo Ladisa di Bari; e l’opposizione della stessa LEDI alla omologa della proposta di ECOLOGICA votata e approvata dai due comitati dei creditori.

La Gazzetta del Mezzogiorno ha cessato le pubblicazioni a seguito della conclusione dell’esercizio provvisorio della LEDI (secondo quanto previsto dal bando di assegnazione predisposto dai curatori fallimentari) e dall’1 agosto scorso non è più reperibile nelle edicole di Puglia e Basilicata . Il 1 settembre, il Tribunale fallimentare di Bari, ha i ricevuto dai curatori fallimentari della EDISUD (che ha incarico gli oltre 140 dipendenti) e della MEDITERRANEA (che ha in carico la vecchia sede e le testata giornalistica) l’esito della votazione delle assemblee dei creditori che avevano votato in favore della proposta concordataria di ECOLOGICA, assegnando come previsto per Legge 15 giorni per eventuali opposizioni.

L’opposizione preparata dai legali del Gruppo Ladisa (che controlla la LEDI) è stata depositata ieri e si basa su motivi tecnici di regolarità della procedura, fra i quali alcuni conflitti d’interesse da parte dei curatori fallimentari i quali risultano avere cariche sociali remunerative nel gruppo CISA di Massafra, società molto attiva nel rilevare fallimenti aziendali, il cui presidente Antonio Albanese è stato recentemente condannato dal Tribunale di Taranto) vorrebbe affiancare la ECOLOGICA nella gestione del quotidiano.

L’ affermazione “abbiamo il 50% della nuova Gazzetta” è stata fatta da un giornalista-sindacalista della GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO molto “vicino” (forse troppo…) ad Albanese, che è stato “beccato” ed ascoltato da un nostro informatore, mentre era seduto a cena con un alto rappresentante dell’ Autorità dello Stato. Un eventuale potenziale conflitto d’interessi quello dei curatori. collegati alla CISA spa di Massafra, che peraltro è già oggetto di un esposto pervenuto alla Procura della Repubblica di Lecce, che è notoriamente competente sull’eventuale operato anomalo ed illegale degli uffici giudiziari di Bari. E non sarebbe la prima volta che all’interno del Tribunale Fallimentare di Bari esplode uno scandalo.

il Tribunale di Bari

Adesso dopo la notifica dell’opposizione della LEDI ad ECOLOGICA il Tribunale ha 15 giorni per termini di procedura legale, per fissare l’udienza in cui gli avvocati discuteranno le rispettive tesi difensive ed accusatorie. Il prossimo 27 settembre si discuterà nel frattempo il reclamo presentato lo scorso 12 agosto dalla società ECOLOGICA del gruppo Miccolis nei confronti della LEDI , cioè prima che il comitato dei creditori della fallita MEDITERRANEA votassero e quindi prima che vincesse.

Il reclamo di ECOLOGICA è stato notificato alla LEDI lo scorso 6 settembre. Questo reclamo non è stato ritirato nonostante l’aggiudicazione ricevuta da parte dei due rispettivi comitati dei creditori, in quanto l’eventuale accoglimento, farebbe decadere la legittimazione di LEDI ad opporsi, come ha fatto all’ aggiudicazione dell’ asset fallimentare. E’ facile scontato prevedere a questo punto che i contenziosi legali faranno slittare anche l’udienza di omologa che era prevista per il 4 ottobre. E quindi bisognerà attendere i tempi della giustizia per arrivare alla conclusione di questa vicenda.

Quello che il CORRIERE DEL GIORNO ha scoperto è che i sindacalisti della GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO e dell‘ASSOSTAMPA di Puglia, si guardano bene dal raccontare e spiegare ai propri lettori, è che all’indomani del fallimento, sia i giornalisti che i poligrafici avevano costituito due cooperative. Ma nessuna di entrambe ha mai chiesto al Tribunale Fallimentare di Bari di poter prendere in gestione il quotidiano fallito, dei quali erano peraltro creditori privilegiati, per la quale si sarebbero potuti avvalere anche dei contributi di Legge sull’Editoria, riservata ai quotidiani editi dalle cooperative (come ad esempio IL FOGLIO, LIBERO, IL ROMA, AVVENIRE, IL MANIFESTO, ITALIA OGGI, IL QUOTIDIANO DEL SUD, il QUOTIDIANO DI SICILIA ecc.), rinunciando persino al sostegno finanziario offerto loro da un importante gruppo imprenditoriale pugliese.

Probabilmente i giornalisti-sindacalisti della GAZZETTA DELLA MEZZOGIORNO preferiscono passare alla “cassa” dell’editore di turno, piuttosto che diventare padroni del proprio lavoro e finalmente giornalisti liberi ed indipendenti. E’ la stampa, bellezza ! Che però in questo rischia di finire “controllata” e finanziata dalla spazzatura (che non è chiaramente nè la LEDI e tantomeno la ECOLOGICA) . Spazzatura che mai come in questo caso puzza dalla testa ai piedi, e quindi si potrebbe facilmente dire: “E’ la stampa monnezza” !

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