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4 Aprile 2026 23:00

PROVANO A INSABBIARE IL PROCESSO A GRILLO JR

Dove è in queste ore la politica, dove sono in queste ore i giornali e i giornalisti che si autoproclamano "cani da guardia" contro gli abusi di potere? La magistratura sostiene di non trovare il tempo in tre anni per processare il figlio di Beppe Grillo per una violenza cristalizzata in video e nel racconto dettagliato della vittima? Ma chi vogliono prendere in giro questi magistrati che poi sono gli stessi che negano il problema dei tempi della giustizia?

di ALESSANDRO SALLUSTI*

A ormai tre anni dai fatti il processo a Ciro Grillo, figlio del leader Cinque Stelle, rischia di insabbiarsi nei meandri della giustizia. Una dei pm che conduceva le indagini è stata infatti trasferita ad altro incarico e il suo capo, il procuratore di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, mette le mani avanti: non abbiamo le forze – sostiene – per garantire il regolare sviluppo dell’attività giudiziaria.

Può essere, ma può essere anche che questo processo non s’ abbia da fare, almeno non fino a che i Cinque Stelle saranno la lunga mano della magistratura dentro il governo. Intendo dire: la magistratura ha trovato la forza e le risorse per braccare a tempo di record Silvio Berlusconi per le sue cosiddette “cene eleganti” dove nessuna violenza o scorrettezza è mai stata provata, tanto che il Cavaliere è stato assolto per non aver commesso il fatto e sostiene di non trovare il tempo in tre anni per processare il figlio di Beppe Grillo per una violenza cristalizzata in video e nel racconto dettagliato della vittima? Ma chi vogliono prendere in giro questi magistrati che poi sono gli stessi che negano il problema dei tempi della giustizia?

Io non so se Ciro Grillo è colpevole o innocente. So che lui e noi abbiamo diritto di sapere una verità in tempi certi che evidentemente non coincidono con quelli dell’opportunità politica. Siamo in un periodo in cui si spendono fiumi di parole- a volte anche a vanvera – sulla sacralità e le libertà delle donne e poi si fa finta di niente se una ragazza violentata deve attendere anni per avere giustizia solo perché il presunto violentatore è figlio di un importante leader politico?

Dove è in queste ore la politica, dove sono in queste ore i giornali e i giornalisti che si autoproclamano “cani da guardia” contro gli abusi di potere? Cosa c’è di più scandaloso- molto più del ridicolo caso Durigon – di una ragazza a cui il sistema giustizia-politica nega un giusto processo?

La verità è che i “cani da guardia” sono dei chihuahua di Conte, Grillo e della magistratura. Bravi solo a riportare l’osso ai padroni in cambio di un biscottino. E questo è un Fatto quotidiano e incontestabile.

*direttore del quotidiano LIBERO

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