Per la Gazzetta del Mezzogiorno l’ Inghilterra è in Europa e la sterlina vola sui mercati finanziari. Povero giornalismo…

Per la Gazzetta  del Mezzogiorno l’ Inghilterra è in Europa e la sterlina vola sui mercati finanziari. Povero giornalismo…

In realtà Brexit al 52%, e Inghilterra fuori dall’ Europa. Il premier Cameron si dimette. Il quotidiano siculo-barese unico giornale in Italia a coprirsi di ridicolo !

Schermata 2016-06-24 alle 15.41.38Povero giornalismo” è il leit-motiv  che oggi imperversa nei socialnetwork dove si ride sul titolo in prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno che ha letteralmente capovolto il risultato finale del referendum  sull’ europa che si è svolto nel nel Regno Unito.  Ma il peggio in realtà è pubblicato in seconda pagina titola “Mai paura suo mercati. Tutte le Borse brindano“. Anche in questo caso, chi ha scritto o ripreso da qualche agenzia di stampa l’articolo, ha dimostrato di  non capirci un granchè di economia e finanza. Infatti è stato un vero e proprio venerdì nero per i mercati di tutto il mondo. La Borsa di Milano non ha mai perso così tanto. Tokyo chiude la peggior seduta dall’incidente di Fukushima. Lo spread sale oltre quota 180 punti base, poi ritraccia in area 150 punti: smentite le previsioni degli analisti che vedevano vicina quota 200

In avvio di contrattazioni a Piazza Affari è solo il titolo farmaceutico “Recordati” a fare prezzo e perde soltanto… oltre il 9%, mentre tutti gli altri restano a lungo bloccati per l’eccesso di vendite.Le contrattazioni iniziano con lo scorrere dei minuti  ed il “rosso” a Piazza Affari arriva sino fino all’11%. E’ questa la maggiore perdita da quando è possibile ricostruirne a ritroso l’andamento, dal 1994.L’  Ftse Mib il 6 ottobre 2008,segnò un crollo dopo il crac della banca d’affari Lehman Brothers dell’8,24%  mentre l’11 settembre 2001 aveva perso il 7,57%.

Schermata 2016-06-24 alle 16.37.35L’ Inghilterra esce quindi dall’Ue e l’Europa reagisce, con nettezza e durezza. “L’Unione di 27 stati membri continuerà, ci aspettiamo che il governo del Regno Unito dia effetto alla decisione del popolo britannico al più presto possibile, per quanto doloroso potrà essere il processo“, commentano i presidenti delle istituzioni europee Juncker (Commissione Ue), Tusk (Consiglio Europeo), Schulz (Parlamento Europeo) e Rutte (presidente di turno del Consiglio Ue) in una dichiarazione congiunta. Mentre l’accordo raggiunto dal premier David Cameron con la Ue nel vertice del 19 febbraio scorso con le concessioni per lo statuto speciale del Regno Unito, come si legge nel comunicato,  “cessa di esistere” . Alcune ore prima era stato lo stesso presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a commentare che “è un momento politicamente drammatico, ma siamo preparati allo scenario negativo“.
Questa mattina i premier  di Italia, Germania e Francia, Renzi, Merkel e Hollande, si sono parlati per telefono per concordare le prossime mosse e predisporre una risposta comune alla Brexit.Il  cancelliere tedesco, Angela Merkel ha reso noto che Ho invitato a Berlino il presidente francese, Francois Hollande, il premier italiano Matteo Renzi e il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk per dei colloqui” ed aggiunto “Poi  allargheremo questo circolo per rendere le discussioni più profonde“. In queste ore di frenetico lavoro per preparare il vertice della prossima settimana, è cambiato anche il programma del presidente Tusk, ed infatti l’incontro con il premier italiano Matteo Renzi  molto probabilmente non si svolgerà oggi ma avverrà  a Bruxelles martedì prima del summit.
Schermata 2016-06-24 alle 16.33.33Ha ragione Ferruccio De Bortoli, ex direttore del SOLE24 ORE  e del CORRIERE DELLA SERA quando scrive su Facebook  :”Brexit è realtà. Confidavamo nel pragmatismo britannico e ci siamo sbagliati. I sondaggi hanno fallito anche questa volta. Il leave era meno confessabile del remain. La volontà popolare è sacra. Il referendum sarà imitato da altri in Europa e riproposto dagli scozzesi. Quando un governo andrà in difficoltà si aggrapperà al voto sull’Europa per tentare di salvarsi. L’effetto politico sarà più grave di quello, pesante, sui mercati che speriamo si esaurisca in qualche settimana. Una cintura di sicurezza verrà stesa da BCE e banche centrali. Ma l’Europa unita non può e non deve finire in una notte di mezza estate per opera di Farage e Johnson. In quasi settant’anni di vita, avrà commesso molti errori ma oggi i leader devono rivendicare con forza e orgoglio i tanti meriti. Gettare il cuore oltre l’ostacolo e difendere sacrifici e conquiste. Ci sarà probabilmente un summit straordinario. Ci vuole una nuova Ventotene, qualcosa di formale e di solenne. I britannici avevano tutto il diritto di decidere, ma non quello di farlo anche per noi. Erano fuori già da tutto. Ora ( il trattato di Lisbona dà tempo due anni) ogni ambiguità è risolta. Tocca a chi resta dimostrare che stare insieme è l’unica scelta saggia e lungimirante.
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