Riflettori sul Milan. Secondo il New York Times: “Li Yonghong non è il proprietario delle miniere del suo patrimonio”

Riflettori sul Milan. Secondo il New York Times: “Li Yonghong non è il proprietario delle miniere del suo patrimonio”

ROMA –  Il New York Times ha dedicato al Milan un articolo sul quotidiano in edicola e su Nytimes.com in cui parla di denaro “oscuro” e un proprietario misterioso. I tre giornalisti  Sui-Lee Wee, Ryan McMorrow e Tariq Panja,  autori dell inchiesta, hanno analizzato la condizione di Li Yonghong,  proprietario da aprile del club rossonero ceduto (a rate) da Silvio Berlusconi , e il Guizhou Fuquan Group, indicato nel curriculum ufficiale di Mr. Li come il suo “principale” asset: un gruppo proprietario “della più grande miniera di fosforo cinese”. Il New York Times scrive smentendolo che l’impero minerario descritto da Li Yonghongera a malapena conosciuto” nel settore minerari,  ponendo seri dubbi circostanziati sulla reale proprietà della miniera, che apparterrebbe invece a Guangdong Lion Asset Management, una società che ha cambiato quattro proprietari negli ultimi due anni.

Uno di questi Li Shangbing, appare come rappresentante legale di Sino-Europe Asset Management, nota come una delle “scatole cinesi” con cui sette mesi fa è stato acquistato il Milan. Una persona rimasta fin qui sullo sfondo della vicenda rossonera, ma che potrebbe acquisire importanza. Li Shangbing ha dichiarato al New York Times  di “non conoscere Li Yonghong” ma  i giornalisti del quotidiano americano li collegano, non solo per Sino-Europe Asset Management, per una disputa legale in cui Li Yonghong e Guangdong Lion sono stati accusati congiuntamente.

I giornalisti del NYT hanno visitato gli uffici di Guangdong Lion a Guangzhou lo scorso agosto, trovandoli “chiusi, con un avviso di sfratto alla porta; all’interno, le scrivanie e le sedie erano in disordine, i computer erano privi di disco fisso e i vermi infestavano un cestino della spazzatura”.

Il New York Times ha accertato ed evidenziato come la miniera per quattro volte abbia cambiato  proprietario, due volte a costo zero. Curiosamente, quasi tutti i proprietari si chiamano Li, cognome comunque comune in Cina. Li Shangsong, co-proprietario con Li Shangbing, ha ceduto le sue quote a Li Qianru. Dopodichè Li Shangbing e Li Qianru hanno ceduto a costo zero a Li Yalu l’intera miniera, che per lo stesso prezzo tre settimane dopo è stata cedura a Zhang Zhiling. Come è facile dedurre, non risulta semplice e tantomeno logico ricostruire la ragioni di queste operazioni e sopratutto cosa e quanto abbiano a che fare con le sorti del Milan.

Nella propria inchiesta narrata nell’ articolo in questione  il NYT ha evidenziato i precedenti di Li Yonghong e della sua famiglia. “Nel 2013, l’autorità di sicurezza ha multato Mr. Li di 90.250 dollari (circa 76.500 euro al cambio attuale n.d.r. ) per la mancata comunicazione della cessione di azioni per 51,1 milioni di dollari (circa 43,3 milioni di euro al cambio attuale n.d.r. ).  Nel 2004 secondo The Shanghai Securities News, l’organo di informazione “ufficiale” dell’Autorità di sicurezza cinese, l’azienda di famiglia di Mr. Li, la Guangdong Green River Company, si è associata con altre due compagnie per truffare più di 5.000 investitori per 68,3 milioni di dollari (circa 57,8 milioni di euro al cambio attuale n.d.r. ). Il papà e il fratello di Mr. Li vennero condannati al carcere. Mr. Li secondo il resoconto venne investigato ma non accusato di comportamento scorretto”.
Mr. Li ha anche preso in prestito circa $ 354 milioni dalla società di gestione di fondi hedge Elliott, un prestito che deve rimborsare entro ottobre 2018. Una portavoce di Elliott ha rifiutato di commentare. Il Milan rimane quindi indebitato e non redditizio, e potrebbe avere difficoltà a rimborsare ciò che deve da solo. Ha speso circa $ 274 milioni per acquistare e contrattualizzare  ben 11 giocatori questa estate.
Il New York Times in perfetto stile di giornalismo investigativo anglosassone ha contattato i protagonisti della vicenda. Mr. Li attraverso il Milan ha rifiutato una intervista. La Banca Rothschild, advisor cioè consulente di Mr. Li nella trattativa con Berlusconi, ha ritenuto di non commentare. Li Shangbing in una intervista telefonica ha affermato di non conoscere Li Yonghong, negandoo di aver costituito la Sino-Europe e di possedere quote del Milan, rifiutandosi di rispondere ad altre domande.
Il Milan non ha voluto rilasciare commenti su Li Shangbing ma un portavoce del club ha detto che il controllo di Mr. Li sulla miniera è stato verificato dagli avvocati e dalle banche coinvolti nella trattativa. Lo stesso portavoce, secondo il NYT, ha detto che Li non aveva nulla a che vedere con le accuse ai suoi parenti ed è stato una “vittima” nel caso giudiziario con Guangdong Lion, mentre la multa da 90.250 dollari si spiegherebbe con la sua poca familiarità con le regole di borsa. Il NYT non è riuscito a rintracciare Chen Huashan, legale rappresentante della Sino Europe Sports Investment Management  cioè della società che ha acquistato il club rossonero da Berlusconi nello scorso aprile. E più di un giornalista ha lo identificato come un “prestanome” di Li Yonghong.
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