Provincia di Taranto. Elezione del nuovo consiglio provinciale finisce pari: 6 a 6

Provincia di Taranto. Elezione del nuovo consiglio provinciale finisce pari: 6 a 6

Rispetto ai 439 consiglieri comunali aventi diritto, hanno votato per il Consiglio in 426; 4 le schede nulle. I 12 nuovi consiglieri provinciali restano in carica due anni secondo quanto previsto dalla legge Delrio (2014), non percepiscono indennità, approvano bilanci, regolamenti, piani e programmi e ogni altro atto

di Redazione politica

Ancora una volta la stampa tarantina non riesce a manifestare un pizzico di indipendenza e professionalità in occasione dell’ elezione per il rinnovo del consiglio provinciale di Taranto, il cui presidente attuale Giovanni Gugliotti, ha iniziato il conto alla rovescia della sua rottamazione politica non potendo essere rieletto in quanto sta per esaurirsi in primavera il suo secondo mandato di Sindaco di Castellaneta, e quindi decadrà da entrambi gli incarichi.

Viene da ridere ( o da piangere !) alla lettura della prima pagina del “Nuovo Quotidiano di Puglia” stamane in edicola che indicava come vincente la lista del centrosinistra nei confronti di quella del centrodestra per 7 a 5, quando invece il risultato finale è stato di perfetta parità: 6 eletti nel centrosinistra e 6 nel centrodestra nonostante il superiore numero di amministrazioni di colore giallorosso in terra jonica. Ma cosa aspettarsi da certi giornalisti….

Fratelli d’Italia è il primo partito in assoluto per voti di preferenza fra gli amministratori comunali delle provincia, ed elegge due rappresentanti Roberto Puglia e Maria Giovanna Galatone nel consiglio provinciale di Taranto. Un ottimo risultato che conferma l’ottimo lavoro svolto in provincia di Taranto da Dario Iaia e Renato Perrini.

Roberto Puglia (in piedi nella foto) e Maria Giovanna Galatone (prima in piedi da sx nella foto) (seduti) il vice coord. regionale Renato Perrini ed il coordinatore di Taranto e Provincia Daio Iaia.

In casa Lega il consigliere di Palagianello Marco Natale (che fa riferimento a Gianfranco Chiarelli) ha ricevuto 7214 voti ponderati, superando il sindaco di Maruggio Alfredo Longo “sponsorizzato” da Gugliotti (che è il vero grande “sconfitto”) che ha ricevuto solo 5847 voti ponderati. Non ce l’ha fatta invece ad essere eletto il candidato Domenico Gigante, consigliere comunale di Sava , che era sostenuto dal sen. Roberto Marti coordinatore regionale della Lega Puglia, che dimostra ancora una volta la propria mancanza di “peso politico” sul territorio della provincia di Taranto.

La coalizione giallorossa del centrosinistra (Pd-M5S e Civici) sostiene di aver vinto le elezioni, quando invece è riuscita in realtà a pareggiare soltanto grazie all’alleanza con il M5S, senza i cui voti senza alcun dubbio avrebbe perso le elezioni.

Questi i consiglieri eletti alla Provincia di Taranto

Rispetto ai 439 consiglieri comunali aventi diritto, hanno votato per il Consiglio in 426; 4 le schede nulle. I 12 nuovi consiglieri provinciali restano in carica due anni secondo quanto previsto dalla legge Delrio (2014), non percepiscono indennità, approvano bilanci, regolamenti, piani e programmi e ogni altro atto. Alla Provincia di Taranto sono assegnate le competenze sulla rete di strade provinciali, sull’edilizia scolastica superiore e sulla pianificazione della rete scolastica, oltre all’assistenza tecnico amministrativa ai Comuni, la pianificazione territoriale e le pari opportunità. Su delega della Regione Puglia anche le autorizzazioni ambientali in Provincia di Taranto.

Due le liste presentate:Terra Ionica” (centrosinistra, M5S e civici), che ha ottenuto 48.290 voti ponderati , e “Progetto Comune” (centrodestra e civici), che ha ottenuto 46.767 voti ponderati. Voti che hanno consentito l’elezione di sei consiglieri provinciali per ognuna delle due liste. Uno scenario molto diverso dall’elezione trasversale di Gugliotti alla presidenza, volute e consentita sopratutto dal lavoro dietro le quinte degli “uomini” di Emiliano (De Franchi, Lopane e Mazzarano) che non voleva Rinaldo Melucci alla presidenza della Provincia di Taranto.

Eletti nel centrosinistra-lista “Terra Jonica” : Paolo Lepore (consigliere di Massafra – 4982 voti) , Gregorio Pecoraro (sindaco di Manduria – 5601 voti ) , Vito Parisi (sindaco di Ginosa – 6834 voti) Aurelio Marangella (consigliere di Grottaglie – 7446 voti ), Anna Filippetti (consigliera di Laterza – 4411 voti ) e Franco Andrioli (sindaco di Statte – 6139 voti ).

Eletti nel centrodestra-“Progetto Comune”: Marco Natale (consigliere di Palagianello – 7214 voti) , Alfredo Longo (sindaco di Maruggio – 5847 voti), Vito Punzi (consigliere di Montemesola – 5306 voti) , Roberto Puglia (consigliere di Manduria – 5070 voti) , Angelo De Lauro, ( consigliere di Lizzano – 4317 voti), Maria Giovanna Galatone (consigliera di Palagianello 4876 voti).

l’ avv. Marcello Vernola

Nel frattempo è stata ufficializzata l’ultima “mancetta” di Gugliotti, che arriva a pochi mesi dalla sua scadenza da presidente della Provincia di Taranto, con la nomina a direttore generale dellì amministrazione provinciale dell’ avvocato barese Marcello Vernola, già presidente della Provincia di Bari con una lunga navigazione politica iniziata nella Democrazia Cristiana, passando per l’ Udc, per poi finire oggi nella Lega Puglia.

Vernola guadagnerà 7 mila euro al mese (oltre la tredicesima !) sino alla scadenza della presidenza Gugliotti. Vernola compare nell’inchiesta sul “crack” delle Ferrovie Sud Est, a cui dal giugno 2013 sino a febbraio 2015 aveva prestato consulenze legale  riuscendo ad incassare, competenze a fronte delle 12 proprie consulenze, la maggior parte delle quali riguardavano programmi di valorizzazione con annesso studio di fattibilità di diverse stazioni ferroviarie, incassando la somma complessiva di 294mila 550 euro. Ma non si limitò, infatti in un solo giorno e tramite sei consulenze , tutte rigorosamente “frazionate” per poter effettuare l’ affidamento diretto essendo sotto soglia per l’obbligo di bandire delle gare,  lo Studio Legale Vernola si portò a casa la bellezza di altri 110mila euro. Quindi a ben vedere i 7 mila euro al mese di Gugliotti, sono realmente una “mancetta” per l’ avv. Vernola.

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