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9 Luglio 2026 23:06

Proseguono i controlli ecologici dei Carabinieri del Noe nella provincia Taranto

Il sequestro dei Carabinieri del Noe di Lecce del valore di circa due milioni di euro è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Taranto dr. Pompeo Carriere.
nella foto il Gip Pompeo Carriere
nella foto il Gip Pompeo Carriere

In località “Santa Teresa” fra Statte e Taranto , i Carabinieri del Noe di Lecce comandati dal T.Col. Nicola Candido, hanno sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza un’area di circa 70mila metri quadrati all’interno della quale veniva esercitata illegalmente attività estrattiva di pietra calcarea bianca, un impianto di frantumazione e settantamila metri cubi di materiale inerte in varie pezzature. Al termine dell’attività ispettiva sono stati deferiti in concorso fra di loro, in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Taranto, il rappresentante legale della società, il direttore di cava ed il sorvegliante delle attività di cava, per aver esercitato attività estrattiva senza alcuna autorizzazione, per aver omesso la presentazione della denuncia di inizio lavori alle Autorità competenti ed agli organi di vigilanza, per non aver predisposto il documento di stabilità dei fronti di cava, e per non aver predisposto anche il documento relativo alla sicurezza nel luoghi di lavoro.  A loro carico anche le responsabilità di inosservanza del provvedimento di sospensione impartitogli dall’ Ufficio Minerario Regionale. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è di circa due milioni di euro, ed è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Taranto dr. Pompeo Carriere. Oltre all’ Autorità Giudiziaria, sono state relazionate del sequestro anche le rispettive autorità amministrative per i provvedimenti di loro competenza.

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Sempre nella provincia tarantina, questa volta in località “Palombara” a San Marzano di San Giuseppe,  è stato effettuato un altro controllo dei Carabinieri del NOE  di Lecce nella sede operativa di una società operante nel settore dell’estrazione e della commercializzazione della pietra calcarea, che hanno segnalato  alla Procura della repubblica di Taranto l’amministratore unico della società, responsabile di aver esercitato l’attività estrattiva in maniera difforme rispetto alle autorizzazioni ricevute, effettuando la coltivazione della cava da un fronte esattamente opposto a quello indicato nel progetto presentato agli organi di controllo.  Ulteriori accertamenti sono ancora in corso.

 

 

 

 

 

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