Quali mascherine ci proteggono dal Coronavirus ? Tre consigli contro le “bufale”

Quali mascherine ci proteggono dal Coronavirus ? Tre consigli contro le “bufale”

Ma la corsa alla ricerca delle mascherine serve realmente a evitare il contagio da Covid-19. In realtà dipende da quale si utilizza. I consigli dell’associazione di categoria. Perchè scegliere maschere FFP2 e FFP3 conformi alla EN 149. Mascherine e altri articoli spacciati come antidoti del coronavirus sono stati sequestrati nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Torino con una maxi operazione che ha scoperchiato una rete di imprenditori che vendeva online, in siti chiamati “Coronavirus Shop“, il materiale “miracoloso”. Nell’ultimo blitz sono 14 gli impresari accusati di frode. Sale così a 33 in pochi giorni il bilancio dei truffatori del web indagati.

ROMA – Sono centinaia di miglia di persone, in tutto il mondo, che ormai escono di casa indossando la mascherina per cercare di evitare un contagio da Covid-19 (meglio noto come CoronaVirus) . In molti si chiedono se sia utile o meno  indossare una mascherina e quale tipo ? La risposta giusta è una: dipende. Infatti dipende essenzialmente da quale tipo mascherina sono in possesso ed indossano. Quelle antismog o chirurgiche servono a ben poco, in quanto chiaramente non sono state realizzate per difendersi dai virus.

Ma come scegliere la mascherina giusta? Sono tre i consigli preziosi forniti da Assosistema Safety, l’associazione di categoria che  rappresenta in Confindustria i maggiori produttori e distributori dei Dpi , sigla che identifica i dispositivi di protezione individuali e collettivi.

Mascherine e altri articoli spacciati come antidoti del coronavirus sono stati sequestrati nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Torino con una maxi operazione che ha scoperchiato una rete di imprenditori che vendeva online, in siti chiamati “Coronavirus Shop“, il materiale “miracoloso”. Nell’ultimo blitz sono 14 gli impresari accusati di frode. Sale così a 33 in pochi giorni il bilancio dei truffatori del web indagati.

Gli articoli “antidoti del Covid-2019I venditori-truffatori  di sedicenti antidoti offrivano articoli “pronti a garantire una protezione totale dal contagio dal Coronavirus”: ionizzatori d’ambiente, mascherine, tute, guanti protettivi, prodotti igienizzanti, occhiali, kit vari, facciali filtranti, copri-sanitari, integratori alimentari. Gli imprenditori pubblicizzavano in maniera ingannevole gli articoli, che potevano “garantire l’immunità totale dal Covid-19”.

 

Kit venduti a prezzi folli. Anche in questo caso i prezzi alla vendita per ogni singolo articolo hanno raggiunto le migliaia di euro. I Baschi verdi del Gruppo Pronto Impiego Torino della Guardia di Finanza, coordinati dai pm Vincenzo Pacileo e Alessandro Aghemo  della Procura di Torino, sono riusciti a scovare ed identificare gli italiani responsabili della frode in commercio, che ora rischiano fino a 2 anni di reclusione.

Operazione partita da Torino ha riguarda tutto il territorio nazionale La frode scoperta dalle fiamme gialle torinesi riguardano tutto il territorio nazionale. Ferramenta, commercianti di detersivi, autoricambi, coltivatori diretti e allevatori di bestiame, venditori porta a porta, profumerie queste le attività dei “furbetti del web”. Nell’operazione coinvolte  le province di Torino, Cosenza, Napoli, Foggia, Rimini, Salerno, Caserta, Modena, Cagliari, Campobasso, Mantova e Macerata.

Le Fiamme Gialle chiudendo il “cerchio” intorno a questa prima fase investigativa, hanno inoltre segnalato all’Autorità Giudiziaria le 16 società coinvolte per la responsabilità amministrativa derivante dalla commissione dei reati, violazioni queste, che prevedono sanzioni e pene severissime; si va dalle sanzioni pecuniarie, alla confisca del profitto ottenuto, alla revoca delle licenze, sino al divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.

L’emergenza del coronavirus e la corsa alle mascherine filtranti di questi giorni ci impone di fornire, come associazione di categoria che in Confindustria rappresenta i maggiori produttori e distributori di dispositivi di protezione individuale, alcuni importanti chiarimenti sul loro utilizzo e sulla loro efficacia di protezione“, avverte Claudio Galbiati, presidente di Assosistema Safety.

1. Distinguere le maschere di protezione respiratoria da quelle chirurgiche o antismog.Queste ultime sono dispositivi medici e nascono con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni specifiche – per esempio in sala operatoria – e non il personale sanitario in quanto non hanno un bordo di tenuta sul volto e uno specifico sistema filtrante per aerosol solidi e liquidi, a differenza dei Dpi”, riporta un documento dell’associazione di categoria. “Le maschere chirurgiche possono riportare la marcatura CE – che attesta la rispondenza a quanto disposto dalla Direttiva 93/42/CEE in ambito di dispositivi medici – e possono essere conformi alla norma armonizzata EN 14683, che descrive le prove utili a verificare che l’idoneità a proteggere il paziente da ciò che viene espirato da chi le indossa».

Ma quando l’obiettivo è proteggersi dai virus, allora bisogna necessariamente indossare una mascherina Dpi.

2. Scegliere maschere FFP2 e FFP3 conformi alla EN 149.Le mascherine filtranti consigliate sono le FFP2 e FFP3 che hanno un’efficacia filtrante del 92% e del 98%“, spiega il Vice Presidente di Assosistema Safety Alberto Spasciani, che  ricorda come nel caso del CoronaVirus l’ OMS cioè l’  Organizzazione Mondiale della Sanità prescriva un dispositivo conforme alla norma EN 149 con valida marcatura CE seguita dal numero dell’Organismo di Controllo che ne autorizza la commercializzazione.

Le mascherine conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 149:2009 sono idonee anche per proteggersi da “agenti biologici aerodispersi” come i virus: a riconoscerlo sono autorità italiane come il Ministero della Salute e l’Ispesl, e internazionali, come l’Oms, lo statunitense Niosh-National Institute for Occupational Safety and Health  ma anche l’ Uni ente italiano di normazione.

3. Indossare correttamente la mascherina. Sembra una stupidaggine, ma molte persone indossano la mascherina in maniera errata rendendola di fatto inutile. “Bisogna indossare il Dpi correttamente – spiega un documento di Assosistema Safety dedicato al CoronaVirus – avendo cura di seguire le istruzioni del fabbricante e verificando la tenuta della maschera al volto dell’operatore. Questo è fondamentale per garantire la protezione, dato che anche il dispositivo più sofisticato indossato in maniera non corretta non serve a nulla” .

Anche l’ OMS si è soffermata sulle istruzioni di base per indossare le mascherine, rivolte in particolare al personale sanitario: come prima cosa bisogna pulire le mani con un disinfettante a base di alcol o con acqua e sapone; nel coprire la bocca e il naso, è necessario assicurarsi che non ci siano spazi tra il viso e la mascherina, facendo in modo che quest’ultima copra fin sotto il mento.

Non bisogna toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se è necessario farlo, occorre pulire prima le mani con un detergente a base di alcol o acqua e sapone. Sostituire sempre la mascherina con una nuova non appena è umida e non riutilizzare quelle monouso. Per togliere la mascherina, rimuoverla da dietro e non toccare la parte anteriore del dispositivo. E dopo averla tolta, buttarla immediatamente in un contenitore chiuso, pulendo in modo adeguato le mani.

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