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6 Aprile 2026 12:53

Pilota Usa disperso in Iran ecco come è stato salvato dalle forze speciali

Operazione ad alto rischio dopo ore di ricerche e scontri, è stato recuperato nel sudovest dell’Iran il secondo pilota dell'aereo Usa colpito ed abbattuto. Decisiva la copertura aerea americana, mentre le forze iraniane tentavano di intercettare il militare

Dopo ore di tensione e operazioni ad alto rischio, si è conclusa con successo, la missione delle forze speciali statunitensi per recuperare il secondo pilota disperso in Iran in seguito all’abbattimento di un F-15E avvenuto venerdì. Il militare americano salvatosi con il paracadute, è rimasto isolato e nascosto per oltre 36 ore, è stato localizzato e tratto in salvo al termine di una complessa operazione di ricerca e soccorso che ha coinvolto centinaia di soldati delle forze speciali della Army Delta Force e Navy SEAL Team Six che sono state supportati da agenti operativi dalla CIA.

Secondo quanto riferito da Axios, entrambi i membri dell’equipaggio erano riusciti a stabilire un contatto subito dopo essersi catapultati fuori dal velivolo. Il primo recupero era avvenuto già nelle ore immediatamente successive all’incidente, mentre per il secondo si è resa necessaria una missione più lunga e articolata, condotta da un’unità di commando specializzata, che è stata supportata da un massiccio dispositivo di copertura aerea.

Ci è voluto più di un giorno per localizzare e salvare l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma. Un alto funzionario dell’Amministrazione ha dichiarato che, prima di localizzare il secondo pilota, la Cia ha lanciato una campagna di depistaggio diffondendo in Iran la notizia che le forze statunitensi lo avevano già trovato e stavano tentando un’esfiltrazione via terra. Un «inganno militare» con cui si è riusciti a  confondere i funzionari iraniani durante le operazioni di ricerca e soccorso.

Le forze speciali americane sono state dispiegate sul terreno iraniano sia venerdì sia il sabato scorso nell’ambito di una missione che ha richiesto coordinamento e rapidità d’azione per individuare il pilota americano che era rimasto soltanto con la propria pistola in dotazione per la propria difesa, una missione che è stata la massima priorità per le forze americane nelle ultime 48 ore. L’operazione ha visto la partecipazione di centinaia di soldati delle forze speciali, decine di aerei da combattimento ed elicotteri, oltre a capacità operative nei settori cyber, spaziale e d’intelligence.

Nel frattempo, la Cia ha utilizzato «capacità uniche» per cercarlo. “È stata la ricerca di un ago in un pagliaio, ma in questo caso si trattava di un coraggioso americano nascosto in una fenditura di montagna, invisibile se non per le capacità della Cia, ha affermato il funzionario. La Cia ha condiviso la sua posizione precisa con il Pentagono, le forze armate statunitensi e la Casa Bianca, e Trump ha ordinato un’immediata missione di salvataggio. Il pilota, ha affermato un colonnello, «ha riportato ferite ma si riprenderà completamente». Una fonte israeliana ha riferito a Iran International, media d’opposizione basato a Londra, che due unità di commando israeliane, Shaldag e Sayeret Matkal, hanno partecipato all’operazione di salvataggio del pilota americano.

Nel momento in cui il pilota americano disperso è stato localizzato, è scattata l’operazione di recupero per il suo salvataggio. nello stesso momento, i pasdaran iraniani hanno inviato delle proprie truppe nella regione nel tentativo di ostacolare l’intervento. Secondo delle fonti, i caccia dell’Aeronautica statunitense hanno condotto attacchi contro le forze iraniane per impedire loro di raggiungere l’area. Durante la prima operazione, avvenuta venerdì, un elicottero Blackhawk coinvolto nella missione è stato colpito dalle forze iraniane: l’equipaggio ha riportato ferite, ma il velivolo è riuscito comunque a proseguire il volo. 

Aerei d’attacco hanno inoltre sganciato bombe e aperto il fuoco contro convogli iraniani per tenerli lontani dall’area in cui si nascondeva l’aviatore., mentre le forze Usa convergevano verso di lui, è scoppiato uno scontro a fuoco, secondo due ex alti ufficiali militari vicini all’operazione.

Le operazioni di recupero del pilota americano sono state seguite in tempo reale dai vertici politici e militari degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump e i membri più importanti del suo staff hanno monitorato il salvataggio dalla Situation Room della Casa Bianca, secondo quanto riportato da fonti ufficiali. L’abbattimento dell’F-15E ha rappresentato uno scenario particolarmente critico per le forze armate americane, mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica  era impegnato in una vera e propria corsa contro il tempo per localizzare il pilota disperso nel sudovest dell’Iran.

A rendere possibile il recupero del pilota americano c’è stato anche l’impiego massiccio di droni. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, velivoli statunitensi MQ-9 Reaper hanno colpito combattenti iraniani che si erano avvicinati troppo al co-pilota, creando una sorta di fuoco di sbarramento per proteggere l’area prima dell’arrivo delle forze speciali. Gli Stati Uniti hanno fatto ampio ricorso a questi droni nel corso del conflitto, perdendone almeno 16. Parallelamente, alcuni caccia hanno svolto manovre diversive e operazioni di intercettazione per allontanare le forze nemiche dalla zona del recupero. L’aviatore, equipaggiato con un radiofaro di segnalazione e un dispositivo di comunicazione protetto, è riuscito a coordinarsi con le forze impegnate nel salvataggio. Essendo l’aereo americano F-15E stato abbattuto in una regione con significativa opposizione al governo iraniano, il militare potrebbe aver ricevuto aiuto e riparo dalla popolazione locale. Ferito ma cosciente, è stato infine raggiunto e tratto in salvo.

“Lo abbiamo recuperato!” ha annunciato Donald Trump in un messaggio pubblicato sul proprio social Truth, definendo l’intervento “una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli Stati Uniti”. Il presidente ha evidenziato che il militare, un colonnello di alto rango, si trovava “dietro le linee nemiche” ed era costantemente braccato dalle forze avversarie. Trump ha spiegato di aver ordinato l’impiego di “decine di velivoli equipaggiati con le armi più letali” per garantire il successo della missione, spiegando che il pilota, sebbene ferito , ma si riprenderà completamente. 

Per gli Usa il bilancio dell’intera operazione di recupero del pilota abbattuto è stato pesante. Secondo fonti di stampa Usa, da venerdì le forze Usa hanno perso l‘F15-E, due C-130 e due elicotteri Hh-60 Black Hawk finiti in fiamme, un piccolo Mh-6 Little Bird i cui resti sono stati trovati oggi, due droni MQ-9 Reaper che facevano d’appoggio ai commando e un A-10 Thunderbolt che l’Iran sostiene di avere abbattuto il primo giorno. 

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