“RECOVERY FUND ULTIMA CHIAMATA”

“RECOVERY FUND ULTIMA CHIAMATA”

PresaDiretta con la puntata “Recovery Fund ultima chiamata”, ha attraversato il Paese per raccontare dal basso la crisi economica, la sofferenza dei distretti industriali, la paura di non farcela dei commercianti e le saracinesche già abbassate. L’ inviata Sabrina Carreras ha attraversato la Puglia per vedere che cosa si è fatto del Piano di Sviluppo Rurale indetto dalla regione e finanziato con fondi europei per l’innovazione in agricoltura, specialmente per i giovani.

di REDAZIONE POLITICA

RECOVERY FUND ULTIMA CHIAMATA è un racconto in onda lunedì 15 alle 21.20 su Rai3, realizzato dai colleghi Riccardo Iacona con Sabrina Carreras, Giuseppe Laganà, Elena Marzano, Martina Cecchi De Rossi, Massimiliano Torchia.

PresaDiretta con la puntata “Recovery Fund ultima chiamata”, ha attraversato il Paese per raccontare dal basso la crisi economica, la sofferenza dei distretti industriali, la paura di non farcela dei commercianti e le saracinesche già abbassate. Su tutti, incombe la fine del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione Covid.

C’è da presentare in Europa il progetto per far ripartire l’Italia. Il Paese è allo stremo, in un anno abbiamo perso quasi 9 punti di Pil e centinaia di migliaia di posti di lavoro. I soldi dell’Europa andranno utilizzati bene e subito, ma l’Italia negli ultimi anni ha speso solo un terzo dei Fondi Europei ricevuti, ci vuole un cambio di passo. E infine, cosa c’è nei Recovery Plan degli altri?

E poi, ci attendono 209 miliardi tra prestiti e sussidi: saremo in grado di spenderli al meglio per far ripartire il Paese? Perché non basta avere i soldi per mettere in moto l’economia, ce lo dice la cronica incapacità italiana di utilizzare i Fondi Europei. Siamo ai primi posti per Fondi assegnati e terzultimi per capacità di spesa. PresaDiretta è andata a vedere sul campo che cosa vuol dire: in Puglia, in Sardegna e in Sicilia. E poi in Emilia Romagna, dove l’organizzazione e la programmazione della spesa dei soldi europei fanno la differenza.

PresaDiretta è andata a Torino, dove la Confcommercio stima una perdita dei ricavi del 56% nella ristorazione e del 60% nel turismo. A Prato, il più grande distretto tessile d’Europa, dove a perdere il lavoro potrebbero essere in 15mila.  A Fermo, dove si producono le scarpe per mezzo mondo, che ha già perso quasi il 30% del fatturato. A Napoli tra i ristoranti e le pizzerie già condannati e alla Whirlpool, simbolo di tante battaglie, dove 357 operai rischiano definitivamente il licenziamento, nonostante le ripetute promesse e garanzie (a parole) dell’ ex-ministro Luigi Di Maio.

Infine PresaDiretta è stata in Francia, un Paese in cui la crisi economica morde come in Italia, per vedere come sta affrontando il Piano per la ripresa. Si chiama France Relance, il Piano di Rilancio transalpino e non solo è già molto dettagliato per settori, cifre, interventi, beneficiari e impatto previsto, ma è già operativo da settembre scorso, quando è stato presentato.

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