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11 Marzo 2026 09:38

Perché non si dovrebbe mai rifiutare la telefonata dei call center: l’errore da non fare

Per limitare il fenomeno non basta semplicemente evitare di rispondere. La difesa più efficace nasce da una combinazione di accorgimenti tecnici e scelte legate alla gestione dei propri dati personali.

Milioni di persone ricevono quotidianamente telefonate dai call center da numeri sconosciuti, molte volte provenienti dall’estero. La reazione più comune è ormai quasi automatica: premere il pulsante “rifiuta” per interrompere la chiamata per non ricevere fastidi. Quello che però molti ignorano, è che questo gesto automatico di rifiuto potrebbe offrire ai truffatori l’informazione che vanno cercando.

Secondo gli esperti di sicurezza, in realtà respingere una chiamata può servire a confermare che il vostro numero è funzionante e contattabile, informazione questa he, all’interno dei software utilizzati da chi effettua telefonate, diventa estremamente prezioso.

Cosa scoprono i call center

Quando una chiamata viene effettuata da software automatizzati, ogni reazione del ricevente viene registrata. I sistemi utilizzati per le campagne telefoniche raccolgono infatti una grande quantità di dati: se il telefono squilla, se la linea risulta occupata, se qualcuno risponde oppure se la chiamata viene rifiutata manualmente.

Premere il tasto di rifiuto può trasformarsi in realtà in una informazione utile, che conferma che il numero esiste, è in uso e qualcuno sta effettivamente utilizzando quel telefono. Verificata questa informazione, il contatto rischia di essere inserito in altre liste di chiamata e utilizzato nuovamente per campagne commerciali o persino dai tentativi di truffa.

Questo sistema di raccogliere informazioni è una tecnica chiamata “ghost pairing” un sistema automatizzato con cui i call center e le reti di telemarketing analizzano il comportamento degli utenti durante ogni tentativo di chiamata. Il vero obiettivo non è esclusivamente quello di parlare con la persona dall’altra parte della chiamata. Spesso serve a raccogliere segnali sul funzionamento del numero: se è attivo, se appartiene a un utente reale e se qualcuno interagisce con la telefonata.

Quando queste informazioni vengono registrate, il numero telefonico diventa più prezioso per chi gestisce database di contatti. In altre parole, il semplice gesto di rifiutare la chiamata può contribuire ad alimentare la circolazione del proprio numero all’interno di nuove liste.

Ridurre le chiamate indesiderate

Per limitare il fenomeno non basta semplicemente evitare di rispondere. La difesa più efficace nasce da una combinazione di accorgimenti tecnici e scelte legate alla gestione dei propri dati personali. Attivare i filtri anti-spam presenti negli smartphone moderni rappresenta una delle prime barriere. Molti sistemi operativi, infatti, sono in grado di identificare numeri segnalati da altri utenti e bloccarli automaticamente prima ancora che il telefono squilli.

Un altro passo importante riguarda il controllo delle autorizzazioni che concediamo online. Ridurre la condivisione del numero di telefono, revocare consensi pubblicitari non necessari e iscriversi ai registri di opposizione al telemarketing (qui il link di collegamento per registrarsi) può rivelarsi utile per diminuire la circolazione ed utilizzo dei propri dati.


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