MENU
1 Aprile 2026 12:54

«Report», quel teorema su Berlusconi nell’inchiesta di Ranucci

A quasi trent’anni dalla discesa in campo dell’ex Premier, ci si sarebbe aspettato un salto di qualità, un’analisi politica. Qualcosa, insomma, degno della Rai, del servizio pubblico

di Aldo Grasso*

Silvio Berlusconi era appena uscito dall’ospedale e su Rai3 andava in onda «Report» con un’inchiesta di Luca Bertazzoni dal titolo «Il Paese che amo». Qui non si discute di tempistica ma di metodo. Sigfrido Ranucci è libero di organizzare inchieste su Berlusconi ma, a quasi 30 anni dalla «discesa in campo», mi sarei aspettato un salto di qualità, un’analisi politica, insomma qualcosa degno della Rai, del servizio pubblico. E invece ecco l’incipit moralistico: «Berlusconi aveva tutti i diritti di diventare presidente della Repubblica, non lo è diventato perché ha inoculato nella società un modello di scorciatoie, uomo solo al comando, interessi personali, editti bulgari e fango sugli avversari». Poi si è parlato di «democrazia dell’audience», di Forza Italia come un «prodotto televisivo» e di Berlusconi professionista dello storytelling.

Il colpo grosso dell’inchiesta di Bertazzoni è stata una penosa intervista a Noemi Letizia di Casoria dove l’unica domanda che andava fatta alla signora era questa: «Scusi, ma i suoi genitori che parte hanno avuto in questa triste vicenda?». Il metodo Report, gestione Ranucci, lo conosciamo: c’è un teorema da dimostrare per rafforzare il quale si usano spezzoni d’intervista, interlocutori come Lele Mora (almeno sincero), un Emilio Fede malato, un agente delle olgettine, filmati rubati, intercettazioni telefoniche, cose del genere: «la tragicommedia del giornalismo complottista», com’è stato definito questo tipo d’inchieste. Quando Ranucci interveniva da studio, alle sue spalle appariva un ritratto di Mussolini. Perché non ci siano equivoci, non vorrei essere tacciato di berlusconismo: il servizio si è concluso con il ricordo di BiagiSantoro e Luttazzi, martiri degli «editti bulgari». Nel 1994 anch’io fui fatto fuori da Berlusconi, per mano di Moratti Letizia di Milano. Non mi sono mai sentito un martire.

*tratto dal CORRIERE DELLA SERA

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Bonifici bloccati dal 2 al 6 aprile: come trasferire il denaro, le alternative
Milano, nove indagati in inchiesta per turbativa d'asta vendita San Siro: "Bando su misura per Inter e Milan"
Sinner fa la "doppietta" e dopo Indian Wells vince anche il torneo di Miami
La sfide più urgente dell'informazione è il comportamento del pubblico più giovane
Tutti i socialnetwork dovrebbero prendere esempio da Apple: verifica +18 con carta di credito o documento per accedere ai servizi
F1, Gp Giappone: vince Kimi Antonelli . Adesso guida il Mondiale piloti . Terzo un incredibile Leclerc
Cerca
Archivi
Bonifici bloccati dal 2 al 6 aprile: come trasferire il denaro, le alternative
Milano, nove indagati in inchiesta per turbativa d'asta vendita San Siro: "Bando su misura per Inter e Milan"
Sinner fa la "doppietta" e dopo Indian Wells vince anche il torneo di Miami
La sfide più urgente dell'informazione è il comportamento del pubblico più giovane
Tutti i socialnetwork dovrebbero prendere esempio da Apple: verifica +18 con carta di credito o documento per accedere ai servizi

Cerca nel sito