Sanità. La protesta dei disabili in Puglia

Sanità. La protesta dei disabili in Puglia

“La Regione Puglia non ci vede, non ci ascolta e non ci parla. Se convertito in legge il provvedimento in discussione sulla riorganizzazione delle strutture socio-sanitarie pugliesi ridurrebbe drammaticamente il livello di assistenza, cura e terapie riabilitative ai disabili pugliesi gravi e gravissimi, mettendo a repentaglio la loro salute e la sicurezza di chi li assiste, con l’illusoria speranza di ridurne i costi ma producendone, al contrario, un innalzamento”

BARI – La riorganizzazione delle strutture socio-sanitarie per l’assistenza residenziale alle persone anziane non autosufficienti deve essere modificata in meglio secondo il comitato delle famiglie pugliesi dei disabili gravi e gravissimi, dei malati psichiatrici e degli operatori che li assistono. La richiesta è emersa durante una manifestazione tenuta dinanzi alla sede del Consiglio regionale da una sessantina di persone alla presenza, tra gli altri, del coordinatore del comitato,Leonardo Manzari, e del presidente dell’associazione AfaoGiuseppe Mezzina.

 

“La Regione Puglia non ci vede, non ci ascolta e non ci parla. Se convertito in legge il provvedimento in discussione sulla riorganizzazione delle strutture socio-sanitarie pugliesi ridurrebbe drammaticamente il livello di assistenza, cura e terapie riabilitative ai disabili pugliesi gravi e gravissimi, mettendo a repentaglio la loro salute e la sicurezza di chi li assiste, con l’illusoria speranza di ridurne i costi ma producendone, al contrario, un innalzamento” è la denuncia del Comitato delle famiglie pugliesi dei disabili gravi e gravissimi, dei malati psichiatrici e degli operatori che li assistono, in rappresentanza di alcune migliaia di persone, che ha organizzato una singolare protesta, bendandosi ed imbavagliandosi davanti la sede del Consiglio regionale, per esprimere il proprio disappunto nei confronti del governo regionale, sordo alle richieste di un confronto proposto dal comitato e incapace di intravedere le problematiche che la nuova legge produrrebbe già nel breve e medio periodo.

«I livelli assistenziali per i disabili gravi e gravissimi – ha ricordato il coordinatore del comitato Leonardo Manzarinon possono essere ridotti né dislocati in strutture diverse da quelle attuali, senza condannarli a repentine degenerazioni delle patologie, fenomeni depressivi ed autolesionistici, rischi per l’incolumità degli altri pazienti e degli operatori addetti alla loro assistenza e riabilitazione. L’obiettivo di riduzione della spesa per questi trattamenti verrebbe peraltro completamente disatteso, a causa dei conseguenti e frequenti ricoveri d’urgenza in strutture ospedaliere, il cui costo per la sanità regionale sarebbe molto più elevato”.

“Nella giornata di ieri abbiamo presentato una serie di emendamenti ha aggiunto Giuseppe Mezzina, presidente dell’associazione AFAO che rappresenta i 230 assistiti in forma residenziale presso la struttura OSMAIRM di Laterza –  per correggere in extremis questa legge, inibire i suoi effetti dannosi e chiedere finalmente la convocazione di un tavolo di concertazione con chi vive e opera quotidianamente con le malattie psichiatriche e le disabilità gravi e gravissime“.

La riorganizzazione è pronta per essere vagliata dall’Assemblea legislativa, dopo l’approvazione a luglio scorso nella commissione Sanità della proposta di legge che prevede l’istituzione di Rsa ad alta, media e bassa intensità assistenziale. A preoccupare il comitato è “il mantenimento dei livelli assistenziali che non possono essere ridotti o tenuti in strutture diverse dalle attuali, pena degenerazioni delle patologie e rischi per l’incolumità di pazienti ed operatori”.

 

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