Sit in in Campidoglio: “Roma dice basta contro il degrado”

Sit in in Campidoglio: “Roma dice basta  contro il degrado”

L’iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo ‘Tutti per Roma. Roma per tutti’ che – come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli – conta 22mila iscritti, la quale chiarisce che  si tratta di un gruppo civico “formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia” che promuove “l’idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città”.

di Antonello de Gennaro e Federica Gagliardi

In una piazza del Campidoglio gremita si sono riuniti oggi migliaia di romani manifestando la “Dignità di Roma” e sopratutto per protestare contro la “Grande monnezza”, le buche mortali onnipresenti , “l’abbandono della città“.  Traffico letteralmente paralizzato e congestionato nella zona del Campidoglio per il sit contro la giunta Raggi dove hanno partecipato e protestato anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: “il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare“. Sollecitati e richiesti anche “mezzi di trasporto adeguati“.

“Dimissioni, dimissioni”. Sono i cori che si levano dalla manifestazione contro l’amministrazione Raggi che ha letteralmente invaso e riempito piazza del Campidoglio. Confusi fra la folla, e pressochè invisibili i politici. Fra di loro l’ex ministro Carlo Calenda, i cui commenti hanno ricevuto più “like” di tutti sul sito dell’organizzatrice, poi il consigliere regionale del Lazio Paolo Ciani, la cui presenza di fatto rappresenta la Comunità di Sant’Egidio. Mischiati fra i tanti manifestanti Enzo Foschi, ex capo di gabinetto dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, Raffaela Milano, ex assessore al Welfare della giunta Veltroni e ora presidente italiana di Save the Children, l’attore Massimo Ghini. E quando parte dai cittadini romani privi di alcuna etichetta politica il grido “Dimissioni! Dimissioni!” la piazza del Campidoglio si trasforma in un coro.

“Roma dice basta”.  I cori si alternano alla musica sulle note di “Ricominciamo“. Alla manifestazione, che non è di partito,   si sono autoconvocati migliaia e migliaia di romani attraverso i social network grazie all’appello di “sei ragazze”,  che hanno voluto manifestare pacificamente esponendo tanti cartelli ironici: da “Raggi, una buca vi inghiottirà” a “Roma (pulita) o morte“. “Pensavo fosse amore, invece era un calesse“, mostra un cartello di un manifestante che si pente pubblicamente di essere stato un elettore della Raggi.

Andrea, 43 anni, espone uno striscione con sopra scrittoChe schiava di Roma iddio la creò“. E spiega la sua partecipazione : “Io Virginia l’ho votata al ballottaggio, sono di centrodestra. Ammetto l’errore. Perché sono qui? Perché la buca non è di destra e non è di sinistra. Perché il lampione che non funziona idem. E stesso dicasi per la disabilità. Sono romano da 7 generazioni, mio nonno fu uno dei primi a tramutare la sua licenza per le botticelle per i taxi. Le idee me lo tengo in tasca, prima vengono queste emegenze“.

Fra i partecipanti alla manifestazione in piazza del Campidoglio, c’è chi incita a “rialzare la testa” e chi persino mostra un cartello in latino “Quousque tandem abutere, Virginia, patientia nostra?”. Già diversi i commenti politici al sit-in non ancora concluso. “Migliaia di romani si sono radunati oggi in piazza del Campidoglio per protestare giustamente contro uno stato di cose diventato intollerabile. La sporcizia, le buche, il verde abbandonato, i servizi pubblici che non funzionano. E ci fermiamo all’essenziale“, ha commentato Davide Bordoni, capogruppo FI in Campidoglio, sottolineando “nella manifestazione pacifica di oggi un cartello fra i tanti che dice tutto ‘Raggi una buca ti inghiottirà’“.

Il giornalista e conduttore romano Pierluigi Diaco scrive sulle sue pagine sui social .”Il 19 Dicembre 2016 sotto il Campidoglio eravamo quattro gatti convinti della inadeguatezza di Virginia Raggi. Oggi finalmente Romadicebasta“,

Un momento della manifestazione di protesta “Roma dice basta” in piazza del Campidoglio contro i problemi della Capitale.

Su uno dei cartelli esposti si legge: “Il vento è cambiato e sa di monnezza“. Vicino dal cartello sfila una ramazza con sopra scritta “Oggetto molto utile, forse ancora sconosciuto“. “Libere di scegliere. Non un passo indietro, giù le mani dalle donne“, recita un altro slogan portato in piazza da un gruppo di signore. Tra i partecipanti anche il parlamentare radicale Riccardo Magi che dice: “E’ una piazza piena di cittadini stufi della retorica di chi governa la città, secondo cui tutto va bene e tutto sta migliorando. Noi siamo venuti per portare anche a questa piazza l’informazione sul referendum per la messa a gara dei trasporti pubblici l’11 di novembre. E’ il primo importante appuntamento per un cambiamento vero.

 

 

Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un’idea di futuro“. E’ questo l’appello lanciato dal comitato promotore del sit-in #Romadicebasta che si è svolto in Campidoglio. L’iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo ‘Tutti per Roma. Roma per tutti’ che – come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli – conta 22mila iscritti, la quale chiarisce che  si tratta di un gruppo civico “formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia” che promuove “l’idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città”.

Le finestre degli uffici di Virginia Raggi a Palazzo Senatorio sono e restano chiuse, ma qualcosa di tutto quello che è accaduto sotto il Campidoglio ed intorno,  è arrivato anche lì dentro.  La Raggi risponde in perfetto stille “grillino”  con un post al “veleno” su Fb. “I cittadini vanno sempre ascoltati ed io li ascolto: ieri, ero a Ostia, in periferia, ad un incontro pubblico dove abbiamo parlato del problema della rete fognaria che i ‘capaci’ di prima avevano fatto male e che provoca le voragini che noi stiamo rimettendo a posto. Oggi un partito ha espresso impazienza: vuole tornare al passato. Ebbene noi stiamo portando avanti un cambiamento, epocale per questa città, tra mille ostacoli. Abbiamo ereditato macerie e stiamo costruendo su queste“. La sindaca di Roma aggiunge “Il Pd è in cerca di un riscatto politico che tarda a venire e mai verrà; ha provato a camuffarsi e a dire ‘basta’. La mia risposta al Pd è ferma: avanti a testa alta. Non mi lascio incantare dalle sirene degli orfani di ‘mafia Capitale’, da chi vuole il ritorno di Buzzi e Carminati; da chi vuole privatizzare le nostre aziende pubbliche come l’Atac; dai radical chic; dagli pseudo intellettuali che non hanno mai preso un autobus in vita loro o fatto la spesa al mercato“.

Intanto però a processo  in Tribunale a Roma c’è la Raggi insieme al suo “fidato” Raffaele Marra. Ma tutto questo Virginia non lo scrive.

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