Sbloccati dal Tribunale di Milano i fondi sequestrati ai Riva all’estero

Sbloccati dal Tribunale di Milano i fondi sequestrati ai Riva all’estero

Arrivano sui conti correnti bancari dell’ ILVA in amministrazione straordinaria il miliardo e 200 milioni di euro portati dai Riva in Svizzera.

Il dr. Fabrizio D’Arcangelo  giudice per le indagini preliminari del Tribunale  di Milano ha disposto il trasferimento dei 1,2 miliardi di euro destinati al risanamento ambientale dello stabilimento siderurgico ILVA di Taranto. I depositi esteri della famiglia Riva erano stati sottoposti a sequestro alla famiglia Riva dalla Guardia di Finanza nel corso di un’inchiesta aperta dalla procura milanese per dei reati di natura fiscale, relativi ad un “finto” rientro “scudato” di somme portate dai Riva all’estero, che non erano mai rientrate in Italia.

CdG Ilva casacca

Il Gip milanese D’Arcangelo ha disposto che le risorse  sequestrate ai Riva, vadano all’azienda siderurgica tarantina, come aumento di capitale o in conto futuro aumento di capitale, ed ha inoltre stabilito che le nuove azioni siano intestate al Fondo unico Giustizia e che il sequestro si trasferisca dalle somme e dai beni alle azioni in attesa del termine del processo penale che vende imputati Adriano Riva, Franco Pozzi ed Emilio Gnech tutti accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento di valori (solo per Adriano Riva) , e di “riciclaggio”  a carico dei due consulenti in quanto le somme sono comunque legate ai destini del processo.

Ancora una volta un’ incompetente “cassandra” giornalistica tarantina, che sosteneva nei suoi articoli “terroristici” che questi soldi non sarebbero mai arrivati, in quanto le banche svizzere si sarebbero opposte, è stato smentito dai fatti e dalle decisioni dei Tribunali seri e competenti, come quello di Milano. Qualcuno gli spieghi che non si può processare un morto, motivo per cui citare Emilio Riva come imputato nel processo in corso a Milano, è semplicemente ridicolo e tristemente squallido.

P.S. Ma  è mai possibile che non ci sia nessuno tra tutti i pm della Procura della Repubblica di Taranto, con i quali la “cassandra” ama andare sotto braccio ed incensare nelle sue cronache giudiziarie “fotocopiate” dagli atti , che gli spieghi un pò il diritto societario, ed il codice di procedura penale ?  Sarebbe un “vero” amico e gli eviterebbe tante cattive figure !!

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