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11 Ottobre 2026 15:11

Pier Ferdinando Casini annuncia: “Dopo 44 anni mi fermo e non mi ricandido”

"Lascio il Parlamento. Ritengo sia giunto il momento di cedere spazio a personalità più in sintonia con i partiti e con le coalizioni" in vista delle prossime elezioni: dichiara l'ex presidente della Camera al "Il Corriere della Sera" e a QN
di Manuela Nicolosi

Pier Ferdinando Casini annuncia l’addio al Parlamento dopo quasi mezzo secolo tra gli scranni di Camera e Senato. “Alle prossime elezioni politiche, dopo 44 anni, non mi ricandiderò. Lascio il Parlamento. Ritengo sia giunto il momento di cedere spazio a personalità più in sintonia con i partiti e con le coalizioni che si presenteranno agli elettori. Ringrazio tutti per la fiducia che m’è stata finora accordata. Mi fermo qui”. L’ex presidente della Camera, dopo aver attraversato da protagonista la Prima e la Seconda Repubblica, in una lunga intervista al Corriere della Sera annuncia quello che lui stesso definisce un “passaggio realmente complicato“: “ho sempre creduto che la cosa più difficile, in politica, sarebbe stato non tanto arrivare o rimanere, anche se poi rimanere non è che si sia rivelato così facile” ma “individuare il momento giusto in cui fermarsi”.

La decisione di fermarsi

Casini, ha spiegato che “alla vigilia di un processo elettorale che si preannuncia lungo e complicato, il mio pensiero è chiaro: tempi nuovi richiedono personalità più in sintonia con le formazioni politiche che si presentano agli elettori. È giusto che il mio cammino si fermi qui“, la sua decisione, dopo aver ricordato gli ultimi 10 anni da senatore indipendente sostenuto dal centrosinistra.

Il saluto di Casini ai bolognesi

Con una lettera a sua firma pubblicata sul quotidiano QN il senatore Casini ha salutato in particolare i bolognesi assicurando che “la politica resta una passione“. “Sono stato spettatore privilegiato delle trasformazioni del mondo e dell’Europa”, ha scrito l’ex presidente della Camera. “Ho conosciuto decine tra le personalità più importanti che hanno contrassegnato la nostra vita. È stato un cammino che ho vissuto con passione, cercando di onorare quegli impegni di responsabilità e di onestà che mi hanno trasmesso i miei genitori. È stato bello ma anche difficile”.

Le tappe della carriera politica

Il senatore Casini, in Parlamento dal 1983, due mandati a Strasburgo e presidente dell’Aula di Montecitorio dal 2001 al 2005, ripercorre sul giornale le tappe più importanti del suo lungo percorso politico: dagli esordi con la Dc, all’esperienza con il centrodestra di Berlusconi, fino a oggi.

Il giorno più bello

Il giorno più bello? “Quando, da presidente della Camera, ricevetti Giovanni Paolo II. Un uomo, un santo, che a un cristiano come me trasmetteva sensazioni irripetibili. Detto questo, sarei ipocrita se non ammettessi che ogni giorno è stato bello, entusiasmante, ogni giorno in cui mi sono alzato nell’emiciclo dell’Aula con la sensazione di essere ascoltato nel cuore della democrazia”.

Gianfranco Fini e Giorgia Meloni

I giudizi sui leader politici

Pensando ai leader di ieri e di oggi, Berlusconi, dice, era “il più carismatico”. Il politico più sottovalutato? “Gianfranco Fini. Senza la svolta di Fiuggi non ci sarebbe stata Giorgia Meloni“. E il democristiano più grande? “Fanfani! L’uomo del piano casa” e della presidenza dell’Onu, l’amico di Giorgio La Pira e di John Fitzgerald Kennedy“.

Le opinioni su Meloni e Schlein

Infine, parlando di Meloni, Pierferdinando Casini rileva come “ha dimostrato una consistenza notevole perché ha tenuto sulle spalle tutto il peso della coalizione. A volte, però, per essere coerente, rischia di passare per testarda”. Mentre a proposito di Elly Schlein, “è testarda anche lei. E sarebbe un grave errore sottovalutarla. Molti dimenticano che è capace di parlare a un mondo giovanile non omologato alla politica tradizionale”.

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